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Per il New York Post di Rupert Murdoch è “l’uomo sbagliato per l’incarico sbagliato”. Per il conservatore Wall Street Journal ancora peggio: “Un pericolo per la salute pubblica”. Pochi giorni dopo la conferma di Pete Hegseth come capo del Pentagono, arrivata con il voto decisivo di JD Vance, per Donald Trump c’è un’altra nomina delicata da far passare al Senato. Mercoledì Robert F. Kennedy Jr si presenterà in audizione per cercare di convincere soprattutto i repubblicani a dargli l’investitura. Un’operazione tutt’altro che semplice. Oltre ai democratici, a remare contro è parte dell’establishment conservatore, a cominciare dalla stampa, che nutre forti dubbi su un personaggio controverso tanto quanto il suo passato.
Updated Jan. 21, 3:45 p.m.
In an executive order signed on the eve of his inauguration, President Trump pulled the U.S. from the World Health Organization.
Withdrawal from the United Nations health agency is possible after a one-year notice. The order called for a pause on future U.S. funding and resources to WHO. The U.S. is the largest WHO donor. Public health experts quickly condemned the move, stressing it leaves U.S. agencies like the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) and the National Institutes of Health (NIH) without crucial surveillance data and will complicate future efforts to prevent pandemics.
Segue:
President Donald Trump made good on his campaign promises to kick off his second term in office with a tidal wave of executive orders.
Either in front of cheering supporters at a Monday evening rally or later that night in the Oval Office, Trump signed dozens of executive orders and outlined other presidential actions spanning large swaths of the federal government. This included an executive order revoking 78 executive actions taken by the Biden administration, plus other steps to review rulemaking and other actions taken during the waning days of Joe Biden’s presidency.
segue
Era il marzo del 1975 quando a Firenze un gruppo di cattolici si riunì per pensare a come reagire alla scoperta, in città, di un’intensa attività di aborti clandestini. Nacque così il primo Centro di aiuto alla vita, da cui sarebbero poi scaturiti tutti quelli oggi presenti in Italia. Fra i promotori c’era Enrico Ogier, primario di ginecologia, che divenne il primo presidente del Centro: a far crescere in lui il desiderio di sostenere la maternità era stata la figlia, Maria Cristina Ogier (qui il sito ufficiale che le è dedicato).
Fu lei a ispirare l’idea di una risposta che fosse costruttiva, non in ottica di condanna verso le donne ma a favore della vita, offrendo un'alternativa che potesse evitare il ricorso all’aborto a chi vi fosse costretta per condizionamenti economici, sociali o familiari. L’occasione per anticipare il cinquantesimo anniversario della nascita del primo Centro di aiuto alla vita è stato proprio l’anniversario della morte di Maria Cristina Ogier, strappata alla vita da un tumore a soli 19 anni, l’8 gennaio del 1974, e proclamata venerabile da papa Francesco. Prima della Messa, nella basilica di San Miniato al Monte dove sono conservati i suoi resti, l’Istituto Maria Cristina Ogier che ne conserva la memoria ha presentato alcuni percorsi per conoscere la testimonianza di questa figura di giovane donna cristiana. Un’iniziativa che si lega al Giubileo e che viene proposta a parrocchie, movimenti, associazioni che ne faranno richiesta.
Quattro i temi di interesse per bambini, giovani e adulti su cui si potrà richiedere un intervento: le difficoltà vissute come opportunità, la santità giovanile, la missionarietà e la povertà evangelica. In cantiere ci sono poi progetti per scuole pubbliche e paritarie di ogni ordine e grado, che toccano anche temi di educazione civica. Come in passato, l’Istituto rimane a disposizione per progetti “scuola-lavoro per gli istituti superiori presso la Casa famiglia per persone con disabilità “Maria Cristina Ogier” in via Fortini a Firenze. Le porte della Casa saranno aperte a quanti vorranno vivere un’esperienza di volontariato. A disposizione sarà messa anche la cappellina dove, per chi ne farà richiesta, sarà possibile fermarsi in preghiera.
Parte anche una raccolta di farmaci e materiale sanitario per il Centro sanitario “Maria Cristina Ogier” realizzato in Repubblica Democratica del Congo. «Vivo sognando il Paradiso» scriveva nel suo diario Maria Cristina: «Questo suo desiderio – afferma il presidente dell’Istituto Maria Cristina Ogier, Enzo Benucci – è uno dei tanti spunti con i quali la vita di Maria Cristina può accompagnarci nel fortificare la nostra speranza. Le iniziative dell’Istituto permetteranno a tanti di conoscerla e faranno sì che possa realizzarsi il desiderio di vederla diventare un faro da cui i giovani possano attingere luce per la propria vita».
Ecco la preghiera per chiedere grazie attraverso l'intercessione di Maria Cristina Ogier
O Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo,
ti rendiamo grazie
per la luminosa testimonianza cristiana di
Maria Cristina Ogier.
Vivificata da te
ha vissuto la sua breve esistenza terrena
“amando senza confini”.
Fa’, che guardando a lei,
anche noi amiamo il dono della vita
e sappiamo costruire, con le nostre gioie e dolori,
il mondo alla luce del Vangelo
amando te nei fratelli.
Ti chiediamo,
se è tua volontà,
di glorificare la tua serva Maria Cristina
e per sua intercessione concedi a noi
la grazia che ti chiediamo con grande fiducia…….
Amen
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Avranno mica cambiato idea?
Direi di no. È risaputo che in molti a sinistra sarebbero favorevoli alla riforma, ma non possono sostenerla per non venir meno al legame con la magistratura. A conferma della reale opinione dei parlamentari dem, ieri la riforma ha incassato il “sì” di più di un membro Pd, oltre al favore di Azione e +Europa. Io stessa nella mia esperienza in Commissione di Giustizia alla Camera ricordo molti di quell’area politica favorevoli alla separazione delle carriere. Non a caso gli argomenti portati in parlamento dalla sinistra contro la riforma sono pressoché ridicoli.
Per esempio?
a cura del Gruppo Astrologia del CICAP
L’eruzione del Vesuvio, la morte di Vladimir Putin, la fine del conflitto in Ucraina, l’abdicazione di re Carlo, la vittoria dell’Inghilterra agli europei di calcio… Queste sono solo alcune delle profezie per il 2024 che non si sono verificate nell’anno appena trascorso.
Sin dalla sua fondazione nel 1989, il CICAP raccoglie previsioni e profezie fatte da astrologi, sensitivi e veggenti, e a fine anno ne stabilisce veridicità e accuratezza. Come di consueto, solo una piccola parte delle previsioni è verificabile: per la maggior parte sono estremamente generiche, in modo che a posteriori chiunque può, con un po’ di sforzo, trovare qualche corrispondenza con qualcosa di accaduto. Di seguito, un resoconto sulle profezie “meno vaghe” per il 2024.Dopo anni di segnalazioni e ipotesi, un team di ricercatori delle Università di Catania, del Salento e di Torino ha individuato uno dei responsabili dei morsi subiti dai bagnanti in varie aree del Mediterraneo: il sarago maggiore (Diplodus sargus).
Lo studio che ne attesta la responsabilità (pubblicato su Annales series historia naturalis) rappresenta il primo rapporto documentato di questo comportamento insolito da parte di questa specie. Grazie all’analisi dettagliata di tre episodi, tra cui un caso significativo avvenuto nell’agosto scorso in provincia di Siracusa, i ricercatori hanno confermato il ruolo di questo pesce nel provocare ferite, in alcuni casi abbastanza serie da richiedere cure mediche.
Fondamentale per questa scoperta è stato il contributo della cosiddetta citizen science. Attraverso il gruppo Fauna Marina Mediterranea (Facebook), che conta oltre 29 mila membri: tra ricercatori, pescatori e appassionati – ha permesso di raccogliere testimonianze dirette e materiali utili all’indagine.
Tra i casi analizzati, spicca quello di una donna di settant’anni che, mentre nuotava in acque poco profonde nel siracusano, è stata ripetutamente morsa da un singolo sarago maggiore. L’attacco ha provocato una ferita di circa cinque centimetri di diametro, che ha richiesto cure mediche per evitare infezioni.
“Le cause di questo comportamento, insolito per questa specie, restano ancora da chiarire”, spiega Francesco Tiralongo, zoologo dell’università di Catania, che ha guidato la ricerca.
Questa scoperta, resa possibile da un lavoro congiunto tra ricerca accademica e partecipazione dei cittadini, rappresenta un passo avanti nella comprensione del comportamento della fauna marina. Ulteriori studi saranno necessari per approfondire le cause di questa aggressività sporadica e il suo possibile legame con fattori ambientali o biologici.
Luigi Musco, docente di zoologia dell’Università del Salento, conclude: “Non dobbiamo creare allarmismi. In molti casi, alcuni pesci, inclusi i saraghi giovani, sono interessati a rimuovere pelle morta dagli umani, un comportamento noto e sfruttato anche nelle pedicure di origine orientale. Tuttavia, in rari casi, alcuni adulti possono mostrare lo stesso comportamento, con conseguenze più serie”.
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