venerdì 3 aprile 2026
Promemoria: Affidi Bibbiano, il ricorso del pm alla sentenza di primo grado: “I giudici hanno voluto assolvere a tutti i costi” - 1° Aprile 2026
sabato 14 febbraio 2026
RETTIFICA - Milano Cortina, Quirinale scrive a Gruber: "Richiesta sanzione a telecronista è notizia falsa"
domenica 8 febbraio 2026
Attenzione al Presidente della Repubblica Mattarella!
Varie fonti:
Olimpiadi 2026, Bulbarelli ‘spoilera’ Mattarella e la Rai lo cancella dalla cerimonia: chi lo rimpiazza
Alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, in Rai scoppia il caso Auro Bulbarelli. Il vicedirettore di Rai Sport, scelto in origine per raccontare in diretta il grande show di San Siro, è stato ‘fatto fuori’ dalla telecronaca dopo aver parlato a sproposito della presenza di Sergio Mattarella all’evento. Il giornalista aveva anticipato erroneamente una sorpresa ‘clamorosa’ con protagonista il nostro Presidente della Repubblica. Adesso al suo posto, nella postazione principale, salirà il direttore di rete Paolo Petrecca. Ecco qui sotto tutti i dettagli della storia.
Olimpiadi 2026, il ben servito della Rai ad Auro Bulbarelli
Tutto è nato qualche giorno fa, durante la presentazione del palinsesto Rai per i Giochi di Milano-Cortina. Auro Bulbarelli, vicedirettore di Rai Sport, si è lasciato andare a un’anticipazione ‘clamorosa’, dichiarando quanto segue a proposito del Presidente della Repubblica: "Non posso anticipare ulteriori dettagli. Posso solo dirvi che ci sarà una sorpresa clamorosa del capo dello Stato, Sergio Mattarella, paragonabile a quanto avvenuto a Londra 2012 con la regina Elisabetta e James Bond".
Il riferimento è alla celebre apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, con due stuntman travestiti da regina Elisabetta e Daniel Craig che si lanciava dall’elicottero sullo stadio della cerimonia. Bulbarelli non è entrato nei particolari, ma il paragone è bastato a scatenare l’immaginazione e (soprattutto) l’irritazione sia del Quirinale che dei vertici della rete. E infatti di lì a poco è arrivata una sonora smentita dai vari attori coinvolti.
La smentita dell’azienda e l’incarico a Paolo Petrecca
A negare quanto dichiarato frettolosamente dal giornalista ci ha pensato anche il presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, che ha definito quelle di Bulbarelli "dichiarazioni sensazionalistiche…destituite di ogni fondamento". Secondo le parole ufficiali della Fondazione, Mattarella sarà invece "accolto venerdì 6 febbraio allo stadio San Siro dalla presidente del Comitato olimpico internazionale Kirsty Coventry e seguirà un protocollo già definito da tempo col Quirinale…Qualsiasi altra considerazione, con paragoni di cerimonie avvenute del passato, è frutto di fantasia".
Il pasticcio, alla fine, ha convito i vertici Rai a togliere la cerimonia dalle mani di Bulbarelli. Al suo posto è stato scelto per la telecronaca il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, mentre lo scrittore Fabio Genovesi resterà seconda voce come previsto in partenza. Auro Bulbarelli rimane ovviamente nel suo ruolo di vicedirettore di Rai Sport, ma la lezione dell’azienda è chiarissima: sulle Olimpiadi – e soprattutto sul Presidente della Repubblica – è meglio non scherzare.
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Sergio Mattarella e le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: la gaffe che ha travolto il vicedirettore di RaiSport
Gaffe in Rai alla vigilia delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Mancano poche settimane all’appuntamento che, per l’Italia, ha un valore simbolico superiore a molti eventi sportivi: le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. L’attesa cresce e la macchina organizzativa entra nella fase più delicata, ma in Rai si apre improvvisamente un caso inatteso. Tutto parte da una dichiarazione fatta al momento sbagliato, capace di trasformare una semplice anticipazione in un vero e proprio problema istituzionale. In poche ore, la decisione è stata drastica: l’incarico affidato a un volto di punta per raccontare la cerimonia d’apertura è stato revocato.
“Dovete sapere che Mattarella”, gaffe del telecronista: terremoto in Rai
Al centro della vicenda c’è Auro Bulbarelli, vicedirettore delegato di Rai Sport, scelto per commentare la cerimonia del 6 febbraio allo stadio San Siro di Milano. La sua permanenza nel ruolo è durata pochissimo: una gaffe legata a una rivelazione non autorizzata ha fatto scattare campanelli d’allarme negli ambienti istituzionali e sportivi. Bulbarelli aveva anticipato una “sorpresa clamorosa del nostro Presidente e Capo dello Stato… Paragonabile a quello che fece la Regina Elisabetta con James Bond nel 2012”. In quell’occasione, si trattava di due stuntman che, nei panni della regina e di Daniel Craig, salirono su un elicottero e atterrarono su un campo allestito per l’evento.
Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha prontamente smentito definendo quelle dichiarazioni “sensazionalistiche… destituite di ogni fondamento”.
Dopo la controversia, la Rai ha deciso di rimuovere Bulbarelli dall’incarico, nominando al suo posto il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca. Confermata, invece, la partecipazione dello scrittore Fabio Genovesi come seconda voce. La cerimonia d’apertura, che andrà in onda in diretta su Rai 1, mantiene intatto il suo fascino, ma l’episodio ha già lasciato il segno.
Anche la Fondazione Milano-Cortina è intervenuta per chiarire la situazione: Mattarella sarà accolto allo stadio da Kirsty Coventry, presidente del Comitato olimpico internazionale, seguendo “un protocollo già definito da tempo col Quirinale”. Ogni paragone con cerimonie passate, come quello citato da Bulbarelli, è frutto di “fantasia”.
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Petrecca, tutti gli errori e le gaffe durante la sua telecronaca della cerimonia
Olimpiadi, Mattarella e "la figlia", Ghali "non inquadrato" e persone confuse: le gaffe della Rai
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https://www.milanotoday.it/sport/olimpiadi-invernali-2026/gaffe-mattarella-telecronista-rai-olimpiadi.html
© MilanoToday
Dalla figlia di Mattarella (che in realtà è la presidente del CIO) al silenzio su Ghali: quante gaffe nella telecronaca Rai delle Olimpiadi
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https://www.milanotoday.it/sport/olimpiadi-invernali-2026/gaffe-mattarella-telecronista-rai-olimpiadi.html
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domenica 29 giugno 2025
Topastri e cavernicoli. Il sesso chimico secondo Alberto Angela
Ci sono tante cose dell’amore e del sesso che non sappiamo né io né voi, ma per fortuna Alberto Angela nella prima puntata di “Noos, l’avventura della conoscenza” ce le ha spiegate. E ci ha istruiti grazie a video e interviste, aiutandoci a rispondere a tutto ciò che, woodyallenianamente, avremmo voluto sapere, ma non abbiamo mai avuto il coraggio di chiedere.
Una parentesi sul libero arbitrio
«Amore e sesso. Cosa succede quando ci innamoriamo? E quando tradiamo?», ha chiesto Angela e né io né voi lo sapevamo, ma Angela sì e la risposta è facile. Quando incrociamo lo sguardo di lui o di lei, produciamo dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. Dopo produciamo la noradrenalina, diminuiamo la serotonina e, col primo contatto fisico, ci diamo una botta di ossitocina. Se poi la cosa diventa seria, cioè decidiamo di rendere il rapporto stabile, è tutto merito della vasopressina, una sorta di «collante per l’amore duraturo». Ma se il legame si spezza, si ricomincia a produrre dopamina (e così altro giro, altra corsa, come criceti sulla ruota). Ergo, la prima importante risposta alla domanda di Angela è: «L’amore ha i suoi misteri, ma grazie alla scienza possiamo dire che, almeno in parte, è una questione di chimica».
Ora, sia io sia voi, dopo una siffatta spiegazione, l’unico dubbio che dovremmo avere a riguardo dell’amore è su quel pudico inciso («almeno in parte»), motivato dal fatto che, unici tra gli esseri viventi, siamo dotati di «libero arbitrio che ci permette di scegliere». A noi e a voi, questo inciso potrebbe sembrare un fatto di una qualche rilevanza, ma non ad Angela & soci, che infatti gli dedicano lo spazio di una parentesi. Per il resto è tutto un diluvio di spiegazioni su ormoni, neurotrasmettitori, parti del cervello che si illuminano e si spengono. Insomma: una faccenda chimica.
L’estate delle scappatelle
Voi non lo sapevate, e nemmeno io, ma c’è una spiegazione scientifica anche per il tradimento. Quindi, tranquilli, niente più sensi di colpa: è solo un fatto meccanico e l’amore (chimico) è cieco. Lui non è un bastardo e lei non è una stronza: è tutta una questione di quantità di ossitocina e vasopressina. Di più: da un punto di vista evolutivo «i vantaggi biologici dell’essere fedeli sono perfettamente uguali ai vantaggi di essere infedeli». Quindi, sciambola ragazzi, liberi tutti.
Per quanto riguarda il resto, cioè l’aspetto “non chimico” della questione, ci pensa l’esperto invitato in studio, il professor Emanuele Jannini, sessuologo, a diradare i nostri dubbi, spiegandoci che:
a) il maschio per sedurre usa la strategia del “pavone”, se vuole mostrarsi intelligente e aitante, oppure quella del “cervo” o del “leone” se vuole apparire carismatico e imbattibile (maschio alfa);
b) la donna, invece, può essere “pre”, se interessata a qualità “pre-riproduttive” come l’intelligenza e la prestanza fisica; oppure “post” se attenta a qualità come l’affidabilità e la fedeltà;
c) «gli uomini si innamorano con gli occhi e le donne con le orecchie»;
d) «l’estate è la stagione delle scappatelle perché tanto sole significa poca melatonina e poca melatonina significa che il testosterone è più attivo»;
e) «il tradimento è una strategia dell’evoluzione e la monogamia è un’eccezione in natura. Ce la siamo inventata noi perché siamo l’unico animale con l’ovulazione nascosta».
Ritorno al futuro paleolitico
Il punto e), dice Angela, anticipando la domanda su quel che né io né voi sappiamo, merita qualche parola in più. E nel video di approfondimento ci viene spiegato che «la specie umana non è sempre stata monogama e che avere più partner, fin dalla notte dei tempi, era la norma». Infatti, nel paleolitico le persone non avevano fissa dimora, erano cacciatori alla perenne ricerca di cibo e «le differenze tra i sessi erano ridotte. Le donne si dedicavano alla caccia come gli uomini, contribuendo così alla comunità». Voi non lo sapevate, e nemmeno io, ma nel fantastico e progredito paleolitico «le relazioni amorose erano fluide, non così diverse dalle storie amorose di molte coppie moderne». Poi, però, dodicimila anni fa, gli uomini decisero di «fare una scelta che cambiò tutto»: divennero stanziali e iniziò la «rivoluzione del neolitico» con la formazione dei primi villaggi. E tutto questo influì sulla convivenza di maschi e femmine rendendo vantaggiosa la coppia stabile, «un fortino per difendersi dai nemici esterni».
Fu così che nacque «la famiglia come la conosciamo oggi e i ruoli si fecero più rigidi: le donne dovevano occuparsi della casa e della prole, gli uomini si specializzarono nella difesa delle risorse e della proprietà». Erano finiti i bei tempi del paleolitico, quelli senza gender gap; col neolitico «il potere finì nelle mani degli uomini» e ci furono «più disuguaglianze». Tuttavia, né io né voi dobbiamo disperare, perché «guardando i ragazzi e le ragazze di oggi, vediamo qualcosa che somiglia al passato, ma anche qualcosa che sta diventando un futuro diverso».
Un gran progresso
Ora, non so voi, ma a me pare, dopo tutta questa positivistica spiegazione chimica di amore e sesso, di saperne quanto prima.
Nessuno si scandalizza per le scappatelle – nemmeno per quelle invernali quando si produce più melatonina -, ma immaginare una società in cui, distrutta la famiglia, ci si comporti tutti come quegli evoluti dei nostri antenati del paleolitico, non ci pare tutto ‘sto progresso e miglioramento della specie.
Tenetevelo voi un mondo in cui l’unico capace di giurare amore eterno alla propria amata è un topastro che scorrazza nelle praterie americane.
lunedì 23 giugno 2025
Cos’è il genere e perché parlarne spaventa molti? Intervista ad Antonio Prunas
di Lina Cerrato
Il genere è un concetto molto complesso da definire: ognuno ha una sua idea di che cosa voglia dire essere uomo, essere donna, o essere qualcos’altro. Per comprendere meglio che cosa sia il genere e riflettere su come siamo abituati a pensare alle categorie di genere abbiamo posto alcune domande ad Antonio Prunas. Psicoterapeuta specializzato in sessuologia clinica, durante la scorsa edizione del CICAP Fest, nella conferenza Come si misura il genere?, ha illustrato e messo in discussione il modello tradizionale che abbiamo di genere: binario, statico e legato al sesso biologico degli individui. Le categorie di genere sono, ha evidenziato Prunas, concetti in mutamento, legati sia alla cultura sociale sia alla psicologia individuale.
Che cosa ci rende appartenenti a un genere piuttosto che a un altro?
Se ci riflettiamo, noi stessi non sappiamo dire bene che cosa fa di noi un uomo o una donna. È per noi un’evidenza che funziona in se stessa, che non viene messa in discussione. Ci troviamo quindi con tantissime persone che dicono di essere uomini e di essere donne partendo da questa evidenza che loro stessi non saprebbero neanche definire. E abbiamo uno sterminato gruppo di entità diverse che consideriamo accettabili nel contesto dell’essere uomo o dell’essere donna. Ad esempio, possiamo pensare a un uomo che nasce senza testicoli, a un uomo che ha la voce femminile, o a un uomo con la ginecomastia. Tutti questi individui rimangono, per noi, sempre uomini. Ma se pensiamo a un uomo con la vagina, improvvisamente, il discorso cambia: non riusciamo più a considerarlo un uomo. In quel punto poniamo un veto molto rigido, definiamo un confine che riguarda però soltanto quella categoria, mentre tutto il resto è assolutamente legittimo e fa parte di una variabilità che siamo in grado di concepire. Se ci fermiamo a riflettere, quel confine sembrerà sempre più arbitrario.
Cos’è, quindi, l’identità di genere?
L’identità di genere è un costrutto sociale che, però, si incarna anche in una dimensione psicologica. È qualcosa che noi respiriamo costantemente e si trova al di fuori di noi, ma che a un certo punto penetra nel modo in cui pensiamo a noi stessi e ci rapportiamo al mondo esterno, presentandoci in un modo più o meno aderente a uno stereotipo che corrisponde al maschile o al femminile. Nell’immagine che diamo di noi stessi infatti, come risvolto esterno, è presente anche la nostra decisione di conformarci o meno a ciò che la società ci dice essere “maschile” o “femminile”. È importante ricordare però ciò che la società reputa essere “maschile” o “femminile” è valido oggi e per uno specifico contesto: siamo abituati a pensare che il nostro sistema di pensiero contemporaneo e occidentale sia immobile, l’unico sempre esistito, ma non è affatto così.
Esistono sistemi di pensiero senza il binarismo rigido di uomo e donna?
Ci sono moltissime altre culture diverse da quella occidentale in cui il genere non è binario, ma si possono trovare fenomeni simili anche nelle culture occidentali. Ad esempio, anche in Italia: molti antropologi sostengono che il fenomeno campano dei “femminielli” sia un fenomeno culturale che è riconducibile a un genere altro: il “femminiello” non è una donna trans, appartiene a una categoria altra, riconosciuta socialmente e con un valore di buon auspicio. Il problema è che la cultura occidentale tende ad appiattire tutto, e così l’idea del binarismo maschio-femmina è radicata anche a un livello ancora più profondo. Pensiamo ad esempio alle persone intersex che vengono operate senza il loro consenso: tutto ciò che non è incanalabile in stereotipicamente maschile o stereotipicamente femminile non ha diritto di esistere, viene patologizzato, e per essere reso comprensibile viene portato da una parte o dall’altra. Porpora Marcasciano, un’attivista trans, diceva che quando leggiamo sul National Geographic che in un metro quadro di foresta equatoriale ci sono 80 miliardi di specie di uccelli, tessiamo le lodi del Creatore; quando invece pensiamo agli esseri umani ci limitiamo a pensare al grembiulino rosa e al grembiulino azzurro, e qualsiasi cosa che sta in mezzo ci spaventa. Però, pensare che l’output di un sistema così complesso come l’essere umano sia “grembiulino azzurro” o “grembiulino rosa” è molto poco credibile.
Come mai questa complessità ci spaventa così tanto? Si parla addirittura spesso di “ideologia gender”: perché?
Credo che uno dei punti fondamentali a questo proposito sia la convinzione che riconoscere l’esistenza di altre opzioni oltre a eterosessuale e cisgender sia in grado di attivare automaticamente nelle persone il bisogno o il desiderio di “andare da quella parte”: ma questa è una delle più grandi idiozie che siano mai state dette. La prova più evidente di questo sono le persone LGBT stesse, che raccontano che da bambini nessuno mai parlato loro di mondi pieni di unicorni in cui le persone gay sono felici, anzi. Alcune persone hanno subìto maltrattamenti non da poco per il fatto di aver detto di essere diversi, e nonostante ciò la loro identità è rimasta assolutamente invariata: neanche le percosse riescono a cambiare una persona, figuriamoci sapere che esistono persone gay e persone trans.
Immagine: Antonio Prunas (a sinistra) con Lorenzo Montali durante il suo intervento al CICAP Fest, foto di Serena Pea
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Fabio Cannavaro ... la flebo al Parma
... La polemica della flebo
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Delibera n° 81 Approvata nella seduta del: 30/01/2009 Deliberante: Determinazioni dei Coordinatori OGGETTO: IMPEGNO DI SPESA PER LIQUIDAZION...
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