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lunedì 9 ottobre 2023

La maternità surrogata altruistica non è sfruttamento? Balle


La commissione Libertà civili del Parlamento Ue approva nuove regole per combattere la tratta degli esseri umani: tra i reati c’è anche l’utero in affitto. E le dame della “gpa solidale” si esercitano in nuovi, surreali distinguo

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A furia di capriole semantiche sulla maternità surrogata i libertari frou-frou finiranno per farne una disciplina olimpionica. Nell’attesa, dice molto la surreale baruffa scoppiata in seguito all’approvazione del Parlamento Ue delle nuove regole anti-tratta, quando a Vincenzo Sofo eurodeputato di FdI-ECR e componente della commissione Libe, è bastato chiamare la pratica col nome giusto, «utero in affitto», «reato» per mandare di traverso il the alle signore della “gpa solidale”.

Giovedì scorso le commissioni per i diritti delle donne e le libertà civili (Femm e Libe, appunto) hanno infatti approvato una proposta del Parlamento e del Consiglio Ue per emendare la direttiva del 2011 in materia di prevenzione e di contrasto alla tratta di essere umani e di protezione delle sue vittime. Tra le ipotesi di sfruttamento vietate e perseguibili penalmente sono stati inseriti anche il matrimonio forzato, l’adozione illegale e la maternità surrogata per lo sfruttamento riproduttivo. «Nonostante i tentativi di Renew Europe e da una parte delle sinistre – ha aggiunto Sofo riferendosi alla richiesta dei liberali di rendere reato solo una non meglio definita «maternità surrogata forzata» – è stato messo un freno alla normalizzazione di un crimine aberrante come l’utilizzo dei corpi delle donne per la procreazione di bambini oggetto di compravendita».

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sabato 2 settembre 2023

martedì 28 marzo 2023

Surrogata. «L'utero in affitto nega la realtà, nel Pd se ne parli con libertà»

Roberta Osculati, vicepresidente dem del Consiglio comunale di Milano: da cattolica, chiedo che nel partito ci sia un dibattito serio e rispettoso di culture e sensibilità diverse


E le donne cattoliche nel Pd, cosa dicono della maternità surrogata? Domanda pertinente, specie a Milano, dove il sindaco sostenuto da una maggioranza a trazione dem ha registrato a lungo i bambini frutto di utero in affitto, salvo essere ora stoppato dal prefetto. Davanti al fumo delle polemiche e alle scorciatoie argomentative, Roberta Osculati ha rotto gli indugi: vicepresidente Pd del Consiglio comunale, cattolica che non fa mai mistero di esserlo, ritiene che sia ora di dire una parola chiara sul tema.

Qual è la sua posizione sulla maternità surrogata?

Personalmente non metto in discussione il desiderio né la capacità genitoriale di una coppia nel perseguire la strada che la porta ad avere un figlio. Credo anzi che vada sostenuta la responsabilità genitoriale e apprezzato il valore progettuale che ha l’attesa. Posso essere d’accordo anche che un figlio nasce nel cuore prima che nel corpo per due persone che vogliono vivere una genitorialità consapevole. Tuttavia, la maternità surrogata – lo dice il termine stesso – evidenzia un processo artefatto per realizzare quel desiderio.

Cosa occorre per contrastarla?

Occorre innanzitutto chiamare le cose col loro nome. In questa discussione, viene spesso usata la sigla Gpa, gestazione per altri, che mette l’accento sull’aspetto altruistico, imponendo il paradigma antropologico di un figlio commissionato “da altri”. C’è chi usa il termine maternità surrogata che, nell’uso giuridico, indica il «subingresso del terzo che ha pagato in luogo del debitore». Io preferisco chiamarla utero in affitto: la pratica prevede che la donna metta al mondo un figlio a fronte di un “contratto”. Non serve essere cattolici per riconoscere che questo è sfruttamento (come orami molte storie raccontano), nel senso etimologico del termine, ovvero sottrazione del fructus ventris. Mi si dice che lei lo fa liberamente o addirittura gratuitamente (dietro lauto “rimborso spese”). Ebbene, resta un atto contro il minore e la donna.

Continuare a far nascere bambini con l’affitto del grembo femminile ha determinato una prassi di riconoscimento per tutelare i minori, una sorta di legalizzazione de facto che però perpetua il sistema. È giusto?

Innanzitutto chiariamo che in Italia la pratica dell’utero in affitto è vietata dalla legge 40/2004. Ci sono poi diversi pronunciamenti della Corte Costituzionale che sanciscono che «la maternità surrogata offende la dignità della donna minando nel profondo le relazioni umane». Il problema si manifesta quando una coppia valica i confini nazionali, aggira la legge e torna in Italia con un fagottino che chiede cittadinanza. Specifichiamo che questa pratica è scelta prevalentemente da coppie eterosessuali, quindi non stiamo affrontando un tema che discrimina le coppie omosessuali. Il problema si pone allo stesso modo per tutti coloro che vi fanno ricorso e pretendono un riconoscimento del genitore d’intenzione alla nascita. È un atto improprio ed è preoccupante cercare di imporre con un automatismo un percorso vietato per legge. Questo è il nodo politico e valoriale: pretendere di affermare che quel bambino sia nato da entrambi quei genitori, quando non lo è.

Come se ne esce?

Per tutelare il minore l’ordinamento italiano prevede che il riconoscimento e l’iscrizione all’anagrafe seguano una procedura dedicata attraverso l’adozione speciale, dove il giudice valuta l’idoneità genitoriale caso per caso.

C’è spazio per le sue idee nell’attuale Pd?

La mia non è l’unica voce critica circa l’utero in affitto. In nome dei più profondi valori della sinistra europea, molti all’interno del Partito democratico hanno chiesto di affrontare apertamente il dibattito. Nel suo discorso di insediamento, Elly Schlein ha dichiarato di voler mettere a valore le differenze. Mi preoccupa, invece, che il tema venga dato in pasto alla piazza e che sia affrontato come scontro tra tifoserie. Questo ottiene effetti mediatici, ma resta propaganda se non ha uno sbocco parlamentare e politico. La neo-segretaria ha annunciato di voler presentare una proposta di legge sul tema. Auspico che ci sia spazio per un dibattito serio e rispettoso delle culture e sensibilità diverse.

Il prefetto di Milano ha applicato la legge in vigore, ma si è parlato di diritti calpestati. Quali sono i diritti da tutelare?

Al primo posto per me viene la difesa dei diritti del minore: sebbene il contesto familiare che lo accoglie sia pronto a donargli il massimo bene possibile, il bambino ha diritto alla verità sulla sua storia, indispensabile nella costituzione della personalità. In secondo luogo, tale pratica è alienante per la donna, considerata una sorta di mezzo funzionale al valore di scambio. Il che è anche fonte di disuguaglianza di genere e di sfruttamento, tanto che si è parlato di “nuovo colonialismo” per il fatto che le donne coinvolte di fatto sono persone molto fragili economicamente e culturalmente.

Vede possibile un’alleanza trasversale su questo terreno?

Oggi sul contrasto all’utero in affitto si avverte maggiore consapevolezza, anche nelle varie aggregazioni partitiche. La vera frontiera è sfidare la politica con una seria riforma delle adozioni, rivedendone complessivamente il quadro normativo (procedure, tempi, requisiti) e valutando come aprirla anche alle coppie omosessuali, appunto per sostenere un progetto genitoriale che sta ai servizi sociali valutare e accompagnare. Chissà...


venerdì 28 ottobre 2022

Buccinasco, Pruiti dichiara guerra a Milano e chiama a raccolta i suoi pretoriani e non

https://pocketnews.it/buccinasco-pruiti-dichiara-guerra-a-milano-e-chiama-a-raccolta-i-suoi-pretoriani-e-non/
Appello del sindaco che ha organizzato una manifestazione di protesta: l’appuntamento è per il 5 novembre sulla rotonda del Cavalcavia Giordani, all’ingresso del deposito della M4
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Tutto giusto, tutti perfettamente d’accordo. Richieste sacrosante che però non possono evitare alcune considerazioni.

La prima è la più evidente. Le decisioni sui prolungamenti della linea 4 della metropolitana sono state prese, in primo luogo, dagli assessori della giunta guidata dal sindaco Sala, lo stesso che ha deciso l’imposizione di Area B e che sin ora si è sempre rifiutato di trattare con chicchessia qualsiasi modifica. E a quale area politica fa riferimento Sala? La stessa di Pruiti. Il sindaco pensava di avere delle linee preferenziali dovute alla militanza politica quando sei anni fa aveva promesso l’arrivo della metropolitana a Buccinasco? Il tempo lo ha smentito. Più che flebili promesse, non ha ottenuto. Ed è per questo che ora, con la dichiarazione di guerra diffusa oggi, tenta una rimonta che, sinceramente, appare impossibile?

A Londra l'aborto anche “fino alla nascita”

La contestatissima “clausola 208” approvata dal Parlamento inglese (e ora firmata da re Carlo) lascia immutate le restrizioni per i medici, ...