martedì 14 aprile 2026

Dalla Banca dei tessuti ai grandi traumi: la risposta di Niguarda alle emergenze - Avvenire 6 Gennaio 2026

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Il polo milanese da 5.300 dipendenti, per Newsweek «migliore ospedale d'Italia», si allena da tempo a varie urgenze anche in vista delle Olimpiadi

Quando, all’alba di Capodanno, il Dipartimento Emergenza urgenza dell’ospedale Niguarda di Milano ha ricevuto il primo Sos da Crans-Montana, al personale allertato è sembrato di rivivere una di quelle esercitazioni provate spesso a Milano negli ultimi mesi. E che seguono alla lettera i protocolli previsti per i casi di alta complessità: calamità, attentati, pandemie, reazioni chimiche estese. Situazioni prese in considerazione anche in vista dei Giochi invernali di Milano-Cortina (il Niguarda è “ospedale olimpico”). Il nosocomio pubblico, tra i maggiori del Paese, inaugurato a nord della metropoli lombarda nel 1939, ha mosso o richiamato parte dei suoi 5.300 dipendenti che quotidianamente lavorano in 40 sale operatorie, 70 reparti, 350 ambulatori e assistono i pazienti in 1.167 posti letto. Almeno otto unità operative del nosocomio sono state allertate: dalla Medicina d’urgenza e pronto soccorso al Centro ustioni e Chirurgia plastica ricostruttiva, passando dalla Chirurgia d’urgenza e del trauma maggiore, alla Banca dei tessuti e terapia tissutale fino all’Anestesia e rianimazione.
Assieme ad altre numerose specialità cliniche, all’attività di ricerca anche per malattie rare, e a quella accademica e formativa, il Centro ustioni è un’eccellenza di questo ospedale: passato in pochi giorni da 12 a 16 posti letto, oltre la metà dei quali distribuiti tra terapia intensiva e sub intensiva, è stato completamente ristrutturato pochi mesi fa, divenendo punto di riferimento europeo. Affidato alla direzione del chirurgo plastico e docente universitario Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, conta abitualmente 12 tra medici e chirurghi plastici, 5 rianimatori dedicati, oltre a 30 infermieri (numeri saliti e implementati nelle ultime ore), oltre a fisioterapisti e riabilitatori, ed è affiancato dalla Banca dei tessuti, dove avvengono il prelievo e la lavorazione per ottenere innesti utilizzati per coprire la superficie corporea, una procedura che riguarda molti dei pazienti arrivati dalla Svizzera. La Banca ha al suo interno una delle cinque strutture italiane autorizzate dal Centro nazionale trapianti al prelievo, alla lavorazione e alla distribuzione del tessuto cutaneo, e uno delle due strutture nazionali per la lavorazione e la distribuzione del tessuto pancreatico.

Anche queste specialità mediche, assieme alla chirurgia d’urgenza, alla chirurgia robotica, e all’area trapianti (la cui attività al Niguarda è iniziata oltre mezzo secolo fa), volendo menzionarne soltanto alcune, hanno contribuito ad accreditare questo polo come “migliore ospedale d’Italia” e tra i “migliori al mondo” nella classifica World’s Best Hospitals 2025 (che ha preso in considerazione 2.400 ospedali di trenta nazioni), stilata ogni anno dalla rivista americana Newsweek.
Quello che ha accolto gli undici nostri connazionali provenienti dalla Svizzera, e che sta per trattare anche pazienti di altri Paesi coinvolti nella tragedia della notte di Capodanno, è un ospedale-cantiere. In poche settimane dovrebbero concludersi i lavori di ampliamento dell’area critica dell’ospedale: i posti assistiti in Pronto soccorso raddoppieranno (da 56 a 99), sarà ultimato il potenziamento del Pronto soccorso pediatrico e si concluderanno i lavori per la creazione di una ulteriore unità di Diagnostica per immagini. Un’area “calda” che potrà assistere quasi 140 pazienti contemporaneamente. E che innalzerà la risposta ad eventuali crisi a beneficio non solo di tutto il Nord ma anche di Paesi vicini, come sta avvenendo in queste ore.

lunedì 13 aprile 2026

Per chi suona la campana di Sanremo - Avvenire 3 Gennaio 2026




Le polemiche frontali che hanno accolto la decisione del vescovo Antonio Suetta di far risuonare ogni sera una "Campana dei Bimbi non Nati" hanno impedito di capire le reali intenzioni di un gesto di preghiera che parla di accoglienza, misericordia e verità

venerdì 10 aprile 2026

Tra madre surrogata e bambino un legame profondo che non si può recidere - Avvenire 10 Marzo 2026

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Gli studi piscologici e biomedici sulla relazione nel grembo materno tra il figlio destinato a essere ceduto ad altri e la donna che si presta a farlo crescere sino al parto mostrano una realtà che pochi raccontano. Ma che va conosciuta
In Italia ogni anno circa 250 coppie ricorrono alla gravidanza surrogata (gpa) all’estero. Il 90 per cento sono coppie eterosessuali. Anche in Spagna si calcola un numero simile, le coppie omosessuali sono circa il 15 per cento. Il dato stimato complessivo raddoppia in Gran Bretagna: circa 500 coppie all’anno utilizzano la “gestazione per altri” (Gpa) per poter avere un figlio. Risultato: in India e Ucraina, in particolare, ogni anno nascono più di 2mila bambini da madre surrogata.
Il fenomeno è ormai in continua crescita e il flusso di soldi che circola intorno alla Gpa fa gola a molti. Per fare due conti basta infatti dare un’occhiata alle offerte delle agenzie che forniscono questo “servizio”: per uomini single, coppie lgbt, oppure eterosessuali si parte da 13mila euro; ma ci sono anche pacchetti di donazioni complete per donne single oppure per coppie intorno ai 45.300; il “trasferimento dei propri crioembrioni a una madre surrogata” può costare sui 30.550. Lo sfruttamento è ormai acclarato. Non è un caso se con la Dichiarazione di Casablanca del 2023 esperti di tutto il mondo ne chiedono l’abolizione; due anni dopo, anche il rapporto Onu mette in evidenza la violazione dei diritti umani e la commercializzazione dei bambini. Nonostante la preoccupazione a livello globale, ancora oggi i dati sulla gpa non sono disponibili e trasparenti, e l’informazione continua a essere incompleta.
Eppure, fare chiarezza è possibile, come hanno dimostrato gli esperti, italiani e stranieri, intervenuti all’evento online “Ripensare la maternità surrogata: approfondimenti filosofici, psicologici e biomedici”, promosso dall’Ateneo pontificio Regina Apostolorum (Apra) e dall’Università europea di Roma (Uer) e incentrato sui dati scientifici che confermano il legame tra madre e feto, sull’importanza della memoria intrauterina e sulle conseguenze biomediche per la madre surrogata, la donatrice di ovociti e il neonato. «È compito e responsabilità di tutti – mette in guardia Ilaria Malagrinò, esperta di filosofia morale e bioetica dell’Università di Messina – riflettere su questo tema per reagire alla visione che il sapere tecnoscientifico sta diffondendo: abbatte la complessità, considera la gravidanza solo come fusione di due gameti, ci promette che il corpo della donna sarà sostituito dalla gpa e annuncia di avviare un utero artificiale. Tra l’altro, le sperimentazioni sono già iniziate, le prime – poi sospese – proprio in Italia all’università di Bologna. Il rischio è dunque che si vada incontro verso l’anonimicità della gestazione. Ma la gravidanza non è un processo anonimo».
Gli studi scientifici lo confermano. «La gestante è una diade con l’embrione e il feto, connesso anche in termini biochimici – precisa Laura Travan, neonatologa dell’ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste –. Tutto si trasforma in ormoni, mediatori che passano alla placenta. Non c’è niente di più connesso di un feto con la mamma». Per gli esperti è insomma un dato imprescindibile. «Le prime tappe della vita nel grembo sono determinanti per il bambino. La vita intrauterina lascia segni nella memoria dei sensi. E fornisce al bebè elementi di rassicurazione. La gpa è pertanto una rottura che provoca fratture profonde. La separazione costituisce un evento traumatico prolungato», spiega Anne Schaub-Thomas, psicologa e psicoterapeuta belga, specializzata nell’analisi dei ricordi prenatali e delle relazioni precoci bimbi-genitori.
Sempreché la gpa vada comunque a buon fine. «La maternità è una realtà complessa, definita da aspetti clinici che coinvolgono la madre gestante e la donatrice di ovuli – precisa Michele Barbato, ginecologo dell’ospedale di Melegnano –. È un percorso clinico con rischi medici associati», legati tra l’altro all’iperstimolazione ovarica, a possibili infezioni, alle terapie utilizzate per ottenere un endometrio recettivo, all’alta incidenza di parti gemellari. «Il crescente ricorso da parte dei vip – aggiunge il ginecologo – tende a normalizzare la pratica».
E dire che gli studi sulla sterilità potrebbero essere l’alternativa alla gpa. «Chi si occupa di naprotecnologia, una volta individuate le cause della sterilità, trova le terapie appropriate. Con il ripristino della fertilità si arriva intorno al 40 per cento di possibilità di gravidanza; percentuale confrontabile con le tecniche di fecondazione in vitro. La biologia però non fa sconti: dopo i 36 anni, questa probabilità si riduce mese dopo mese in modo significativo».


giovedì 9 aprile 2026

La Spagna verso il “diritto di abortire” in Costituzione - Avvenire

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Parere favorevole del Consiglio di Stato alla riforma che il premier Sanchez vuole portare a compimento entro la legislatura


Di lui si è molto parlato perché tra i leader occidentali è stato il solo a prendere posizione contro la guerra in Iran, inviando poi comunque una fregata a presidiare Cipro. Negli stessi giorni il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che il Consiglio di Stato di Madrid ha espresso parere favorevole alla proposta del governo di inserire il “diritto all’aborto” nella Costituzione, nell’articolo 43 sulla tutela della salute. «Promuoveremo questo cambiamento» ha dichiarato Sanchez, sostenendo che l’attuale normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza «non si applica nella sua integrità», con molte prestazioni delegate alle cliniche private in alcune regioni.

Intervenendo a Burgos nella campagna elettorale del Psoe in Castiglia e Leon per le elezioni regionali del 15 marzo, il leader socialista ha affermato che «è importante blindare questo diritto» perché non dipenda dai colori politici dei governi regionali. Il pensiero va però anzitutto agli equilibri nazionali: con il governo di coalizione (8 partiti) in precario equilibrio con 179 voti a fronte dei 171 dell’opposizione, e i sondaggi che danno i Popolari di Alberto Núñez Feijóo in vantaggio sui Socialisti del premier (32% conro 26), Sanchez pensa a un futuro in cui potrebbe non essere più lui il primo ministro – le elezioni politiche sono in programma l’anno prossimo – e dichiara di voler mettere l’aborto al sicuro rispetto a una possibile nuova maggioranza. In caso di successo, infatti, i Popolari dovrebbero quasi certamente allearsi con la destra di Vox, come sta accadendo nelle regioni autonome dove la coalizione ha prevalso (Comunità Valenciana, Extremadura, Murcia, Baleari e Castiglia-Leon). Un’alleanza che, come già accaduto a Madrid, intende tra l’altro sottoporre l’accesso all’aborto a regole più stringenti delle attuali.

La riforma costituzionale che Sanchez vuole assolutamente portare fino in fondo, come ha fatto due anni fa il presidente francese Macron, ha anche un formidabile valore simbolico e identitario per tutta la sinistra. Si capisce così perché ora Sanchez stia spingendo su questioni nodali per la sua parte politica, come anche l’avversione al trumpismo e alla guerra. Per cambiare la Costituzione con il “diritto all’aborto” serve però un'ampia maggioranza parlamentare: ed è assai difficile che il Partito popolare dia una mano al rivale politico.
Sanchez però non molla: insieme ai primi ministri di Slovenia, Svezia, Danimarca ed Estonia ha infatti firmato una lettera in cui chiede alla Commissione europea di adottare le richieste di My Voice My Choice, l’Iniziativa di cittadini europei che chiedeva di introdurre la libertà di abortire in qualunque Paese preferito al proprio per una maggiore liberalità delle regole, a spese dell’Unione, richiesta respinta sebbene in modo ambiguo. Ma potrebbe essere proprio la Spagna a voler usare il Fondo sociale europeo per estendere il ricorso agli aborti di donne straniere sul proprio territorio, come concesso dalla Commissione.



mercoledì 8 aprile 2026

“Libertà di abortire” il Lussemburgo secondo Paese a introdurla nella Costituzione - Avvenire, 7 marzo 2026

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Solo sei deputati su 60 si sono opposti alla riforma che introduce tra le libertà fondamentali garantite dallo Stato l’interruzione di gravidanza. Una riforma proposta dalla sinistra ma votata anche dai cristiano-sociali al governo

Dopo la Francia, il Lussemburgo. Con una maggioranza schiacciante (48 sì, 6 no e 2 astenuti) il Parlamento del Granducato ha approvato un emendamento all’articolo 15 che introduce nella Costituzione la “libertà di abortire”, inserendo l’interruzione di gravidanza tra i valori fondanti del Paese. Esattamente come aveva accaduto a Parigi nel 2024.

«La libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita – recita il testo ora in vigore –. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà». In Lussemburgo è possibile abortire entro i primi tre mesi di gravidanza, ma anche più avanti in caso di gravi anomalie del feto o rischi per la vita della madre.
La proposta di legge costituzionale era stata avanzata nel 2024 dal partito di sinistra Lenk (all’opposizione) con una formulazione che però parlava di “diritto”. Il confronto parlamentare tra la maggioranza, formata da Partito Popolare Social-Cristiano (Csv) e Partito Democratico (Pd), e le opposizioni si è concentrata solo sulla scelta del concetto: se cioè prevedere che lo Stato si impegni a eliminare ogni ostacolo per chi vuole abortire oppure assuma l’aborto come un dovere delle istituzioni a fronte di una richiesta di ottenerlo. Il solo partito schierato contro la riforma, si trattasse di libertà o diritto, è Adr (Alternativ Demokratesch Reformpartei), conservatore, all’opposizione, i cui cinque deputati sono quasi tutti i contrari alla riforma, con il capogruppo Fred Keup che ha attaccato il Csv accusandolo di incoerenza rispetto ai suoi valori cristiani di riferimento. La replica del presidente della Camera Laurent Zeimet, esponente cristiano-sociale, si è concentrata sull’idea che la riforma rifletterebbe i cambiamenti nella società, e alla politica non resta che adattarsi ai tempi assecondando ciò che vuole la gente.

Pragmatismo a sfondo elettorale: con il 29% e 21 seggi, il Csv è il partito di maggioranza relativa in Lussemburgo, ed esprime il primo ministro Luc Frieden.

Se Adr si è impegnato in una battaglia parlamentare contro la riforma, sapendo di avere poche chance, gli altri partiti hanno lasciato libertà di coscienza ai loro deputati. Col risultato che la maggioranza dei due terzi richiesta per una riforma costituzionale è stata largamente superata.
E la sua coscienza Gérard Schockmel non l’ha certo messa a tacere: è lui, esponente del Pd (formazione liberale parte della coalizione di governo), ad aver espresso il sesto voto contrario alla “libertà di abortire” in Costituzione. In Parlamento ha sostenuto che la riforma considera solo le donne ma non tiene in alcun conto i diritti del bambino non ancora nato, ed è frutto di una ideologia femminista definita spietata. La Chiesa cattolica era intervenuta ripetutamente nei diversi gradi dell’iter parlamentare, avvertendo tra l’altro che una simile riforma costituzionale potrebbe avere l’effetto di radicalizzare l’opinione pubblica in un Paese da sempre sinonimo di stabilità e pace sociale.

martedì 7 aprile 2026

Vita nascente: la Giornata che ci vuole

Dalla Banca dei tessuti ai grandi traumi: la risposta di Niguarda alle emergenze - Avvenire 6 Gennaio 2026

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