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mercoledì 2 settembre 2026

Suicidio assistito e altri “diritti”. Zaia non è il solo a sbandare in Europa

Olanda, Francia, Norvegia, Svezia. Come e perché in diversi paesi la destra populista ha imboccato la deriva progressista su valori “moderni” come eutanasia, aborto, nozze gay. La Lega della “dolce morte” in Veneto non è un caso isolato

segue:




venerdì 28 agosto 2026

Documenti: Il mio amico Domenico, ucciso da una società indifferente

Il suo è il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dalla sanità regionale lombarda. La consigliera milanese Giovanati accusa: è stato abbandonato, nessuno lo ha aiutato a vivere meglio. «Serviva un caso per rompere ulteriori argini»

segue:

Il 25 agosto è morto suicida Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla. Il suo è il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dalla Sanità regionale lombarda. La consigliera comunale milanese Deborah Giovanati, che lo aveva conosciuto dopo un articolo pubblicato su Tempi, ci racconta il loro rapporto d’amicizia.

venerdì 31 luglio 2026

Suicidio assistito: non una cura, ma la fine del rapporto medico-paziente

Il problema

Prima di essere pubblicata, la seguente lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di diverse Regioni italiane

Siamo un gruppo di medici di varie specializzazioni; scriviamo in riferimento alle dichiarazioni dei medici del Veneto, nelle figure dei presidenti degli Ordini, in materia di fine vita ed in particolare a riguardo della legge sul suicidio assistito in discussione nelle aule Parlamentari. Tali dichiarazioni, che fanno eco a quelle del Presidente dell’Ordine dei Medici di Parma del novembre u.s., ricordano a tutti la natura della professione medica, in un contesto di sostanziale silenzio (o accondiscendenza?) da parte della classe medica stessa. In particolare, condividiamo il principio secondo cui l'attività medica è ontologicamente in opposizione al suicidio: si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo. Pertanto, il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente non accettabile.


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https://www.change.org/p/suicidio-assistito-non-una-cura-ma-la-fine-del-rapporto-medico-paziente?signed=true

martedì 21 luglio 2026

La coppia gay che fa causa alla madre surrogata e l’ipocrisia della Gpa “solidale”

Di Piero Vietti
20 Luglio 2026

Due canadesi hanno chiesto un risarcimento alla donna che ha portato in grembo loro figlio perché si è rifiutata di abortire. Se c'è un contratto non c'è amore, e il bambino è un prodotto che si può scartare


Che la gestazione per altri sia un sistema dove i desideri dei più forti diventano ordini e dove il bambino è ridotto a una merce con tanto di clausole di recesso, lo racconta bene una vicenda recente accaduta in Canada, Paese in cui la gestazione per altri è “solidale” e il Sistema sanitario nazionale copre gran parte delle spese. La storia, poco ripresa sui media italiani, è stata raccontata dal National Post:


Una coppia canadese ha intentato causa contro la madre surrogata che ha portato in grembo il loro figlio, due anni dopo che quest’ultima si era rifiutata di interrompere la gravidanza a causa di una labiopalatoschisi e di possibili anomalie genetiche. La madre surrogata, residente in Ontario, ha insistito affinché venissero effettuati ulteriori esami e alla fine la coppia omosessuale ha acconsentito a portare avanti la gravidanza, poiché gli specialisti hanno indicato che il bambino era sano e presentava una malformazione congenita relativamente lieve. Ma in una causa intentata presso la Corte Superiore dell’Ontario lo scorso maggio, i genitori sostengono che la donna non li abbia tenuti informati sulla salute del bambino, abbia messo a rischio il piccolo, abbia causato loro un forte stress emotivo e abbia violato la loro riservatezza, accuse che la madre surrogata nega con veemenza. Nell’atto di citazione non si menziona specificamente la loro richiesta, avanzata nel giugno 2024, di interrompere la gravidanza alla ventiduesima settimana. Tuttavia, sia la madre surrogata che il responsabile dell’agenzia che le ha messe in contatto affermano che il rapporto ha iniziato a deteriorarsi dopo il disaccordo sull’aborto.
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«Vogliamo interrompere la gravidanza in conformità con il nostro contratto»

La coppia gay avrebbe chiesto un risarcimento di 600.000 dollari perché, sostanzialmente, la madre surrogata di loro figlio non avrebbe eseguito i loro ordini, rifiutandosi di abortire dopo che sembrava che il feto avesse una malformazione (poi rivelatasi lieve) e scegliendo di partorire in casa.

La donna racconta che il loro rapporto è stato positivo durante i primi mesi di gravidanza, ma poi, alla fine di giugno del 2024, ha comunicato loro i risultati di un’ecografia che indicava la presenza di una labiopalatoschisi nel bambino, forse anche di una palatoschisi e di un piccolo difetto cardiaco. La madre surrogata a quel punto ha ricevuto una lettera dal tono formale e legale dai “genitori intenzionali”.


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Fine vita, la preoccupazione della Chiesa in Francia

Il duro comunicato della Conferenza episcopale francese, firmato dal suo presidente cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, e dai suoi vice, dopo l’approvazione alla Camera della legge sul diritto al suicidio assistito. E l’intervista di Vatican News al portavoce della Cef, Mathieu Rougé, pastore di Nanterre

sabato 27 giugno 2026

In Olanda la prima eutanasia di un bambino

https://www.avvenire.it/vita-e-cura/in-olanda-la-prima-eutanasia-di-un-bambino_110164


Dopo i casi del Belgio, ora anche nei Paesi Bassi arriva la morte procurata a un piccolo con meno di 12 anni, del quale non si sa nulla salvo che era malato terminale. La riforma del 2024 alla legge del 2002 che ormai causa il 6% dei decessi totali ha fatto la sua prima vittima
Nei Paesi Bassi è stato confermato il primo caso di eutanasia di un bambino malato terminale, avvenuto alla fine del 2025. Le autorità del Paese non hanno fornito né il nome né l’età e il sesso del bimbo. La notizia è stata data in Parlamento solo in questi giorni dal ministro della Salute Sophie Hermans, che fa parte dell’attuale governo di coalizione di minoranza insediatosi lo scorso febbraio. La segnalazione è giunta dalla Commissione Rte, chiamata a valutare – a morte avvenuta – se sono state rispettate tutte le regole della legge olandese sull’eutanasia modificata nel 2024 per consentire questa pratica anche sui bambini da 1 a 12 anni. Sino al 2024 (dal 2014) si poteva già applicare ai neonati e ai bambini dai 12 anni in avanti.

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domenica 21 giugno 2026

Addio alla filosofa femminista Luisa Muraro. Fu anche contro la maternità surrogata e il “diritto di aborto”

sabato 20 giugno 2026

"Base editing", la nuova eugenetica?

martedì 2 giugno 2026

Fine vita horror picture show

Ricomincia il can can mediatico per far approvare una legge sul suicidio assistito, la mossa della Lombardia, la discussione in Senato il 3 giugno. Rassegna ragionata dal web

Link:

anche:

Le Iene sul fine vita: molta regia, poche verità. A Domenico nessuno chiede nulla



Ciò che mi sciocca è la reazione di medici e società, tutti pronti a dare la morte (in Lombardia ora si chiama “suicidio per avvelenamento”) anziché accompagnare. Così ho chiesto a Cappato di aiutarmi a incontrare Domenico

sabato 9 maggio 2026

A Londra l'aborto anche “fino alla nascita”

La contestatissima “clausola 208” approvata dal Parlamento inglese (e ora firmata da re Carlo) lascia immutate le restrizioni per i medici, ma depenalizza per le donne - lasciate sole e indifese - il ricorso a pratiche abortive oltre gli attuali limiti di legge. E ignora ogni diritto alla vita del nascituro

segue:

domenica 26 aprile 2026

«L’aborto fino alla nascita, un colpo ai diritti umani»: arriva la “supplica” a re Carlo

A Londra confronto serrato sulla famigerata “clausola 208” che depenalizzerebbe l’interruzione di gravidanza in ogni momento. Associazioni per la vita in campo per tentare una strada sinora ritenuta impossibile

Il 14 aprile si è aperta in Inghilterra alla Camera dei Comuni la fase finale per l’approvazione del “Crime and Policy Bill”, un ampio disegno di legge penale su varie tematiche, che attraverso la “clausola 208” renderà possibile l’aborto per qualunque motivo, inclusa la selezione del sesso, «in qualsiasi momento fino al parto e durante lo stesso», come denuncia l’associazione “Right to life” (Diritto alla vita) in seguito alla sua totale depenalizzazione. Il 16 e il 20 aprile è poi continuato il ping pong tra Comuni e Lords sugli emendamenti al disegno di legge, in cui le due Camere hanno cercato di trovare un accordo sul testo finale, mentre all'orizzonte già si scorge il passaggio finale della firma di re Carlo, da qualcuno non ritenuta una mera formalità come dicono quasi tutti
La clausola 208 è ritenuta ormai intoccabile dopo il tentativo fallito il 18 marzo di rimuoverla, nel tentativo di abrogare un altro emendamento – il 361 – con i relativi sotto-emendamenti, che renderebbe retroattiva la depenalizzazione degli aborti tardivi. Il testo di quest’ultimo emendamento, che grazia le donne già condannate e cancella le indagini, accuse e arresti dai registri, arresti e accuse, è passato senza una votazione formale.
John Deighan, alla guida della “Society for Unborn Children” (Spuc, la Società per il bambino non nato), ha affermato che «questa legge offende i bambini che sono stati inutilmente distrutti in passato. Un tempo avevano giustizia. Ora è stata loro sottratta».
Sir Edward Leigh, “Padre della Camera” (ovvero il deputato con la maggiore anzianità di servizio), ha criticato la clausola insieme all’emendamento che concederebbe la grazia retroattiva. «Posso richiamare l'attenzione su una questione di vita o di morte? – ha esordito Leigh –. Non è forse un terribile atto d'accusa contro la nostra società che una vita umana possa essere tolta quando sta per nascere e che vi sia un indulto per un caso così grave?».

Matt Vickers, vicepresidente del Partito Conservatore, ha affermato che lui e molti cittadini in tutto il Paese condividono queste preoccupazioni. Vickers ha criticato il modo in cui l'emendamento è stato aggiunto al disegno di legge dopo la fase in commissione, evitando così il controllo e le sessioni a cui sarebbe stato altrimenti sottoposto: «Un cambiamento così sismico nel rapporto tra lo Stato e i singoli individui avrebbe dovuto ricevere maggiore attenzione in questa sede».
La clausola 208 proposta dalla deputata laburista Tonia Antoniazzi, infatti, è stata approvata dopo meno di un'ora di discussione il 17 giugno 2025. «46 minuti di dibattito, senza consultazione pubblica o esame analitico in commissione – fa notare Right to life –. Se introdotta come disegno di legge autonomo, la norma avrebbe richiesto ore di esame dettagliato, incluse letture multiple e analisi riga per riga».
Domenica 19 aprile 2026, i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles, riuniti a Roma per il loro ritiro spirituale primaverile, hanno celebrato una “Holy Hour”, una solenne ora di adorazione al Santissimo Sacramento per pregare per la promozione di una cultura della vita nel Regno Unito.

Oltre al dibattito ancora acceso sulla clausola 208, nella Camera dei Lord prosegue il dibattito sulla possibile legalizzazione del suicidio assistito. Il momento di preghiera è stato presieduto dall'arcivescovo di Liverpool, John Sherrington, vescovo referente per le questioni legate alla vita per la Conferenza episcopale. L'incontro si è svolto nella cappella di Palazzola, la chiesa di Santa Maria ad Nives, villa estiva del Venerabile Collegio Inglese vicino a Roma.
Mentre la Spuc sta valutando cosa ancora si può fare per fermare questa deriva contro madre e bambino, Right to Life ha lanciato una petizione al Primo Ministro per chiedergli di fare tutto ciò che è in suo potere per ridurre il limite temporale per l'aborto. C’è chi inoltre sta lavorando su una supplica al re Carlo per chiedergli che non conceda il Royal Assent a questa legge perché introducendo l’aborto andrebbe a colpire alla base il primo dei diritti umani: quello alla vita.

Tratto da: 

sabato 18 aprile 2026

Aborto fino alla nascita: e se re Carlo non firmasse?

Alle battute conclusive il percorso parlamentare per la contestatissima riforma dell’accesso all’interruzione di gravidanza, che non avrebbe più limiti temporali. Una riforma destinata a far compiere un passo verso l’indicibile. Da secoli nessun sovrano si oppone alla firma di una legge. Ma c'è chi spera in un colpo di scena

segue al link:


... Questa proposta di legge si occupa dell’aborto introducendo con la Clausola 208 (approvata dalla Camera di Comuni nel giugno 2025 e poi confermata dai Lords), depenalizzando anche l’aborto tardivo e aprendo, di fatto, all’aborto possibile fino alla nascita. ...

... Ai bambini, anche quando hanno già capacità di sopravvivenza fuori dal grembo, non è il riconosciuto il diritto alla vita e perdono ogni tutela ...



mercoledì 15 aprile 2026

Il “turismo abortivo”: la scelta di una società perdente

Ogni anno più di un centinaio di donne italiane si reca in Spagna per l'interruzione di gravidanza. Mentre l’Europa spinge per il riconoscimento giuridico di un "diritto". Ma se qualcosa va messo in Costituzione è l’aiuto

segue al link:

... Un settimanale italiano rivela che ogni anno più di un centinaio di donne italiane sceglie di abortire in Spagna. Là si può fare fino a 14 settimane di gestazione “liberamente”, cioè senza motivazione, anche in cliniche private; e fino alla 22esima settimana in caso di rischio grave per la salute della donna e di grave anomalia fetale. ...

... Perciò, se qualcosa va messo in Costituzione è l’aiuto. E l’aiuto già sta scritto, con le parole d’una grande promessa, ma va declinato nella concretezza: reti di sostegno economico e psicologico, politiche familiari che rendano possibile conciliare lavoro e maternità, servizi di accoglienza per chi teme di non farcela. La civiltà si misura dalla capacità di prendersi cura dei più fragili, dei bambini non ancora nati e le madri in difficoltà. L’identità femminile non è mero fatto biologico, è spirito. È fonte di senso, di responsabilità e di relazione. È grembo del nostro futuro. Quale società vogliamo essere? La risposta è nella qualità delle relazioni, di morte o di vita, di abbandono o di amore, che siamo disposti a costruire. ..

Intervista ad Emiliano Procucci, ideatore e autore del Film Tv Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano

Domenica 20 settembre andrà in onda, in prima serata, il film Tv Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano , dedicato alla bi...