Franco Gatti - Buccinasco (MI)
Diario di un padre di famiglia che vive a Buccinasco
lunedì 27 aprile 2026
Crans-Montana e fatture delle cure: i veri termini della questione
Amoris laetitia, il Papa convoca i vescovi del mondo per un summit sulla famiglia
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Ripartire da lì, da Amoris laetitia, dall’esortazione apostolica di Papa Francesco tra i capisaldi del suo pontificato, per guardare ai “cambiamenti” di oggi nelle famiglie, per condividere “quanto si sta realizzando nelle Chiese locali” da dieci anni a questa parte e per capire quali sono “i passi da compiere” per “annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, tenendo conto anche delle forme di povertà e violenza che molte di loro subiscono. Con questi molteplici obiettivi, Papa Leone XIV convoca per il prossimo ottobre i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un summit sulla famiglia in Vaticano. Non un Sinodo, non un Concistoro, ma un evento di ascolto, dialogo e riflessione. L’annuncio giunge in un messaggio firmato dal Pontefice oggi, 19 marzo, solennità di San Giuseppe in occasione del decennale del documento di Francesco, “frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia”.
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domenica 26 aprile 2026
«L’aborto fino alla nascita, un colpo ai diritti umani»: arriva la “supplica” a re Carlo
sabato 25 aprile 2026
25 aprile, la Resistenza disarmata degli internati militari che dissero “no”
La Storia è fatta di persone e dalle persone e di storie. Ma anche di date e di percorsi imprevisti e imprevedibili. La Storia è fatta anche di nomi e di etichette che, talvolta, si attaccano addosso, cambiando il corso degli eventi a seguire. Vale anche pe la Resistenza. C’è una data cruciale in questa storia: è il 20 settembre 1943. E c’è un nome, o meglio, una sigla. Imi, Internati militari italiani. Nel corso della Seconda Guerra mondiale furono circa 650mila i soldati e ufficiali italiani, catturati dagli ex alleati tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, (in realtà firmato a Cassibile il 3 settembre e reso noto via radio dal Maresciallo Badoglio proprio l’8 settembre 1943), a ricevere questa denominazione. Il motivo? Aver rifiutato sia di collaborare con l’esercito tedesco e con lo Stato nazionalsocialista sia di aderire alla Repubblica sociale italiana. Perché il 20 settembre 1943? In quella data Hitler modificò lo status dei prigionieri italiani, fino a poco tempo prima alleati, coniando proprio quest’inedita derubricazione in “Internati militari italiani”, destinata proprio a tutti coloro che dissero “no”.
Gli Imi trascorsero circa due anni nei campi di prigionia tra Germania, Austria e Polonia, in una quotidianità fatta di angherie, soprusi, violenze, torture fisiche e psicologiche, fame, stenti, malattie. Tra le fila degli Imi ci furono anche personaggi celebri come gli scrittori Giovannino Guareschi e Mario Rigoni Stern, gli attori Gianrico Tedeschi, Luciano Salce, Giovanni Rossi (padre di Vasco Rossi) e Alessandro Natta, che sarà segretario del Partito comunista italiano.
Che cosa significava essere Imi
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segue al link:
La profezia fallita della “bomba demografica”
Il prologo di The population bomb non lasciava spazio a dubbi: «La battaglia per sfamare tutta l’umanità è perduta. Negli anni Settanta il mondo subirà carestie, centinaia di milioni di persone moriranno di fame nonostante qualsiasi programma d’emergenza avviato ora. Niente potrà impedire un sostanziale aumento del tasso di mortalità mondiale».
La profezia di Ehrlich nel 1968: «Il mondo non starà in piedi tra un decennio»
Concetti che Ehrlich ribadì in numerose interviste: «Se continuiamo a far crescere la popolazione, se continuiamo a sfruttare i paesi sottosviluppati e a inquinare è molto difficile per me immaginare che il mondo stia in piedi per più di un altro decennio o poco più»; «entro i prossimi quindici anni arriverà la fine: per fine intendo un crollo totale della capacità del pianeta di sostenere l’umanità».
Nell’anno di pubblicazione del volume di Ehrlich vivevano nel mondo 3,5 miliardi di persone, più che raddoppiate da inizio secolo e quasi quadruplicate rispetto al 1800.
È trascorso da allora più di mezzo secolo e la arrampicata in verticale della popolazione è continuata. Nel 2022 abbiamo superato il traguardo degli 8 miliardi di abitanti.

Ma non solo la catastrofe prevista dal biologo statunitense non si è materializzata. È accaduto il contrario.
Da allora la vita sulla Terra è migliorata
Se prendiamo in esame tutti i principali parametri che descrivono quantitativamente le condizioni di vita sulla Terra vediamo come il miglioramento già in atto da un secolo quando il bestseller venne dato alle stampe è proseguito fino a oggi.
Partiamo dalla disponibilità di cibo. Nel 1968 l’apporto calorico medio disponibile nel mondo era pari a 2.300 kcal; nel 2023 ha raggiunto il valore record di 3.006 kcal.

Si è quindi registrata una forte riduzione del tasso di mortalità causato dalla denutrizione: nel 1980 esso si attestava nel mondo a 11,6 vittime per 100mila persone; nel 2023 è risultato pari a 3. In Africa si è passati da 31,8 a 6,7 con una riduzione del 79%.
La mortalità infantile che in epoca preindustriale era pari ad almeno il 50% era già stata più che dimezzata a metà del secolo scorso; da allora si è verificata un’ulteriore drastica riduzione che ha portato all’attuale valore di 3,6% nel mondo (e il 6,3% in Africa).
Negli ultimi decenni è altresì proseguito con regolarità – con la notevole eccezione del biennio 2020-21 come conseguenza della pandemia – l’aumento della aspettativa di vita che ancora all’inizio del secolo scorso era pari a soli 34 anni e che nel 2023 ha raggiunto i 73,2 anni.
Nel 1968 una persona su due viveva al di sotto della soglia di povertà assoluta, oggi meno di una su dieci; il reddito medio procapite è triplicato.
Il problema è la deflagrazione demografica
Nonostante l’accumularsi di evidenze empiriche di segno opposto alle sue previsioni, Ehrlich non ha mai rivisto la propria posizione; al più, ha concesso di avere sbagliato l’orizzonte temporale e il New York Times ha scritto due giorni fa che le sue previsioni si sono rivelate “premature”. Verrebbe da dire, con il conte Mascetti di Amici Miei, più che premature, prematurate.
Ehrlich sembra non aver voluto riconoscere la fallacia della trappola malthusiana ed essersi ostinato a vedere nell’uomo solo un consumatore di risorse e non anche, anzi soprattutto, un creatore e un risolutore di problemi come a più riprese sostenne il suo forse più tenace oppositore, l’economista Julian Simon: «Ogni uomo in più che nasce è una bocca in più da sfamare, ma anche un cervello in più e due mani in più per lavorare». Simon sosteneva che, lasciando gli uomini liberi di interagire e
garantendo il rispetto del diritto di proprietà, «le condizioni materiali della vita continueranno a migliorare per la maggior parte delle persone, nella maggior parte dei paesi, la maggior parte del tempo, indefinitamente».
E, lungi dal considerarla un “cancro” come il suo oppositore, considerava la popolazione l’unica risorsa davvero scarsa come, forse troppo tardi, stiamo comprendendo solo oggi di fronte a uno scenario che non è più quello della bomba (carta) ma di una incipiente deflagrazione demografica.
giovedì 23 aprile 2026
La cannabis non cura ansia e depressione. Le scatena
martedì 21 aprile 2026
“Quasi come Orson Welles”: il teledramma che sconvolse l’Italia del 1959
Giandujotto scettico n°210 di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo
La sera del 9 giugno 1959, al centralino dell’Ospedale delle Molinette di Torino, la signora Emanuela stava svolgendo il suo turno come ogni altra sera. Poi il telefono squillò. “Pronto? Ho visto il figlio di Alida Valli”. La telefonista non capì, e riagganciò. Ma squillò di nuovo. E ancora. E ancora… Nel giro di pochi minuti, a quanto pare, tutte e ventiquattro le linee dell’ospedale erano occupate; la situazione andò normalizzandosi soltanto verso mezzanotte.
Era successo qualcosa di curioso: c’entrano uno sceneggiato televisivo, un finto rapimento e un numero di telefono menzionato con troppa leggerezza.
La Rai al tempo del canale unico
Per capire questa vicenda, occorre ripensare al ruolo della televisione nell’Italia della fine degli Anni ‘50. La Rai aveva iniziato le sue trasmissioni tv in maniera regolare nel gennaio del 1954, appena cinque anni prima. C’era un solo canale che trasmetteva per un numero limitato di ore programmi in bianco e nero; la copertura del territorio nazionale da parte dei trasmettitori era ancora parziale, e il Secondo Programma, oggi Rai 2, sarebbe nato due anni dopo, nel 1961. Gli abbonamenti erano circa un milione in un paese di cinquanta milioni di abitanti, e un televisore costava circa 200.000 lire, quando uno stipendio da impiegato era di 60.000 lire al mese. Molti italiani guardavano la tv a casa del vicino, o al bar, oppure nelle sale parrocchiali attrezzate.
Era però già una televisione capace di grandi cose. Carosello, lo spazio pubblicitario fatto di mini-sketch, era iniziato nel 1957 e stava diventando un rito nazionale. L’anno successivo, nel 1960, sarebbe partito Non è mai troppo tardi, in cui il maestro Alberto Manzi avrebbe insegnato a leggere e scrivere a oltre un milione di adulti analfabeti. E poi c’erano già i grandi sceneggiati, il teatro in televisione, i varietà, i programmi a quiz, a cominciare, dalla fine del 1955, da Lascia o raddoppia?, che aveva lanciato Mike Bongiorno.
È a questo mondo che appartiene I figli di Medea, il “teledramma” che provocò i problemi che abbiamo menzionato in apertura. Il regista, Anton Giulio Majano, negli anni successivi era destinato a diventare uno dei nomi più importanti della televisione italiana: avrebbe firmato La cittadella, La freccia nera, E le stelle stanno a guardare, produzioni da milioni di spettatori, rimaste a lungo nella memoria collettiva.
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Crans-Montana e fatture delle cure: i veri termini della questione
L’Italia ribadisce che non intende pagare nulla, ma l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali precisa: è in base alle regole europee ch...
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Delibera n° 81 Approvata nella seduta del: 30/01/2009 Deliberante: Determinazioni dei Coordinatori OGGETTO: IMPEGNO DI SPESA PER LIQUIDAZION...
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Giovani e donne. Avanti un altro. E la carica dei 101 Scritto da Nando dalla Chiesa Saturday 22 February 2014 Oplà, abbiamo il g...
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