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sabato 20 giugno 2026

"Base editing", la nuova eugenetica?

giovedì 9 aprile 2026

La Spagna verso il “diritto di abortire” in Costituzione - Avvenire

https://www.avvenire.it/vita-e-cura/la-spagna-verso-il-diritto-di-abortire-in-costituzione_105548?mnuid=522gd0a49g112211bc03121279a55b09642130cea921f2907f&mnref=s93b,ocf74&utm_term=53108+-+Vai%3E%3E&utm_campaign=VITA&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=94+-+VITA+-++11+Marzo+2026+(2026-03-11)

Parere favorevole del Consiglio di Stato alla riforma che il premier Sanchez vuole portare a compimento entro la legislatura


Di lui si è molto parlato perché tra i leader occidentali è stato il solo a prendere posizione contro la guerra in Iran, inviando poi comunque una fregata a presidiare Cipro. Negli stessi giorni il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che il Consiglio di Stato di Madrid ha espresso parere favorevole alla proposta del governo di inserire il “diritto all’aborto” nella Costituzione, nell’articolo 43 sulla tutela della salute. «Promuoveremo questo cambiamento» ha dichiarato Sanchez, sostenendo che l’attuale normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza «non si applica nella sua integrità», con molte prestazioni delegate alle cliniche private in alcune regioni.

Intervenendo a Burgos nella campagna elettorale del Psoe in Castiglia e Leon per le elezioni regionali del 15 marzo, il leader socialista ha affermato che «è importante blindare questo diritto» perché non dipenda dai colori politici dei governi regionali. Il pensiero va però anzitutto agli equilibri nazionali: con il governo di coalizione (8 partiti) in precario equilibrio con 179 voti a fronte dei 171 dell’opposizione, e i sondaggi che danno i Popolari di Alberto Núñez Feijóo in vantaggio sui Socialisti del premier (32% conro 26), Sanchez pensa a un futuro in cui potrebbe non essere più lui il primo ministro – le elezioni politiche sono in programma l’anno prossimo – e dichiara di voler mettere l’aborto al sicuro rispetto a una possibile nuova maggioranza. In caso di successo, infatti, i Popolari dovrebbero quasi certamente allearsi con la destra di Vox, come sta accadendo nelle regioni autonome dove la coalizione ha prevalso (Comunità Valenciana, Extremadura, Murcia, Baleari e Castiglia-Leon). Un’alleanza che, come già accaduto a Madrid, intende tra l’altro sottoporre l’accesso all’aborto a regole più stringenti delle attuali.

La riforma costituzionale che Sanchez vuole assolutamente portare fino in fondo, come ha fatto due anni fa il presidente francese Macron, ha anche un formidabile valore simbolico e identitario per tutta la sinistra. Si capisce così perché ora Sanchez stia spingendo su questioni nodali per la sua parte politica, come anche l’avversione al trumpismo e alla guerra. Per cambiare la Costituzione con il “diritto all’aborto” serve però un'ampia maggioranza parlamentare: ed è assai difficile che il Partito popolare dia una mano al rivale politico.
Sanchez però non molla: insieme ai primi ministri di Slovenia, Svezia, Danimarca ed Estonia ha infatti firmato una lettera in cui chiede alla Commissione europea di adottare le richieste di My Voice My Choice, l’Iniziativa di cittadini europei che chiedeva di introdurre la libertà di abortire in qualunque Paese preferito al proprio per una maggiore liberalità delle regole, a spese dell’Unione, richiesta respinta sebbene in modo ambiguo. Ma potrebbe essere proprio la Spagna a voler usare il Fondo sociale europeo per estendere il ricorso agli aborti di donne straniere sul proprio territorio, come concesso dalla Commissione.



mercoledì 8 aprile 2026

“Libertà di abortire” il Lussemburgo secondo Paese a introdurla nella Costituzione - Avvenire, 7 marzo 2026

https://www.avvenire.it/vita-e-cura/liberta-di-abortire-il-lussemburgo-secondo-paese-a-introdurla-nella-costituzione_105543?mnuid=522gd0a49g112211bc03121279a55b09642130cea921f2907f&mnref=s93b,ocf75&utm_term=53109+-+https://www.avvenire.it/vita-e-cura/liberta-di-abortire-il-lussemburgo-secondo-paese-a-introdurla-nella-costituzione_105543&utm_campaign=VITA&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=94+-+VITA+-++11+Marzo+2026+(2026-03-11)

Solo sei deputati su 60 si sono opposti alla riforma che introduce tra le libertà fondamentali garantite dallo Stato l’interruzione di gravidanza. Una riforma proposta dalla sinistra ma votata anche dai cristiano-sociali al governo

Dopo la Francia, il Lussemburgo. Con una maggioranza schiacciante (48 sì, 6 no e 2 astenuti) il Parlamento del Granducato ha approvato un emendamento all’articolo 15 che introduce nella Costituzione la “libertà di abortire”, inserendo l’interruzione di gravidanza tra i valori fondanti del Paese. Esattamente come aveva accaduto a Parigi nel 2024.

«La libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita – recita il testo ora in vigore –. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà». In Lussemburgo è possibile abortire entro i primi tre mesi di gravidanza, ma anche più avanti in caso di gravi anomalie del feto o rischi per la vita della madre.
La proposta di legge costituzionale era stata avanzata nel 2024 dal partito di sinistra Lenk (all’opposizione) con una formulazione che però parlava di “diritto”. Il confronto parlamentare tra la maggioranza, formata da Partito Popolare Social-Cristiano (Csv) e Partito Democratico (Pd), e le opposizioni si è concentrata solo sulla scelta del concetto: se cioè prevedere che lo Stato si impegni a eliminare ogni ostacolo per chi vuole abortire oppure assuma l’aborto come un dovere delle istituzioni a fronte di una richiesta di ottenerlo. Il solo partito schierato contro la riforma, si trattasse di libertà o diritto, è Adr (Alternativ Demokratesch Reformpartei), conservatore, all’opposizione, i cui cinque deputati sono quasi tutti i contrari alla riforma, con il capogruppo Fred Keup che ha attaccato il Csv accusandolo di incoerenza rispetto ai suoi valori cristiani di riferimento. La replica del presidente della Camera Laurent Zeimet, esponente cristiano-sociale, si è concentrata sull’idea che la riforma rifletterebbe i cambiamenti nella società, e alla politica non resta che adattarsi ai tempi assecondando ciò che vuole la gente.

Pragmatismo a sfondo elettorale: con il 29% e 21 seggi, il Csv è il partito di maggioranza relativa in Lussemburgo, ed esprime il primo ministro Luc Frieden.

Se Adr si è impegnato in una battaglia parlamentare contro la riforma, sapendo di avere poche chance, gli altri partiti hanno lasciato libertà di coscienza ai loro deputati. Col risultato che la maggioranza dei due terzi richiesta per una riforma costituzionale è stata largamente superata.
E la sua coscienza Gérard Schockmel non l’ha certo messa a tacere: è lui, esponente del Pd (formazione liberale parte della coalizione di governo), ad aver espresso il sesto voto contrario alla “libertà di abortire” in Costituzione. In Parlamento ha sostenuto che la riforma considera solo le donne ma non tiene in alcun conto i diritti del bambino non ancora nato, ed è frutto di una ideologia femminista definita spietata. La Chiesa cattolica era intervenuta ripetutamente nei diversi gradi dell’iter parlamentare, avvertendo tra l’altro che una simile riforma costituzionale potrebbe avere l’effetto di radicalizzare l’opinione pubblica in un Paese da sempre sinonimo di stabilità e pace sociale.

sabato 10 gennaio 2026

venerdì 26 dicembre 2025

Piccoli abortisti crescono

Un libro illustrato spiega l’interruzione di gravidanza ai bambini di cinque anni come «un superpotere». Tra attivisti pop e format virali, cucinare balle parlando di feti come fantasmi, carie o cetrioli di mare diventa educazione infantile

domenica 5 ottobre 2025

Il commento. Il “Grande Fratello” in tv compie 25 anni. Ne valeva davvero la pena?

https://www.avvenire.it/agora/pagine/il-grande-fratello-in-tv-compie-25-anni-ne-valeva-davvero-la-pena

Da Daria Bignardi a Simona Ventura, il format ha sempre fatto discutere e si è trasformato da esperimento sociale a occasione di voyeurismo. Con partecipanti che spesso danno il peggio di sè

mercoledì 25 giugno 2025

Westminster stacca la spina

https://www.tempi.it/regno-unito-parlamento-approva-suicidio-assistito/?utm_source=convertkit&utm_medium=email&utm_campaign=%C2%ABL%E2%80%99Iran+non+accetter%C3%A0+mai+un+%E2%80%9CChalabi+persiano%E2%80%9D%C2%BB+-+18065994

Nessuna libertà solo risparmio: la legge sul suicidio assistito, approvata dal parlamento inglese, è un passo verso la sanità selettiva, dove morire costa meno che curare. Nessuna salvaguardia, solo retorica e conti che tornano


Attivisti pro e contro la legge sul suicidio assistito davanti a Westminster (foto Ansa)

Nel voto cruciale di ieri, la Camera dei Comuni ha approvato con 314 voti a favore e 291 contrari il disegno di legge sul suicidio assistito. Ha sputato sopra ogni ultimo residuo di cautela e responsabilità verso i malati, sacrificando la cura sull’altare dei bilanci. E ha conferito allo Stato il potere di uccidere.
Non c’è un modo più pietoso di scriverlo. Westminster ha varato una legge che va ben oltre la richiesta “di scegliere come morire”. Ha approntato la cornice amministrativa. Ha definito il morire un servizio. E ha calcolato quante sterline risparmiare grazie all’eliminazione diretta dei pazienti fragili. Il tutto presentato agli inglesi come «il più solido insieme di garanzie e tutele al mondo».
Suicidio assistito, testo stravolto
Pubblicato appena due settimane prima del voto, il testo del Terminally Ill Adults (Access to End of Life Assistance) Bill è stato stravolto in pochi mesi e in modo sistematico fino a diventare «sempre più pericoloso», commentava in questo paper pe...


mercoledì 18 giugno 2025

Limitare la circolazione delle auto Euro 5 diesel non serve a molto


Di Francesco Ramella
17 Giugno 2025


Il provvedimento ha costi di gran lunga superiori ai benefici. Le emissioni pro-capite dell’Italia sono tra le più basse in Europa e le abbiamo drasticamente ridotte negli ultimi decenni. Un po' di numeri e grafici

Vietato vietare. Il vecchio slogan sessantottino potrebbe utilmente essere riesumato per le auto sulle quali sta per abbattersi l’ennesimo provvedimento restrittivo: dal primo ottobre, nei comuni con più di 30 mila abitanti in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna non potranno più circolare le auto diesel con standard di emissioni Euro 5 come previsto dal decreto 121/2023. Il provvedimento legislativo si propone di dare attuazione a due sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, una del 2020 e l’altra del 2022, che condannano l’Italia per il mancato rispetto della normativa relativa alla qualità dell’aria e, più nello specifico, dei limiti relativi alla concentrazione di polveri sottili (PM10) e di biossido di azoto (NO2).

Qual è la nostra colpa? Inquiniamo più degli altri? No, anzi. Per entrambi gli inquinanti le emissioni pro-capite dell’Italia sono tra le più basse in Europa.

E sono state drasticamente ridotte negli ultimi decenni con conseguente radicale (ma sconosciuto ai più) miglioramento della qualità dell’aria.

Emissioni di inquinanti atmosferici in Italia
Emissioni di inquinanti atmosferici in Italia

Radere al suolo il passo del Turchino

Il valore limite annuale per il PM10 è rispettato su tutto il territorio nazionale ad eccezione di qualche isolato valore. E così quello del biossido di azoto che è soddisfatto in 606 stazioni su 617, pari al 98 per cento dei casi. Il valore limite giornaliero per le polveri sottili è rispettato in 83 casi su 100; gli sforamenti sono in prevalenza nell’area del bacino padano colpevole di… essere circondato dalle Alpi con conseguenti condizioni molto più sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti in atmosfera rispetto alle altre zone dell’Europa. Non è, ovviamente, un fattore sul quale sia possibile intervenire con un’azione governativa (a meno di non voler riesumare la bizzarra idea del signore che a Portobello, per migliorare la ventilazione in Val Padana, propose di radere al suolo il passo del Turchino).

L’esperimento involontario condotto nel 2020 in occasione del lockdown ha mostrato come gli attuali limiti e, a maggior ragione, quelli ancora più stringenti che entreranno in vigore nel 2030, non possono essere rispettati nel bacino padano neppure con una riduzione della mobilità di oltre l’80 per cento anche perché per le polveri sottili, l’inquinante più dannoso, il contributo di auto e camion è minoritario, intorno al 20 per cento.


Chi inquina, paga

Ogni politica, così come ogni terapia, comporta non solo benefici ma anche effetti collaterali negativi.

La decisione di attuarla o meno dovrebbe sempre essere preceduta da una valutazione di entrambi: un’aria più pulita è ovviamente un beneficio ma non ogni riduzione dell’inquinamento è desiderabile; se così fosse dovremmo vietare da subito non solo ogni forma di mobilità ma tutte le attività che hanno un qualche impatto negativo.

Provvedimenti come il divieto di circolazione per gli Euro 5 hanno costi di gran lunga superiori ai benefici e, pertanto, non dovrebbero essere adottati.

Una politica ragionevole è quella basata sul principio, in teoria sostenuto dalla stessa Ue, del “polluter pays”: chi inquina, paga.


Ora, è la stessa Commissione Europea, a dirci quanto vale l’inquinamento atmosferico causato da una persona che si sposta in città con un’auto diesel Euro 5: 1,04 centesimi di euro per chilometro. Se in un anno costui percorre 10 mila chilometri, il danno complessivo è pari a 104 euro, solo 18 euro in più di chi possiede una Euro 6 che, almeno per ora, continua a poter circolare.

Costo esterno dell’inquinamento atmosferico di un’autovettura diesel in ambito urbano

Non servono altri divieti

A fronte di questo “costo esterno”, la stessa persona versa alla collettività intorno ai 500 euro di tasse sul gasolio. Fatta eccezione per i veicoli più vecchi, chi inquina, in Italia e in Europa, paga già fin troppo anche tenendo in considerazione gli altri impatti ambientali.

Non servono altri divieti, incentivi all’acquisto di auto nuove o limiti imposti a tutti da Bruxelles a prescindere dalle condizioni particolari di ogni territorio.

Il problema, peraltro, non si limita all’inquinamento atmosferico. È identico per le emissioni di CO2 e, più in generale, per le politiche dei trasporti. Da decenni la Ue e i singoli Stati promuovono il cosiddetto riequilibrio modale: meno strada e più ferrovia. Si fissano obiettivi da raggiungere (mai conseguiti) e si spendono centinaia di miliardi dei contribuenti europei sulla base dell’argomentazione – corretta – che il treno ha un minore impatto ambientale di auto e camion. Anche in questo caso, come per i limiti dell’inquinamento atmosferico, tranne poche eccezioni come la Milano – Napoli, i costi di costruzione e gestione superano di gran lunga i benefici (compresi quelli per chi viaggia) e, quindi, la realizzazione delle opere danneggia la collettività pur generando un limitato e decrescente nel tempo vantaggio ambientale.

Un esempio

Chi scrive, avendo contributo alla redazione di una valutazione molto negativa della nuova linea ferroviaria Torino – Lione, fu accusato dal Commissario del Governo, Paolo Foietta, di “costruire i presupposti per trasformare la valle di Susa in una camera a gas”.

Peccato che, anzi per fortuna, in Valsusa, come ovunque, la qualità dell’aria è oggi molto migliore di trent’anni fa quando si iniziò a discutere di Tav e in futuro sarà migliore di oggi grazie a camion e auto sempre più puliti.

Per non farci del male, servono meno direttive, meno finanziamenti europei, più sussidiarietà e più valutazioni.


sabato 17 maggio 2025

Senato. «La pillola dei 5 giorni dopo è abortiva, cosa ne pensa il ministro Schillaci?»

La pubblicazione su una delle più autorevoli riviste scientifiche di dati sul potere di ellaOne di interrompere la gravidanza ha spinto due senatori a chiedere di fermarne la vendita senza ricetta

segue

https://www.avvenire.it/vita/pagine/senato-la-pillola-dei-5-giorni-dopo-e-abortiva-interrogazione-al-ministro-schillaci?mnuid=522gd0a49g112211bc03121279a55b09642130cea921f2907f&mnref=s5f4%2Co91c9&utm_term=37321+-+Vai%3E%3E&utm_campaign=VITA&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=54+-+VITA+-+16+Aprile+2025+%282025-04-16%29




domenica 15 dicembre 2024

Le ragazze dagli ovuli d’oro



CONSIGLIO LAA LETTURA DELL'ARTICOLO SOLO A VISITATORI ADULTI

https://www.tempi.it/le-ragazze-dagli-ovuli-doro/

Di Caterina Giojelli
12 Dicembre 2024

Banche e agenzie promettono soldi facili per procedure rapide e indolori. Ma nascondono a migliaia di universitarie rischi e conseguenze dell’ovodonazione. L’inchiesta di Tfp sul “Wild, Wild West” di un’industria milionaria

domenica 1 dicembre 2024

Ecco il video che gli universitari di sinistra della Statale non ci hanno permesso di vedere

https://www.tempi.it/ecco-il-video-che-gli-universitari-di-sinistra-della-statale-non-ci-hanno-permesso-di-vedere/

Pubblichiamo il filmato che sarebbe dovuto essere trasmesso all'incontro "Accogliere la vita". Studenti indipendenti e Udu attaccano la «lobby di Cl». Pietro Piva (Obiettivo Studenti) ci spiega perché non hanno reagito alle provocazioni

oemia Sibillo, direttrice del Centro di aiuto alla vita (Cav) Mangiagalli di Milano, avrebbe voluto parlare l’altro giorno in università Statale di cosa significa “accogliere la vita”. Non le è stato permesso. Come abbiamo raccontato, gruppi di sinistra hanno costretto gli organizzatori a interrompere l’incontro. Oltre a narrare le vicende delle circa millecinquecento donne che ogni anno, grazie al Cav, decidono di non interrompere la gravidanza, Sibillo avrebbe voluto “far vedere” chi sono queste donne. Avrebbe voluto mostrare il video che vedete qui sotto in cui una giovane madre peruviana spiega cosa le è successo, i suoi turbamenti di fronte a una gravidanza difficile e poi, grazie all’aiuto concreto che le è stato offerto, la decisione di dare alla luce il figlio. Come si può constatare, si tratta di una testimonianza semplice, pacata, in cui non si parla della legge 194, ma solo del «Cav che è la mia famiglia».

In una lettere aperta ai contestatori p

domenica 29 settembre 2024

Milano. Dal 1 ottobre scattano i nuovi divieti per Area C e Area B: cosa cambia

https://www.avvenire.it/economia/pagine/milano-dal-1-ottobre-scattano-i-nuovi-divieti-per-area-c-e-area-b

Stop all'ingresso in centro per le vetture benzina Euro 3. Tra un anno non potranno più essere usate in città più di 73.000 moto attualmente circolanti


Cambiano le regole a Milano per chi possiede un'automobile e vorrebbe continuare ad usarla. Da martedì 1 ottobre infatti l’Area C (centro storico) sarà vietata anche alle auto benzina Euro 3 e ad alcunecategorie di autobus adibiti al trasporto pubblico, con deroga fino al 2025 per i residenti nella Ztl centrale a pagamento. Oggi le vetture più inquinanti a gasolio per il trasporto persone sono già escluse anche dall'Area B (in pratica gran parte della città): dal 1 ottobre verranno interdette quelle per il trasporto cose benzina Euro 2 e diesel fino a Euro 5. Ulteriori restrizioni sono previste nei prossimi anni, come da calendario. La giunta Sala qualche mese fa ha concesso di prorogare al 30  settembre 2028 lo stop nelle due Ztl alle diesel Euro 6 (inizialmente il divieto doveva scattare prima).

Le prossime scadenze comportano dal 1 ottobre 2027 lo stop ai veicoli a benzina Euro 4 per l'Area C. Restano valide le regole che prevedono l'accesso gratuito in centro per le elettriche e per le ibride con emissioni di CO2 sotto 100 g/km. Tutti gli altri veicoli devono versare un ticket di 7,5 euro (50 ingressi gratuiti per i residenti, poi 3 euro). Le telecamere sono attive da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30 (festivi esclusi), ma c’è una seconda novità in arrivo: il Comune intende estendere il pagamento nei weekend, probabilmente da inizio 2025. La multa per chi contravviene al divieto è di 95 euro (83 più le spese di notifica).


Novità anche per le moto: l'1 ottobre del prosimo anno scatteranno i divieti d’accesso nell’Area B per le moto a miscela Euro 2, gasolio Euro 2, benzina Euro 0 e 1. Non verranno ulteriormente rimandati. Il blocco totale riguarderà addirittura 73.339 mezzi, che diventano 161.450 se consideriamo anche la provincia e 581.955 se consideriamo tutta la Lombardia. Nel 2028, cioè tra appena quattro anni, saranno messi al bando anche gli Euro 3: il 78 per cento delle moto che attualmente circolano a Milano.

mercoledì 14 agosto 2024

Gli effetti della cannabis sulla salute degli adolescenti

Quali sono gli effetti della cannabis sui giovani? Possiamo davvero considerarla una "droga leggera"? Abbiamo fatto il punto sulla base degli ultimi dati della ricerca scientifica.



segue al link:


La cannabis è, dopo l’alcool e il tabacco, la sostanza psicoattiva più popolare a livello globale, la più diffusa in Italia.
...
Diverse sono le ricerche che dimostrano come il consumo massiccio e prolungato di cannabinoidi con alte concentrazioni di THC durante l'adolescenza possa portare a cambiamenti nella struttura e nella funzionalità del cervello
...
...  i soggetti che cominciano a consumare cannabis costantemente fin dall’adolescenza, e continuano a farne uso, mostrano una riduzione del QI, dai 13 ai 38 anni, di ben 8 punti.
...
Diversi studi scientifici forniscono prove convincenti dell’esistenza di una correlazione tra l’uso precoce e frequente di marijuana e un aumento del rischio di sviluppare fenomeni depressivi.



mercoledì 31 luglio 2024

Olimpiadi al via. La Senna, le barche, la pioggia. La festa parigina (e le perplessità)



Per la cerimonia d’apertura l’Olimpiade parigina è salita su 85 battelli per trasportare 8.000 dei suoi 10.500 atleti dal Pont d’Austerlitz fino al Trocadero. L'oltraggiosa parodia dell'Ultima Cena

martedì 30 luglio 2024

Le reazioni. Il gay pride olimpico continua: il fascino discreto dell'ipocrisia



Il regista Jolly tenta di smentire che fosse parodia dell'Ultima cena, ma lo smentiscono le sue stesse drag queen: “Oh sì! Oh sì! Il Nuovo Testamento gay!”

lunedì 29 luglio 2024

Olimpiadi - Analisi. Nella cerimonia inaugurale atleti ai margini e cadute di gusto irrispettose


Kitsch e offensiva la parodia drag queen dell'"Ultima cena" di Leonardo: ma che senso ha trasformare ogni evento planetario in un gay pride? I vescovi francesi: «Siamo feriti, lo sport deve unire»


martedì 28 maggio 2024

Politici da non votare mai più

Propongo uno scoop: vita, morte e miracoli del superbonus 110%

https://zafferano.news/rubrica/il-cameo/z252-propongo-uno-scoop-vita-morte-e-miracoli-del-superbonus-110?uid=5181&aid=2302&ch=newsletter&data=ed4e86ffdc6dcc23adc954ed7059c3c8

Il Cameo


Propongo uno scoop: vita, morte e miracoli del superbonus 110%

Diceva Albert Camus che i principi vanno tenuti in serbo solo per le grandi occasioni. Ci fu una stagione in cui eravamo pieni di scoop, i giovani giornalisti sognavano di diventare il Robert Redford di “Tutti gli uomini del Presidente”. Solo dopo scoprimmo che lo scoop era stato, in realtà, una banale copiatura di informazioni avute da... 


Embrioni (congelati) d'Europa

Embrioni (congelati) d'Europa Quanti bambini nascono in Europa ogni anno da concepimento in provetta? 247mila, quasi il 7% ormai dei 3,7...