giovedì 22 ottobre 2026

Italia e Spagna concordano lo stop alle sospensioni di Schengen

I ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska hanno raggiunto l'accordo dopo un cordiale colloquio telefonico

https://www.avvenire.it/italia-e-spagna-concordano-lo-stop-alle-sospensioni-di-schengen_114675


LEGGI QUI IL TESTO DELLA CATECHESI DEL PAPA ALL'UDIENZA GENERALE (vedi post precedente)

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20261021-udienza-generale.html

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 21 ottobre 2026

[Multimedia]

___________________________________

I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione Gaudium et spes. 6. L’impegno per la famiglia nella società di oggi (GS, 47-52)

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio.

La Costituzione pastorale Gaudium et spes (GS) del Concilio Vaticano II, dopo aver illustrato, nella prima parte, la dignità della persona e la sua vocazione nel mondo, nella seconda parte, «alla luce del Vangelo e dell’esperienza umana», considera alcuni problemi contemporanei più urgenti (cfr GS, 46). L’attenzione si concentra in primo luogo sul matrimonio e sulla famiglia, nella convinzione che «il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare» (GS, 47).

A tale scopo, non ne vengono semplicemente ribaditi i valori e i fini, ma si prospetta una rinnovata concezione del matrimonio quale «intima comunità di vita e d’amore coniugale» (GS, 48). Integrando la dimensione giuridica del matrimonio come contratto, il fondamento di tale unione viene riconosciuto nel «patto coniugale», inteso come «l’atto umano col quale i coniugi mutuamente si danno e si ricevono» (ibid.). La  reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19,6), motiva l’esigenza della «piena fedeltà» e della «indissolubile unità» dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli (cfr GS, 48). Riflesso della Trinità divina, l’amore coniugale e genitoriale, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene «sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo», affinché i coniugi possano amarsi l’un l’altra così «come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa» (ibid.).

Dopo aver illuminato la realtà del matrimonio alla luce dell’amore di Cristo, che è verità dell’amore umano e divino, Gaudium et spes rivolge l’attenzione all’amore coniugale e alla fecondità matrimoniale. Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza (cfr GS, 49). Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio (cfr ibid.). Mentre significa l’amore integrale da persona a persona, la singolare intimità degli sposi ne favorisce la mutua donazione e arricchisce la loro vicendevole gioia (cfr ibid.).

La fecondità dell’amore coniugale, inoltre, si esprime nella procreazione dei figli, «il dono più eccellente del matrimonio» (GS, 50). Trasmettendo ed educando la vita umana, che mai va scartata, gli sposi diventano «cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti» (ibid.). Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi. Un tale giudizio, che, in ultima analisi, gli sposi stessi devono formulare davanti a Dio, esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo (cfr ibid.).

La valorizzazione della comunione amorosa e della fecondità procreativa nel matrimonio porta il Concilio a escludere che possa esserci «vera contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale» (GS, 51) e ad affermare, invece, che «quando si tratta di mettere d’accordo l’amore coniugale con la trasmissione […] della vita» si deve «mantenere «in un contesto di vero amore, il significato totale  della mutua donazione e della procreazione umana» (ibid.). Da ciò consegue sia che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura», scongiurando «l’aborto e l’infanticidio»; sia che «gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima» (ibid.).

L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge quindi a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita «una scuola di umanità più ricca» e «il fondamento della società» (GS, 52), richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di «collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia» (ibid.).

Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali. La Santa Famiglia di Nazaret ci illumini nel cammino e protegga le famiglie del mondo intero.

_________________________

Saluti

Je salue cordialement tous les pèlerins francophones, en particulier ceux venus de France, de Suisse, de la République de Maurice, d'Haïti et du Cameroun. Puissent vos familles être missionnaires et source de paix et d'unité au sein de la société. Que Dieu vous bénisse !

[Saluto cordialmente tutti i pellegrini di lingua francese. Possano le vostre famiglie essere missionarie e fonte di pace e di unità nella società. Dio vi benedica!]

I extend a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience. Upon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you all!

Herzlich begrüße ich die Pilger deutscher Sprache! Ich wünsche euch allen einen schönen Aufenthalt in der Ewigen Stadt. Gott segne und behüte euch!

[Un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca. Auguro a tutti un buon soggiorno nella Città Eterna. Dio vi benedica e vi protegga!]

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Que la Sagrada Familia de Nazaret proteja a todas las familias del mundo entero. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

Saúdo os peregrinos de língua portuguesa! Confio todos vós e as vossas famílias à Sagrada Família de Nazaré. Que Deus vos abençoe!

[Saluto i pellegrini di lingua portoghese! Alla Sacra Famiglia di Nazaret affido voi e le vostre famiglie. Dio vi benedica!]

Pozdrawiam serdecznie Polaków, a szczególnie organizatorów i wykonawców koncertu „Psalmy Pokoju”, zorganizowanego w 45. rocznicę Watykańskiej Fundacji Jana Pawła II. Niech to wydarzenie sprzyja dążeniom do pokoju i pojednania. Wszystkim wam błogosławię!

[Saluto cordialmente i polacchi, in particolare gli organizzatori e gli interpreti del concerto «Salmi di Pace», per il 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. Tale evento favorisca propositi di pace e di riconciliazione. Vi benedico tutti!]

* * *

Sabato scorso, a Ibiza, Spagna, sono stati beatificati don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso. La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un'offerta d'amore a Dio e ai fratelli.

Rivolgo il mio cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, come pure ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo.

A tutti la mia Benedizione.

Leone XIV: urgente promuovere la famiglia, la vita concepita va protetta

Prima udienza generale in piazza San Pietro per il Papa dopo l’intervento al Gemelli. Il Pontefice ringrazia tutti per il sostegno della preghiera e Dio per la sua generosità. Nella catechesi, incentrata ancora sulla Gaudium et spes, sottolinea che la politica è chiamata a sostenere il matrimonio e la famiglia e ribadisce che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto e l’infanticidio”

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Un momento atteso, l'udienza generale di oggi mercoledì 21 ottobre, per i tanti pellegrini circa trentamila che non hanno fatto mancare preghiere per la salute del Papa durante il periodo del suo ricovero al Policlinico Gemelli durato cinque giorni. Leone XIV, prima di salire sul palco per pronunciare la sua catechesi, compie il suo consueto giro in papamobile ricevendo quel moto di affetto e vicinanza che spontaneamente lo ha investito dopo l’annuncio dell’intervento al polmone, reso noto all’Angelus l’11 ottobre. Il giro in una Piazza San Pietro bagnata dalla pioggia, che al momento del passaggio del Pontefice ha dato tregua, è segnato da tante soste per benedire i bambini, salutare la folla festante che ha più volte gridato il suo nome tra le bandiere di diverse parti del mondo in particolare dagli Stati Uniti, il suo Paese natale. Al momento dell’arrivo sul sagrato, cardinali e vescovi si alzano in piedi per applaudire il Vescovo di Roma: un gesto che è espressione del loro “bentornato a casa”. Così Leone, sorridente,  subito pronuncia parole di ringraziamento.

La prima cosa che vorrei dirvi è grazie, grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e la misericordia di Dio.

Famiglia, fondamento della società

Nella catechesi il Papa prosegue il ciclo sulla costituzione pastorale Gaudium et spes, concentrandosi sulla seconda parte che “considera alcuni problemi contemporanei più urgenti”, focalizzandosi in particolare sul matrimonio e sulla famiglia “perché – si legge nel testo conciliare - il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare”. Dopo una riflessione attenta sul senso dell’unione e sui frutti che genera, Leone richiama alla difesa della famiglia.

L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita “una scuola di umanità più ricca” e “il fondamento della società” richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di “collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia”. Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene.

Piena fedeltà e indissolubile unità

Il Papa ricorda, alla luce della Gaudium et spes, la “rinnovata concezione del matrimonio” intesa come “intima comunità di vita e d’amore coniugale”, un patto coniugale con il quale lo sposo e la sposa “si danno e si ricevono”.

La reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui “non sono più due, ma una sola carne”, motiva l’esigenza della “piena fedeltà” e della “indissolubile unità” dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli

L’unione è “riflesso della Trinità divina”, l’amore dei coniugi e dei genitori, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene sostenuto dalla “forza redentiva del Cristo” in modo che si amino come Lui ha amato la Chiesa e che per essa si è dato.


L’amore pervade tutta la vita dei coniugi

Papa Leone si sofferma poi sulla “mutua donazione” degli sposi che provoca gioia l’uno nell’altro, ponendo poi l’attenzione sulla fecondità matrimoniale. Ricorda che l’amore coniugale coinvolge non solo la sfera dell’attrattiva erotica ma “coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza”.

Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio.

Un retto giudizio

“La fecondità dell’amore coniugale – afferma il Papa - si esprime nella procreazione dei figli, ‘il dono più eccellente del matrimonio’”. Gli sposi, prosegue, sono “cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti” perché accolgono la vita “che mai va scartata”.

Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi

Un giudizio che gli sposi formulano davanti a Dio e che “esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo”.

No all’aborto

Non c’è “contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale”, sottolinea il Papa. Si tratta di mantenerlo “in un contesto di vero amore” che è “il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana”.

Da ciò consegue sia che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto e l’infanticidio”; sia che “gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima”.

Si proteggano le famiglie di tutto il mondo

Ricordando l’urgenza a cui la società è chiamata nel difendere il matrimonio e la famiglia, il Papa sottolinea come la Chiesa abbia sempre messo in luce questo aspetto “come dimostra – afferma Leone - la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali”. Infine il Vescovo di Roma fa affidamento alla Santa Famiglia di Nazaret perché protegga le famiglie del mondo intero.

Il martirio, offerta d’amore a Dio e ai fratelli

Al termine della catechesi, Papa Leone saluta i pellegrini provenienti da varie parti del mondo. Ricordo in lingua italiana la beatificazione di sabato scorso di don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede durante la persecuzione religiosa del secolo scorso.  “La loro testimonianza – evidenzia il Pontefice - ci incoraggia a fare della vita un'offerta d'amore a Dio e ai fratelli”. “Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo”.

Rivolgendosi ai fedeli polacchi, saluta gli organizzatori e gli interpreti del concerto “Salmi di Pace”, in occasione del 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. “Tale evento – è l’auspicio di Leone - favorisca propositi di pace e di riconciliazione.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-10/papa-leone-xiv-udienza-generale-famiglia-matrimonio-aborto.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

mercoledì 21 ottobre 2026

«Legge sul fine vita? Il Papa ha parlato chiaro: si intervenga sulle cure»

I ripetuti interventi di Leone XIV durante il viaggio in Francia (e anche quello del cardinale Zuppi al consiglio Cei) rilanciano una questione fondamentale nel dibattito su una possibile legge sul suicidio assistito: cos’è davvero necessario per le persone più fragili. Parla il costituzionalista Mario Esposito


martedì 20 ottobre 2026

Diritto alla vita: perché l’Europa è inquieta (e il dialogo così difficile)

Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltanto in Italia. Un irrigidimento culturale che impedisce di vedere cosa sappiamo della vita prenatale. E cosa ci dicono le donne che vorrebbero diventare madri


C’è un’inquietudine che attraversa il continente europeo: anche se è molta la fatica per tenere aperto un dialogo autentico, libero e privo di pregiudizi ideologici sul tema dell’aborto o, meglio, sul diritto alla vita e sulla tutela reale della maternità durante la gravidanza, il dibattito non è chiuso. Non si tratta soltanto di una questione italiana e neanche europea. Si tratta di una «questione epocale e planetaria» come diceva Carlo Casini. Infatti, se si allarga lo sguardo oltre i nostri confini, si nota una dinamica comune volta a blindare il tema, a trasformare l’interruzione volontaria di gravidanza (eufemismo per non parlare di aborto) in un “diritto assoluto” intoccabile, indiscutibile.
Un fenomeno che, parallelamente, rischia di stendere una pesante “congiura del silenzio” sulla domanda fondamentale – «è o non è uno di noi?» – portando alla sottovalutazione di una reale tutela della relazione madre-figlio durante quella condizione specialissima e unica chiamata gravidanza: la prima relazione, la prima alleanza tra due esseri umani, la prima accoglienza, l’abbraccio più intimo, stretto e duraturo che esista.
I casi recenti raccontano con chiarezza questa “censura”. Si pensi all’Inghilterra e al Galles che hanno visto riforme legislative che mirano a delimitare gli spazi di presenza “pro life” o di offerta di aiuto all’esterno delle cliniche (le cosiddette buffer zones). Si pensi alla Francia, che ha compiuto la scelta ideologica di inserire il diritto all’aborto direttamente nella propria Costituzione e alla narrazione prevalente che presenta tale inserimento come ormai definitivamente “digerito”, risolto, consegnato a uno pseudo “progresso civile”. Si pensi alla proposta “My voice, my choice” sull’aborto transfrontaliero.
È il paradosso di un’Europa che si proclama tempio dei diritti e della libertà e che poi non solo misconosce l’essere umano nella fase più giovane della sua esistenza come soggetto titolare del diritto alla vita, ma tende anche a restringere il perimetro del pensabile, etichettando ogni riserva etica o antropologica come un nostalgico arretramento. Eppure, in realtà l’impegno per la vita (per usare una facile e sintetica espressione) compreso nella sua genuina verità, ben argomentato, avallato da straordinarie testimonianze di accoglienza, è quanto di più all’avanguardia ci possa essere.
Eppure, proprio in questi contesti apparentemente monolitici risuonano provocazioni capaci di incrinare le certezze: le parole dei Pontefici – e la recentissima presenza di papa Leone in Francia – ricordano costantemente che l’uguale dignità della vita umana dal concepimento è un argomento tutt’altro che archiviabile, né è un tema su cui l’autentica coscienza civile europea possa mettere una pietra sopra. Eppure, nel 2013 gli oltre due milioni di cittadini europei che firmarono l’Iniziativa dei cittadini europei “Uno di Noi”, chiesero semplicemente all’Europa di riaffermare la propria vocazione: costruire la pace mettendo nel cuore del “vecchio continente” il riconoscimento del valore incommensurabile di ogni uomo a partire da «colui che apparentemente è il più insignificante» (come si legge in una sentenza costituzionale tedesca del 1975 in tema di aborto). Quel grido popolare è stato un atto di profondo amore verso l’Europa che risuona ancora oggi nella Federazione europea One of Us.
L’inquietudine dell’Europa sul diritto alla vita offre il fianco alla speranza che nasce prima di tutto dall’esperienza umana reale, quella che si incontra stando concretamente dalla parte delle madri e dei loro figli in grembo. Le ideologie
astratte – comprese quelle che oggi appaiono “vincenti” e indiscutibili nei parlamenti e sui media – svelano la loro fragilità quando entrano in contatto con la vita vera. Quando si incontra una donna di fronte a una gravidanza inaspettata o difficile, ciò che emerge quasi mai è una rivendicazione ideologica, bensì una richiesta di aiuto, un senso di solitudine da dissipare, spesso una pressione ambientale economica, affettiva, sociale. Mettersi al fianco delle madri significa scoprire che molte “scelte” sono “libere” solo in apparenza perché in realtà nascondono mancanza di alternative affidabili, concrete. In diverse parti d’Europa esistono già movimenti, centri di aiuto alla vita, associazioni giovanili e reti di volontariato che rifiutano la rassegnazione. Fare rete oltre i confini nazionali permette di condividere buone pratiche, sostenere iniziative di informazione trasparente e fare massa critica per rivendicare un fatto elementare: sostenere una donna affinché non sia costretta ad abortire è la più alta forma di tutela della sua libertà.
Tenere aperto lo spazio del dibattito significa continuare a porre domande
donna dovrebbe mai sentirsi sola al punto da considerare la fine di una vita nascente come l’unica via d’uscita. È proprio da questo incontro umano con le madri, moltiplicato dalle connessioni tra persone e realtà di tutto il continente, che può nascere un’Europa capace di guardare al futuro con vera umanità. Non dobbiamo cedere alla rassegnazione né al pessimismo. Il nostro compito non è giudicare le persone o scagliare la verità come fosse un’arma contundente, ma dialogare con la forza della ragione, offrire risposte concrete alle donne e alle famiglie in difficoltà attraverso la rete dei Centri di Aiuto alla Vita e i servizi ad essi collegati – in primis Sos Vita e Progetto Gemma – e mostrare che un’Europa capace di accogliere la vita è un’Europa più giovane, più giusta, più umana, più civile.

lunedì 19 ottobre 2026

«Sánchez? Un disastro. La Spagna è più povera, più polarizzata e più debole»

Tra aumenti delle imposte, crescita del debito pubblico e scandali giudiziari, l’ex premier socialista lascia solo macerie. «Se punta sugli aggettivi e non sui risultati c’è un motivo». Intervista a Diego Sánchez de la Cruz, direttore delle ricerche dell’Istituto Juan de Mariana

Sánchez è il nuovo Orbán d’Europa

Il leader socialista, che ieri si dimesso da premier annunciando nuove elezioni per il 29 novembre, ha trasformato la Spagna nella porta d’ingresso della Cina in Europa. Come aveva fatto Orbán con l’Ungheria

Ai tempi di IA, Sanniti vs Romani, modelli proprietari vs open-weight


Il Cameo


Un Cameo di Riccardo Ruggeri e Giovanni Semeraro

---

Roma impiegò 60 anni e 3 guerre per piegare i Sanniti.

Non li sconfisse con la forza bruta, li sconfisse rigenerando se stessa.

Italia e Spagna concordano lo stop alle sospensioni di Schengen

I ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska hanno raggiunto l'accordo dopo un cordiale colloquio telefonico...