venerdì 6 febbraio 2026

Record di aborti nel Regno Unito. Non è questione di soldi ma di “paura”

Le donne britanniche rinunciano al figlio non per il carovita, ma per il terrore di non essere “abbastanza brave” in un paese che ha trasformato la maternità in una performance e l’interruzione di gravidanza in un servizio sanitario eccellente

segue:

citazioni:

Record di aborti nel Regno Unito

Mentre in Italia il picco storico è stato toccato poco dopo la legalizzazione del 1979, con i 234.801 aborti del 1981 che poi sono costantemente diminuiti (con un solo paio di modesti rimbalzi) fino ai 65.491 del 2023, in Inghilterra e Galles due anni dopo la legalizzazione erano 49.829, nel 1981 erano già 128.581, nel 2018 hanno superato i 200 mila all’anno e nel 2023 hanno raggiunto il già citato massimo storico di 277.790. Solo nella prima metà degli anni Novanta le interruzioni di gravidanza conobbero una leggera discesa, poi ripresero ad aumentare.


Si tenga presente che le due popolazioni, quella anglo-gallese e quella italiana, sono perfettamente comparabili: la prima è composta da 61,8 milioni di persone, la seconda da 58,9 milioni. Se si toglie la Russia, il Regno Unito anche senza calcolare Scozia e Irlanda del Nord è il paese europeo col maggior numero di aborti.




«Non siamo abbastanza brave per essere madri»

Un’altra interlocutrice, anonima, si giustifica con le pressioni sociali intorno alla necessità di essere una mamma perfetta:




«È interessante notare che nessuna delle donne con cui ho parlato ha dichiarato di aver subito pressioni da parte di partner, amici o familiari per interrompere la gravidanza. La pressione, invece, era interna e incessante. Non si sentivano abbastanza brave per essere madri».



L’altra causa, citata dalle donne intervistate dalla Kennedy, è che l’interruzione di gravidanza è diventato uno dei servizi più efficienti del Servizio sanitario nazionale (Nhs), tale da surclassare anche l’assistenza alla contraccezione.




L’aborto “fino al momento della nascita”

Secondo le statistiche governative l’87 per cento dei britannici è favorevole all’aborto legale e solo il 6 per cento vorrebbe che non fosse permesso. Il 74 per cento vorrebbe che l’interruzione di gravidanza diventasse un vero e proprio diritto, mentre nelle leggi attuali è soltanto depenalizzata. Il 65 per cento ritiene che prima delle 24 settimane di gravidanza dovrebbe essere possibile l’aborto su semplice richiesta, mentre formalmente ci sono oggi delle condizioni. L’anno scorso la Camera dei Comuni ha votato un comma del Crime and Policing Bill che di fatto autorizza l’aborto senza restrizioni per tutta la durata della gestazione. Frutto di un emendamento di una deputata laburista approvato con 379 voti contro 137, il comma 191 è stato subito ribattezzato “aborto fino al momento della nascita”.


La Camera dei Lord sta cercando di evitare che la legge entri in vigore nella sua forma attuale. 

giovedì 5 febbraio 2026

"Al banco serve cura, non politica". Il capo dei farmacisti boccia il boicottaggio dei medicinali israeliani

COMMENTO: sarebbe bastato verificare quanti dipendenti il gruppo TEVA ha in Italia (ed in Lombardia!) per chiudere il discorso...  Il commento di Andrea Mambelli rimarca l'ovvio a beneficio di chi ignora.


"I professionisti hanno due vincoli, la Costituzione e il codice deontologico: devono fare la scelta migliore per il cittadino. I temi politici lasciamoli alla politica", dice Andrea Mandelli (presidente della Fofi) a proposito dell'esclusione dei prodotti isaraeliani dalle farmacie pubbliche di Monza. Il paradosso dei principi attivi prodotti in Cina




Noi farmacisti abbiamo due vincoli: la Costituzione e il codice deontologico. I temi politici li lasciamo alla politica". Non usa giri di parole Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani nonché dell'Ordine interprovinciale di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Il tema è la mozione approvata dal Consiglio comunale di Monza che invita le farmacie comunali a interrompere progressivamente la commercializzazione dei farmaci prodotti da aziende israeliane, a partire da Teva, big dei medicinali generici. Un boicottaggio che, nelle parole degli estensori del provvedimento, vorrebbe "orientare le politiche delle farmacie comunali verso criteri di coerenza con il diritto internazionale e i diritti umani". Mandelli solleva una questione di principio che va ben oltre il caso specifico. "Non voglio farne un discorso politico, non mi interessa", precisa. "La Costituzione, il Codice deontologico e il fatto di essere professionisti ci indicano che dobbiamo fare la migliore scelta per il cittadino. Poi le faccende politiche non possono riguardare i miei colleghi che sono al banco". 

Ci sono solo due paletti, dice Mandelli, ma piantati ben in profondità. "L'articolo 32 della Costituzione, che dà un indirizzo reale all'attività del farmacista, cioè esprime il diritto alla salute. E, tra parentesi, questo diritto è l'unico che è veramente aggettivato in maniera forte: si parla di un diritto 'fondamentale'. Il secondo vincolo per i professionisti è il nostro Codice deontologico su cui giuriamo di essere a fianco del cittadino per il meglio della sua salute. Insomma, vorrei evitare che i farmacisti venissero tirati in mezzo su questioni che non si attagliano assolutamente con la necessità di essere dalla parte di chi ha bisogno di una cura", spiega Mandelli. "Abbiamo visto l'esempio di Crans Montana, con il gel NexoBrid sviluppato dall'azienda israeliana MediWound e utilizzato anche per trattare i ragazzi italiani ustionati nell'incendio di Capodanno. Per i nostri figli questo e altro". È l'esempio più netto di come la politica rischi di entrare in conflitto con il diritto alla cura migliore possibile. Davanti a una cura efficace, la bandiera del produttore non può essere un criterio di scelta e quando si tratta di salute, non ci sono boicottaggi che tengano.

 

Ma c'è anche un altro aspetto dirimente nel ragionamento. Se dobbiamo collegare l'utilizzo di un farmaco a una provenienza geografica e a una valenza etica, allora dovremmo dirci che la maggior parte dei principi attivi viene dalla Cina. E anche lì ci sarebbe da discutere di diritti umani: di Xinjiang, Tibet, Hong Kong e Taiwan. Oltre che di repressione delle minoranze etniche e religiose e di mancanza di libertà e democrazia. I numeri, del resto, parlano chiaro. Secondo il Brookings Institution, Pechino controlla l'80-90 per cento della fornitura globale di principi attivi farmaceutici, mentre China Observers in Central and Eastern Europe stima che ne produca circa il 40 per cento e l'India circa il 20. Un esempio concreto? L'amoxicillina, l'antibiotico più prescritto al mondo, viene prodotta tra India, Giordania e Canada, ma le due molecole fondamentali arrivano interamente dalla Cina. E, sebbene sia una democrazia, anche l'India – che è il principale fornitore mondiale di farmaci generici e vaccini, Europa inclusa – è da tempo soggetta a critiche sulle violazioni dei diritti delle minoranze (musulmani, dalit) e sulle discriminazioni di casta, oltre a quelle che riguardano la situazione in Kashmir e le condizioni di lavoro nell'industria farmaceutica. Ma i boicottaggi si attivano sempre solo quando è coinvolto lo stato ebraico. 




domenica 1 febbraio 2026

Emergenza da soffocamento nei bambini e negli adulti: cosa fare quando l’aria non passa più?

https://tcs-mymed.ch/it/sintomi-malattie/guida-alla-medicina-d-urgenza/emergenza-da-soffocamento-nei-bambini-e-negli-adulti-cosa-fare-quando-l-aria-non-passa-piu

Intervista al medico Patrick Haberstich, medico dirigente del pronto soccorso pediatrico / ambulatorio d’urgenza, Ospedale cantonale di Aarau 

Le emergenze da soffocamento sono tra le situazioni più drammatiche della vita quotidiana – e possono colpire chiunque, bambino o adulto. Si verificano soprattutto in cucina, a tavola o durante il gioco. Il medico Patrick Haberstich, medico dirigente del pronto soccorso pediatrico e dell’ambulatorio d’urgenza dell’Ospedale cantonale di Aarau, spiega cosa accade nel corpo quando il cibo resta bloccato in gola e come reagire correttamente. Lo specialista in pediatria, medicina d’urgenza e terapia intensiva pediatrica sa quanto sia decisivo agire rapidamente e nel modo giusto. 

Signor Haberstich, cosa accade nel corpo quando il cibo resta bloccato in gola?
Bisogna distinguere tra ingestione e aspirazione. In caso di ingestione, un alimento o un corpo estraneo – come una batteria o un magnete – resta bloccato nel tratto digerente.

In caso di aspirazione invece, qualcosa penetra nelle vie respiratorie, cioè nella trachea invece che nell’esofago. Può accadere con noci, carote o rondelle di wurstel (« Wienerli »). In un primo momento provoca conati e tosse. Se però il corpo estraneo ostruisce completamente le vie respiratorie, dopo 10–20 secondi sopraggiunge la perdita di conoscenza. Se l’ostruzione persiste, nel giro di uno o due minuti si verifica l’arresto respiratorio e circolatorio. 

Come riconoscere se una persona sta davvero soffocando o si è solo «strozzata»?
Finché la persona è cosciente e riesce a tossire attivamente, si tratta di un semplice episodio di soffocamento passeggero. Se invece compare una grave difficoltà respiratoria, la persona non riesce più a tossire né a emettere suoni, esiste un pericolo di vita – occorre intervenire subito.

Quando bisogna chiamare il numero d’emergenza 144 – e cosa dire al telefono?
Ogni volta che la situazione peggiora: la tosse si indebolisce, la persona non riesce più a parlare, il respiro diventa superficiale o si interrompe, oppure il viso diventa bluastro. 

Informazioni importanti da fornire alla centrale di emergenza: 

  • Dove si trova l’emergenza? (luogo, via, numero civico, piano)
  • Chi chiama? (nome e numero di richiamo)
  • Cosa è successo? (siete con il paziente?)
  • Quando è accaduto? (momento dell’emergenza)
  • Quante persone sono coinvolte? (età, stato di coscienza, respirazione)
  • Altre indicazioni, ad esempio pericoli sul luogo dell’intervento.

Come funziona la manovra di Heimlich e si può eseguire su chiunque?
Ci si pone dietro la persona e si cingono le braccia intorno alla parte superiore dell’addome, tra arco costale e ombelico. Il busto deve essere leggermente inclinato in avanti. Con una mano si forma un pugno da posizionare tra torace e ombelico. Con l’altra mano si afferra il pugno e si tira con forza verso l’interno e verso l’alto – fino a cinque volte.

Importante: la manovra di Heimlich non deve essere eseguita sui bambini di età inferiore a un anno, perché può causare lesioni interne. 

Quali errori commettono spesso i non addetti ai lavori quando cercano di aiutare una persona che soffoca? 
Molti si lasciano prendere dal panico o non sanno come agire. Un errore frequente è tentare di estrarre il corpo estraneo con le dita, anche se è già troppo in profondità – questo può peggiorare la situazione. 

La manovra di Heimlich – come si esegue: 

  • Posizionarsi dietro la persona.
  • Cingere le braccia intorno alla parte superiore dell’addome, tra arco costale e ombelico.
  • Inclinare leggermente il busto in avanti.
  • Formare un pugno e posizionarlo tra torace e ombelico.
  • Afferrare il pugno con l’altra mano e tirare con forza verso l’interno e verso l’alto.
  • Ripetere fino a cinque volte.
  • Importante: non applicare nei bambini sotto l’anno di età – rischio di lesioni interne!

In cosa differiscono le misure per adulti, bambini e lattanti? In generale, si inizia sempre con cinque colpi vigorosi sulla schiena (back blows). Nei lattanti sotto l’anno d’età si prosegue poi con cinque compressioni toraciche. Nei bambini sopra l’anno e negli adulti si applica la manovra di Heimlich.

Come ci si può aiutare da soli se si è soli e si rischia di soffocare? Per prima cosa bisogna cercare di tossire con forza. Se non funziona, è possibile eseguire la manovra di Heimlich su se stessi: formare un pugno tra torace e ombelico, afferrarlo con l’altra mano e spingere con forza verso l’interno e verso l’alto. 

Qual è il ruolo delle malattie di base nelle emergenze da soffocamento? 
Alcune patologie come i disturbi della deglutizione o le malattie neurologiche e psichiatriche aumentano il rischio. Nei lattanti e nei bambini piccoli si aggiunge la tendenza a esplorare tutto con la bocca, senza ancora percepire i pericoli. Inoltre, il riflesso di deglutizione e di masticazione non è ancora coordinato – e spesso mancano alcuni denti. 

Quando è necessaria una visita di controllo? 
Dopo una manovra di Heimlich o compressioni toraciche, la persona deve sempre essere sottoposta a visita medica – anche se si sente bene. Lesioni interne o irritazioni potrebbero passare inosservate. 

Come prevenire il rischio di soffocamento durante i pasti – soprattutto nei bambini e negli anziani? 
È fondamentale un ambiente tranquillo durante i pasti. Nessuno dovrebbe mangiare in fretta o camminando. Gli alimenti devono essere tagliati in modo adeguato – ad esempio, i wurstel vanno tagliati per il lungo e non a rondelle. Mangiare lentamente, masticare bene, da seduti e senza distrazioni. 

Con quali alimenti le persone si soffocano più spesso e perché? 
Nei bambini piccoli si tratta spesso di carote, noci, semi, acini d’uva, pezzi di mela o würstel – in genere perché i pezzi sono troppo grandi o duri, o perché vengono messi in bocca durante il gioco. Ma si trovano anche corpi estranei come batterie, magneti o piccoli chiodi. Negli adolescenti e negli adulti, possono entrare in gioco anche oggetti ingeriti volontariamente – come lamette o coltelli. 

Patrick Haberstich


medico Patrick Haberstich
Medico dirigente del pronto soccorso pediatrico / ambulatorio d’urgenza, Ospedale cantonale di Aarau

• Specialista in pediatria
• Specializzazione in medicina d’urgenza pediatrica 
• Specialista in terapia intensiva

Il Papa ai giovani politici: non ci sarà pace se si scartano i deboli e i nascituri

Leone XIV incontra in Vaticano cento leader da tutto il mondo, protagonisti del convegno “One Humanity, One Planet”: “Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. E ricorda le parole di Mare Teresa di Calcutta:“Il più grande distruttore della pace è l’aborto”. Nessuna politica, afferma, "può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo"


Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. Così Papa Leone XIV si rivolge ai cento giovani leader politici di tutti i continenti, protagonisti del convegno “One Humanity, One Planet”, incontrati questa mattina, 31 gennaio, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. “Il vostro lavoro” spiega il Pontefice, trova infatti “la sua espressione più alta quando opera per un’umanità pacificata nella giustizia”.

Una settimana residenziale promossa dai Focolari

Dal 26 gennaio al 1 febbraio questi giovani stanno partecipando a Roma alla settimana residenziale conclusiva del programma biennale di formazione all’azione politica promosso dall’ong New Humanity del Movimento dei Focolari in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America Latina e il sostegno della Fondazione Porticus. La metodologia è quella dell’Hackathon, un laboratorio intensivo in cui è possibile lavorare per trovare soluzioni a problemi collettivi. All’udienza con Leone XIV partecipano anche i rappresentanti dei centri del Movimento Politico per l’Unità dei Focolari.

Incontro e lavori in uno stile sinodale

A loro il Papa ricorda che sono uniti “nell’impegno politico alla ricerca del bene comune”, e che “le diverse nazioni, culture e religioni cui appartenete non sono per voi motivo di rivalità, ma di collaborazione e di crescita secondo uno stile sinodale”.

In quanto forma della comunione che ci lega, la sinodalità rende attenti allo sguardo di chi abbiamo accanto, e non solo a ciò che osserviamo, esercitandoci nel comporre visioni d’insieme che rispettano la complessità senza cadere in confusione e cercano la verità senza temere il confronto.

Promuovere pace a partire da dove operiamo

Il Pontefice ringrazia i giovani impegnati nei propri Paesi in ambito politico e sociale per iniziative come il progetto “Quattro sogni” della Pontificia Commissione per l’America Latina, nato dall’intuizione di Papa Francesco, che nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, “invita a coltivare insieme i sogni ecclesiale, ecologico, sociale e culturale”. La cura di questi ambiti, spiega, merita le migliori energie, “soprattutto in tempi feriti da molte ingiustizie, dalle violenze e dalla guerra!”. Essere leader, aggiunge, vi porta ad una crescente responsabilità per la pace, “non solo quella tra Nazioni, ma lì dove abitate, studiate e lavorate ogni giorno”.

Se non promuoviamo la concordia in una università o in un ufficio, tra partiti e associazioni, come potremo curarla in un intero Stato o tra i Continenti? Con cuore puro e mente limpida, cercate sempre questa pace come dono, alleanza, promessa.

Pace come dono, alleanza, promessa

La pace, ribadisce Papa Leone XIV, “è soprattutto un dono, perché la riceviamo da chi ci precede nella storia: è un bene del quale ringraziare”. Inoltre è “alleanza, che ci incarica di un impegno comune: quello di onorarla, quando c’è, e di realizzarla, quando manca”. Infine la pace è promessa, “perché sostiene la nostra speranza in un mondo migliore, e come tale viene cercata da tutte le persone di buona volontà”.

Forme di partecipazione che coinvolgano tutti i cittadini

Ricordando la “funzione sociale insostituibile” della politica, il Papa esorta i giovani leader “a cooperare sempre più nello studio di forme partecipative che coinvolgano tutti i cittadini, uomini e donne, nella vita istituzionale degli Stati”.

Su queste basi sarà possibile edificare quella fraternità universale che già tra voi giovani si annuncia come segno di un tempo nuovo: il vostro lavoro, infatti, trova la sua espressione più alta quando opera per un’umanità pacificata nella giustizia.

"Il più grande distruttore della pace è l'aborto"

Una vera pace, sottolinea Leone XIV, non è possibile se l’umanità scarta chi è debole, esclude chi è povero o “resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso”, perché “solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. E ricorda che Madre Teresa di Calcutta, “santa degli ultimi e premio Nobel per la pace” affermava che “il più grande distruttore della pace è l’aborto”.

La sua voce rimane profetica: nessuna politica può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale.

Un’umanità, un pianeta, un Dio creatore buono

La conclusione del Pontefice è dedicata all’impegno di tutte le religioni per la fraternità universale. Suggerisce che il titolo del convegno, “One Humanity, One Planet”, merita di essere completato con “One God”:


Riconoscendo in Lui il creatore buono, le nostre religioni ci chiamano a contribuire al progresso sociale, ricercando sempre quel bene comune che ha per fondamenta la giustizia e la pace.


venerdì 30 gennaio 2026

Pompieri per dovere, non per mestiere: il segreto – e le crepe – del sistema svizzero

In Svizzera il 98% del corpo pompieri è costituito da cittadini e cittadine di milizia: artigiani, impiegate e agricoltori e agricoltrici che lasciano il lavoro per correre a spegnere un incendio. Un dovere civico, spesso obbligatorio, che svela un modello di Stato basato sulla partecipazione attiva dei suoi abitanti. 





citazione:

La sicurezza come dovere civico

Per capire la Svizzera, bisogna partire da qui: il servizio antincendio non è primariamente un lavoro, ma un dovere. Circa il 98% dei pompieri del Paese sono volontari che prestano servizio per la loro comunità. Solo una piccola frazione (l’1,5%) è costituita da professionisti, concentrati nelle grandi città o in siti strategici come gli aeroporti o la galleria autostradale e ferroviaria del San Gottardo. 

In molti Cantoni vige un vero e proprio obbligo di servizio per i cittadini (uomini e donne) di una certa fascia d’età. Chi non può o non vuole partecipare attivamente è tenuto al pagamento di una tassa sostitutiva, un contributo finanziario che sottolinea il carattere universale di questo dovere civico. 

L’organizzazione è un esempio di federalismo in azione. Il cuore del sistema è a livello comunale: ogni Comune, o consorzio di Comuni, gestisce il proprio corpo pompieri, responsabile del primo intervento. A livello cantonale si definiscono le leggi, gli standard per la formazione e si gestiscono centri di rinforzo con mezzi specializzati (ad esempio per incidenti chimici).  

Infine, a livello federale, la Coordinazione svizzera dei pompieri (CSPCollegamento esterno) e la Federazione svizzera dei pompieri (FSP) definiscono la strategia nazionale e coordinano la formazione superiore. È una piramide che garantisce capillarità e prontezza, basandosi sulla conoscenza del territorio dei militi locali.



ed anche


La politica part-time 

Lo stesso principio si estende anche alla politica. Mentre nel resto d’Europa la politica è una carriera a tempo pieno, in Svizzera, a livello comunale e cantonale ma anche a livello federale, è un’attività di milizia. Si stima che poco più di 100’000 persone ricoprano una carica politica a tutti i livelli, e la stragrande maggioranza di esse lo fa a titolo volontario. Il sindaco di un piccolo Comune, i membri del Municipio, i deputati di un Parlamento comunale, cantonale e federale sono cittadini che, terminato il loro lavoro, dedicano serate e fine settimana alla gestione della Cosa pubblica, ricevendo indennità modeste che non possono essere considerate uno stipendio. 

Le radici di questo approccio affondano nelle LandsgemeindeCollegamento esterno, le antiche assemblee medievali dove i cittadini si riunivano in piazza per decidere per alzata di mano, una forma di democrazia diretta che sopravvive ancora oggi nei cantoni di Appenzello Interno e Glarona. In alcuni Cantoni, addirittura, sopravvive l’obbligo di accettare una carica locale, con multe salate per chi rifiuta, a testimonianza dell’idea che il servizio pubblico sia un dovere prima che una scelta. 


L’esercito dei cittadini 

L’espressione più antica e conosciuta del sistema di milizia è, naturalmente, l’esercito. Ispirato al principio romano dell’identità tra cittadino e soldato, l’esercito svizzero è composto da cittadini che, dopo una scuola reclute di 18 settimane, vengono richiamati per corsi di aggiornamento periodici.  

L’obbligo di servizio è sancito dalla Costituzione per tutti i cittadini maschi, mentre le donne possono arruolarsi volontariamente. La durata totale del servizio varia in base al grado: un soldato semplice presta alla Confederazione 245 giorni, un sergente 440, mentre un ufficiale subalterno arriva a 680 giorni distribuiti su diversi anni.  

Vige poi la prassi di conservare l’arma personale a casa, fatto che simboleggia la profonda fiducia tra Stato e cittadino. Fino al 2007 i militi conservavano anche le munizioni a domicilio, una tradizione oggi rivista per ragioni di sicurezza ma che racconta molto dell’identità nazionale.  



mercoledì 28 gennaio 2026

martedì 27 gennaio 2026

In Francia è scontro istituzionale sulla scrittura inclusiva, «balbuzie ridicola»

Il Consiglio di Stato convalida l’utilizzo del “punto mediano” per non discriminare maschi e femmine nelle targhe commemorative. L’Académie française non ci sta: «Pericolo mortale per la lingua»

segue al link:

Record di aborti nel Regno Unito. Non è questione di soldi ma di “paura”

Le donne britanniche rinunciano al figlio non per il carovita, ma per il terrore di non essere “abbastanza brave” in un paese che ha trasfor...