domenica 28 giugno 2026
Seveso, la diossina, gli aborti. E i bambini “salvati” dall’arcivescovo
martedì 2 giugno 2026
Vent’anni dopo. La “scomoda verità” di Al Gore sul clima era una bugia
martedì 21 aprile 2026
“Quasi come Orson Welles”: il teledramma che sconvolse l’Italia del 1959
Giandujotto scettico n°210 di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo
La sera del 9 giugno 1959, al centralino dell’Ospedale delle Molinette di Torino, la signora Emanuela stava svolgendo il suo turno come ogni altra sera. Poi il telefono squillò. “Pronto? Ho visto il figlio di Alida Valli”. La telefonista non capì, e riagganciò. Ma squillò di nuovo. E ancora. E ancora… Nel giro di pochi minuti, a quanto pare, tutte e ventiquattro le linee dell’ospedale erano occupate; la situazione andò normalizzandosi soltanto verso mezzanotte.
Era successo qualcosa di curioso: c’entrano uno sceneggiato televisivo, un finto rapimento e un numero di telefono menzionato con troppa leggerezza.
La Rai al tempo del canale unico
Per capire questa vicenda, occorre ripensare al ruolo della televisione nell’Italia della fine degli Anni ‘50. La Rai aveva iniziato le sue trasmissioni tv in maniera regolare nel gennaio del 1954, appena cinque anni prima. C’era un solo canale che trasmetteva per un numero limitato di ore programmi in bianco e nero; la copertura del territorio nazionale da parte dei trasmettitori era ancora parziale, e il Secondo Programma, oggi Rai 2, sarebbe nato due anni dopo, nel 1961. Gli abbonamenti erano circa un milione in un paese di cinquanta milioni di abitanti, e un televisore costava circa 200.000 lire, quando uno stipendio da impiegato era di 60.000 lire al mese. Molti italiani guardavano la tv a casa del vicino, o al bar, oppure nelle sale parrocchiali attrezzate.
Era però già una televisione capace di grandi cose. Carosello, lo spazio pubblicitario fatto di mini-sketch, era iniziato nel 1957 e stava diventando un rito nazionale. L’anno successivo, nel 1960, sarebbe partito Non è mai troppo tardi, in cui il maestro Alberto Manzi avrebbe insegnato a leggere e scrivere a oltre un milione di adulti analfabeti. E poi c’erano già i grandi sceneggiati, il teatro in televisione, i varietà, i programmi a quiz, a cominciare, dalla fine del 1955, da Lascia o raddoppia?, che aveva lanciato Mike Bongiorno.
È a questo mondo che appartiene I figli di Medea, il “teledramma” che provocò i problemi che abbiamo menzionato in apertura. Il regista, Anton Giulio Majano, negli anni successivi era destinato a diventare uno dei nomi più importanti della televisione italiana: avrebbe firmato La cittadella, La freccia nera, E le stelle stanno a guardare, produzioni da milioni di spettatori, rimaste a lungo nella memoria collettiva.
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sabato 24 gennaio 2026
25 anni di Wikipedia: come funziona (per ora) il sapere condiviso
venerdì 23 gennaio 2026
Un tatuaggio è per sempre. Anche nei linfonodi
sabato 1 novembre 2025
Il caso Michelle Comi - Adozioni a distanza, la fake radio di Cruciani e Parenzo
Michelle Comi, 29 anni, influencer e content creator con 589mila follower, ha annunciato di essere «diventata mamma» del piccolo Momo, un bambino senegalese di sei anni che ha adottato a distanza. Ha mandato zainetti, profumi, palloni e borracce firmate... «anziché fare come le associazioni che adottano a distanza e ai bambini fanno arrivare un pugnetto di riso e un po' di acqua», ha detto in radio a La zanzara, da Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo. «Io faccio vivere bene mio figlio, gli altri invece li fanno vivere di merda». Ecco, cara Michelle, questo anche no
Segue in:
https://www.vita.it/adozioni-a-distanza-la-fake-radio-di-cruciani-e-parenzo/
giovedì 11 settembre 2025
Svolta. Per l'Onu l'utero in affitto è violenza, sempre. E l'Italia è un modello - Antonella Mariani domenica 7 settembre 2025
Il report è nato dopo un processo di ascolto di un’ottantina di esperti e di oltre 120 realtà coinvolte: agenzie di surrogazione, associazioni di genitori intenzionali, donne che hanno portato avanti gravidanze conto terzi... Una specie di commissione d’inchiesta, insomma. La prima sorpresa è che l’Onu, nel suo resoconto, considera la surrogata “altruistica” esattamente come quella “commerciale”, perché laddove la prima è consentita, come in Gran Bretagna, si prevedono rimborsi spese consistenti.
La separazione forzatadal seno della madre
La realtà è che la Gpa rinforza le differenze sociali: le madri surrogate provengono da ceti poveri o sono sradicate dai loro ambienti – sempre più coinvolte le donne delle comunità migranti – mentre le madri intenzionali sono necessariamente benestanti, visto il costo della pratica. Lo stesso si può dire – documenta l’Onu – per le donatrici di ovuli, e in più si aggiunge un connotato razzista: le ragazze occidentali, con istruzione elevata, ricevono un compenso 100 volte superiore per i loro gameti rispetto ad altre categorie di donne.
La violenza della Gpa si esercita anche nei confronti dei bambini: la Relatrice Speciale dell’Onu descrive la separazione immediata del neonato dalla madre gestazionale per la consegna ai genitori intenzionali come «un processo che può essere significativo dal punto di vista emotivo e dello sviluppo. Gli individui con uno sviluppo disturbato dell’attaccamento sono a maggior rischio di manifestare disturbi mentali». Non solo: i neonati da Gpa registrano mediamente una età gestazionale più bassa al parto, alto tasso di nascita pretermine e di basso peso corporeo. Inoltre sono privati dell’allattamento al seno, espressamente proibito nei contratti di surrogazione, con tutte le implicazioni che questo comporta.
Un’altra forma di violenza riguarda le madri surrogate, considerate solo per le funzioni riproduttive e ridotte a “incubatrici umane”. Il report dell’Onu nota che il crescente ricorso di vip e divi di Hollywood alla Gpa ha contribuito a “glamourizzare” o “normalizzare” la pratica, e a renderla una scelta tra le tante per diventare genitori, tanto che negli Stati Uniti alcune società offrono contributi finanziari e assicurazioni sanitarie ai loro dipendenti. «Una dinamica che rischia di rinforzare stereotipi coloniali e discriminatori», visto che le madri surrogate sono mediamente straniere e povere e particolarmente esposte a situazione di violenza. Se anche esistono alcune donne convinte di svolgere un atto altruistico, la stragrande maggioranza della madri surrogate, infatti, come argomenta il report, sono sprovviste di mezzi per opporsi allo sfruttamento: molti i casi di mancato pagamento del compenso pattuito in caso di aborti spontanei, o di aborti selettivi imposti in caso di gravidanze multiple o di disabilità del feto, anche insignificanti, di segregazione per i mesi della gestazione, di limitazioni pesanti alla propria libertà. «Gli accordi di maternità surrogata, quindi, collocano questa pratica al di fuori dell’ambito della libertà contrattuale», si legge nel report.
Un’altra forma di violenza è il ricorso al taglio cesareo: evidenze raccolte in Paesi come India, Messico e Nepal indicano che il cesareo è la prassi per le madri surrogate, in assenza di indicazioni mediche e perfino di assenso delle interessate.
In tanti casi la Gpa può essere assimilata alla riduzione in schiavitù: è stato questo il termine usato da un procuratore argentino che si è trovato a giudicare il caso di donne povere reclutate sui social media per diventare surrogate e private di ogni libertà personale. Dall’Ucraina arrivano testimonianze simili.
Ma in ogni caso, anche laddove il contratto di Gpa non sia vessatorio, si tratta pur sempre della «vendita di un neonato, il che è un crimine», scrive Reem Alsalem. Il paradosso è che anche nei Paesi in cui la Gpa è ammessa, la compravendita di bambini è proibita. Dov’è la differenza, si chiede significativamente l’Onu? Il “consenso” della donna, comunque, non rende la Gpa etica. «È riconosciuto che il consenso da solo non può giustificare violazioni dei diritti umani, comprese quelle associate alla tratta di esseri umani, alla vendita di organi, alla schiavitù o alla tortura».
Il report, dopo aver documentato nel dettaglio tutta l’iniquità, lo sfruttamento e la violenza insita nella pratica dell’utero in affitto, si chiude con una serie di raccomandazioni agli Stati: compiere passi legislativi per proibire la Gpa, proteggendo nello stesso tempo i diritti di donne e bambini coinvolti; adottare il modello nordico in uso per la prostituzione, che vuol dire scoraggiare la domanda perseguendo i clienti, gli intermediari, le cliniche, proibendo la pubblicizzazione e adottando campagne di educazione; opporsi alla legalizzazione dei contratti di surrogazioni firmati all’estero, salvaguardando però il miglior interesse dei bambini.
Il rilascio del report sulla violenza nella Gpa ha suscitato reazioni contrastanti. Le cliniche sparse nel mondo per ora non commentano in maniera aperta. Ma, per fare un esempio, la consulente per la Gpa Sarah Jefford, australiana, protesta che l’Onu ha consultato esclusivamente organizzazione notoriamente contrarie, «transfobiche, anti sex-work e misogini». «Le raccomandazioni della Rappresentante Speciale negano il diritto delle donne di esercitare la propria autonomia riproduttiva, inclusa la decisione se diventare surrogate e non allevare i bambini che hanno partorito».
«Premiate le lottedelle femministe»
Per contro, numerose associazioni femministe esultano. «Nel documento si loda l’Italia per la legge del 2024 che ha reso l’utero in affitto un reato universale, definendola un modello da imitare in tutto il mondo – scrive il sito di Feminist Post –. È un riconoscimento storico, che premia anni di lotte del femminismo radicale italiano e segna una svolta globale: la nostra vittoria è diventata contagiosa». La legge italiana ha trainato la nascita o il rafforzamento di nuovi gruppi di attivismo internazionale, come Surrogacy Concern in Gran Bretagna, o come la Dichiarazione di Casablanca, una coalizione internazionale formata da oltre 150 esperti e associazioni di 75 Paese del mondo, che dal 2023 chiede l’abolizione universale della surrogata. Il report dell’Onu offre «un riconoscimento senza precedenti al più alto livello internazionale – ha scritto Olivia Maurel, portavoce della Dichiarazione e lei stessa nata da Gpa –. La maternità surrogata non è un atto d’amore, ma una forma di violenza e sfruttamento. E questo rapporto storico apre la strada alla sua messa al bando globale».
Come funziona le legge italiana
Il 16 ottobre compie un anno il provvedimento, fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni e approvata in via definitiva dal Senato, che ha modificato un comma della Legge 40 sulla procreazione assistita, rendendo il ricorso alla Gpa un reato anche se avviene all’estero, in Paesi dov'è legale. La norma prevede una pena da tre mesi a due anni, a cui si aggiunge una multa fino a un milione di euro, per chi ricorra alla pratica. Il report dell’Onu sulla violenza nella surrogazione di maternità considera la legge un modello da imitare in tutto il mondo, dato che nelle raccomandazioni finali invita gli Stati ad «adottare misure volte all’eliminazione della maternità surrogata in tutte le sue forme», rafforzando gli strumenti di tutela per le donne e i bambini. Inoltre gli Stati devono «adoperarsi per l’adozione di uno strumento internazionale giuridicamente vincolante che vieti tutte le forme di maternità surrogata».
domenica 17 agosto 2025
Le polemiche sulla formazione e lo scioglimento del comitato NITAG il cui compito è tradurre lo stato delle evidenze sui vaccini in raccomandazioni operative
Buccinasco- “Scie in cielo timori sulla terra”, domani alla Cascina Robbiolo
Buccinasco (4 dicembre 2012) – Cosa sono le “scie chimiche”? Cosa provocano i voli militari? L’assessorato all’Ecologia del Comune di Buccinasco propone l’incontro “Scie chimiche timori sulla terra – Attività segrete di geoingegneria e guerra del clima?”, in programma domani, mercoledì 5 dicembre, alla Cascina Robbiolo di via Aldo Moro 7 alle ore 21.
All’incontro, organizzato da Draco Edizioni e dalle associazioni “Riprendiamoci il Pianeta” e “Galileo”, interverranno Massimo Rodolfi, editore del libro “Scie Chimiche: la verità nascosta. Le Prove”, il biologo e giornalista Giorgio Pattera e Domenico Azzone, 1° Maresciallo Esperto Meteo dell’Aeronautica Militare.
Il fenomeno delle “scie chimiche” è ancora poco trattato, ma ormai – sostengono gli organizzatori – ampiamente documentato ed osservabile da chiunque. I voli di aerei militari infatti riempiono la volta celeste di una spessa coltre, dovuta secondo Pattera alla presenza di metalli pesanti in concentrazioni elevate. L’incontro di domani vuole informare sul fenomeno e sensibilizzare l’opinione pubblica su possibili forme di contrasto (l’associazione Riprendiamoci il Pianeta ha promosso la petizione “Stop alle scie chimiche).
Ufficio stampa Comune di Buccinasco
venerdì 9 maggio 2025
Omeopatia: piccola guida a paradossi, regolamentazione e questioni etiche
Il 10 aprile si commemora la nascita di Samuel Hahnemann, il “fondatore” dell’omeopatia.
Questa disciplina, che ha oltre due secoli di storia, continua tramite i suoi sostenitori a essere fedele a due principi: “il simile cura il simile” e la “potentizzazione” dei rimedi omeopatici attraverso diluizione seriale e succussione (un brusco scuotimento), utilizzando sostanze derivate da animali, minerali, piante e altre fonti. Nonostante si autodefinisca “medicina”, l’omeopatia manca delle caratteristiche fondamentali di plausibilità scientifica, anche se viene impiegata per affrontare una vasta gamma di sintomi.
Ma cosa c’è da sapere a riguardo? Ecco una guida veloce ad alcuni dei temi più scottanti con cui è bene avere dimestichezza, dai paradossi associati all’uso del termine “medicinale”, legittimato da una direttiva europea e dalle implementazioni nazionali, alle sfide della pubblicità indiretta, l’etica del consenso informato e l’allocazione inappropriata di risorse pubbliche.
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lunedì 5 maggio 2025
Il Papa dello street food, dal mate alla pizza E le trans latinoamericane preparavano per lui le empanadas
Bergoglio è stato un Papa 'pop' anche nei gusti alimentari.
Niente piatti troppo raffinati sulla tavola dell'argentino che ha fatto conoscere all'Italia il mate, una specie di tè, ma che poi si è innamorato della pizza.
Lui stesso raccontò quanto gli era piaciuto "Il pranzo di Babette", il film dove una donna mostra il suo amore per gli altri spendendo i suoi soldi in un pranzo da infinite portate.
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Non mancavano i sapori della sua tavola argentina, a partire dalla bevanda nazionale, il mate, che gli veniva offerto in ogni incontro e lui dalla cannuccia lo beveva volentieri. E poi le empanadas, i piccoli calzoni pieni di carne e altri ingredienti.
A prepararli per lui sono state anche le ragazze trans latinoamericane che ogni mercoledì mattina prendevano il bus da Torvaianica a Roma, accompagnate dal parroco don Andrea, per assistere all'udienza generale. Bergoglio le ha sempre accolte con dignità, le ha seguite con la sua 'carezza'. E il loro grazie era quel vassoio incartato alla meglio pieno di quei piccoli pasticci cucinati in forno che riportavano Francesco alla tavola della sua infanzia.
sabato 18 gennaio 2025
L’errore di chi abolisce i programmi di diversità e inclusione è averli introdotti
mercoledì 15 gennaio 2025
Venticinque anni fa il millennium bug, tanto fumo e poco arrosto
La terribile storia della surrogata ribelle e del neonato malato conteso in tre stati Usa
Un utero affittato, un bambino prima desiderato, poi rifiutato e infine reclamato dai committenti. Il caso di McKenna West diventa una batta...
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Delibera n° 81 Approvata nella seduta del: 30/01/2009 Deliberante: Determinazioni dei Coordinatori OGGETTO: IMPEGNO DI SPESA PER LIQUIDAZION...
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Il problema Prima di essere pubblicata, la seguente lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di diverse Regioni italiane Siamo un gr...
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Ascoltare la voce di chi soffre patologie gravi rimette al centro la prospettiva umana, rimossa da un approccio procedurale. E fa capire che...