mercoledì 8 aprile 2026

“Libertà di abortire” il Lussemburgo secondo Paese a introdurla nella Costituzione - Avvenire, 7 marzo 2026

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Solo sei deputati su 60 si sono opposti alla riforma che introduce tra le libertà fondamentali garantite dallo Stato l’interruzione di gravidanza. Una riforma proposta dalla sinistra ma votata anche dai cristiano-sociali al governo

Dopo la Francia, il Lussemburgo. Con una maggioranza schiacciante (48 sì, 6 no e 2 astenuti) il Parlamento del Granducato ha approvato un emendamento all’articolo 15 che introduce nella Costituzione la “libertà di abortire”, inserendo l’interruzione di gravidanza tra i valori fondanti del Paese. Esattamente come aveva accaduto a Parigi nel 2024.

«La libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita – recita il testo ora in vigore –. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà». In Lussemburgo è possibile abortire entro i primi tre mesi di gravidanza, ma anche più avanti in caso di gravi anomalie del feto o rischi per la vita della madre.
La proposta di legge costituzionale era stata avanzata nel 2024 dal partito di sinistra Lenk (all’opposizione) con una formulazione che però parlava di “diritto”. Il confronto parlamentare tra la maggioranza, formata da Partito Popolare Social-Cristiano (Csv) e Partito Democratico (Pd), e le opposizioni si è concentrata solo sulla scelta del concetto: se cioè prevedere che lo Stato si impegni a eliminare ogni ostacolo per chi vuole abortire oppure assuma l’aborto come un dovere delle istituzioni a fronte di una richiesta di ottenerlo. Il solo partito schierato contro la riforma, si trattasse di libertà o diritto, è Adr (Alternativ Demokratesch Reformpartei), conservatore, all’opposizione, i cui cinque deputati sono quasi tutti i contrari alla riforma, con il capogruppo Fred Keup che ha attaccato il Csv accusandolo di incoerenza rispetto ai suoi valori cristiani di riferimento. La replica del presidente della Camera Laurent Zeimet, esponente cristiano-sociale, si è concentrata sull’idea che la riforma rifletterebbe i cambiamenti nella società, e alla politica non resta che adattarsi ai tempi assecondando ciò che vuole la gente.

Pragmatismo a sfondo elettorale: con il 29% e 21 seggi, il Csv è il partito di maggioranza relativa in Lussemburgo, ed esprime il primo ministro Luc Frieden.

Se Adr si è impegnato in una battaglia parlamentare contro la riforma, sapendo di avere poche chance, gli altri partiti hanno lasciato libertà di coscienza ai loro deputati. Col risultato che la maggioranza dei due terzi richiesta per una riforma costituzionale è stata largamente superata.
E la sua coscienza Gérard Schockmel non l’ha certo messa a tacere: è lui, esponente del Pd (formazione liberale parte della coalizione di governo), ad aver espresso il sesto voto contrario alla “libertà di abortire” in Costituzione. In Parlamento ha sostenuto che la riforma considera solo le donne ma non tiene in alcun conto i diritti del bambino non ancora nato, ed è frutto di una ideologia femminista definita spietata. La Chiesa cattolica era intervenuta ripetutamente nei diversi gradi dell’iter parlamentare, avvertendo tra l’altro che una simile riforma costituzionale potrebbe avere l’effetto di radicalizzare l’opinione pubblica in un Paese da sempre sinonimo di stabilità e pace sociale.

martedì 7 aprile 2026

Vita nascente: la Giornata che ci vuole

domenica 5 aprile 2026

DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO DAL CENTRO NAZIONALE PER I TRAPIANTI - Giovedì, 26 marzo 2026





Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi!
 

Eccellenza,
Signor Ministro,
Signore e Signori, benvenuti e grazie per la pazienza!

Sono contento di accogliervi in occasione degli Stati generali della Rete trapiantologica nazionale, e ringrazio la Pontificia Accademia per la Vita che segue questo importante settore. La vostra presenza testimonia l’impegno di tanti operatori sanitari, professionisti e volontari, che, con competenza e dedizione, sono al servizio della vita umana nei momenti di maggiore fragilità.

Voi ricordate una ricorrenza importante: infatti settant’anni fa avvenne la prima donazione italiana, quando il Beato don Carlo Gnocchi chiese che le sue cornee fossero prelevate dopo la sua morte e trapiantate a due giovanissimi assistiti della sua Opera, i quali poterono tornare a vedere. Quel gesto, compiuto in un contesto ancora privo di una normativa organica, suscitò un’ampia riflessione nella società italiana e contribuì ad avviare un percorso di definizione legislativa.

Proprio poche settimane dopo quel gesto di don Gnocchi, Papa Pio XII offrì un primo orientamento morale su questi temi, riconoscendo la liceità del prelievo a fini terapeutici, nel rispetto della dignità del corpo umano e dei diritti delle persone coinvolte. [1] Fin dall’inizio, dunque, la riflessione della Chiesa ha accompagnato lo sviluppo della medicina dei trapianti, riconoscendone il valore e indicando, insieme, i criteri etici necessari.

Da allora, un ricco sviluppo di ricerche scientifiche e di dedizione umana ha condotto la Rete trapiantologica italiana a risultati di grande rilievo, riconosciuti a livello internazionale. Dietro questi risultati vi è un patrimonio di competenze e anche una cultura della responsabilità e della fiducia che chiede di essere custodita e sostenuta.

San Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Evangelium vitae, ha ricordato che tra i gesti che alimentano la cultura della vita «merita particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili» ( n. 86). Si tratta infatti di un’azione che unisce la generosità del dono alla responsabilità morale che lo accompagna. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma, a sua volta, che «la donazione di organi dopo la morte è un atto nobile e meritorio ed è da incoraggiare come manifestazione di generosa solidarietà» ( n. 2296), richiamando al tempo stesso la necessità del consenso e il rispetto della dignità della persona. Occorre sempre vigilare per evitare ogni forma di mercificazione del corpo umano e garantire ai trapianti criteri giusti e trasparenti. [2]

La medicina dei trapianti ci ricorda che la relazione di cura, di fiducia e di responsabilità reciproca costituisce una condizione imprescindibile perché il trapianto possa realizzarsi. La possibilità stessa di salvare vite attraverso i trapianti dipende infatti dalla generosità dei donatori. [3]

Papa Francesco ha sottolineato che la donazione non si esaurisce nella sua utilità sociale, pur così importante, ma si configura come espressione della fraternità universale. Ha ribadito inoltre che essa deve rimanere un atto gratuito, capace di testimoniare una cultura dell’aiuto, del dono, della speranza e della vita. [4] È un richiamo quanto mai prezioso in un tempo in cui tutto rischia di essere valutato secondo la logica del prezzo, dell’efficienza o dell’interesse.

Colgo a mia volta questa occasione per incoraggiare la ricerca scientifica, che continua ad aprire prospettive importanti per la medicina dei trapianti. Essa è chiamata a sviluppare soluzioni sempre più efficaci per rispondere al fabbisogno di organi e alle necessità dei pazienti, in un contesto in cui la domanda supera ancora di molto la disponibilità. È necessario che tale impegno proceda sempre insieme a una riflessione responsabile, affinché il progresso scientifico rimanga orientato al bene integrale della persona e al rispetto della sua dignità.

A tutti voi esprimo la mia gratitudine. Il vostro è un lavoro esigente e spesso nascosto, che richiede competenza e rigore e, al tempo stesso, coscienza, equilibrio e vivo senso di umanità. In esso si intrecciano responsabilità cliniche, scelte delicate e relazioni che toccano la vita delle persone nei momenti più difficili. Continuate a svolgerlo con fedeltà e dedizione, avendo sempre come riferimento il bene del paziente.

Incoraggio infine le istituzioni e il mondo del volontariato a proseguire nell’opera di informazione e sensibilizzazione, perché possa crescere una cultura della donazione sempre più consapevole, libera e condivisa, capace di riconoscere in questo gesto un segno di solidarietà, di fraternità e di speranza.

Auguro ogni bene per il vostro impegno associato e invoco su di voi e sui vostri cari la benedizione del Signore.

Grazie.

[benedizione]

Grazie di nuovo e tanti auguri per il lavoro! 

venerdì 3 aprile 2026

Opinioni (26 Marzo 2026) Dietro l’enfasi delle primarie poche certezze e tanti nodi

Dopo l’iniziale entusiasmo, nel campo largo si affacciano già le preoccupazioni e il timore di non poterle gestire. Tra le incognite anche la rappresentanza dei "moderati"

segue:

Promemoria: Affidi Bibbiano, il ricorso del pm alla sentenza di primo grado: “I giudici hanno voluto assolvere a tutti i costi” - 1° Aprile 2026

Il sostituto procuratore Salvi impugna la sentenza di primo grado: “Il tribunale cita circostanze mai avvenute, motivazioni sconcertanti”


Reggio Emilia, 1 aprile 2026 – Un faldone da 2.447 pagine, più numerosi documenti allegati. È il corposo ricorso redatto dal pubblico ministero Valentina Salvi per impugnare la sentenza di primo grado sugli affidi di bambini di Bibbiano, che ha visto nel luglio scorso l’assoluzione di 11 persone su 14, e le restanti tre condannate con pene lievi rispetto alle richieste del pm. I capi di imputazione al vaglio del tribunale reggiano sono stati un centinaio: ora il pm Salvi ne ha selezionati una parte, in tutto 41, per i quali chiede la condanna.


segue al link:



 


articolo precedente:


  Bibbiano ai raggi X. Il ‘sistema’ smontato: "Falsi ricordi e accuse. Il quadro era debole"   7 feb 2026


Pubblicate le 1.650 pagine di motivazioni della sentenza sui presunti affidi illeciti. I giudici criticano le consulenze tecniche, carenti "sul piano scientifico". Nel mirino tutto il processo: "Errore nell’individuazione degli elementi di reato".


E anche articolo del 6 Febbraio

Caso Bibbiano, i giudici del processo: “Debolezza del quadro accusatorio. Il clamore mediatico ha travolto i bambini”

Depositata dal tribunale di Reggio Emilia la sentenza con cui erano state emesse tre condanne con pena sospesa (sulle 14 richieste), demolendo la ricostruzione della Procura. “Conseguenze non calcolabili sulla vita di imputati e testimoni”, si legge



“Libertà di abortire” il Lussemburgo secondo Paese a introdurla nella Costituzione - Avvenire, 7 marzo 2026

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