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domenica 15 febbraio 2026

C’è da preoccuparsi per il trapianto di cuore sbagliato a Napoli

Per il bambino che l'ha subìto, ma anche perché gli errori commessi rischiano di compromettere la fiducia nel sistema dei trapianti


lunedì 26 gennaio 2026

Diesel e le dipendenti dagli ovuli d’oro

Il gruppo Only The Brave paga il social freezing alle dipendenti. Non è una novità, da anni le Big Tech considerano la maternità un optional aziendale. Si scrive "supporto alla genitorialità", si legge "avere il controllo dei mezzi di produzione e riproduzione"


https://www.tempi.it/diesel-e-le-dipendenti-dagli-ovuli-doro/?utm_source=convertkit&utm_medium=email&utm_campaign=Il+diritto+internazionale+a+Hong+Kong+e+la+rivolta+contro+le+%22emissioni+zero%22+-+20485373

alcuni spunti:

«Quel benefit potrebbe sembrare positivo per le singole donne in un contesto tecnologico che segue ritmi velocissimi e in cui se vieni lasciato indietro per mesi o un anno sei finito. Consente di posticipare la cura dei figli. Ma l’idea “noi adattiamo la famiglia e la riproduzione all’agenda aziendale” in realtà è folle. Le donne possono individualisticamente esserne sollevate, sembrerà che possano avere tutto. Ma di fatto è la biologia che viene sottomessa e piegata al capitalismo delle corporation».

Tutte vogliono congelare gli ovuli per avere figli (e poi non li fanno)

Dieci anni dopo i numeri raccontavano l’altra faccia del manifesto. Meno del 15 per cento delle donne tornava a utilizzare gli ovuli congelati. Il tasso reale di successo di una gravidanza da egg freezing restava intorno allo 0,7 per cento. Neanche l’1 per cento degli ovuli congelati finiva con un bambino. Ma questo dato non compare nelle brochure aziendali, né nei comunicati stampa sul welfare inclusivo. Compare invece l’effetto psicologico, potentissimo: la possibilità di non dover scegliere adesso.


Dove il lavoro si organizza intorno alla vita, non servono freezer. Dove non lo si vuole fare, si offre la tecnologia e la si chiama libertà. Nulla di nuovo: a qualcosa del genere ha pensato anche la Puglia che da qualche mese riconosce alle donne tra i 27 e i 37 anni e con un Isee inferiore ai 30mila euro un contributo alla crioconservazione. Diesel non è che un altro tassello da aggiungere alla provincia spaziotemporale di un mercato che si è fatto ben più più vasto. Lo stesso capitalismo morale che ieri ha venduto l’egg freezing oggi vende l’aborto come benefit aziendale. Negli Stati Uniti Starbucks, Amazon, Apple, Levi’s, Citigroup rimborsano viaggi, hotel, babysitter per permettere alle dipendenti di abortire negli stati dove è più difficile farlo. Stesso linguaggio, stessa logica: “Salute riproduttiva”, “cura”, “accesso”. La gravidanza diventa una variabile di costo, il figlio un rischio operativo.


Diesel non fa eccezione: fa scuola

Detta fuori dai denti del marketing, prima ti aiutano a rimandarlo, poi ti aiutano a interromperlo. Sempre in nome della scelta, sempre evitando il punto centrale: un’azienda che asseconda la visione dell’incompatibilità tra maternità naturale e lavoro non è neutrale, è normante. Sta decidendo quando è accettabile fare un figlio e quando no. Come osservava Forbes già commentando Apple e Facebook, il rischio è evidente: non possedere solo i mezzi di produzione, ma anche quelli di riproduzione.

Diesel non fa eccezione. Fa scuola: la maternità naturale è un problema, quella differita un servizio. Il lavoro viene prima, la vita poi. Se poi arriva.

venerdì 26 dicembre 2025

l'auto elettrica come mezzo per il traino

(ancora non sono convinto che l'auto elettrica sia una soluzione per chi ha una roulotte oppure un gommone, ad esempio non  si può ricaricare con la caravan attaccata, ma va staccata (e custodita per evitare che venga rubata...,)  e quasi dappertutto non si può fare!)

Chi traina regolarmente un rimorchio potrebbe non aver ancora osato passare a un'auto elettrica. Una possibile causa è la scarsa conoscenza dei modelli di veicoli disponibili e della loro capacità di traino. Altrettanto difficile da valutare è il maggiore consumo e la conseguente riduzione dell'autonomia dei veicoli elettrici. Questo studio ha lo scopo di verificare se tale consumo aggiuntivo sia così elevato da influire in modo determinante sull'autonomia.



domenica 4 maggio 2025

Sciopero dei driver Amazon, a Buccinasco un lavoratore investito da un furgone - Buccinasco (Milano), 18 aprile 2025

Denunciano i sindacati: “Questo episodio è il tragico risultato di un clima di tensione alimentato dalle aziende e dalla stessa Amazon”



Buccinasco (Milano), 18 aprile 2025 – Un lavoratore che stava manifestando davanti ai cancelli della sede Amazon di Buccinasco è stato investito da un furgone che stava cercando di bloccare. “Questo episodio è il tragico risultato di un clima di tensione alimentato dalle aziende e dalla stessa Amazon, che spingono le persone a comportamenti estremi. Denunciamo pubblicamente queste pratiche di pressione e intimidazione e chiediamo un intervento immediato per garantire la sicurezza e la dignità di chi lavora. Invitiamo l'opinione pubblica a unirsi alla nostra condanna e a sostenere la lotta per i diritti sul lavoro". Lo scrive in una nota la Filt Cgil di Milano e Lombardia. L’uomo, 48 anni, è stato soccorso dall’equipaggio di un ‘ambulanza e di un’automedica ma non sarebbe grave, essendo in codice verde. 

I motivi dello sciopero

Lo sciopero dei driver, per tutta la giornata di oggi, era stato proclamato e confermato ieri, giovedì 17 aprile, dopo che si è interrotto il confronto sul contratto integrativo. La protesta è stata annunciata da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. "Con grande senso di responsabilità – hanno dichiarato le organizzazioni sindacali - abbiamo partecipato all'incontro convocato su richiesta di Assoespressi, con l'obiettivo di trovare un'intesa che rispondesse alle legittime richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. Purtroppo, l'associazione datoriale ha confermato le sue rigidità su elementi fondamentali per un possibile accordo".

"Se Assoespressi continuerà a ignorare le nostre richieste - concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - chiederemo ad Amazon di rivedere radicalmente le modalità operative della gestione dell'ultimo miglio". "Ora tocca ai lavoratori e alle lavoratrici alzare la voce in questa prima azione di lotta nella filiera dell'ultimo miglio di Amazon", dichiara Michele De Rose, Segretario dipartimenti merci e logistica Filt Cgil. 

Il commento di Amazon

“Collaboriamo con decine di fornitori di servizi di consegna, che forniscono opportunità lavorative a migliaia di persone che si occupano di consegnare gli ordini ai nostri clienti in Italia. Lavoriamo a stretto contatto con i nostri fornitori per definire insieme obiettivi realistici, che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti". Così Amazon commenta lo sciopero deciso dai confederali per oggi per i driver del colosso. "L'attenzione di Amazon - continua la nota - in materia di sicurezza rappresenta una costante. Nell'eventualità di un'allerta meteo, monitoriamo attentamente la situazione e seguiamo le indicazioni delle autorità locali e provinciali per garantire alle persone di operare in sicurezza nell'effettuazione del servizio di consegna per i nostri clienti. In merito allo sciopero dichiarato per domani (oggi per chi legge, ndr), confidiamo che le trattative per l'accordo di secondo livello tra le aziende fornitrici di servizi di consegna, l'associazione datoriale che le rappresenta e le organizzazioni sindacali possano riprendere e giungere ad un esito positivo".


Il commento di Assoespressi

Assoespressi, che raccoglie le aziende che si occupano delle consegne per Amazon parla di "rigidità lato sindacale" e auspica "si possa raggiungere il prima possibile una soluzione positiva per questa trattativa. Ci teniamo a sottolineare come, rispetto alle richieste sollevate, abbiamo raggiunto l'accordo sulla maggior parte di esse, soprattutto per quanto concerne l'incremento graduale e sostanziale dell'indennità di trasferta, così come in tema di riduzione dell'orario di lavoro e stabilizzazione dei contratti". Per quanto riguarda la sicurezza, "questa è una priorità per i fornitori di servizi di consegna che rappresentiamo, così come per Amazon: entrambi monitorano attentamente la situazione e seguono le indicazioni delle autorità locali e provinciali per garantire alle persone di operare in sicurezza", chiude l'associazione.

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Solidarietà al lavoratore investito

La Polizia locale di Buccinasco è al lavoro per fare chiarezza sulla vicenda

https://www.comune.buccinasco.mi.it/it/news/solidarieta-al-lavoratore-investito

Descrizione

L’Amministrazione comunale di Buccinasco è vicina all’impiegato che ieri durante uno sciopero è stato investito da un furgone. La Polizia locale è al lavoro per fare chiarezza sull’accaduto

Buccinasco (19 aprile 2025) – L’Amministrazione comunale di Buccinasco esprime la sua solidarietà al lavoratore che ieri è stato investito da un furgone durante lo sciopero davanti alla sede dei cancelli Amazon di Buccinasco, indetto da alcune sigle sindacali per il rinnovo del contratto nazionale di secondo livello. 

L’uomo è stato soccorso dai sanitari del 118 arrivati con un’ambulanza e un’automedica, ma non avrebbe riportato gravi ferite. 
Sul posto la Polizia locale di Buccinasco, al lavoro per fare chiarezza sull’accaduto. 


Ufficio stampa Comune di Buccinasco 


lunedì 3 febbraio 2025

In Aula la legge sulla partecipazione. Malagola: «Credo ancora in un voto bipartisan»

Il deputato di Fdi relatore della proposta ispirata dalla Cisl: «Riforma in spirito costituente in vista di cambiamenti epocali. Un peccato che la sinistra abbia cambiato idea per obbedire a Landini»

lunedì 2 dicembre 2024

L'Italia dice addio a un mito. L'Ape Piaggio sarà prodotta solo in India

https://www.huffingtonpost.it/life/2024/11/30/news/litalia_dice_addio_a_un_mito_lape_piaggio_sara_prodotta_solo_in_india-17863720/?ref=nl-huff-f-weeko

Per i nostalgici ci sono ancora le scorte di magazzino create da Piaggio in vista della dismissione dello storico 'triciclo'. Al momento non sembrano esserci particolari preoccupazioni per quanto riguarda le ricadute occupazionali


giovedì 6 giugno 2024

Le conseguenze del nuovo accordo sui frontalieri

https://www.tvsvizzera.it/tvs/qui-frontiera/frontalieri/79019230?utm_campaign=manual_tvs&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o&utm_term=manual
Il 17 luglio 2023 è entrato in vigore il nuovo accordo italo-svizzero sull'imposizione dei frontalieri. A partire da questa data, questa categoria di lavoratori e lavoratrici si divide in "nuovi" e "vecchi" frontalieri. Con una serie di articoli abbiamo cercato di capire cosa comporti questa distinzione e, in generale, cosa cambi con il nuovo accordo.

giovedì 14 marzo 2024

Quando la carenza di personale ferma i treni

https://www.tvsvizzera.it/tvs/qui-svizzera/quando-la-carenza-di-personale-ferma-i-treni/73132472?utm_campaign=manual_tvs&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o&utm_term=manual

Sempre più di frequente, le ferrovie del centro Europa si trovano confrontate con la penuria di macchinisti. Una tale mancanza di personale causa – all'estero – soventi scioperi, e – in Svizzera – appelli ad assumere manodopera, ma a volte obbliga anche a sopprimere tratte. La situazione sta migliorando, ma lentamente.

Questo contenuto è stato pubblicato al29 febbraio 2024 - 08:32

domenica 7 gennaio 2024

Dai Bocconi ai Monzino: quando l’impresa ha il cuore sociale.

https://www.alessandroscaglione.com/storie/bocconi

Una storia di Milano che comprende tra gli altri:

"Alle Città d'Italia"
"Università Commerciale Luigi Bocconi"
"Rinascente"
"Banca Italiana di Sconto"
"Officine Fratelli Borletti" e "Veglia"
"Unico Prezzo Italiano Miano" e "UPIM"
"Società Anonima Magazzini Standard" e "STANDA"
"Centro Cardiologico Monzino"

e molte storie familiari 



mercoledì 18 ottobre 2023

Tecnologia. Anche LinkedIn, a volte, licenzia

https://www.avvenire.it/economia/pagine/linkedin-licenzia-16-ottobre-2023

Il social network che aiuta a trovare lavoro annuncia altri 668 tagli dopo i 716 dello scorso maggio. I conti vanno bene, ma l'aiuto dell'intelligenza artificiale permette queste "efficienze"

domenica 24 settembre 2023

Demografia. Così la bomba della denatalità sta sconvolgendo l'economia



Matteo Rizzolli giovedì 21 settembre 2023

L’effetto dei cambiamenti demografici sulla qualità della vita
Così la bomba della denatalità sta sconvolgendo l'economia
Agenzia Romano Siciliani

    
La questione della natalità è – almeno a parole – al centro dell’agenda di governo. Ma quando l’avere figli è diventato un fatto pubblico? È solo una questione di grandeur demografica oppure da quanti bambini nascono ogni anno dipende anche la qualità della vita di quelli già nati e cresciuti? Insomma, qual è la relazione tra economia e natalità? La scienza economica ha studiato sin dal suo inizio il rapporto tra crescita economica e crescita demografica, cercando di comprendere come questi due aspetti siano correlati e come possano influenzarsi reciprocamente.

Thomas Malthus – professore di economia politica già alla fine del ’700 – è passato alla storia per la sua teoria di come le risorse agricole disponibili, che tendono a crescere linearmente nel tempo grazie al progresso tecnologico, non possano soddisfare le esigenze della crescita della popolazione che invece ha un andamento esponenziale, implicando quindi il sovvenire di periodiche carestie. La teoria malthusiana metteva in guardia sul pericolo di una crescita demografica incontrollata e suggeriva il controllo delle nascite come una soluzione per evitare il sovraffollamento e la povertà. Nel 1968, Paul R. Ehrlich, uno dei leader del Club di Roma, nel suo libro The Population Bomb riprese la teoria Malthusiana, mettendo l’accento sulla questione ecologica e sulla limitatezza delle risorse del pianeta e concludendo sulla necessità di adottare politiche di controllo delle nascite per prevenire una catastrofe ambientale e sociale. Queste teorie ebbero un’influenza enorme per l’affermazione di politiche di controllo delle nascite come avvenne in Cina con l’adozione della politica del figlio unico del 1979.

Ma non sono le uniche teorie economiche sul rapporto tra crescita demografica ed economia: ne citiamo almeno altre due che hanno predizioni opposte. Nel suo famoso modello di crescita economica, Robert Solow (1956) mostrava che se la popolazione cresce troppo rapidamente l’economia non fa un uso efficiente del capitale fisico (macchinari, attrezzature), diventa troppo dipendente dal fattore lavoro ( labor intensive) e la sua crescita economica ne risente negativamente. Ancora una volta, la crescita demografica come potenziale fattore negativo per la crescita economica. Al contrario, Gary Becker (1999) sviluppò la teoria neoclassica dell’investimento in capitale umano, sottolineando come nelle economie urbane ad alto reddito la crescita della popolazione acceleri la crescita per effetto dei rendimenti crescenti di una maggiore specializzazione e per le economie di scala e scopo che si ottengono quando molte menti sono messe a lavorare in prossimità tra loro.

Rispetto ai problemi della crescita demografica oggi la prospettiva e le priorità sono del tutto ribaltate; il dibattito si concentra sulla denatalità e sulla decrescita demografica. Molti paesi sviluppati affrontano da tempo una diminuzione della natalità e un’inversione della piramide demografica, con una popolazione sempre più anziana, e alcuni di questi paesi sono già in una fase di declino demografico. Gli economisti si sono fatti trovare impreparati a queste nuove sfide perché appare del tutto evidente che non basta semplicemente invertire il segno di qualche variabile nei modelli sviluppati in precedenza. I problemi posti dalla decrescita demografica sono nuovi e differenti rispetto a quelli posti dalla crescita. Anche l’“Economist” se n’è accorto, occupandosi ripetutamente del tema nell’ultimo anno (si veda la copertina del numero del 1 Giugno). In attesa di una vera e propria teoria, è possibile già elencare alcune aree dove l’impatto della denatalità è già osservabile empiricamente.

Consideriamo per primo l’impatto della denatalità sulle imprese e sulle attività produttive. La riduzione della popolazione comporta una diminuzione della domanda interna con conseguente perdita degli effetti delle economie di scala, della profittabilità e quindi dell’ammontare degli investimenti delle aziende che si dedicano prevalentemente al mercato domestico. Questi effetti negativi possono essere contrastati da un maggior orientamento all’export delle imprese anche se nel medio lungo periodo anche la domanda estera è destinata a soffrire degli stessi problemi. La lente della denatalità ci offre una nuova lettura dei problemi dell’economia italiana degli ultimi 30 anni: della stagnazione della domanda interna che ha imposto un faticoso riorientamento all’export della manifattura italiana si è spesso incolpato l’euro e l’eccessiva tassazione, ignorando nel dibattito il ruolo della natalità.

Dal lato dell’offerta di lavoro, meno persone e più anziane significano certamente più alti costi del lavoro e minor tasso di innovazione delle imprese. Anche in questo caso la lente della denatalità getta una nuova luce sulle discussioni degli ultimi due anni circa la difficoltà nel reperire il personale necessario per tanti lavori precedentemente svolti da giovani (personale del turismo, stagionali) e per i quali si è tirato in ballo il Covid e la great resignation e il reddito di cittadinanza. Il declino del tasso di innovazione delle imprese italiane è invece un fenomeno più risalente ma altrettanto evidente che vede le imprese italiane concentrate anche con successo in settori industriali più tradizionali (alimentare, automobilistico con motore a scoppio etc.) e assenti nei settori legati al digitale, all’intelligenza artificiale, alle biotecnologie e cosi via. La denatalità e l’aumento del numero di persone anziane possono influenzare anche la ricchezza delle famiglie. Secondo dati del 2021, la ricchezza netta delle famiglie italiane ammontava a 9.743 miliardi di euro, di cui il 54% rappresentato da investimenti immobiliari. Ma gli immobili hanno valore soltanto fino a quando ci sono persone interessate a usarli: con la diminuzione delle nascite, la domanda abitativa è certamente destinata a declinare e di conseguenza il valore degli immobili ed il risparmio delle famiglie. Il fenomeno delle case a un euro – che interessa molti piccoli comuni delle aree interne dove lo spopolamento ha prodotto un eccesso di patrimonio immobiliare che non riesce ad essere allocato a prezzi di mercato ma che si sta rapidamente deteriorando – è solo l’avvisaglia dei tempi che arriveranno e che vedranno il prezzo degli immobili mantenersi stabile solo in pochissime aree privilegiate attorno ai grandi centri.

La denatalità pone infine sfide imponenti alle finanze pubbliche. Da un lato, la spesa pubblica per scuola e famiglia che già oggi comunque rappresenta pochi punti percentuali del totale finirà per ridursi ulteriormente a causa della diminuzione del numero di bambini, ma, dall’altro, i costi legati alle pensioni e alla sanità – che già costituiscono la fetta più corposa del bilancio pubblico – aumenteranno ulteriormente a causa dell’invecchiamento della popolazione. Senza correttivi di sorta questa situazione potrebbe comportare un aumento del rapporto debito/Pil e richiedere il rialzo delle tasse per mantenere lo stesso livello di infrastrutture e servizi pubblici. La denatalità tocca anche il tema delle infrastrutture: infatti il Paese è dotato di infrastrutture (strade, acquedotti, reti fognarie e di illuminazione pubblica e così via) dimensionate per una data popolazione e per le quali sostiene dei costi fissi di manutenzione. La diminuzione della popolazione comporta la necessità di ripartire questi costi fissi su un numero di contribuenti via via inferiore con inevitabile necessità di aumentare le tasse (o di ridimensionare le infrastrutture).

Per chi ancora si domanda perché un governo si debba occupare di natalità valga la considerazione che l’inverno demografico sta già avendo un impatto significativo e avverso sull’economia delle imprese, sulla salute finanze pubbliche e sui risparmi delle famiglie. Affrontare queste sfide richiederà un’analisi approfondita, politiche pubbliche lungimiranti e innovazione economica per garantire una crescita sostenibile e una prosperità a lungo termine.

sabato 20 maggio 2023

La filiera. Industria farmaceutica, eccellenza italiana

Conta infatti 68.500 addetti diretti, 90% laureati e diplomati, 44% donne (53% nella ricerca e sviluppo), 150mila addetti inclusi i fornitori e un +9% di crescita occupazionale tra il 2017 e il 2022

Il fenomeno. Grandi dimissioni, ecco come attrarre e motivare

Crescono oltre quota 2,2 milioni in Italia. Retribuzioni migliori, flessibilità e benefit le "armi" a disposizione di datori e manager


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I consigli degli esperti

Vediamo allora quali sono i sette consigli secondo gli esperti di Zeta Service individua per valorizzare la mobilità interna all’interno delle aziende: è importante notare che questi suggerimenti non sono validi per tutte le organizzazioni, ma occorre adattarli alle esigenze e alla cultura specifiche di ogni azienda.

  1. YOUR PATH – Ogni ruolo all'interno dell'organizzazione dovrebbe avere percorsi chiari verso lo sviluppo futuro delle proprie competenze professionali. I dipendenti dovrebbero essere in grado d’identificare le loro prossime opportunità all'inizio della loro carriera per creare piani di sviluppo con i manager.
  2. ASSESSMENT – È una valutazione del personale sul potenziale presente in azienda sulle competenze e sulle carenze presenti all’interno dell’organizzazione. Questa particolare metodologia può includere interviste con dipendenti e leader aziendali, valutazioni dei processi e dei prodotti e altre attività.
  3. SUCCESS STORY E SUCCESSION PLAN – Riconoscere e premiare i dipendenti che sono riusciti positivamente a ricoprire nuovi ruoli all'interno dell'azienda e condividere le loro storie per ispirare gli altri: evidenziare questi successi permette di creare motivazione creando una cultura inclusiva.
  4. HUMAN & TECH MANAGEMENT – Sfruttare la tecnologia e lo storytelling per facilitare la mobilità interna: utilizzare i processi di job posting interno trasparenti ed efficaci, portali self-service e altri strumenti digitali per aiutare i dipendenti a trovare e candidarsi.  Proporre eventi in presenza e momenti informativi rispetto alle nuove posizioni aperte in azienda come Job Café di confronto e momenti di informazione.
  5. PROGRAMMI DI FORMAZIONE E UPSKILLING– Costruire un programma di formazione e sviluppo delle competenze per le risorse presenti in azienda Così sarà possibile migliorare le prestazioni dei dipendenti acquisendo nuove conoscenze e accrescere l’engagement nei confronti dell’organizzazione.
  6. TALENT MOBILITY CULTURE – Comunicare l'importanza della mobilità interna: assicurarsi che i dipendenti siano consapevoli delle opportunità a loro disposizione all'interno dell'azienda e che comprendano i vantaggi (sia finanziari, sia altre tipologie di benefit) per perseguire tali opportunità.
  7. START FROM THE TOP – Occorre assicurarsi che i manager siano consapevoli delle capacità e dell'esperienza dei membri del loro team e cerchino attivamente opportunità per sfruttare quel talento all'interno dell'organizzazione: la spinta verso la mobilità interna deve venire dall'alto.
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mercoledì 17 maggio 2023

LAVORO. LA RIVOLUZIONE DI DOROTHY DAY

A novant'anni dalla nascita del Catholic Worker Movement a New York, dialogo con Giulia Galeotti sulla più significativa esperienza del cattolicesimo sociale degli Stati Uniti e sui suoi fondatori
Ivo Paiusco

https://it.clonline.org/news/cultura/2023/04/30/giulia-galeotti-dorothy-day?utm_campaign=%22Il+senso+religioso%22.+L%27incontro+a+Milano&utm_medium=email&utm_source=CamoNewsletter

... Negli anni Quaranta la preghiera dei lavoratori dell’Association of Catholic trade unionists iniziava così: «Signore Gesù, carpentiere di Nazareth, tu sei un lavoratore come lo sono io». Quanto abbiamo perso negli anni Duemila di queste parole? Se è il lavoro a fagocitare la persona, e non la persona a dare un senso al lavoro, forse del carpentiere di Nazareth non abbiamo capito davvero nulla. ....



giovedì 8 dicembre 2022

Cosa ci racconta davvero la storia dei laureati assunti come spazzini a Napoli

ANTONIO GURRADO  
In questo paese dove tutti sono convinti che i laureati debbano diventare sempre di più, ha frequentato con profitto l’università il 6 per cento dei neoassunti a svolgere un mestiere per cui non è necessario neanche avere terminato la superiori

venerdì 30 settembre 2022

L’Ue avverte Meloni: “Il reddito di cittadinanza non va tolto”

Nota mia, secondo me questo è un caso di titolo fuorviante:  Nicolas Schmit, commissario per l’occupazione e i diritti sociali della UE ha detto qualche cosa di diverso da quanto riassunto nel titolo.
ha chiesto gradualità e olitiche di accomagnamento al LAVORO


A pochi giorni dalle elezioni italiane che hanno visto trionfare il centrodestra, l’Ue avverte Meloni intervenendo su uno dei temi più dibattuti dalla leader di Fratelli d’Italia durante la campagna elettorale.
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È forte e chiaro il monito che l’Unione Europea ha inviato alla premier in pectore Giorgia Meloni ...  Il reddito di cittadinanza non va eliminato, è questo l’avvertimento dell’Ue. A dichiararlo senza mezzi termini è stato Nicolas Schmit, commissario per l’occupazione e i diritti sociali.Schmit: “Il reddito di cittadinanza non va tolto”
... 
 “Se si abolisse di punto in bianco il reddito di cittadinanza facendo sì che quelli che non hanno accesso al lavoro si trovino in una situazione di privazione assoluta e povertà, nella speranza che queste persone si precipitino sul primo lavoro che trovano, credo non funzionerebbe”, ha detto il commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali. E ha aggiunto: “Quello che è importante è il reddito minimo sia legato fortemente alle politiche di accompagnamento e di inclusione nel mercato del lavoro”.

lunedì 20 giugno 2022

Il libro. La sorprendente genealogia delle donne manager dall'Ottocento a oggi

Luisa Pogliana, co-fondatrice dell’associazione Donnesenzaguscio, analizza la diversità di un'organizzazione del lavoro al femminile che mette al centro la persona e non il potere

venerdì 7 gennaio 2022

Botta e risposta. Licenziato dopo 10 anni di cassa. Mai più abbandonati ai soli sussidi

Un dipendente perde definitivamente il lavoro e sente la sua dignità ferita. Il vero tradimento è stato quello di abbandonarlo in cassa integrazione senza interventi per il ricollocamento

A Londra l'aborto anche “fino alla nascita”

La contestatissima “clausola 208” approvata dal Parlamento inglese (e ora firmata da re Carlo) lascia immutate le restrizioni per i medici, ...