martedì 28 luglio 2026
Per me l’Odissea di Nolan è un’operazione ideologica indigeribile
mercoledì 15 luglio 2026
Ti scatterò una foto
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venerdì 29 maggio 2026
Gli scienziati pensionano lo scenario climatico più cupo dell'ultimo decennio
Capire perché lo avevano costruito, e perché averlo reso improbabile è una buona notizia, dice qualcosa anche su come ragioniamo del rischio. Elogio del caso peggiore
domenica 3 maggio 2026
Pasquale Natuzzi jr contro Elly Schlein sui social: «Siediti su una scatola di ricci di mare». Poi le scuse pubbliche: «Ho sbagliato»

Redazione online

Dopo la visita a Santeramo della segretaria del Pd per la vertenza Natuzzi. In gioco 1.800 posti di lavoro tra cassa integrazione e delocalizzazione, il Pd chiede rispetto e confronto
martedì 21 aprile 2026
“Quasi come Orson Welles”: il teledramma che sconvolse l’Italia del 1959
Giandujotto scettico n°210 di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo
La sera del 9 giugno 1959, al centralino dell’Ospedale delle Molinette di Torino, la signora Emanuela stava svolgendo il suo turno come ogni altra sera. Poi il telefono squillò. “Pronto? Ho visto il figlio di Alida Valli”. La telefonista non capì, e riagganciò. Ma squillò di nuovo. E ancora. E ancora… Nel giro di pochi minuti, a quanto pare, tutte e ventiquattro le linee dell’ospedale erano occupate; la situazione andò normalizzandosi soltanto verso mezzanotte.
Era successo qualcosa di curioso: c’entrano uno sceneggiato televisivo, un finto rapimento e un numero di telefono menzionato con troppa leggerezza.
La Rai al tempo del canale unico
Per capire questa vicenda, occorre ripensare al ruolo della televisione nell’Italia della fine degli Anni ‘50. La Rai aveva iniziato le sue trasmissioni tv in maniera regolare nel gennaio del 1954, appena cinque anni prima. C’era un solo canale che trasmetteva per un numero limitato di ore programmi in bianco e nero; la copertura del territorio nazionale da parte dei trasmettitori era ancora parziale, e il Secondo Programma, oggi Rai 2, sarebbe nato due anni dopo, nel 1961. Gli abbonamenti erano circa un milione in un paese di cinquanta milioni di abitanti, e un televisore costava circa 200.000 lire, quando uno stipendio da impiegato era di 60.000 lire al mese. Molti italiani guardavano la tv a casa del vicino, o al bar, oppure nelle sale parrocchiali attrezzate.
Era però già una televisione capace di grandi cose. Carosello, lo spazio pubblicitario fatto di mini-sketch, era iniziato nel 1957 e stava diventando un rito nazionale. L’anno successivo, nel 1960, sarebbe partito Non è mai troppo tardi, in cui il maestro Alberto Manzi avrebbe insegnato a leggere e scrivere a oltre un milione di adulti analfabeti. E poi c’erano già i grandi sceneggiati, il teatro in televisione, i varietà, i programmi a quiz, a cominciare, dalla fine del 1955, da Lascia o raddoppia?, che aveva lanciato Mike Bongiorno.
È a questo mondo che appartiene I figli di Medea, il “teledramma” che provocò i problemi che abbiamo menzionato in apertura. Il regista, Anton Giulio Majano, negli anni successivi era destinato a diventare uno dei nomi più importanti della televisione italiana: avrebbe firmato La cittadella, La freccia nera, E le stelle stanno a guardare, produzioni da milioni di spettatori, rimaste a lungo nella memoria collettiva.
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sabato 14 febbraio 2026
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Il caso Michelle Comi - Adozioni a distanza, la fake radio di Cruciani e Parenzo
Michelle Comi, 29 anni, influencer e content creator con 589mila follower, ha annunciato di essere «diventata mamma» del piccolo Momo, un bambino senegalese di sei anni che ha adottato a distanza. Ha mandato zainetti, profumi, palloni e borracce firmate... «anziché fare come le associazioni che adottano a distanza e ai bambini fanno arrivare un pugnetto di riso e un po' di acqua», ha detto in radio a La zanzara, da Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo. «Io faccio vivere bene mio figlio, gli altri invece li fanno vivere di merda». Ecco, cara Michelle, questo anche no
Segue in:
https://www.vita.it/adozioni-a-distanza-la-fake-radio-di-cruciani-e-parenzo/
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Il commento. Il “Grande Fratello” in tv compie 25 anni. Ne valeva davvero la pena?
sabato 21 giugno 2025
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