Il RAC si esprime nuovamente sul rapporto tra glifosato e cancerogenicità, a seguito della richiesta di rivalutazione avanzata dalla Commissione europea dopo la pubblicazione di un nuovo studio dell’Istituto Ramazzini
Come vi avevamo anticipato in un’informativa a marzo nella quale raccontavamo brevemente la storia del problema, un nuovo studio sul glifosato, condotto dall'Istituto Ramazzini (2025), ha riaperto la discussione, ponendo la necessità di una nuova valutazione del potenziale cancerogeno della sostanza.
Pertanto, la Commissione Europea si è mossa per dare mandato al comitato di valutazione del rischio (RAC) dell’agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) di valutare le ultime novità allo scopo di stabilire se i risultati fossero scientificamente robusti e attendibili e, soprattutto, se potessero rimettere in discussione la valutazione effettuata nel 2022 dallo stesso comitato, che aveva confermato la precedente del 2017, concludendo che la sostanza glifosato non necessitasse di una classificazione per cancerogenicità.
In questo contesto, la Commissione ha, inoltre, chiesto a ECHA ed EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) di contattare l'Istituto Ramazzini per disporre di tutti i dati disponibili, compresi i dati grezzi, al fine di poterli esaminare.
A marzo 2026 si è svolta la consultazione mirata e circostanziata all’analisi del solo nuovo studio, a seguito della quale si è tenuta una discussione preliminare del RAC a giugno 2026.
Il parere finale di RAC di settembre è stato formulato tenendo conto dei commenti e delle osservazioni raccolti sia in fase di consultazione, che a seguito del parere preliminare di giugno.
RAC ha esaminato in dettaglio i dati sugli effetti cancerogeni del glifosato emersi dallo studio e la loro relazione con i criteri CLP applicabili. Sulla base della valutazione e a seguito delle discussioni, RAC ha concluso che i risultati dello studio, di per sé, non soddisfano i criteri di classificazione CLP per classificare il glifosato come cancerogeno; inoltre, il nuovo studio non è sufficiente a rimettere in discussione le conclusioni della valutazione del pericolo del glifosato, basate sul peso delle evidenze, e, in particolare, la precedente decisione del 2022.
Pertanto, RAC ha confermato e concluso che la sostanza non richiede una classificazione per cancerogenicità.
Fonte:
- ECHA – Consultazione mirata sulla classificazione ed etichettatura armonizzate del glifosato
- Normachem (2026) – Glifosato e cancerogenesi: un tema mai esaurito
- Panzacchi, S., Tibaldi, E., De Angelis, L. et al. – Carcinogenic effects of long-term exposure from prenatal life to glyphosate and glyphosate-based herbicides in Sprague–Dawley rats
- RAC 2022 – Opinion proposing harmonised classification and labelling at EU level of glyphosate
- RAC 2017 – Opinion proposing harmonised classification and labelling at EU level of glyphosate