giovedì 30 gennaio 2025

Il caso. Il paradosso marchigiano: meno posti per nascere che per abortire





Nell'ospedale di Urbino un solo medico obiettore tra i 9 in servizio. Una situazione coerente con il quadro regionale, che penalizza la natalità a vantaggio delle Ivg. In campo le voci dei cattolici

«Urbino da culla del Rinascimento a culla vuota». Così il “Nuovo Amico”, settimanale delle diocesi di Pesaro, Fano e Urbino, ha titolato la pagina speciale dell’edizione di domenica 19 gennaio in risposta agli articoli apparsi sulla stampa locale. In questi l'ospedale Santa Maria della Misericordia di Urbino veniva descritto come «un faro per l'aborto in Italia, un'eccellenza per le interruzioni di gravidanza farmacologiche». Il piccolo nosocomio feltresco vanta infatti un “primato” singolare: tra i 9 medici del reparto di Ginecologia e Ostetricia c’è un solo obiettore. Questo porta a 120-130 interruzioni di gravidanza all'anno, per la maggior parte ottenute con la pillola Ru486.

L'associazione “Noi donne odv” si dichiara «soddisfatta del lavoro dell'ospedale di Urbino, anche se nelle Marche il diritto all'aborto è penalizzato». A rispondere dalle colonne del settimanale cattolico è Emanuela Lulli, ginecologa di Pesaro e presidente del Movimento per la Vita di Fano. «La prima cosa che colpisce nella nostra regione è la differenza tra i punti nascita (11) e i reparti dove si praticano aborti volontari (13). Questo la dice lunga su quale sia la prospettiva verso la quale ci stiamo avviando». Secondo Francesco Amaduzzi, medico del volontariato per la vita di Fano, quello di Urbino è un primato triste: «Un tempo negli articoli di inizio anno si faceva a gara per chi avesse avuto più nati, mentre oggi fa notizia (anzi, fa primato) il numero delle interruzioni di gravidanza volontarie».

Proprio nell'ospedale di Urbino fino a due anni fa lavorava Girolamo Martino, ginecologo e fondatore del Centro di aiuto alla Vita, deceduto prematuramente dopo una lunga malattia. «Sono certo – prosegue Amaduzzi – che ci ricorderebbe che l’aborto è una disgrazia e non un diritto. È una sofferenza indicibile in cui la donna rimane intrappolata, sola con il proprio dolore, e non esiste pillola al mondo capace di risolvere questo dramma». Al di là dei toni trionfalistici con cui è stata pubblicata la notizia – dice ancora il “Nuovo Amico” – è da sottolineare come la frontiera su cui impegnarsi è la promozione del valore della vita: «Urbino, città universitaria ricca di fermento giovanile e di futuro, non può e non deve sottrarsi a questo impegno. Occorre avviare una riflessione sincera sugli aiuti alla maternità difficile per consentire alla donna di scegliere con consapevolezza e libertà, senza pressioni di natura economica, sociale e lavorativa».

Francia. Legge Veil, cinquant'anni e troppi aborti

A mezzo secolo dalla legalizzazione, il Paese si è assuefatto alla libertà assoluta di abortire. Ma l’uso crescente della Ru486 cela le cause che spingono sempre più donne a rinunciare alla maternità

https://www.avvenire.it/vita/pagine/legge-veil-50-anni-e-troppi-aborti?mnuid=522gd0a49g112211bc03121279a55b09642130cea921f2907f&mnref=s559%2Co7a31&utm_term=31281+-+Vai%3E%3E&utm_campaign=VITA&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=43+-+VITA+-+29+gennaio+2025+%282025-01-29%29


mercoledì 29 gennaio 2025

"Pericolo pubblico". Mobilitazioni per fermare Kennedy Jr, medicina amara che Trump impone ai suoi



Per il New York Post di Rupert Murdoch è “l’uomo sbagliato per l’incarico sbagliato”. Per il conservatore Wall Street Journal ancora peggio: “Un pericolo per la salute pubblica”. Pochi giorni dopo la conferma di Pete Hegseth come capo del Pentagono, arrivata con il voto decisivo di JD Vance, per Donald Trump c’è un’altra nomina delicata da far passare al Senato. Mercoledì Robert F. Kennedy Jr si presenterà in audizione per cercare di convincere soprattutto i repubblicani a dargli l’investitura. Un’operazione tutt’altro che semplice. Oltre ai democratici, a remare contro è parte dell’establishment conservatore, a cominciare dalla stampa, che nutre forti dubbi su un personaggio controverso tanto quanto il suo passato.


Trump pulls US out of WHO, a move condemned by public health experts

Updated Jan. 21, 3:45 p.m.

In an executive order signed on the eve of his inauguration, President Trump pulled the U.S. from the World Health Organization.

Withdrawal from the United Nations health agency is possible after a one-year notice. The order called for a pause on future U.S. funding and resources to WHO. The U.S. is the largest WHO donor. Public health experts quickly condemned the move, stressing it leaves U.S. agencies like the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) and the National Institutes of Health (NIH) without crucial surveillance data and will complicate future efforts to prevent pandemics.



Segue:

https://www.fiercehealthcare.com/regulatory/trump-pulls-us-out-who-condemned-public-health-experts?utm_medium=email&utm_source=nl&utm_campaign=HC-NL-FierceHealthcareWeekly&oly_enc_id=8897D5337067D6S

martedì 28 gennaio 2025

What Trump's busy first week means for healthcare: AI policy shifts, HHS comms blackout, patient protections and more

President Donald Trump made good on his campaign promises to kick off his second term in office with a tidal wave of executive orders.

Either in front of cheering supporters at a Monday evening rally or later that night in the Oval Office, Trump signed dozens of executive orders and outlined other presidential actions spanning large swaths of the federal government. This included an executive order revoking 78 executive actions taken by the Biden administration, plus other steps to review rulemaking and other actions taken during the waning days of Joe Biden’s presidency.


segue


https://www.fiercehealthcare.com/regulatory/what-trumps-first-day-orders-mean-healthcare-ditched-drug-models-pauses-rules-and-hiring?utm_medium=email&utm_source=nl&utm_campaign=HC-NL-FierceHealthcareWeekly&oly_enc_id=8897D5337067D6S

lunedì 27 gennaio 2025

Il Papa: la Chiesa cattolica disposta ad accettare ogni data comune della Pasqua

Francesco celebra i Secondi Vespri della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nella Basilica di San Paolo e, ricordando la coincidenza, quest'anno, della celebrazione pasquale nello stesso giorno nei calendari giuliano e gregoriano e il 1.700 anniversario del primo Concilio ecumenico di Nicea, torna a ribadire l'appello per un "passo decisivo" per l'unità: la stessa data per la Pasqua



segue:

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-01/papa-francesco-vespri-settimana-unita-cristiani-san-paolo-2025.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

sabato 25 gennaio 2025

Cos’è esattamente un “ordine esecutivo”

Donald Trump ne ha approvati decine: sono provvedimenti immediatamente efficaci, ma hanno comunque dei limiti e sono facilmente contestabili


Segue

venerdì 24 gennaio 2025

Firenze. Maria Cristina Ogier, la ragazza che ispirò i Cav. Ecco la "sua" preghiera



Il ricordo giovane morta a 19 anni e dichiarata "venerabile" dalla Chiesa, protagonista delle origini del primo Centro di Aiuto alla Vita d'Italia nato 50 anni fa e che le è intitolato

Era il marzo del 1975 quando a Firenze un gruppo di cattolici si riunì per pensare a come reagire alla scoperta, in città, di un’intensa attività di aborti clandestini. Nacque così il primo Centro di aiuto alla vita, da cui sarebbero poi scaturiti tutti quelli oggi presenti in Italia. Fra i promotori c’era Enrico Ogier, primario di ginecologia, che divenne il primo presidente del Centro: a far crescere in lui il desiderio di sostenere la maternità era stata la figlia, Maria Cristina Ogier (qui il sito ufficiale che le è dedicato).

Fu lei a ispirare l’idea di una risposta che fosse costruttiva, non in ottica di condanna verso le donne ma a favore della vita, offrendo un'alternativa che potesse evitare il ricorso all’aborto a chi vi fosse costretta per condizionamenti economici, sociali o familiari. L’occasione per anticipare il cinquantesimo anniversario della nascita del primo Centro di aiuto alla vita è stato proprio l’anniversario della morte di Maria Cristina Ogier, strappata alla vita da un tumore a soli 19 anni, l’8 gennaio del 1974, e proclamata venerabile da papa Francesco. Prima della Messa, nella basilica di San Miniato al Monte dove sono conservati i suoi resti, l’Istituto Maria Cristina Ogier che ne conserva la memoria ha presentato alcuni percorsi per conoscere la testimonianza di questa figura di giovane donna cristiana. Un’iniziativa che si lega al Giubileo e che viene proposta a parrocchie, movimenti, associazioni che ne faranno richiesta.

Quattro i temi di interesse per bambini, giovani e adulti su cui si potrà richiedere un intervento: le difficoltà vissute come opportunità, la santità giovanile, la missionarietà e la povertà evangelica. In cantiere ci sono poi progetti per scuole pubbliche e paritarie di ogni ordine e grado, che toccano anche temi di educazione civica. Come in passato, l’Istituto rimane a disposizione per progetti “scuola-lavoro per gli istituti superiori presso la Casa famiglia per persone con disabilità “Maria Cristina Ogier” in via Fortini a Firenze. Le porte della Casa saranno aperte a quanti vorranno vivere un’esperienza di volontariato. A disposizione sarà messa anche la cappellina dove, per chi ne farà richiesta, sarà possibile fermarsi in preghiera.

Parte anche una raccolta di farmaci e materiale sanitario per il Centro sanitario “Maria Cristina Ogier” realizzato in Repubblica Democratica del Congo. «Vivo sognando il Paradiso» scriveva nel suo diario Maria Cristina: «Questo suo desiderio – afferma il presidente dell’Istituto Maria Cristina Ogier, Enzo Benucci – è uno dei tanti spunti con i quali la vita di Maria Cristina può accompagnarci nel fortificare la nostra speranza. Le iniziative dell’Istituto permetteranno a tanti di conoscerla e faranno sì che possa realizzarsi il desiderio di vederla diventare un faro da cui i giovani possano attingere luce per la propria vita».

Ecco la preghiera per chiedere grazie attraverso l'intercessione di Maria Cristina Ogier

O Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo,
ti rendiamo grazie
per la luminosa testimonianza cristiana di
Maria Cristina Ogier.
Vivificata da te
ha vissuto la sua breve esistenza terrena
“amando senza confini”.
Fa’, che guardando a lei,
anche noi amiamo il dono della vita
e sappiamo costruire, con le nostre gioie e dolori,
il mondo alla luce del Vangelo
amando te nei fratelli.
Ti chiediamo,
se è tua volontà,
di glorificare la tua serva Maria Cristina
e per sua intercessione concedi a noi
la grazia che ti chiediamo con grande fiducia…….
Amen
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

mercoledì 22 gennaio 2025

Trump libererà davvero gli sport femminili dalla monomania transgender?

La Camera Usa approva un disegno di legge per restituire a donne e ragazze il Titolo IX. La palla passa al Senato, ma la sinistra è già tornata a impantanarsi sui diritti

https://www.tempi.it/trump-sport-femminili-transgender/


domenica 19 gennaio 2025

Cattiva televisione ?


Quando un programma RAI decide che il ponte sullo Stretto di Messina è il "pallino del  Ministro Matteo Salvini" cose dovremo concludere?
Ovviamente non prendere in considerazione la trasmissione in oggetto.

Ma val la pena tentare di informare i poveri telespettatori che guarderanno questa "trasmissione" che i  progetti per il ponte sullo stretto sono cominciati ben prima che Matteo Salvini diventasse ministro, e che tanti ingegneri e tecnici hanno già lavorato sulla idea fino a scrivere persino un progetto?




Separazione delle carriere. «Sinistra e pm temono di perdere potere»

Prima votazione favorevole alla Camera per la riforma Nordio. Parla Tiziana Maiolo: «Siamo l'unico paese in cui i magistrati non devono rendere conto a nessuno»


...

Avranno mica cambiato idea?

Direi di no. È risaputo che in molti a sinistra sarebbero favorevoli alla riforma, ma non possono sostenerla per non venir meno al legame con la magistratura. A conferma della reale opinione dei parlamentari dem, ieri la riforma ha incassato il “sì” di più di un membro Pd, oltre al favore di Azione e +Europa. Io stessa nella mia esperienza in Commissione di Giustizia alla Camera ricordo molti di quell’area politica favorevoli alla separazione delle carriere. Non a caso gli argomenti portati in parlamento dalla sinistra contro la riforma sono pressoché ridicoli.

Per esempio?

Angelo Bonelli di Avs sostiene che Nordio promuova l’idea di uno «stato autoritario». Sarebbe come dire che tutto il mondo occidentale sia composto di regimi in cui la giustizia si sottomette alla politica. È ridicolo. Il timore che il governo voglia sottoporre la magistratura a pressioni continue è totalmente infondato se si osservano i paesi in cui vi è già questa condizione. Solo in Italia la magistratura è una corporazione unica, dove pm e giudici sono uniti come fratelli siamesi, mentre gli avvocati costituiscono un’entità a sé stante. Questa riforma ci allinea finalmente a tutto il resto dell’Occidente sul piano della giustizia, tanto è vero che le modifiche volute da Nordio sono già attive e funzionanti in quasi tutta Europa, oltre che negli Stati Uniti, in Australia e Giappone.

sabato 18 gennaio 2025

L’errore di chi abolisce i programmi di diversità e inclusione è averli introdotti

Le pratiche Dei di antidiscriminazione imposte dalle aziende in questi anni hanno creato divisioni e intolleranze. Dietro alla retromarcia di chi le abbandona (ultime Meta e Amazon) c'è convenienza politica ma non solo

segue al link;

mercoledì 15 gennaio 2025

Venticinque anni fa il millennium bug, tanto fumo e poco arrosto

Venticinque anni fa il mondo si preparava a una catastrofe informatica: il millennium bug. L'idea che i computer potessero bloccarsi al momento del passaggio fra il 31 dicembre 1999 e il 1° gennaio 2000 mise in allarme il pianeta. Il tutto finì però per sgonfiarsi.

Questo contenuto è stato pubblicato al30 dicembre 2024 - 12:57


https://www.tvsvizzera.it/tvs/qui-svizzera/venticinque-anni-fa-il-millennium-bug-tanto-fumo-e-poco-arrosto/88656767?utm_campaign=manual_tvs&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o&utm_term=manual

martedì 14 gennaio 2025

Profezie che non lo erano: il report del CICAP per il 2024

a cura del Gruppo Astrologia del CICAP

L’eruzione del Vesuvio, la morte di Vladimir Putin, la fine del conflitto in Ucraina, l’abdicazione di re Carlo, la vittoria dell’Inghilterra agli europei di calcio… Queste sono solo alcune delle profezie per il 2024 che non si sono verificate nell’anno appena trascorso. 

Sin dalla sua fondazione nel 1989, il CICAP raccoglie previsioni e profezie fatte da astrologi, sensitivi e veggenti, e a fine anno ne stabilisce veridicità e accuratezza. Come di consueto, solo una piccola parte delle previsioni è verificabile: per la maggior parte sono estremamente generiche, in modo che a posteriori chiunque può, con un po’ di sforzo, trovare qualche corrispondenza con qualcosa di accaduto. Di seguito, un resoconto sulle profezie “meno vaghe” per il 2024.

domenica 12 gennaio 2025

Nuovi percorsi. Ecco come si potrà diventare preti in Italia

Pubblicata la nuova edizione della Ratio nationalis dei Seminari, le norme che regolano i cammini formativi per i futuri sacerdoti. Manetti: più anni per il discernimento e i laici saranno coinvolti

giovedì 2 gennaio 2025

Morsi ai bagnanti: a causarli il sarago maggiore (Diplodus sargus)

Pubblicato il: 18 Dicembre 2024

Dopo anni di segnalazioni e ipotesi, un team di ricercatori delle Università di Catania, del Salento e di Torino ha individuato uno dei responsabili dei morsi subiti dai bagnanti in varie aree del Mediterraneo: il sarago maggiore (Diplodus sargus).

Lo studio che ne attesta la responsabilità (pubblicato su Annales series historia naturalis) rappresenta il primo rapporto documentato di questo comportamento insolito da parte di questa specie. Grazie all’analisi dettagliata di tre episodi, tra cui un caso significativo avvenuto nell’agosto scorso in provincia di Siracusa, i ricercatori hanno confermato il ruolo di questo pesce nel provocare ferite, in alcuni casi abbastanza serie da richiedere cure mediche.

Una scoperta nata dalla citizen science

Fondamentale per questa scoperta è stato il contributo della cosiddetta citizen science. Attraverso il gruppo Fauna Marina Mediterranea (Facebook), che conta oltre 29 mila membri: tra ricercatori, pescatori e appassionati – ha permesso di raccogliere testimonianze dirette e materiali utili all’indagine.

Tra i casi analizzati, spicca quello di una donna di settant’anni che, mentre nuotava in acque poco profonde nel siracusano, è stata ripetutamente morsa da un singolo sarago maggiore. L’attacco ha provocato una ferita di circa cinque centimetri di diametro, che ha richiesto cure mediche per evitare infezioni.

“Le cause di questo comportamento, insolito per questa specie, restano ancora da chiarire”, spiega Francesco Tiralongo, zoologo dell’università di Catania, che ha guidato la ricerca.

Se l’aggressività dei pesci va (talvolta) oltre la fish pedicure

Questa scoperta, resa possibile da un lavoro congiunto tra ricerca accademica e partecipazione dei cittadini, rappresenta un passo avanti nella comprensione del comportamento della fauna marina. Ulteriori studi saranno necessari per approfondire le cause di questa aggressività sporadica e il suo possibile legame con fattori ambientali o biologici.

Luigi Musco, docente di zoologia dell’Università del Salento, conclude: “Non dobbiamo creare allarmismi. In molti casi, alcuni pesci, inclusi i saraghi giovani, sono interessati a rimuovere pelle morta dagli umani, un comportamento noto e sfruttato anche nelle pedicure di origine orientale. Tuttavia, in rari casi, alcuni adulti possono mostrare lo stesso comportamento, con conseguenze più serie”.

Referendum abrogativi del 8 e 9 giugno 2025

https://www.comune.buccinasco.mi.it/it/news/referendum-abrogativi-del-8-e-9-giugno-2025 Descrizione In questa sezione sono pubblicate tutte ...