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giovedì 1 gennaio 2026
domenica 22 giugno 2025
sabato 1 giugno 2024
Giovannnino Guareschi; Il figlio Alberto, 84 anni, ha appena dato alle stampe Caro Nino ti scrivo (BUR Rizzoli), in cui raccoglie e cuce insieme le lettere che il padre (Nino, per i familiari) mandò e ricevette durante la detenzione
Autore della saga del prete e del comunista (in tv, Fernandel
e Gino Cervi), Giovannino Guareschi passò 409 giorni in carcere per
aver diffamato De Gasperi. Il figlio Alberto ha raccolto in un libro
le lettere che il papà spedì e ricevette in cella. E disegna il ritratto
di un uomo libero. Che non resisteva all'ironia. E al merluzzo fritto
Giovannino Guareschi entrò nel
carcere di Parma giusto 70 anni fa, il 26 maggio del 1954. Nel gennaio di quell'anno aveva attribuito
ad Alcide De Gasperi due lettere
che pubblicò sul settimanale che
dirigeva (Il Candido) in cui il leader della De chiedeva agli alleati di bombardare la
periferia di Roma per accelerare la sollevazione del
popolo e la cacciata dei tedeschi (le lettere erano del
1944). Il processo evaporò in tre rapide udienze, in
cui prevalse l'alibi morale di De Gasperi («Un uomo
di quella statura non avrebbe mai
scritto cose simili») e non vennero
sentiti né testimoni né il perito che
aveva certificato l'autenticità delle due missive. Guareschi fu condannato a 12 mesi di carcere per diffamazione e rinunciò a ricorrere in
appello
domenica 26 maggio 2024
Racconto “L’embrione” (1967) di Giovannino Guareschi
Tratto dal volume “Baffo racconta” (Rizzoli, 2004, pp. 196).
«Lui come fa per inventare una di quelle storie che poi pubblica sui giornali?” mi domandò perentoriamente Giò, l’unica collaboratrice familiare che non aspiri a diventare una diva della Tv.
Testo integrale: https://www.amiciziacristiana.it/embrione.htm
Maggiori notizie: https://www.giovanninoguareschi.com/archivio-bibliografia/2008%20Santambrogio%20GG%20e%20l'embrione%20Libero%2026%20gen.pdf:
L'EMBRIONE
«Lui come fa per inventare una di quelle storie che poi pubblica sui giornali?” mi domandò perentoriamente Giò, l’unica collaboratrice familiare che non aspiri a diventare una diva della Tv.
«Non si può inventare niente,» risposi. «Tutto ciò che la mente umana può pensare è già stato pensato. Le storie di fantasia si costruiscono col materiale fornito dalla cronachetta quotidiana. Tutti i fatti di cronaca contengono il nocciolo d’una storia cosiddetta “di fantasia”. E ciò perché quei fatti che sembrano conclusi, in realtà sono appena cominciati.»
«Capisco,» approvò la ragazza. «Come il fatto di quella signora che, a Parigi, è andata a mangiare al ristorante e ha trovato dentro un’ostrica una grossa perla da 200 mila lire.»
«No, Giò. Questo è troppo inconsueto e, quindi, non valido per costruire una storia le cui basi devono sempre poggiare sul verosimile. La realtà può permettersi ogni stranezza: la fantasia no. La realtà può far cadere un uomo dal sesto piano e lasciarlo illeso. Io non posso farlo, altrimenti la mia storia diventa una favola.»
Giò non pareva convinta: «Tutti i fatti di cronaca, lui dice: anche questo?» domandò indicando sul giornale un titolone a 5 colonne: «Uccise la moglie e il suo amante — Esce libero dal Tribunale tra gli applausi.»
«Certo,» risposi. «Grazie alle attenuanti accordate per i “motivi d’onore”, questo è un fatto normalissimo. Banale addirittura.»
«E allora vediamo!» mi sfidò la ragazza. «Fuori la storia!»
Ed ecco la storia come la raccontai a Giò.
«Si trattava,» incominciai, «d’un caso di normale amministrazione. A un bravo ragazzo di Salerno, tale Nazzareno Spinillo, era balenato il sospetto che la giovane moglie Esterina la tradisse con un certo Salvatore.
«Allora, comprate pistola e munizioni, si appostò per parecchi giorni in solaio spiando la moglie e, finalmente, vide arrivare Salvatore. Attese il tempo sufficiente, poi scese sorprendendo così la fedifraga e il suo amante comodamente sistemati nell’oltraggiato talamo nuziale.
«Nazzareno, dopo aver tanto sofferto, aveva il diritto di divertirsi un po’: incominciò a sparare e continuò un bel pezzo, vuotando tre caricatori sui due che invocavano pietà.
«Smise quando i due furono sicuramente morti e andò subito a costituirsi dai Carabinieri i quali, superficiali conoscitori della Legge, lo denunciarono per omicidio premeditato e lo incarcerarono.
«Ma il Giudice Istruttore, rendendosi conto che si trattava di una regolare e legalissima azione ispirata da nobili “motivi d’onore”, faceva scarcerare il bravo Nazzareno.
«Gli uomini d’onore come Nazzareno godono di grande stima da quelle parti: quindi il bravo giovane venne vezzeggiato e aiutato da tutti i compaesani compresa una vezzosa fanciulla che chiede di diventare la sua fidanzata. E Nazzareno acconsentì.
«Il processo venne celebrato dopo quasi tre anni e, in questo tempo, la fidanzata diede al bravo Nazzareno la consolazione di un florido bambino la cui foto venne poi pubblicata sui giornali assieme alla solenne dichiarazione della madre: “Sono orgogliosa di avere per fidanzato un uomo che ha saputo sì virilmente tutelare il suo onore ammazzando la moglie traditrice”.
«Come s’è detto, il caso era di normale amministrazione: il bravo Nazzareno fu condannato a due anni di carcere e, avendo interposto appello, “uscì liberamente dall’aula con un sorriso trionfante e fu accolto nel corridoio con applausi dal pubblico numeroso che aveva seguito il processo...”
«Scusi — esclamò Giò interrompendomi. — Ma questo è semplicemente quanto sta scritto sul giornale!»
«No, — risposi. — Sul giornale si dice pur che la giovane donna stava per diventare madre ed è logico pensare che il bravo Nazzareno abbia tenuto presente questo particolare e, mentre collocava qualcuno dei tanti colpi nel ventre della traditrice, abbia esclamato: “Crepa anche tu, figlio di malafemmina!”. Ed è qui che incomincia la mia storia.
«Accadde infatti che, allorquando era già finito da un’ora, un vecchio signore in toga ancora sostasse in ufficio, intento a consultare certe carte.
«A un tratto, sentì qualcuno tirargli l’orlo della toga e, chinatosi, vide che si trattava d’un bambino piccolo piccolo, che pareva fatto d’aria.
— Che cerchi? — domandò burbero l’uomo togato.
— Cerco giustizia — rispose il piccolino.
— E vieni a cercare giustizia proprio qui? — ridacchiò l’uomo. — Tu devi davvero essere piovuto giù da un altro mondo.
— Effettivamente sì — rispose il piccolino. — Io sono il figlio dell’Esterina. Ammazzando mia madre, mio padre ha ammazzato anche me. E di questo si doveva pure tener conto!
— No, ragazzino. Non si può uccidere chi non è nato. Se un individuo non è nato, legalmente non esiste. Il Codice parla chiaro: “La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito, sono subordinati all’evento della nascita”.
«Il piccolino che, mentre aspettava s’era sfogliato i Codici, replicò:
— E allora come mai è stabilito che chi interrompe la maternità di una donna senza il consenso di lei è punibile con la reclusione da 7 a 12 anni? Mia madre non aveva davvero acconsentito che lui ammazzasse anche me!
— Non facciamo confusione, ragazzino — disse l’uomo togato. — Prima di tutto, qualora la maternità venga interrotti per “motivi d’onore”, si può ottenere lo sconto anche del 50 per cento. Secondariamente, l’art. 554 non è qui applicabile perché l’azione di Nazzareno non aveva lo scopo di interrompere la gravidanza di tua madre , bensì quello di uccidere tua madre. Se Nazzareno voleva semplicemente interrompere la gravidanza di una madre, non occorreva davvero che ammazzasse anche il suo amante. Il fatto che abbia ucciso anche l’amante della moglie, dimostra le intenzioni perfettamente legali della sua azione.
— D’accordo — esclamò il piccolino. — Ma siccome, ammazzando mia madre ha ammazzato anche me, praticamente si tratta di un crimine contro la maternità!
— No, ragazzino. Prima di tutto, quando si agisce per “motivi d’onore”, le pratiche cosiddette “illecite” non sono da considerare contro la maternità. Esempio: secondo un marito, il figlio che la moglie sta per dargli è il prodotto di una relazione extraconiugale: se il marito interrompe la gravidanza della moglie non si tratta di pratiche contro la maternità, ma contro la paternità. Egli non agisce contro il figlio della moglie ma contro il figlio dell’amante della moglie. Secondariamente tu non hai nessun diritto da accampare perché non sei una persona fisica. Tant’è vero che non sei nato!
— Però sono morto!
— E come può morire chi non è nato? D’altra parte, se non volevi grane, dovevi sceglierti una madre più onesta!
— O magari un padre meno cornuto! — replicò il piccolino perdendo la calma.
«Il vecchio togato s’indignò:
— Screanzato! Come osi offendere un uomo che, per tutelare il suo onore, non ha esitato ad ammazzare la moglie e l’amante di lei? Nessuno ha più il diritto di chiamare il buon Nazzareno con quel termine dispregiativo. Perché Nazzareno è a posto con la coscienza e con la legge. Gli articoli 551, 578, 587 eccetera del codice penale sono stati creati per consentire a tutti i galantuomini offesi nell’onore, di ammazzare la moglie infedele!
— Ma signor Giudice!...
— Io non sono un giudice! Io sono l’usciere e mi sono appartato qui per studiarmi in pace gli ambi ritardati. La toga me la sono buttata sulle spalle perché avevo freddo. Comunque anche un giudice non avrebbe potuto risponderti diversamente. Credi, non c’è niente da fare: dura lex sed lex. Oltre al resto io non capisco come tu ce l’abbia tanto con quel bravo giovanotto di tuo padre. Alla fine, che t’ha fatto di male?
«Il piccolino spalancò le braccine:
— Visto in che razza di mondo avrei dovuto vivere — borbottò — direi che mi ha reso un buon servizio.
«Poi s’infilò in una fessura del pavimento e scomparve.
«Il vecchio scosse il capo:
— Che gioventù — gridò indignato. — Non sono ancora nati e già accampano dei diritti ! E si erigono a giudici del padre!...
«Non è una grande cosa, ma la storia c’è — ammise Giò. — Però non è valida perché basata su elementi fuori dalla realtà. Non è verosimile che il figlio di uno che ha ammazzato la moglie per motivi d’onore, parli così male del padre. Io ho letto fior d’inchieste e sempre i figli che avevano avuto la madre uccisa per motivi d’onore parlavano con entusiasmo ed orgoglio del padre. Si dicevano fieri che il padre fosse universalmente ammirato e stimato come “uomo d’onore”.»
«E se il ragazzino non fosse figlio...» prese a insinuare Margherita. Ma io l’interruppi:
«No, Margherita! Qui niente applausi per gli assassini! Qui non siamo in tribunale e qui i morti si rispettano!»
sabato 28 ottobre 2023
La mostra. La vita nei lager di Guareschi, il papà di don Camillo e Peppone
L’internamento del sottotenente Giovannino Guareschi a Roma in una esposizione dal titolo “6865”. Per non dimenticare tutti gli italiani che dissero “no” al nazifascismo
...
Don Camillo, Peppone e il Candido sono nati nei lager dopo quel 1943 che vide oltre 650mila Imi, gli internati militari italiani, essere imprigionati per aver detto “no” al nazifascismo dopo l’8 settembre. Giovannino Guareschi è uno di questi testimoni. A lui, a Roma, è dedicata una mostra che racconta le drammatiche condizioni umane e psicologiche che dovettero subire lui e tutti coloro che scelsero di compiere una “resistenza senz’armi” ad oltranza.
lunedì 1 maggio 2023
venerdì 17 marzo 2023
domenica 29 gennaio 2023
Guareschi Quando i nazisti internarono il narratore
Giornata della memoria, torna in libreria «Giovannino nei lager»
https://www.giovanninoguareschi.com/2023-Bandini-trilogia-GdPR-27gen.pdf
sabato 30 aprile 2022
Guareschi e Guccini!
Dal 30 aprile Casa Guareschi ospita la mostra
Non so che viso avesse... 80 caricaturisti italiani e stranieri disegnano Francesco Guccini.
Ingresso libero.
Non so che viso avesse... 80 caricaturisti italiani e stranieri disegnano Francesco Guccini.
Ingresso libero.
mercoledì 20 aprile 2022
Editoria. Don Camillo e Peppone ritornano, ma a fumetti
“Il ritorno di Don Camillo”, secondo atto della saga di Guareschi, diventa graphic novel. Una ripresa del sequel del ’53 come l’avrebbe voluto l’autore delle novelle
giovedì 10 febbraio 2022
lunedì 27 dicembre 2021
Il Natale, la domanda e il dialogo con Dio
Quanto profondo è il senso del Natale, quanto del nostro cammino di uomini ha a che fare con il dolore nascosto per quello che è impossibile rimediare con le nostre mani
In un bellissimo racconto contenuto nel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi intitolato “Mai tardi”, Carlino si ribella a un destino che sembra segnato, quello di portare avanti la fattoria del padre, un contadino duro e autoritario. Lascia la casa di famiglia, rompe i rapporti, si sposa con una donna che il genitore non stima, si costruisce lontano una discreta fortuna come geometra. ...
martedì 9 novembre 2021
lunedì 1 novembre 2021
GUARESCHI/ E Tugnén Bazziga, il sogno infranto del “Romanzo all’antica”
“Romanzo all’antica”, dedicato al mondo di suo padre e di suo nonno Tugnén Bazziga, era il libro che Giovannino Guareschi aveva sempre sognato. Ma non riuscì mai a pubblicarlo
venerdì 9 luglio 2021
Guareschi…non solo Don Camillo!
... Giovannino venne a mancare il 22 luglio del 1968 per un attacco di cuore, mentre si trovava nella sua casa di Cervia. I funerali si svolsero con la bara avvolta dalla bandiera monarchica con lo stemma di casa Savoia e ben pochi personaggi noti parteciparono, tra loro Enzo Biagi ed Enzo Ferrari. Alla sua morte la Rai dedicò solo pochi secondi; i giornali ne parlarono solo nelle pagine interne e l’Unità si distinse per una frase profondamente meschina: “melanconico tramonto dello scrittore che non era mai nato". La fama di Giovannino e l’immensa diffusione delle sue opere rappresentano la prova della sua grandezza di scrittore e intellettuale, se mai ce ne fosse bisogno: Giovannino fu un uomo di buonsenso, che aveva previsto molte delle cose che sarebbero successe nei decenni successivi, dimostrando lungimiranza oltre che intelligenza. E a più di cinquanta anni dalla sua morte Giovannino Guareschi è ancora qui, tra noi, conquistando anche i lettori più giovani, più attuale che mai.
https://avig.mantepsei.it/single/guareschinon-solo-don-camillo?fbclid=IwAR0Kh-ULA_TV_TJ0Aj3K4ps1F4nC4S8vZsfASTh8hpjLtqDY-MBPWlHieqA
lunedì 19 aprile 2021
venerdì 16 aprile 2021
domenica 4 novembre 2012
Gente così - il fim
Con questo articolo colmo una lacuna: ero convinto di conoscere abbastanza bene la filmografia tratta dai racconti di Giovannino Guareschi, ed invece non avevo mai sentito parlare di questo film.
Ringrazio l'articolo di Goffredo Fofi pubblicato su Avvenire di Giovedì 1° Novenbre per avermelo fatto conoscere.
C'è qualcuno che potrebbe dirmi dove potrei visionare una copia del film?
Grazie
Franco
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