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venerdì 3 aprile 2026

Promemoria: Affidi Bibbiano, il ricorso del pm alla sentenza di primo grado: “I giudici hanno voluto assolvere a tutti i costi” - 1° Aprile 2026

Il sostituto procuratore Salvi impugna la sentenza di primo grado: “Il tribunale cita circostanze mai avvenute, motivazioni sconcertanti”


Reggio Emilia, 1 aprile 2026 – Un faldone da 2.447 pagine, più numerosi documenti allegati. È il corposo ricorso redatto dal pubblico ministero Valentina Salvi per impugnare la sentenza di primo grado sugli affidi di bambini di Bibbiano, che ha visto nel luglio scorso l’assoluzione di 11 persone su 14, e le restanti tre condannate con pene lievi rispetto alle richieste del pm. I capi di imputazione al vaglio del tribunale reggiano sono stati un centinaio: ora il pm Salvi ne ha selezionati una parte, in tutto 41, per i quali chiede la condanna.


segue al link:



 


articolo precedente:


  Bibbiano ai raggi X. Il ‘sistema’ smontato: "Falsi ricordi e accuse. Il quadro era debole"   7 feb 2026


Pubblicate le 1.650 pagine di motivazioni della sentenza sui presunti affidi illeciti. I giudici criticano le consulenze tecniche, carenti "sul piano scientifico". Nel mirino tutto il processo: "Errore nell’individuazione degli elementi di reato".


E anche articolo del 6 Febbraio

Caso Bibbiano, i giudici del processo: “Debolezza del quadro accusatorio. Il clamore mediatico ha travolto i bambini”

Depositata dal tribunale di Reggio Emilia la sentenza con cui erano state emesse tre condanne con pena sospesa (sulle 14 richieste), demolendo la ricostruzione della Procura. “Conseguenze non calcolabili sulla vita di imputati e testimoni”, si legge



domenica 8 febbraio 2026

Attenzione al Presidente della Repubblica Mattarella!

Varie fonti:


Olimpiadi 2026, Bulbarelli ‘spoilera’ Mattarella e la Rai lo cancella dalla cerimonia: chi lo rimpiazza


Alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, in Rai scoppia il caso Auro Bulbarelli. Il vicedirettore di Rai Sport, scelto in origine per raccontare in diretta il grande show di San Siro, è stato ‘fatto fuori’ dalla telecronaca dopo aver parlato a sproposito della presenza di Sergio Mattarella all’evento. Il giornalista aveva anticipato erroneamente una sorpresa ‘clamorosa’ con protagonista il nostro Presidente della Repubblica. Adesso al suo posto, nella postazione principale, salirà il direttore di rete Paolo Petrecca. Ecco qui sotto tutti i dettagli della storia.

Olimpiadi 2026, il ben servito della Rai ad Auro Bulbarelli

Tutto è nato qualche giorno fa, durante la presentazione del palinsesto Rai per i Giochi di Milano-Cortina. Auro Bulbarelli, vicedirettore di Rai Sport, si è lasciato andare a un’anticipazione ‘clamorosa’, dichiarando quanto segue a proposito del Presidente della Repubblica: "Non posso anticipare ulteriori dettagli. Posso solo dirvi che ci sarà una sorpresa clamorosa del capo dello Stato, Sergio Mattarella, paragonabile a quanto avvenuto a Londra 2012 con la regina Elisabetta e James Bond".

Il riferimento è alla celebre apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, con due stuntman travestiti da regina Elisabetta e Daniel Craig che si lanciava dall’elicottero sullo stadio della cerimonia. Bulbarelli non è entrato nei particolari, ma il paragone è bastato a scatenare l’immaginazione e (soprattutto) l’irritazione sia del Quirinale che dei vertici della rete. E infatti di lì a poco è arrivata una sonora smentita dai vari attori coinvolti.

La smentita dell’azienda e l’incarico a Paolo Petrecca

A negare quanto dichiarato frettolosamente dal giornalista ci ha pensato anche il presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, che ha definito quelle di Bulbarelli "dichiarazioni sensazionalistiche…destituite di ogni fondamento". Secondo le parole ufficiali della Fondazione, Mattarella sarà invece "accolto venerdì 6 febbraio allo stadio San Siro dalla presidente del Comitato olimpico internazionale Kirsty Coventry e seguirà un protocollo già definito da tempo col Quirinale…Qualsiasi altra considerazione, con paragoni di cerimonie avvenute del passato, è frutto di fantasia".

Il pasticcio, alla fine, ha convito i vertici Rai a togliere la cerimonia dalle mani di Bulbarelli. Al suo posto è stato scelto per la telecronaca il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, mentre lo scrittore Fabio Genovesi resterà seconda voce come previsto in partenza. Auro Bulbarelli rimane ovviamente nel suo ruolo di vicedirettore di Rai Sport, ma la lezione dell’azienda è chiarissima: sulle Olimpiadi – e soprattutto sul Presidente della Repubblica – è meglio non scherzare.

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Sergio Mattarella e le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: la gaffe che ha travolto il vicedirettore di RaiSport



Gaffe Rai e riservatezza a rischio: la vicenda delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e del presidente Mattarella. Ecco cosa è accaduto.

Manca pochissimo all’inizio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, e mentre cresce l’attesa per il grande evento sportivo, la Rai si trova già a gestire una controversia imprevista. Una gaffe nella comunicazione, legata a una presunta sorpresa del Presidente della Repubblica Mattarella durante la cerimonia d’apertura, ha scatenato malumori istituzionali e costretto l’emittente pubblica a rivedere i propri piani, dimostrando quanto sia delicato il confine tra anticipazioni e riservatezza.

Gaffe in Rai alla vigilia delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

Mancano poche settimane all’appuntamento che, per l’Italia, ha un valore simbolico superiore a molti eventi sportivi: le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. L’attesa cresce e la macchina organizzativa entra nella fase più delicata, ma in Rai si apre improvvisamente un caso inatteso. Tutto parte da una dichiarazione fatta al momento sbagliato, capace di trasformare una semplice anticipazione in un vero e proprio problema istituzionale. In poche ore, la decisione è stata drastica: l’incarico affidato a un volto di punta per raccontare la cerimonia d’apertura è stato revocato.

“Dovete sapere che Mattarella”, gaffe del telecronista: terremoto in Rai

Al centro della vicenda c’è Auro Bulbarelli, vicedirettore delegato di Rai Sport, scelto per commentare la cerimonia del 6 febbraio allo stadio San Siro di Milano. La sua permanenza nel ruolo è durata pochissimo: una gaffe legata a una rivelazione non autorizzata ha fatto scattare campanelli d’allarme negli ambienti istituzionali e sportivi. Bulbarelli aveva anticipato una “sorpresa clamorosa del nostro Presidente e Capo dello Stato… Paragonabile a quello che fece la Regina Elisabetta con James Bond nel 2012”. In quell’occasione, si trattava di due stuntman che, nei panni della regina e di Daniel Craig, salirono su un elicottero e atterrarono su un campo allestito per l’evento.

Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha prontamente smentito definendo quelle dichiarazioni “sensazionalistiche… destituite di ogni fondamento”.

Dopo la controversia, la Rai ha deciso di rimuovere Bulbarelli dall’incarico, nominando al suo posto il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca. Confermata, invece, la partecipazione dello scrittore Fabio Genovesi come seconda voce. La cerimonia d’apertura, che andrà in onda in diretta su Rai 1, mantiene intatto il suo fascino, ma l’episodio ha già lasciato il segno.

Anche la Fondazione Milano-Cortina è intervenuta per chiarire la situazione: Mattarella sarà accolto allo stadio da Kirsty Coventry, presidente del Comitato olimpico internazionale, seguendo “un protocollo già definito da tempo col Quirinale”. Ogni paragone con cerimonie passate, come quello citato da Bulbarelli, è frutto di “fantasia”.


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 Petrecca, tutti gli errori e le gaffe durante la sua telecronaca della cerimonia

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Gli errori

Olimpiadi, Mattarella e "la figlia", Ghali "non inquadrato" e persone confuse: le gaffe della Rai



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Olimpiadi, Mattarella e "la figlia", Ghali "non inquadrato" e persone confuse: le gaffe della Rai
https://www.milanotoday.it/sport/olimpiadi-invernali-2026/gaffe-mattarella-telecronista-rai-olimpiadi.html
© MilanoToday


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Dalla figlia di Mattarella (che in realtà è la presidente del CIO) al silenzio su Ghali: quante gaffe nella telecronaca Rai delle Olimpiadi


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Olimpiadi, Mattarella e "la figlia", Ghali "non inquadrato" e persone confuse: le gaffe della Rai

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Olimpiadi, Mattarella e "la figlia", Ghali "non inquadrato" e persone confuse: le gaffe della Rai
https://www.milanotoday.it/sport/olimpiadi-invernali-2026/gaffe-mattarella-telecronista-rai-olimpiadi.html
© MilanoToday
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domenica 29 giugno 2025

Topastri e cavernicoli. Il sesso chimico secondo Alberto Angela


ed anche




Di Emanuele Boffi
26 Giugno 2025

I bei tempi del Paleolitico quando non c'era il gender gap, la monogamia dell'arvicola delle praterie e le scappatelle estive. Una puntata di "Noos, l'avventura della conoscenza"


Il conduttore televisivo Alberto Angela (Foto Ansa)

Voi non lo sapevate, ma pure l’arvicola delle praterie può diventare un dissoluto Don Giovanni o una scostumata Messalina. Voi non lo sapevate, e nemmeno io (che dell’arvicola ignoravo persino l’esistenza). Si tratta di un topastro americano «geneticamente fedele», che tende a vivere per tutta l’esistenza con lo stesso partner, formando una coppia stabile, con comportamento sessuale monogamo, fatto raro tra i mammiferi. Però, se all’arvicola delle praterie togliete gli ormoni giusti (ossitocina e vasopressina) si trasforma in un farfallone libertino che castiga qualunque altra graziosa arvicolicuzza incontra sui suoi passi. Come si dice, basta che respiri.

Ci sono tante cose dell’amore e del sesso che non sappiamo né io né voi, ma per fortuna Alberto Angela nella prima puntata di “Noos, l’avventura della conoscenza” ce le ha spiegate. E ci ha istruiti grazie a video e interviste, aiutandoci a rispondere a tutto ciò che, woodyallenianamente, avremmo voluto sapere, ma non abbiamo mai avuto il coraggio di chiedere.

Una parentesi sul libero arbitrio

«Amore e sesso. Cosa succede quando ci innamoriamo? E quando tradiamo?», ha chiesto Angela e né io né voi lo sapevamo, ma Angela sì e la risposta è facile. Quando incrociamo lo sguardo di lui o di lei, produciamo dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. Dopo produciamo la noradrenalina, diminuiamo la serotonina e, col primo contatto fisico, ci diamo una botta di ossitocina. Se poi la cosa diventa seria, cioè decidiamo di rendere il rapporto stabile, è tutto merito della vasopressina, una sorta di «collante per l’amore duraturo». Ma se il legame si spezza, si ricomincia a produrre dopamina (e così altro giro, altra corsa, come criceti sulla ruota). Ergo, la prima importante risposta alla domanda di Angela è: «L’amore ha i suoi misteri, ma grazie alla scienza possiamo dire che, almeno in parte, è una questione di chimica».


Ora, sia io sia voi, dopo una siffatta spiegazione, l’unico dubbio che dovremmo avere a riguardo dell’amore è su quel pudico inciso («almeno in parte»), motivato dal fatto che, unici tra gli esseri viventi, siamo dotati di «libero arbitrio che ci permette di scegliere». A noi e a voi, questo inciso potrebbe sembrare un fatto di una qualche rilevanza, ma non ad Angela & soci, che infatti gli dedicano lo spazio di una parentesi. Per il resto è tutto un diluvio di spiegazioni su ormoni, neurotrasmettitori, parti del cervello che si illuminano e si spengono. Insomma: una faccenda chimica.

L’estate delle scappatelle

Voi non lo sapevate, e nemmeno io, ma c’è una spiegazione scientifica anche per il tradimento. Quindi, tranquilli, niente più sensi di colpa: è solo un fatto meccanico e l’amore (chimico) è cieco. Lui non è un bastardo e lei non è una stronza: è tutta una questione di quantità di ossitocina e vasopressina. Di più: da un punto di vista evolutivo «i vantaggi biologici dell’essere fedeli sono perfettamente uguali ai vantaggi di essere infedeli». Quindi, sciambola ragazzi, liberi tutti.


Per quanto riguarda il resto, cioè l’aspetto “non chimico” della questione, ci pensa l’esperto invitato in studio, il professor Emanuele Jannini, sessuologo, a diradare i nostri dubbi, spiegandoci che:
a) il maschio per sedurre usa la strategia del “pavone”, se vuole mostrarsi intelligente e aitante, oppure quella del “cervo” o del “leone” se vuole apparire carismatico e imbattibile (maschio alfa);
b) la donna, invece, può essere “pre”, se interessata a qualità “pre-riproduttive” come l’intelligenza e la prestanza fisica; oppure “post” se attenta a qualità come l’affidabilità e la fedeltà;
c) «gli uomini si innamorano con gli occhi e le donne con le orecchie»;
d) «l’estate è la stagione delle scappatelle perché tanto sole significa poca melatonina e poca melatonina significa che il testosterone è più attivo»;
e) «il tradimento è una strategia dell’evoluzione e la monogamia è un’eccezione in natura. Ce la siamo inventata noi perché siamo l’unico animale con l’ovulazione nascosta».

Ritorno al futuro paleolitico

Il punto e), dice Angela, anticipando la domanda su quel che né io né voi sappiamo, merita qualche parola in più. E nel video di approfondimento ci viene spiegato che «la specie umana non è sempre stata monogama e che avere più partner, fin dalla notte dei tempi, era la norma». Infatti, nel paleolitico le persone non avevano fissa dimora, erano cacciatori alla perenne ricerca di cibo e «le differenze tra i sessi erano ridotte. Le donne si dedicavano alla caccia come gli uomini, contribuendo così alla comunità». Voi non lo sapevate, e nemmeno io, ma nel fantastico e progredito paleolitico «le relazioni amorose erano fluide, non così diverse dalle storie amorose di molte coppie moderne». Poi, però, dodicimila anni fa, gli uomini decisero di «fare una scelta che cambiò tutto»: divennero stanziali e iniziò la «rivoluzione del neolitico» con la formazione dei primi villaggi. E tutto questo influì sulla convivenza di maschi e femmine rendendo vantaggiosa la coppia stabile, «un fortino per difendersi dai nemici esterni».

Fu così che nacque «la famiglia come la conosciamo oggi e i ruoli si fecero più rigidi: le donne dovevano occuparsi della casa e della prole, gli uomini si specializzarono nella difesa delle risorse e della proprietà». Erano finiti i bei tempi del paleolitico, quelli senza gender gap; col neolitico «il potere finì nelle mani degli uomini» e ci furono «più disuguaglianze». Tuttavia, né io né voi dobbiamo disperare, perché «guardando i ragazzi e le ragazze di oggi, vediamo qualcosa che somiglia al passato, ma anche qualcosa che sta diventando un futuro diverso».

Un gran progresso

Ora, non so voi, ma a me pare, dopo tutta questa positivistica spiegazione chimica di amore e sesso, di saperne quanto prima.

Nessuno si scandalizza per le scappatelle – nemmeno per quelle invernali quando si produce più melatonina -, ma immaginare una società in cui, distrutta la famiglia, ci si comporti tutti come quegli evoluti dei nostri antenati del paleolitico, non ci pare tutto ‘sto progresso e miglioramento della specie.

Tenetevelo voi un mondo in cui l’unico capace di giurare amore eterno alla propria amata è un topastro che scorrazza nelle praterie americane.






lunedì 23 giugno 2025

Cos’è il genere e perché parlarne spaventa molti? Intervista ad Antonio Prunas



di Lina Cerrato

Il genere è un concetto molto complesso da definire: ognuno ha una sua idea di che cosa voglia dire essere uomo, essere donna, o essere qualcos’altro. Per comprendere meglio che cosa sia il genere e riflettere su come siamo abituati a pensare alle categorie di genere abbiamo posto alcune domande ad Antonio Prunas. Psicoterapeuta specializzato in sessuologia clinica, durante la scorsa edizione del CICAP Fest, nella conferenza Come si misura il genere?, ha illustrato e messo in discussione il modello tradizionale che abbiamo di genere: binario, statico e legato al sesso biologico degli individui. Le categorie di genere sono, ha evidenziato Prunas, concetti in mutamento, legati sia alla cultura sociale sia alla psicologia individuale.

Che cosa ci rende appartenenti a un genere piuttosto che a un altro?

Se ci riflettiamo, noi stessi non sappiamo dire bene che cosa fa di noi un uomo o una donna. È per noi un’evidenza che funziona in se stessa, che non viene messa in discussione. Ci troviamo quindi con tantissime persone che dicono di essere uomini e di essere donne partendo da questa evidenza che loro stessi non saprebbero neanche definire. E abbiamo uno sterminato gruppo di entità diverse che consideriamo accettabili nel contesto dell’essere uomo o dell’essere donna. Ad esempio, possiamo pensare a un uomo che nasce senza testicoli, a un uomo che ha la voce femminile, o a un uomo con la ginecomastia. Tutti questi individui rimangono, per noi, sempre uomini. Ma se pensiamo a un uomo con la vagina, improvvisamente, il discorso cambia: non riusciamo più a considerarlo un uomo. In quel punto poniamo un veto molto rigido, definiamo un confine che riguarda però soltanto quella categoria, mentre tutto il resto è assolutamente legittimo e fa parte di una variabilità che siamo in grado di concepire. Se ci fermiamo a riflettere, quel confine sembrerà sempre più arbitrario. 

Cos’è, quindi, l’identità di genere? 

L’identità di genere è un costrutto sociale che, però, si incarna anche in una dimensione psicologica. È qualcosa che noi respiriamo costantemente e si trova al di fuori di noi, ma che a un certo punto penetra nel modo in cui pensiamo a noi stessi e ci rapportiamo al mondo esterno, presentandoci in un modo più o meno aderente a uno stereotipo che corrisponde al maschile o al femminile. Nell’immagine che diamo di noi stessi infatti, come risvolto esterno, è presente anche la nostra decisione di conformarci o meno a ciò che la società ci dice essere “maschile” o “femminile”. È importante ricordare però ciò che la società reputa essere “maschile” o “femminile” è valido oggi e per uno specifico contesto: siamo abituati a pensare che il nostro sistema di pensiero contemporaneo e occidentale sia immobile, l’unico sempre esistito, ma non è affatto così.

Esistono sistemi di pensiero senza il binarismo rigido di uomo e donna?

Ci sono moltissime altre culture diverse da quella occidentale in cui il genere non è binario, ma si possono trovare fenomeni simili anche nelle culture occidentali. Ad esempio, anche in Italia: molti antropologi sostengono che il fenomeno campano dei “femminielli” sia un fenomeno culturale che è riconducibile a un genere altro: il “femminiello” non è una donna trans, appartiene a una categoria altra, riconosciuta socialmente e con un valore di buon auspicio. Il problema è che la cultura occidentale tende ad appiattire tutto, e così l’idea del binarismo maschio-femmina è radicata anche a un livello ancora più profondo. Pensiamo ad esempio alle persone intersex che vengono operate senza il loro consenso: tutto ciò che non è incanalabile in stereotipicamente maschile o stereotipicamente femminile non ha diritto di esistere, viene patologizzato, e per essere reso comprensibile viene portato da una parte o dall’altra. Porpora Marcasciano, un’attivista trans, diceva che quando leggiamo sul National Geographic che in un metro quadro di foresta equatoriale ci sono 80 miliardi di specie di uccelli, tessiamo le lodi del Creatore; quando invece pensiamo agli esseri umani ci limitiamo a pensare al grembiulino rosa e al grembiulino azzurro, e qualsiasi cosa che sta in mezzo ci spaventa. Però, pensare che l’output di un sistema così complesso come l’essere umano sia “grembiulino azzurro” o “grembiulino rosa” è molto poco credibile.

Come mai questa complessità ci spaventa così tanto? Si parla addirittura spesso di “ideologia gender”: perché?

Credo che uno dei punti fondamentali a questo proposito sia la convinzione che riconoscere l’esistenza di altre opzioni oltre a eterosessuale e cisgender sia in grado di attivare automaticamente nelle persone il bisogno o il desiderio di “andare da quella parte”: ma questa è una delle più grandi idiozie che siano mai state dette. La prova più evidente di questo sono le persone LGBT stesse, che raccontano che da bambini nessuno mai parlato loro di mondi pieni di unicorni in cui le persone gay sono felici, anzi. Alcune persone hanno subìto maltrattamenti non da poco per il fatto di aver detto di essere diversi, e nonostante ciò la loro identità è rimasta assolutamente invariata: neanche le percosse riescono a cambiare una persona, figuriamoci sapere che esistono persone gay e persone trans.

Immagine: Antonio Prunas (a sinistra) con Lorenzo Montali durante il suo intervento al CICAP Fest, foto di Serena Pea

domenica 14 luglio 2024

domenica 17 marzo 2024

Il caso Bianca Balti. Sogni, non ovociti congelati. Il regalo da fare a una figlia

https://www.avvenire.it/vita/pagine/gli-ovociti-congelati-in-regalo-in-nome-della-liberta-quale

Fa discutere la decisione della top model di omaggiare la propria figlia 21enne col “social freezing”: «Così sarai libera». Di fare ed essere che cosa?

domenica 15 ottobre 2023

Fabio Cannavaro ... la flebo al Parma


... La polemica della flebo

«Non è doping, ma solo una flebo di un farmaco che non è nella lista del doping». È questa, nell’aprile 2005, la spiegazione di Cannavaro, a «Striscia la notizia», la sera dopo la trasmissione del video in cui il calciatore (allora nel Parma) si vede farsi una flebo di Neoton nella stanza di un hotel di Mosca il giorno prima della finale (vinta) di Coppa Uefa nel maggio 1999. «La flebo conteneva il Neoton che non risulta nella lista del doping. Forse la gente si è spaventata un po’ per la flebo in se stessa. Però in quella camera c’era allegria, un clima disteso, e quindi nessuno può pensare che si siano fatte cose strane, anche perché a riprendermi ero io», disse.

lunedì 4 settembre 2023

Promemoria - Buccinasco per i diritti al Milano Pride Pubblicato il 21 giugno 2023

https://www.comune.buccinasco.mi.it/it/news/buccinasco-per-i-diritti-al-milano-pride

...Anche quest’anno, infatti, il Comune di Buccinasco ha concesso il patrocinio al Milano Pride 2023 accogliendo la proposta dell’ODV Centro d’Iniziativa Gay Onlus Arcigay Milano, per sostenere i diritti LGBTQIA+ e di tutte le minoranze, oggi priorità della società civile: “Allarghiamo i nostri orizzonti e abbracciamo la città – scrivono gli organizzatori sul sito milanopride.it – marciando per le strade e rivendicando la nostra autodeterminazione e libertà”.  ...

sabato 2 settembre 2023

martedì 27 giugno 2023

Perché l’Europa continua a promuovere il velo islamico

Nonostante inchieste e dossier abbiano denunciato la propaganda islamista finanziata dai Fratelli musulmani, le istituzioni europee pubblicizzano quello che non è solo un pezzo di tessuto. L'ultimo caso pochi giorni fa


Nota:  quanto le attuali autorità  europee ci rappresentano, e quanto invece sembrano venire "da un altro mondo"?

martedì 13 giugno 2023

Go Woke Go Broke

https://zafferano.news/rubrica/notizie-dagli-usa/z209-go-woke-go-broke?uid=5181&aid=1924&ch=newsletter&data=f1ead281e719e0c926b1205f76e8d8a6

Go Woke go Broke, ossia “diventa woke e fallisci”, è il grido di battaglia che gli estremisti conservatori usano per boicottare le aziende che usano tematiche LGBTQ+ ed inclusive per promuovere i propri prodotti e servizi.

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Il caso Chick-fill-A a è particolarmente interessante, perché azienda con solide simpatie repubblicane e già criticata proprio dai progressisti per non far abbastanza per le tematiche woke: cos’è successo? Come ha fatto, l’unica azienda che chiude la domenica per mandare i dipendenti a Messa tant’è cristiana, ad attirare le ire funeste dei conservatori estremisti? Hanno creato una posizione dirigenziale per la diversità, equità ed inclusività (DEI), sull’esempio delle multinazionali politicamente corrette che si rispettino, e la loro pagina (qui) ha il giusto mix di frasi petalose recitate da genti di tutte le estrazioni e colori della pelle.
...
Chi fa scarpe, vestiti, birra, panini o gestisce una grande catena di supermercati, è meglio che si concentri a fare quello che sa fare e per cui viene pagato. Ogni distrazione è quantomeno controproducente per la gestione aziendale, fino ad essere particolarmente dannoso quando viene sbagliata come in questi casi. Con meno lattine di birra colorate arcobaleno, e fondi investiti nello sviluppo prodotto invece che in DEI, è probabile che la clientela prosegua e magari aumenti gli acquisti, con buona pace di dipendenti, azionisti e le comunità che si basano sulla presenza di quelle aziende.

martedì 6 giugno 2023

La Bibbia vietata. Se la "cancel culture" cancella persino un codice dell'umanità

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/se-la-cancel-culture-cancella-persino-un-codice-dellumanit

...Volgare e violenta. Nelle sue pagine si trovano esempi di incesto, prostituzione e stupro. Oltre che di crude battaglie. E per questo non è adatta ai bambini delle elementari e delle medie e va vietata. È la decisione di un distretto scolastico dello Utah e non riguarda un testo di Eminem o libri tipo “il Tropico del Capricorno”. Il testo in questione è la Bibbia, sia pure in una versione diversa da quella cattolica. Sì, avete letto bene: la Bibbia. Notizia che lascia a bocca aperta e conferma come ormai certe dinamiche ideologiche abbiano raggiunto livelli di guardia fino a qualche tempo fa inimmaginabili, non risparmiando neanche il testo sacro per un miliardo e trecentomila cristiani.
...
Sì, la Bibbia comprende anche pagine in cui si parla delle bassezze del  genere umano, a cominciare dal primo omicidio della storia, quello di Caino ai danni di Abele, ma di questo male fornisce anche il senso e la via di fuga (la salvezza). Vietare la sua lettura a scuola, al di là di ogni considerazione circa la libertà religiosa, è solo il segnale di una immensa ignoranza, che rischia di provocare serissimi danni culturali e sociali. Perché toglie a tutti qualcosa. Agli adulti sottrae la capacità di educare, conducendo per mano le giovani generazioni a riconoscere ciò che è giusto e sbagliato. Ai bambini toglie invece la necessaria dimestichezza con la biodiversità dei sentimenti, delle idee, dei modi di essere, lasciandoli a nutrirsi solo di omogeneizzati ideologici in cui ogni differenza viene giudicata insopportabile e dunque spianata. Così in definitiva la Cancel culture non cancella tanto questo quel personaggio storico, questo o quel libro, ma l’alfabeto stesso dell’umano. Per fare posto a un deserto disumanizzante che, come il sonno della ragione, genera mostri.

martedì 23 maggio 2023

Migranti. Interrogazione a Piantedosi sulle raccomandazioni dell'Acnur

Dopo la pubblicazione su Avvenire della "nota" in cui l'organismo Onu segnala al governo le "criticità" della legge Cutro, il deputato di Avs Zaratti chiede al ministro di riferire in Parlamento.

mercoledì 28 dicembre 2022

Che cosa resterà del mondiale di calcio?

Su L’Osservatore Romano un articolo fa il punto della rassegna iridata che ha incoronato l’Argentina campione del mondo per la terza volta: dall’emozionante finale, una delle più belle della storia, al figlio del croato Perisic che consola il brasiliano Neymar appena eliminato, le luci e le ombre di Qatar 2022


Un Mondiale partito malissimo finisce con la finale più bella di sempre

Con l’Argentina campione ai rigori dopo un meraviglioso 3-3 con la Francia termina una coppa del mondo in cui fortunatamente il calcio è stato più forte di polemiche ipocrite e battaglie a singhiozzo sui diritti



giovedì 1 dicembre 2022

La presuntuosa idea di usare i calciatori come pedine per le battaglie sui valori

Per molti media occidentali il Mondiale è solo un pretesto per pretendere attivismo sui diritti gay dai giocatori. E chissenefrega dei risultati. Un editoriale rivelatore sulla Stampa


... Sorvolando sul curioso fatto per cui ci si è molto preoccupati per tutti i diritti negati nel paese del Golfo tranne uno, quello della libertà religiosa, ...

sabato 29 ottobre 2022

Che tristezza i virologi prestati alla politica (Ndr: ALCUNI)

https://www.tempi.it/crisanti-meloni-che-tristezza-i-virologi-prestati-alla-politica/

Il microbiologo Andrea Crisanti attacca la Meloni sulla pandemia e accusa le regioni di centrodestra di «aver negato il virus» e di aver avuto «il maggior numero di decessi». Il senatore Pd dimentica però di dire un paio di cosette

...
Crisanti ha la memoria molto corta, ma gliela si può facilmente rinfrescare. Chi è che a febbraio 2020 lanciò l’hashtag #Milanononsiferma contro le restrizioni? Il sindaco di sinistra Beppe Sala. Chi criticò il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per aver indossato una mascherina in diretta Facebook? Non la giunta di centrodestra del presidente, ma tutta la sinistra in coro. Chi, aderendo all’iniziativa del Pd milanese, organizzò un aperitivo a Milano in Porta Ticinese al grido di «non bisogna distruggere la vita o diffondere il panico» invocando «il primato della scienza»? Se non ci sbagliamo, il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
...
Se poi si va a vedere il tasso standardizzato di decessi Covid dell’Istat per il 2021, si scopre che Emilia-Romagna (51), Campania (52) e Puglia (49) hanno fatto peggio della tanto vituperata Lombardia (37), la quale ha avuto un tasso uguale a quello del Lazio (37) e poco superiore a Umbria (36) e Toscana (36).

Manteniamo un limite giuridico al suicidio assistito: bisogna proteggere i malati

Ascoltare la voce di chi soffre patologie gravi rimette al centro la prospettiva umana, rimossa da un approccio procedurale. E fa capire che...