lunedì 6 aprile 2026
Avere 18 anni, oggi: niente patente, il sogno di un lavoro “ricco” e di tempo libero - 15 marzo 2026
sabato 4 aprile 2026
Opinioni... I numeri ora lo confermano: in Francia sempre più persone scelgono la Chiesa cattolica
martedì 17 giugno 2025
Intervista. Il film su Carlo Acutis che spopola negli Usa: «L'ho girato per i giovani»
giovedì 12 giugno 2025
Ricerca. Giovani e cannabis, in gioco la fertilità
Si tratta di deficit che, supportati da anomalie delle strutture cerebrali, tendono a perdurare nelle fasi successive della vita con comparsa di manifestazioni psicotiche e aumentato rischio di depressione e ideazione suicidaria. I danni a seguito dell’uso di cannabis non riguardano però solo il consumatore. Mi riferisco alle gravi ripercussioni sul salute e vita del nascituro a seguito del consumo materno. Il principio attivo della cannabis supera, infatti, la barriera placentare e permane a lungo nei tessuti fetali, così come può raggiungere il neonato attraverso il latte materno. Accanto ad outcome ostetrici e neonatali negativi (nati piccoli per l’età gestazionale, parto prematuro), vi sono gravi conseguenze sul neurosviluppo fetale con alterazioni di sviluppo e comportamento e a disturbi psichiatrici. Meno studiati gli effetti della cannabis sulla salute riproduttiva. Anche se alcuni studi hanno evidenziato l’effetto negativo dell’esposizione alla cannabis nell’uomo (disfunzione erettile, spermatogenesi anorma-le, atrofia testicolare) e nella donna (alterazione della ciclicità mestruale, infertilità, annidamento e sviluppo anomalo dell’embrione), il tema è dibattuto.
Ed è proprio a fertilità e gravidanza nei consumatori di cannabis che è stato dedicato il convegno “Cannabis e fertilità” organizzato dal Centro di Ricerca e Studi sulla Salute procreativa (Cerissap) e dall’Istituto scientifico Internazionale Paolo VI (Isi) il 28 marzo all'Università Cattolica di Roma. La questione del metodo è correlata agli obiettivi da raggiungere. Da qui la scelta di una sede universitaria. Perché l’Università può formare e informare i giovani studenti per renderli capaci di incidere poi sulla vita e la cultura. Ora, anche se è vero che sono necessarie importanti misure di contrasto per arginare il consumo di cannabis, è altrettanto vero che queste misure devono essere accompagnate da un’azione educativa personalizzata. In un’epoca in cui, in ambito medico, la personalizzazione è parola d’ordine, l’attenzione alla singola persona, alle sue fragilità e ai suoi bisogni dovrebbe essere parte integrante di un processo educativo personalizzato. Formare i nostri giovani studenti a vedere e riconoscere l’Altro per aiutarlo nel suo percorso di crescita a saper coniugare libertà e responsabilità, ad aumentare la propria consapevolezza, a raggiungere una condizione di equilibrio, a rialzarsi quanto cade, può fare la differenza.
Maria Luisa Di Pietro* giovedì 27 marzo 2025
Associato di Medicina legale
Direttore Centro Ricerca e Studi sulla Salute procreativa
Università Cattolica
giovedì 15 agosto 2024
Olimpiadi, quando cadi sull'ultimo ostacolo (e ti rialzi)
di Giampaolo Mattei
«Dieci anni fa la diagnosi della sclerosi multipla mi ha costretto a imparare di nuovo a camminare. Ho lottato ogni giorno con mia sorella gemella Laviai per essere qui alle Olimpiadi: sono caduta sull’ultima barriera dei 400 ostacoli, a pochi passi dalla finale. Purtroppo sono finita a terra, avrei voluto fare il mio record. Non è poco per me: con quella diagnosi mi era stata tolta anche la speranza di essere un’atleta»
segue al link:
https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2024-08/olimpiadi-parigi-gemelle-nielsen-sclerosi-multipla.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT
giovedì 1 agosto 2024
Editoriale. Negli oratori estivi la responsabilità non sia lasciata tutta ai ragazzi
Forse abbiamo una fede eccessiva nella Provvidenza. E, a volte, la scambiamo per un’assicurazione a copertura totale o una sorta di ombrello protettivo da ogni genere di rischio. Ma non è così. E purtroppo in queste ultime settimane la cronaca ci ha messo di fronte alla realtà di tragici incidenti accaduti durante campi e oratori estivi. Costati addirittura la vita ad alcuni bambini, annegati o caduti in pozzi.
Di fronte a questi drammatici eventi, allora, una riflessione si impone su come organizziamo queste attività, educative per i ragazzi e di supporto alle famiglie. Non si tratta di “gettare la croce” su qualcuno. Anzi, ancora una volta va riconosciuto con il giusto risalto da un lato appunto la funzione formativa svolta dalla Chiesa e, dall’altro, il ruolo fondamentale degli oratori, spesso uno dei pochi luoghi di socialità “sana” in molte parti del Paese. E, certo, le disgrazie possono capitare, sempre e ovunque, soprattutto quando l’attività è molto diffusa e partecipata.
sabato 13 luglio 2024
Dagli energy drink alla nuova moda di Sniffy: i pericoli delle sostanze stimolanti
domenica 30 ottobre 2022
Il Papa ai giovani: dire “me ne frego” è un cancro, interessatevi alla realtà sociale
domenica 10 luglio 2022
CLAUDIO CHIEFFO. TANTI AMICI PER CUI CANTARE - DA RIVEDERE su RAI 5
venerdì 10 giugno 2022
Il Papa alle famiglie: fare rete contro le piaghe di pornografia e utero in affitto
“È urgente che le Chiese locali, in Europa e non solo, si aprano all’azione dei laici e delle famiglie che accompagnano famiglie”, aggiunge Francesco, auspicando il consolidamento di una rete di famiglie che facciano fronte alle grandi problematiche dell’attualità. Una è la "carenza di nascite in Europa e soprattutto in Italia".
Ma questo inverno demografico è grave! Per favore, state attenti: è gravissimo!
Il Pontefice stigmatizza anche “la pratica inumana e sempre più diffusa dell’utero in affitto”, in cui “le donne, quasi sempre povere, sono sfruttate, e i bambini sono trattati come merce”...
... L'amore tra uomo e donna
Infine il Vescovo di Roma riflette sull’"amore reciproco tra l’uomo e la donna" che, dice, "è riflesso dell’amore assoluto e indefettibile con cui Dio ama l’essere umano, destinato ad essere fecondo e a realizzarsi nell’opera comune dell’ordine sociale e della custodia del creato".
"La famiglia fondata sul matrimonio è, dunque, al centro”, rimarca il Papa. “È la prima cellula delle nostre comunità e dev’essere riconosciuta come tale, nella sua funzione generativa, unica e irrinunciabile. Non perché sia un’entità ideale e perfetta, no! Non perché sia un modello ideologico, no! Ma perché rappresenta il luogo naturale delle prime relazioni e della generazione”....
lunedì 25 aprile 2022
San Giorgio, gli scout rinnovano la promessa col cardinal Ravasi
“Sul mio onore prometto che farò del mio meglio, per fare il mio dovere verso Dio e verso la mia Patria, per aiutare gli altri in ogni momento, per obbedire alla Legge Scout”. E’ la promessa che ogni scout e ogni guida in tutto il mondo recita quando decide di entrare nella grande famiglia del movimento fondato da Robert Baden Powell nel 1907, e che tutti hanno idealmente rinnovato sabato 23 aprile, nella festa di San Giorgio, patrono degli scout e delle guide di tutto il mondo. In Italia, in particolare, nella chiesa romana di San Giorgio in Velabro, si è tenuta nel pomeriggio la cerimonia di rinnovo delle promesse voluta dalle associazioni italiane giovanili e adulte Masci, Agesci, Fse, Cngei e Compagnia di San Giorgio.
mercoledì 15 settembre 2021
Il Papa: l’aborto è omicidio, la Chiesa sia vicina e compassionevole non politica (testo completo)
VATICAN NEWS
“L’aborto è un omicidio” la Chiesa non cambia la sua posizione, ma “ogni volta che i vescovi hanno gestito non come pastori un problema, si sono schierati sul versante politico”. Lo ha detto Papa Francesco dialogando con i giornalisti sul volo che da Bratislava lo riportava a Roma, a conclusione del viaggio a Budapest e in Slovacchia (per vedere il video integrale della conferenza stampa del Papa in aereo clicca qui).
Istávan Károly Kuzmányi (Magiar Kurir):
Santo Padre la ringraziamo della sua visita a Budapest dove ha citato il cardinale Mindszenty che disse: “Se ci sono un milione di ungheresi che pregano, non ho paura del futuro...”. Perché ha deciso di partecipare dopo 21 anni al Congresso eucaristico a Budapest e come vede il cristianesimo in Europa?
Qualcuno pensava male a proposito della visita a Budapest, era pianificata così, ma ho promesso al vostro presidente di vedere il prossimo anno o l’altro di poter venire. Sono tanti i valori degli ungheresi, mi ha colpito il senso dell’ecumenismo con una profondità grande, grande. In genere, l’Europa – lo dico sempre – deve riprendere i sogni dei suoi padri fondatori. L’Unione Europea non è una riunione per fare le cose, c’è uno spirito alla base della Ue che hanno sognato Schuman, Adenauer, De Gasperi... Tornare a questi grandi. C’è il pericolo che l'Unione Europea sia soltanto un ufficio di gestione e questo non va, deve andare proprio alla mistica, cercare le radici dell’Europa e portarle avanti. E tutti i Paesi devono andare avanti. È vero che alcuni interessi, forse non europei, cercano di usare l’Unione Europea per le colonizzazioni ideologiche, e questo non va. No: l’Unione Europea dev’essere indipendente e tutti i Paesi allo stesso livello, ispirati dal sogno dei grandi fondatori. Questa è la mia idea. E voi ungheresi: con voi sono stato in Transilvania, era bellissima quella Messa in ungherese!
Bohumil Petrik (Dennik Standard):
La vaccinazione ha diviso i cristiani, anche in Slovacchia. Lei dice che è un atto d’amore fare il vaccino. Allora, quando non si fa il vaccino, come lo chiamerebbe? Perché alcuni credenti, pure, si sono sentiti discriminati. Ci sono anche diversi approcci nelle diverse diocesi su questo punto (...) e quindi come riunirsi, come riconciliarci su questo tema?
È un po’ strano perché l’umanità ha una storia di amicizia con i vaccini: il morbillo, la poliomielite... Ora è arrivato questo. Forse è arrivato per la virulenza e l’incertezza, non solo della pandemia, ma anche per la diversità dei vaccini e anche la fama di alcuni vaccini, che non sono adatti o sono un po’ più che acqua distillata. Questo nella gente ha creato una paura. Altri che dicono che è un pericolo perché affermano che col vaccino ti entra il virus dentro e tante argomentazioni che hanno creato questa divisione. Anche nel Collegio cardinalizio ci sono alcuni negazionisti e uno di questi, poveretto, è ricoverato con il virus. Ironia della vita. Non so spiegarlo bene, alcuni dicono perché i vaccini non sono sufficientemente sperimentati e hanno paura... Si deve chiarire e parlare con serenità di questo. In Vaticano sono tutti vaccinati tranne un piccolo gruppetto che si sta studiando come aiutare.
Daniel Verdú Palai (El Pais):
Domenica mattina lei si è riunito con Orban e si possono capire alcune delle divergenze. Volevamo chiedere come è andata la riunione, se ha toccato i temi dei migranti e come la pensa sulle leggi sugli omosessuali che ha promulgato.
Io sono stato visitato, è venuto il presidente da me, ha avuto questo garbo, è la terza volta che lo incontro ed è venuto con il primo ministro e con il vice primo ministro, erano in tre. Ha parlato il presidente. Il primo tema è stata l’ecologia, davvero chapeau a voi ungheresi, la coscienza ecologica che voi avete, impressionante. Mi ha spiegato come purificano i fiumi, cose che io non sapevo. Poi io ho domandato sulla media dell’età, perché sono preoccupato dell’inverno demografico: in Italia la media dell’età è 47 anni, in Spagna credo peggio ancora, tanti villaggi sono vuoti o con tanti anziani. Come si risolve? Il presidente mi ha spiegato la legge che loro hanno per aiutare le coppie giovani a sposarsi, ad avere figli. Interessante, è una legge che assomiglia abbastanza alla legge francese, ma più sviluppata. Per questo i francesi non hanno il dramma che ha la Spagna e che abbiamo noi. Mi hanno spiegato questo e lì il primo ministro e il vice primo ministro hanno aggiunto qualcosa di tecnico su come era questa legge. Sull’immigrazione, no, non se n'è parlato. Poi siamo tornati sull’ecologia pure e sulla famiglia, nel senso di ciò che domandavo, sul fatto che c’è tanta gente giovane, tanti bambini... Ma anche in Slovacchia: io sono rimasto stupito, tanti bambini e tante coppie giovani e questa è una promessa. Adesso la sfida è cercare posti di lavoro, perché altrimenti andranno fuori a cercarlo. Queste sono state le cose... Ha parlato sempre il presidente, ambedue i ministri aggiungevano qualche dato. L’incontro è durato abbastanza, circa 40 minuti.
Gerard O’Connell (America):
Per prima cosa volevo dirle che siamo tutti contenti per l’intervento chirurgico, che ha prodotto un risultato splendido, lei è ringiovanito!
Mi hanno detto che qualcuno voleva farsi l’intervento... Ma non è stata una cosa estetica...
Lei spesso ha detto che siamo tutti peccatori e che l’Eucaristia non è premio per i perfetti, ma una medicina e un alimento per i deboli. Come lei sa, negli Usa dopo le ultime elezioni c’è stata tra i vescovi una discussione sul dare la comunione ai politici che hanno sostenuto le leggi sull’aborto e ci sono vescovi che vogliono negare la comunione al presidente e alle altre cariche. Altri vescovi sono favorevoli, altri dicono di non usare l'Eucarestia come arma. Lei cosa pensa e cosa consiglia ai vescovi? E lei come vescovo in tutti questi anni ha pubblicamente rifiutato l’Eucaristia a qualcuno?
Non ho mai rifiutato l’Eucaristia a nessuno, non so se è venuto qualcuno in queste condizioni! Questo da prete. Mai sono stato cosciente di avere davanti a me una persona come quella che lei mi descrive, quello è vero. L’unica volta che ho avuto una cosa simpatica è stato quando sono andato a servire Messa in una casa di riposo. Ero nel salotto e ho detto: 'Chi vuole la comunione?'. Tutti i vecchietti hanno alzato la mano. Una vecchietta ha alzato la mano, ha preso la comunione e ha detto: “Grazie, sono ebrea”. E io: “Anche quello che ti ho dato è ebreo!”. Ma la signora si comunicò prima e dopo me l’ha detto... La comunione non è premio per i perfetti – pensiamo al giansenismo, pensiamo a Port Royal (des Champs), al problema di Angélique Arnaud, i perfetti possono comunicarsi – la comunione è un dono, un regalo, è la presenza di Gesù nella Chiesa e nella comunità. Poi, coloro che non stanno nella comunità non possono fare la comunione, come questa signora ebrea, ma il Signore ha voluto premiarla a mia insaputa. Fuori dalla comunità – scomunicati – perché non sono battezzati o si sono allontanati. È un termine duro, ma questo vuol dire che non stanno nella comunità, o perché non appartengono, non sono battezzati o perché si sono allontanati per alcune cose.
Secondo problema, quello dell’aborto: è più di un problema, è un omicidio, chi fa un aborto uccide, senza mezze parole. Prendete voi un qualsiasi libro di embriologia per studenti di medicina. La terza settimana dal concepimento, tutti gli organi stanno già lì, tutti, anche il Dna... È una vita umana! Questa vita umana va rispettata, questo principio è così chiaro! A chi non può capire, farei questa domanda: è giusto uccidere una vita umana per risolvere un problema? È giusto assumere un sicario per uccidere una vita umana? Scientificamente è una vita umana. È giusto farla fuori per risolvere un problema? È per questo la Chiesa è così dura su questo argomento, perché se accettasse questo è come se accettasse l’omicidio quotidiano. Mi diceva un capo di Stato che il calo demografico è cominciato perché in quegli anni c’è stata una legge sull’aborto così forte che hanno fatto sei milioni di aborti e questo ha lasciato un calo di nascite nella società di quel Paese.
Adesso passiamo alla persona che non è nella comunità, non può fare la comunione. Questa non è una pena, no, tu stai fuori. La comunione è un unirsi alla comunità. Ma il problema non è teologico, è pastorale, come noi vescovi gestiamo pastoralmente questo principio e, se noi guardiamo la storia della Chiesa, vedremo che ogni volta che i vescovi hanno gestito non come pastori un problema si sono schierati sul versante politico. Pensiamo alla notte di San Bartolomeo: eretici, sì, ma l'eresia è gravissima... sgozziamoli tutti... Pensiamo a Giovanna d'Arco, alla caccia alle streghe... A Campo di Fiori, a Savonarola. Quando la Chiesa per difendere un principio lo fa non pastoralmente, si schiera sul piano politico. Questo è sempre stato così, basta guardare la storia. Cosa deve fare il pastore? Essere pastore, non andare condannando. Ma anche il pastore degli scomunicati? Sì, è pastore e deve essere pastore con lui, essere pastore con lo stile di Dio. E lo stile di Dio è vicinanza, compassione e tenerezza. Tutta la Bibbia lo dice. Vicinanza già nel Deuteronomio in cui dice a Israele: “Dimmi quali popoli hanno gli dei così vicini come tu hai me?”. Vicinanza, compassione. Il Signore che ha compassione di noi. Leggiamo Ezechiele, leggiamo Osea. Basta guardare il Vangelo e le cose di Gesù. Un pastore che non sa gestire con lo stile di Dio, scivola e si mette in tante cose che non sono da pastore. Non vorrei particolarizzare, perché lei ha parlato degli Stati Uniti e non conosco bene bene i dettagli, do il principio. Lei mi può dire: se lei è vicino, è tenero, è compassionevole con una persona, le darebbe la comunione? È un’ipotesi, il pastore sa che fare, in ogni momento. Ma se esce dalla pastoralità della Chiesa immediatamente diventa un politico. Questo lo vedete in tutte le condanne non pastorali della Chiesa... Questo lo vedrete in tutte le denunce, in tutte le condanne non pastorali che fa la Chiesa. Con questo principio credo che un pastore può muoversi bene. I principi sono della teologia. La pastorale è la teologia e lo Spirito Santo che ti conduce a farlo con lo stile di Dio. Io oserei dire fino a qua. Se lei mi dice: ma si può dare o non si può dare? E’ casistica, quello che lo dicano i teologi. Si ricorda lei la tempesta che si è armata con Amoris laetitia, quando è uscito quel capitolo di accompagnamento agli sposi separati, divorziati… Eresia, eresia! Grazie a Dio c’era il cardinale Schönborn, che è un grande teologo e ha chiarito le cose. Ma sempre questa condanna, condanna… Già basta con la scomunica, per favore non mettiamo più scomunica…. Povera gente, sono figli di Dio, (...) ma sono figli di Dio e vogliono e hanno bisogno della nostra vicinanza pastorale. Poi il pastore risolve le cose come lo Spirito indica.
Stefano Maria Paci (Sky Tg 24):
Credo che questo messaggio che sto per darle lo considererà come un regalo. Mi ha chiesto di darglielo Edith Bruck, la scrittrice ebrea che lei ha visitato a casa, un lungo messaggio firmato “sua sorella Edith”, in cui la ringrazia per i gesti e gli appelli contro l’antisemitismo di questo viaggio...
L’antisemitismo sta risorgendo, è alla moda, è un cosa brutta brutta brutta...
La domanda è sulla famiglia: lei ne ha parlato con le autorità ungheresi e da Strasburgo proprio ieri è arrivata la notizia di una una risoluzione del Parlamento europeo che invita a riconoscere i matrimoni omosessuali e relativi rapporti di genitorialità. Qual è il suo pensiero a proposito?
Ho parlato chiaro su questo. Il matrimonio è un sacramento, la Chiesa non ha potere di cambiare i sacramenti così come il Signore li ha istituiti. Ci sono leggi che cercano di aiutare le situazioni di tanta gente che ha un orientamento sessuale diverso. È questo è importante che si aiuti la gente, ma senza imporre cose che, per loro natura, nella Chiesa non vanno. Ma se una coppia omosessuale vuole vivere insieme, gli Stati hanno possibilità civilmente di sostenerla, di dare loro sicurezza di eredità, salute, ecc... I francesi hanno una legge su questo, non solo per gli omosessuali, ma per tutte le persone che vogliono associarsi. Ma il matrimonio è matrimonio. Questo non vuol dire condannarli, sono fratelli e sorelle nostri, dobbiamo accompagnarli. persone che sono così, no, per favore, sono fratelli e sorelle nostre. Dobbiamo accompagnarli, ma il matrimonio come sacramento è chiaro, è chiaro. Che ci siano leggi civili... Tre vedove, per esempio, che vogliano associarsi grazie a una legge per avere il servizio sanitario, per avere poi la loro eredità... C’è il Pacs francese, ma niente a che vedere con le coppie omosessuali. Che le coppie omosessuali possono usarla, possono usarla, ma il matrimonio come sacramento è tra uomo e donna e delle volte, come dicevo, si crea confusione. Sì, dobbiamo, tutti uguali, rispettare tutti - il Signore è buono e salverà tutti (...), il Signore vuole la salvezza di tutti - ma per favore non fare che la Chiesa rinneghi la sua verità. Tanti, tante persone di orientamento omosessuale si accostano al sacramento della penitenza e si accostano per chiedere consiglio ai sacerdoti e la Chiesa li aiuta ad andare avanti nella propria vita, ma il sacramento del matrimonio è un’altra cosa.
Poi il Papa ha aggiunto:
Volete una cosa bella su una persona tra voi, questo lo lascio come un fioretto prima di andarmene. Si è detto di una giornalista che è a disposizione 24 ore per il lavoro, che sempre lascia passare gli altri prima e lei dietro, che sempre dà la parola agli altri e lei zitta. Bello di un giornalista che dicano questo e questo lo dice Manuel Beltran sulla nostra Eva Fernandez. Grazie!
(trascrizione di lavoro)
giovedì 1 aprile 2021
Gli scout di Foligno e le piccole storie della Via Crucis del Papa
mercoledì 3 dicembre 2014
Quando neppure i gggiovani del PD riescono a capire le "promesse" di Matteo Renzi ...
sabato 3 maggio 2014
Anni '70: i soldatini Atlantic
lunedì 3 giugno 2013
Suggerimento TV: L'insostenibile leggerezza del prezzo
L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PREZZO
martedì 28 maggio 2013
In viaggio (trasferimento) con i figli
domenica 2 dicembre 2012
Sempre peggio!
Cosa è stato deciso dal Consiglio di Istituto dell'Istituto Comprensivo Statale di via Giovanni XXIII (vedi post precedente) che giudico così negativamente?
L'uso del diario sarà OBBLIGATORIO, almeno per le parti "ufficiali".
Articolo modificato il 6 Dicembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
Oggi in Tv Il 55^ Zecchino d’Oro
lunedì 29 ottobre 2012
Alex Zanardi
tratto da: http://it.eurosport.yahoo.com/notizie/londra-2012-paralimpiadi-lultima-grande-impresa-alex-zanardi-110124148.html
Londra 2012 Paralimpiadi - L'ultima grande impresa di Alex Zanardi
Il bi-campione olimpico di handbike ha trascinato al traguardo della Venice Marathon un compagno di gara tetraplegico: qualcosa di semplicemente straordinario anche per le condizioni meteo ai limiti dell'impossibile
Scritto da Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83) | Eurosport – 10 ore faManteniamo un limite giuridico al suicidio assistito: bisogna proteggere i malati
Ascoltare la voce di chi soffre patologie gravi rimette al centro la prospettiva umana, rimossa da un approccio procedurale. E fa capire che...
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Delibera n° 81 Approvata nella seduta del: 30/01/2009 Deliberante: Determinazioni dei Coordinatori OGGETTO: IMPEGNO DI SPESA PER LIQUIDAZION...
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