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sabato 1 novembre 2025

Il caso Michelle Comi - Adozioni a distanza, la fake radio di Cruciani e Parenzo

Michelle Comi, 29 anni, influencer e content creator con 589mila follower, ha annunciato di essere «diventata mamma» del piccolo Momo, un bambino senegalese di sei anni che ha adottato a distanza. Ha mandato zainetti, profumi, palloni e borracce firmate... «anziché fare come le associazioni che adottano a distanza e ai bambini fanno arrivare un pugnetto di riso e un po' di acqua», ha detto in radio a La zanzara, da Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo. «Io faccio vivere bene mio figlio, gli altri invece li fanno vivere di merda». Ecco, cara Michelle, questo anche no

di Sara De Carli


Segue in:

https://www.vita.it/adozioni-a-distanza-la-fake-radio-di-cruciani-e-parenzo/

lunedì 9 ottobre 2023

La maternità surrogata altruistica non è sfruttamento? Balle


La commissione Libertà civili del Parlamento Ue approva nuove regole per combattere la tratta degli esseri umani: tra i reati c’è anche l’utero in affitto. E le dame della “gpa solidale” si esercitano in nuovi, surreali distinguo

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A furia di capriole semantiche sulla maternità surrogata i libertari frou-frou finiranno per farne una disciplina olimpionica. Nell’attesa, dice molto la surreale baruffa scoppiata in seguito all’approvazione del Parlamento Ue delle nuove regole anti-tratta, quando a Vincenzo Sofo eurodeputato di FdI-ECR e componente della commissione Libe, è bastato chiamare la pratica col nome giusto, «utero in affitto», «reato» per mandare di traverso il the alle signore della “gpa solidale”.

Giovedì scorso le commissioni per i diritti delle donne e le libertà civili (Femm e Libe, appunto) hanno infatti approvato una proposta del Parlamento e del Consiglio Ue per emendare la direttiva del 2011 in materia di prevenzione e di contrasto alla tratta di essere umani e di protezione delle sue vittime. Tra le ipotesi di sfruttamento vietate e perseguibili penalmente sono stati inseriti anche il matrimonio forzato, l’adozione illegale e la maternità surrogata per lo sfruttamento riproduttivo. «Nonostante i tentativi di Renew Europe e da una parte delle sinistre – ha aggiunto Sofo riferendosi alla richiesta dei liberali di rendere reato solo una non meglio definita «maternità surrogata forzata» – è stato messo un freno alla normalizzazione di un crimine aberrante come l’utilizzo dei corpi delle donne per la procreazione di bambini oggetto di compravendita».

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martedì 13 giugno 2023

Go Woke Go Broke

https://zafferano.news/rubrica/notizie-dagli-usa/z209-go-woke-go-broke?uid=5181&aid=1924&ch=newsletter&data=f1ead281e719e0c926b1205f76e8d8a6

Go Woke go Broke, ossia “diventa woke e fallisci”, è il grido di battaglia che gli estremisti conservatori usano per boicottare le aziende che usano tematiche LGBTQ+ ed inclusive per promuovere i propri prodotti e servizi.

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Il caso Chick-fill-A a è particolarmente interessante, perché azienda con solide simpatie repubblicane e già criticata proprio dai progressisti per non far abbastanza per le tematiche woke: cos’è successo? Come ha fatto, l’unica azienda che chiude la domenica per mandare i dipendenti a Messa tant’è cristiana, ad attirare le ire funeste dei conservatori estremisti? Hanno creato una posizione dirigenziale per la diversità, equità ed inclusività (DEI), sull’esempio delle multinazionali politicamente corrette che si rispettino, e la loro pagina (qui) ha il giusto mix di frasi petalose recitate da genti di tutte le estrazioni e colori della pelle.
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Chi fa scarpe, vestiti, birra, panini o gestisce una grande catena di supermercati, è meglio che si concentri a fare quello che sa fare e per cui viene pagato. Ogni distrazione è quantomeno controproducente per la gestione aziendale, fino ad essere particolarmente dannoso quando viene sbagliata come in questi casi. Con meno lattine di birra colorate arcobaleno, e fondi investiti nello sviluppo prodotto invece che in DEI, è probabile che la clientela prosegua e magari aumenti gli acquisti, con buona pace di dipendenti, azionisti e le comunità che si basano sulla presenza di quelle aziende.

sabato 20 maggio 2023

Sanità e liste d’attesa. È vero che chi può paga e gli altri aspettano? -- Caterina Giojelli 13/02/2023 -


Puntuali come le elezioni arrivano gli articoli-denuncia sul sistema sanitario: i ritardi nel recupero delle prestazioni perse col Covid sarebbero da attribuire al privato accreditato che lucra sui pazienti. Una tesi pretestuosa, ecco perché

... Lavoratori/utenti che – certo, spesso alimentando una domanda sanitaria non esattamente appropriata data la “convenienza”, “disponibilità” e “prossimità” offerta da queste strutture (per la serie, preferisco fugare ogni dubbio sulla mia salute con una visita o un esame) – vanno a implementare i numeri del privato. Cosa che, a voler leggere la vicenda dall’angolatura opposta, potrebbe anche contribuire, paradossalmente, a liberare posti nel pubblico e ridurre le liste d’attesa. ...

... L’unica cosa certa è questa: non è disprezzando il business e richiamando il privato a un’etica delle priorità (il privato non può intervenire sul budget allocato dalle Regioni, deve stare in piedi da sé e se apre le porte solo ai pazienti solventi significa, banalmente, che i fondi non ci sono o sono stati già esauriti per le prestazioni in convenzione) che “gli altri” smetteranno di aspettare. Nemmeno giocando sui distinguo: la prestazione erogata dal privato in convenzione col Ssn e che cioè rientra nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) resta ad oggi servizio pubblico.

Un servizio a cui tutti hanno diritto, ma che per una serie infinita di ragioni e fattori non è più sostenibile – basti pensare che quella privata rappresenta oggi un terzo della spesa pubblica sanitaria e la domanda di assistenza è in crescita esponenziale da almeno dieci anni. ...


... Non è da escludere che in futuro la specialistica ambulatoriale non rientrerà più nei Lea, ma non è questo il tema dell’articolo del Corriere, e soprattutto dei programmi dei candidati alle regionali. Chiosa necessaria: non c’è nulla di più elettorale e scontato di un articolo-denuncia sulle mani dei privati sulla sanità ora che “stanno arrivando i fasci” e la sinistra punta sui classici intramontabili (aborto, transizioni di genere) per difendere il tesoro di Lazio e Lombardia. Un tesoro sul quale consiglio e governatori avranno ben poco margine di manovra. ..

venerdì 2 dicembre 2022

SCIOPERI Sciopero dei mezzi: a Milano a rischio stop metro, tram e bus Atm. La diretta L'agitazione indetta dai sindacati di base in tutta Italia

Tratto da:   https://www.milanotoday.it/cronaca/sciopero/atm-metro-oggi-2-dicembre-diretta.html
Ho evidenziato in rosso alcune delle motivazioni.  A mio parere i sindacati hanno omesso di inserire  tra i motivi dello scioperò del Venerdì lo sviluppo di una cura  per il cancro, il bel tempo garantito durante le  vacanze ed i fine settimana, ed alcune altre cosette, ma credo ci stiano lavorando.

È il giorno dello sciopero generale. Oggi, venerdì 2 dicembre, va in scena a Milano e nel resto d'Italia l'agitazione indetta dai sindacati di base Cobas, Cub, Sgb, SiCobas, UniCobas, Usb e Usi Cit. A incrociare le braccia, per 24 ore, sono i lavoratori di tutte le categorie pubbliche e private. 

Come sempre i maggiori disagi rischiano di verificarsi nel settore dei trasporti. Sotto la Madonnina sono a rischio caos tutti i mezzi di Atm: i treni delle quattro linee metropolitane, gli autobus e i tram. 

Sciopero Atm e Trenord: gli orari 

"Le metropolitane sono garantite per tutta la giornata. Potrebbero esserci conseguenze sul servizio dopo le 18. Bus, tram e filobus potrebbero non essere garantiti dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18", ha informato la stessa Atm

Quindi le metro circolano regolarmente da inizio servizio fino alle 18 - quando poi parte lo sciopero -, mentre i mezzi di superficie sono assicurati da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18 e nel resto della giornata potrebbero subire ritardi e cancellazioni. 

Disagi anche per i convogli regionali di Trenord. L'agitazione dei ferrovieri è partita alle 21 di ieri sera, giovedì 1 dicembre, e termina alle 21 di oggi. Sono già diverse decine i treni cancellati. "Nella giornata di venerdì 2 dicembre saranno attive le consuete fasce di garanzia tra le 6.00 e le 9.00 e tra le 18.00 e le 21.00", ha chiarito l'azienda che gestisce il servizio ferroviario regionale. "Per il solo servizio aeroportuale MalpensaExpress, in caso di non effettuazione dei treni, saranno previsti autobus sostitutivi no-stop senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto e tra Stabio e Malpensa Aeroporto", ha annunciato Trenord. 

I motivi dello sciopero 

A spiegare i motivi dell'agitazione è stata la stessa Cobas con un comunicato. Lo sciopero - si legge - è proclamato per chiedere "il rinnovo dei contratti e l'aumento dei salari con adeguamento al costo della vita e con recupero dell’inflazione, l’introduzione del salario minimo di 12 euro l’ora, la cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, il congelamento dei prezzi dei beni primari e dei combustibili, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, il blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina".

E ancora: per ottenere "investimenti economici per scuola, sanità pubblica, trasporti, salario garantito per disoccupati e sottoccupati, un piano di edilizia residenziale pubblica che preveda anche il recupero del patrimonio pubblico in disuso, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, lo stop alla controriforma della scuola e la cancellazione dell’alternanza scuola-lavoro e degli stage dei centri di formazione professionale, la difesa del diritto di sciopero". L'agitazione servirà al sindacato anche per ribadire la propria contrarietà alle "privatizzazioni" e al "sistema di appalti e sub appalti". 

A Londra l'aborto anche “fino alla nascita”

La contestatissima “clausola 208” approvata dal Parlamento inglese (e ora firmata da re Carlo) lascia immutate le restrizioni per i medici, ...