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domenica 29 giugno 2025

Mine antiuomo, cos'è la Convenzione di Ottawa e cosa significa l'uscita dell'Ucraina



L'Ucraina ha annunciato la sua uscita dal trattato sulla messa al bando delle mine antipersona, anche detto Convenzione di Ottawa, che vieta l'uso, la detenzione, la produzione e il trasferimento di tali ordigni e impone la distruzione degli stock esistenti nonché l'assistenza alle vittime del loro uso. Kiev rottama Ottawa sulla scia di altri Paesi che hanno preso simili decisioni come la Polonia e i Paesi baltici, tra cui Lituania, Estonia e Finlandia.

La storia della Convenzione di Ottawa

La Farnesina ricorda che la convenzione conclusa nel 1997 ed entrata in vigore nel 1999, è stata ratificata inizialmente da 164 Stati, inclusa l'Italia. Tra i membri della Convenzione, però, non figurano sei Paesi significativi: Cina, Federazione Russa, India, Pakistan, Repubblica di Corea e Stati Uniti. L'universalizzazione della partecipazione al Trattato resta, quindi, uno degli obiettivi principali nel quadro della sua attuazione efficace. Attualmente, gravi preoccupazioni sono suscitate dal diffuso ricorso a questi tipi di armi da parte di attori non statuali, che sono anche in grado di produrle in proprio o di ricorrere a ordigni di circostanza noti come ordigni esplosivi improvvisati (Improvised Explosive Devices - Ieds).

Altre aree di lavoro attuali riguardano la distruzione degli stock, la bonifica delle aree minate (e relative richieste di proroga ai termini finali per il raggiungimento di tali obiettivi), le misure di trasparenza e, soprattutto, l'assistenza alle vittime. Distruzione degli stock: la Convenzione impegna gli Stati parte alla distruzione di tutte le mine antipersona in loro possesso o sotto il loro controllo, «al più presto» ma in ogni caso non oltre i quattro anni dall'entrata in vigore del Trattato per lo Stato interessato. L'unica eccezione alle disposizioni sulla distruzione riguarda mine che possono essere tenute ai fini di addestramento relativo a tecniche di rilevamento, bonifica o eliminazione e in numeri comunque minimi necessari a tali fini. A oggi, 157 Stati membri hanno eliminato l'interezza dei loro depositi, che cumulativamente contano oltre 47 milioni di ordigni.

In cosa consiste

Il Trattato impone ai suoi membri l'identificazione delle aree contaminate, la loro segnalazione e delimitazione che garantisca la protezione dei civili finché il processo di bonifica non sia terminato. La bonifica totale deve intervenire entro 10 anni dall'entrata in vigore della Convenzione per lo Stato interessato, salvo richiesta di proroga che, comunque, non può superare un ulteriore periodo di 10 anni. Le disposizioni sull'assistenza alle vittime sono di centrale importanza nella Convenzione di Ottawa e, al tempo della sua negoziazione, rappresentarono una novità nel panorama degli strumenti di disarmo e controllo degli armamenti.

domenica 29 dicembre 2024

Trump nomina l'antipapa. Burch nuovo ambasciatore presso la Santa Sede

Brian Burch, presidente di Catholic Vote, è stato molto critico con Francesco ed è considerato vicino all'area dello scomunicato Viganò. Steven Millies: "Ci aspetta un momento difficile per le relazioni Usa-Vaticano"

Sgue:

Chi è Tilman Fertitta, il miliardario texano patron degli Houston Rockets nominato da Trump ambasciatore in Italia

Guida un impero di 600 ristoranti, alberghi e casinò in tutti gli Stati Uniti. Con una fortuna di 8,4 miliardi di dollari, secondo le stime di Forbes, non ha mai avuto un incarico politico, ma da tempo è un donatore dei repubblicani

giovedì 2 maggio 2024

Tra i due litiganti

https://zafferano.news/rubrica/notizie-dagli-usa/z247-tra-i-due-litiganti?uid=5181&aid=2262&ch=newsletter&data=bdfea815561db296e27ffcf5d15f6544

Mentre Biden fatica a raccogliere consensi ma si riempie le casse di finanziamenti, Trump è in difficoltà con la giustizia e col mantenere l’immagine di vincente che tanto ha funzionato in passato. I due vecchi si insultano a piè sospinto, litigano su tutto, mentre Robert F. Kennedy Jnr. (RFK) continua a far breccia nell’elettorato. Indipendente rispetto ai due partiti, riceve attacchi e specialmente censura da entrambe i litiganti, ma visto che quelli si accapigliano tra loro, lui ne esce bene.

mercoledì 27 dicembre 2023

Arrestato un altro vescovo in Nicaragua per aver «pregato»


Durante una messa, monsignor Isidro del Carmen Mora Ortega si era detto «unito in preghiera con Alvarez», vescovo condannato l'anno scorso a 26 anni di carcere dalla dittatura di Ortega

domenica 24 settembre 2023

Demografia. Così la bomba della denatalità sta sconvolgendo l'economia



Matteo Rizzolli giovedì 21 settembre 2023

L’effetto dei cambiamenti demografici sulla qualità della vita
Così la bomba della denatalità sta sconvolgendo l'economia
Agenzia Romano Siciliani

    
La questione della natalità è – almeno a parole – al centro dell’agenda di governo. Ma quando l’avere figli è diventato un fatto pubblico? È solo una questione di grandeur demografica oppure da quanti bambini nascono ogni anno dipende anche la qualità della vita di quelli già nati e cresciuti? Insomma, qual è la relazione tra economia e natalità? La scienza economica ha studiato sin dal suo inizio il rapporto tra crescita economica e crescita demografica, cercando di comprendere come questi due aspetti siano correlati e come possano influenzarsi reciprocamente.

Thomas Malthus – professore di economia politica già alla fine del ’700 – è passato alla storia per la sua teoria di come le risorse agricole disponibili, che tendono a crescere linearmente nel tempo grazie al progresso tecnologico, non possano soddisfare le esigenze della crescita della popolazione che invece ha un andamento esponenziale, implicando quindi il sovvenire di periodiche carestie. La teoria malthusiana metteva in guardia sul pericolo di una crescita demografica incontrollata e suggeriva il controllo delle nascite come una soluzione per evitare il sovraffollamento e la povertà. Nel 1968, Paul R. Ehrlich, uno dei leader del Club di Roma, nel suo libro The Population Bomb riprese la teoria Malthusiana, mettendo l’accento sulla questione ecologica e sulla limitatezza delle risorse del pianeta e concludendo sulla necessità di adottare politiche di controllo delle nascite per prevenire una catastrofe ambientale e sociale. Queste teorie ebbero un’influenza enorme per l’affermazione di politiche di controllo delle nascite come avvenne in Cina con l’adozione della politica del figlio unico del 1979.

Ma non sono le uniche teorie economiche sul rapporto tra crescita demografica ed economia: ne citiamo almeno altre due che hanno predizioni opposte. Nel suo famoso modello di crescita economica, Robert Solow (1956) mostrava che se la popolazione cresce troppo rapidamente l’economia non fa un uso efficiente del capitale fisico (macchinari, attrezzature), diventa troppo dipendente dal fattore lavoro ( labor intensive) e la sua crescita economica ne risente negativamente. Ancora una volta, la crescita demografica come potenziale fattore negativo per la crescita economica. Al contrario, Gary Becker (1999) sviluppò la teoria neoclassica dell’investimento in capitale umano, sottolineando come nelle economie urbane ad alto reddito la crescita della popolazione acceleri la crescita per effetto dei rendimenti crescenti di una maggiore specializzazione e per le economie di scala e scopo che si ottengono quando molte menti sono messe a lavorare in prossimità tra loro.

Rispetto ai problemi della crescita demografica oggi la prospettiva e le priorità sono del tutto ribaltate; il dibattito si concentra sulla denatalità e sulla decrescita demografica. Molti paesi sviluppati affrontano da tempo una diminuzione della natalità e un’inversione della piramide demografica, con una popolazione sempre più anziana, e alcuni di questi paesi sono già in una fase di declino demografico. Gli economisti si sono fatti trovare impreparati a queste nuove sfide perché appare del tutto evidente che non basta semplicemente invertire il segno di qualche variabile nei modelli sviluppati in precedenza. I problemi posti dalla decrescita demografica sono nuovi e differenti rispetto a quelli posti dalla crescita. Anche l’“Economist” se n’è accorto, occupandosi ripetutamente del tema nell’ultimo anno (si veda la copertina del numero del 1 Giugno). In attesa di una vera e propria teoria, è possibile già elencare alcune aree dove l’impatto della denatalità è già osservabile empiricamente.

Consideriamo per primo l’impatto della denatalità sulle imprese e sulle attività produttive. La riduzione della popolazione comporta una diminuzione della domanda interna con conseguente perdita degli effetti delle economie di scala, della profittabilità e quindi dell’ammontare degli investimenti delle aziende che si dedicano prevalentemente al mercato domestico. Questi effetti negativi possono essere contrastati da un maggior orientamento all’export delle imprese anche se nel medio lungo periodo anche la domanda estera è destinata a soffrire degli stessi problemi. La lente della denatalità ci offre una nuova lettura dei problemi dell’economia italiana degli ultimi 30 anni: della stagnazione della domanda interna che ha imposto un faticoso riorientamento all’export della manifattura italiana si è spesso incolpato l’euro e l’eccessiva tassazione, ignorando nel dibattito il ruolo della natalità.

Dal lato dell’offerta di lavoro, meno persone e più anziane significano certamente più alti costi del lavoro e minor tasso di innovazione delle imprese. Anche in questo caso la lente della denatalità getta una nuova luce sulle discussioni degli ultimi due anni circa la difficoltà nel reperire il personale necessario per tanti lavori precedentemente svolti da giovani (personale del turismo, stagionali) e per i quali si è tirato in ballo il Covid e la great resignation e il reddito di cittadinanza. Il declino del tasso di innovazione delle imprese italiane è invece un fenomeno più risalente ma altrettanto evidente che vede le imprese italiane concentrate anche con successo in settori industriali più tradizionali (alimentare, automobilistico con motore a scoppio etc.) e assenti nei settori legati al digitale, all’intelligenza artificiale, alle biotecnologie e cosi via. La denatalità e l’aumento del numero di persone anziane possono influenzare anche la ricchezza delle famiglie. Secondo dati del 2021, la ricchezza netta delle famiglie italiane ammontava a 9.743 miliardi di euro, di cui il 54% rappresentato da investimenti immobiliari. Ma gli immobili hanno valore soltanto fino a quando ci sono persone interessate a usarli: con la diminuzione delle nascite, la domanda abitativa è certamente destinata a declinare e di conseguenza il valore degli immobili ed il risparmio delle famiglie. Il fenomeno delle case a un euro – che interessa molti piccoli comuni delle aree interne dove lo spopolamento ha prodotto un eccesso di patrimonio immobiliare che non riesce ad essere allocato a prezzi di mercato ma che si sta rapidamente deteriorando – è solo l’avvisaglia dei tempi che arriveranno e che vedranno il prezzo degli immobili mantenersi stabile solo in pochissime aree privilegiate attorno ai grandi centri.

La denatalità pone infine sfide imponenti alle finanze pubbliche. Da un lato, la spesa pubblica per scuola e famiglia che già oggi comunque rappresenta pochi punti percentuali del totale finirà per ridursi ulteriormente a causa della diminuzione del numero di bambini, ma, dall’altro, i costi legati alle pensioni e alla sanità – che già costituiscono la fetta più corposa del bilancio pubblico – aumenteranno ulteriormente a causa dell’invecchiamento della popolazione. Senza correttivi di sorta questa situazione potrebbe comportare un aumento del rapporto debito/Pil e richiedere il rialzo delle tasse per mantenere lo stesso livello di infrastrutture e servizi pubblici. La denatalità tocca anche il tema delle infrastrutture: infatti il Paese è dotato di infrastrutture (strade, acquedotti, reti fognarie e di illuminazione pubblica e così via) dimensionate per una data popolazione e per le quali sostiene dei costi fissi di manutenzione. La diminuzione della popolazione comporta la necessità di ripartire questi costi fissi su un numero di contribuenti via via inferiore con inevitabile necessità di aumentare le tasse (o di ridimensionare le infrastrutture).

Per chi ancora si domanda perché un governo si debba occupare di natalità valga la considerazione che l’inverno demografico sta già avendo un impatto significativo e avverso sull’economia delle imprese, sulla salute finanze pubbliche e sui risparmi delle famiglie. Affrontare queste sfide richiederà un’analisi approfondita, politiche pubbliche lungimiranti e innovazione economica per garantire una crescita sostenibile e una prosperità a lungo termine.

lunedì 29 maggio 2023

L’Armenia, abbandonata da tutti, offre il Nagorno-Karabakh a Baku

Il premier Pashinyan è pronto a cedere il territorio storicamente armeno in cambio di una pace duratura e garanzie internazionali. È la mossa della disperazione


lunedì 24 ottobre 2022

Sanna Marin come Trump e Orban: costruisce un muro anti-migranti

https://www.tempi.it/sanna-marin-come-trump-e-orban-costruisce-un-muro-anti-migranti/

Per impedire l'ingresso di profughi dalla Russia, la premier della Finlandia, solitamente osannata dai media, si comporta come gli odiatissimi presidenti di Usa e Ungheria. Stavolta però nessuna critica dall'Ue

sabato 22 ottobre 2022

Cronache L'abortismo e le censure del gender (che non esiste). - Le parole della settimana 22 Ottobre 2022 - 08:33 Il Giornale .it

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/labortismo-dei-non-abortiti-e-censure-gender-che-non-esiste-2077460.html

La legge del Marte russo, arriva il governo, fra grida dannate, l'abortismo dei non abortiti, la difesa della teoria gender di chi dice che non esiste, i giocatori di football in minigonna, senza Franco Gatti siamo tutti più poveri


Proviamo a dare un po' di sapore ai numeri che decretano il successo delle notizie su Google. Di seguito alcune delle notizie più cliccate della settimana rivisitate e corrette.

La legge del Marte russo

Putin introduce nelle regioni annesse la legge marziale, cioè la “legge di Marte”, dio latino della guerra. Ma il dio russo non sembra diverso: violenza, deportazioni, militarizzazione. Bisogna guardare avanti e sperare che nel Pantheon di questo mondo scosso dai terremoti del potere prima o poi prevalgano altri dei. E potremo forse un giorno tornare a vivere sotto la legge di Apollo, di Giove e magari anche di Dioniso.

Arriva il governo, fra grida dannate

Alla fine ce l'hanno fatta. Giura il governo Meloni, il primo nella storia repubblicana ad essere guidato da una donna. Nel frattempo in Italia è entrata in vigore la legge del talk show: chi grida più forte viene ascoltato. Gli oppositori, stracciandosi le vesti, lanciano al cielo ogni tipo di grido. Prosperano le fake news, come quelle contro il presidente della Camera Fontana. La verità, qualunque essa sia, è più silenziosa e prima o poi arriva alla meta. Buon lavoro.

L'abortismo dei non abortiti

In questo contesto emergono anche gli attacchi sconsiderati ed esagerati a Maurizio Gasparri, reo di aver presentato, come in ogni legislatura a cui ha partecipato, un disegno di legge per attribuire al concepito capacità giuridica, per onorare un impegno preso con Carlo Casini. Tra grida scomposte Saviano lo ha insultato definendolo “il peggio del peggio”. Quando si accende la discussione su questo tema tabù risuona sempre la frase di Ronald Reagan: “Ho notato che tutti quelli che sono a favore dell'aborto sono già nati”.

La difesa della teoria gender di chi dice che non esiste

Continua la battaglia dei manifesti anti gender. L'associazione Pro Vita affigge in varie città un manifesto con su scritto “basta confondere l'identità sessuale dei bambini”, con un bambino maschio triste mentre provano a mettergli un fiocco, e in varie città dove governa la sinistra chiedono che vengano censurati. A Bologna il sindaco è intervenuto, ma mettendo addirittura in dubbio l'esistenza della teoria gender. Contrordine, compagni: dobbiamo tutti uniformarci a una teoria, che però non esiste. Cortocircuito.

I giocatori di football in minigonna

A proposito di cose che non esistono, Troy Aikman, leggenda del football americano e oggi telecronista, è finito qualche giorno fa in una bufera per aver detto “take the dresses off” (toglietevi i vestiti femminili) durante una telecronaca, per invitare i giocatori a essere più decisi. In America non si parlava d'altro: “sessista, misogino” gli hanno gridato, come se ci dovessero essere pari opportunità per le donne anche su un campo da football. Ne hanno chiesto la “cancellazione”. Ma la teoria gender, direbbe qualcuno, non esiste. Come neanche la cancel culture.

Senza Franco Gatti siamo tutti più poveri

Se né andato Franco Gatti, il baffo dei “Ricchi e poveri”. Insieme ai suoi compagni di cammino ha incarnato tra gli anni “70 e “80 lo spirito italiano più bello, quello che con vibrazioni positive canta l'amore, la spensieratezza, la felicità. È compito nostro ridare vita a quello spirito. Ciao, Franco, ora siamo tutti più poveri.

sabato 27 agosto 2022

Stati Uniti. Trump va affrontato nelle urne, non in tribunale

https://www.tempi.it/stati-uniti-trump-va-affrontato-nelle-urne-non-in-tribunale/

Non era mai successo prima che l'Fbi perquisisse la casa di un ex presidente Usa. L'obiettivo è impedire al tycoon di ricandidarsi nel 2024. Ma la guida del paese la devono decidere i cittadini, non i giudici

...

È da quando ha trionfato su Hillary Clinton che i progressisti cercano di far fuori Trump per via giudiziaria. Hanno tentato la strada dell’impeachment in ogni modo conosciuto e ancora non si sono arresi. Dopo averlo accusato di essere malato di mente, di aver vinto le elezioni grazie ai fantomatici hacker russi, di aver tentato di manipolare illegalmente il risultato elettorale e di aver incitato il popolo americano alla rivolta – accuse in parte palesemente false, in parte tanto esagerate quanto indimostrabili – ora vogliono escluderlo dalla competizione elettorale per una legge che quasi certamente è inservibile.

Non sono i giudici a dover stabilire chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti, ma gli americani. I democratici dovrebbero farsene una ragione e, piuttosto, impedire a Joe Biden di ricandidarsi.


venerdì 19 agosto 2022

Stati Uniti. Trump: "negli Usa c'è una rabbia tremenda"

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/trump-negli-usa-rabbia-tremenda

 mercoledì 17 agosto 2022
L'ex presidente Usa, indagato per spionaggio, lancia messaggi sibillini. Ma "perde" anche Giuliani

lunedì 11 luglio 2022

«Il mondo non può dipendere dalla Cina per i pannelli solari»

L'Agenzia internazionale per l'energia lancia l'allarme in un nuovo rapporto: il monopolio di Pechino del fotovoltaico pone «problemi geopolitici e di sicurezza». Quando comincerà l'Unione Europea a porsi il problema?

domenica 12 giugno 2022

Pizzaballa: estremisti israeliani mirano ai beni delle Chiese a Gerusalemme

Il Patriarca latino di Gerusalemme commenta con preoccupazione la sentenza della Corte Suprema d’Israele che ha confermato l’acquisizione, da parte di un'organizzazione israeliana radicale, di tre immobili situati a Gerusalemme Est di proprietà della Chiesa greco-ortodossa: da anni – afferma – si assiste ad un tentativo di approfittare della debolezza delle Chiese per appropriarsi dei suoi beni

giovedì 9 giugno 2022

Il suicidio green dell’Unione Europea

Il Parlamento europeo ha approvato lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035 in una giornata convulsa dove è successo di tutto. Tra riforme saltate e altre approvate, l'unica certezza è che la sbornia green ci costerà carissima.

"...Una decisione che, secondo la stessa Commissione europea, porterà alla perdita di 600 mila posti di lavoro nel migliore dei casi (70 mila in Italia). E che rischia di rendere l’Ue dipendente in modo critico dalla Cina.,,,"

domenica 8 maggio 2022

Africa’s first COVID-19 vaccine plant receives no orders since launch



The first COVID-19 vaccine plant in Africa is at risk of closure due to lack of demand. 

South Africa-based Aspen Pharmacare, who operates the plant, struck a licensing deal to package and sell Johnson & Johnson's COVID-19 vaccine at the end of 2021, with plans to distribute the vaccine around Africa under the name Aspenovax.  

However, an Aspen executive confirmed to journalists last week that no orders for Aspenovax have been received, throwing future production into question.  

Aspen senior director Stavros Nicolaou told Reuters: ‘If we don't get any kind of vaccine orders, then clearly there'll be very little rationale for retaining the lines that we're currently using for production’.  

The issue was first highlighted at a press briefing on April 14, where Africa CDC Director John Nkengasong told journalists that countries are not ordering the vaccine. He added that if this situation continues ‘the risk is very, very high that the company [Aspen] may actually stop producing the J&J COVID vaccines’. 

He noted that countries are reluctant to pay for Aspen's vaccine doses because supply issues have eased in 2022 and hundreds of millions of free doses are now widely available.  

The launch of Aspen’s vaccine was originally hailed as a ‘transformative moment’ by the World Health Organization (WHO), who said it would help to address inequality in vaccine access.  

Negotiations between Johnson & Johnson, Aspen and the African Vaccine Acquisition Trust began in November 2021 and a deal for 400 million doses was agreed in March. Speaking when the deal was announced, Strive Masiyiwa, African Union special envoy on COVID-19, said: ‘It gets us one step closer to securing Africa's future vaccine production and ensures that the gross vaccine inequality we witnessed in the early part of the pandemic is not repeated’. 

Although supply has increased significantly this year, Africa has struggled to bring up its vaccination rate- citing issues with cold chain storage, lack of skilled staff and vaccine hesitancy.  

According to Africa’s CDC, just under 16% of the population have received two vaccine doses and 1.33% have received the booster. Just 66% of Africa’s vaccine supply has been used so far.  

Ramp-up in local vaccine production 

Earlier this year, the African Union announced the goal of producing 60% of all vaccines administered in Africa locally by 2040, up from the current 1%. Several plants are being set up to meet this goal.  

In March, Moderna announced that it signed a Memorandum of Understanding with Kenya’s government for its first mRNA manufacturing facility in Africa. It stated that it would produce up to 500 million vaccine doses a year for the continent.  

BioNTech is also setting up modular mRNA manufacturing facilities in Senegal, Rwanda, and South Africa, while production of the Sinovac COVID-19 vaccine is already underway in Egypt.  

After Aspen reported the lack of demand for its vaccine, some public health analysts have raised concerns over the future success of other, similar initiatives. 

Aspen senior director Stavros Nicolaou said: ‘If Aspen doesn't get production, what chance is there for any of the other initiatives?’ 

https://www.cphi-online.com/africa-s-first-covid19-vaccine-plant-receives-no-news117383.html?utm_campaign=HLN00CPO-RL-2022NewsletterWeek18&utm_emailname=HLN00CPO-RL-2022NewsletterWeek18B&utm_medium=email&utm_source=Eloqua&utm_MDMContactID=4d2a708d-317d-46b4-a9dc-b2fe446a12a6&utm_campaigntype=Newsletter&eM=29066ec3cf390798d9350e2b1095f388e493f0e14904a5b9fa2dc64770ef3d2a&eventSeriesCode=ES_CPHLONL&eventEditionCode=HLN00CPO&sessionCode=S_CPHLONNWSLTR&sp_eh=29066ec3cf390798d9350e2b1095f388e493f0e14904a5b9fa2dc64770ef3d2a

venerdì 1 aprile 2022

Servizi segreti russi in Italia, "l'operazione virus" voluta da Putin - mar 22 marzo 2022, 3:23 PM

24 ore di misteri. A marzo 2020, il presidente russo Vladimir Putin organizzò una "spedizione" in Italia, in piena emergenza Covid-19. 72 uomini russi, militari e dei Servizi segreti, raggiunsero Milano e poi Bergamo, zone rosse, per una "missione internazionale di soccorso" contro il terribile virus. Tuttavia, in queste ore, emerge un'altra verità. I militari e gli 007 russi si trovarono nel nostro Paese per altri motivi. Come spiega il Corriere della Sera, per "evidenti anche se segrete e misteriose finalità di intelligence".

https://it.notizie.yahoo.com/servizi-segreti-russi-in-italia-operazione-virus-voluta-da-putin-142340754.html

A Londra l'aborto anche “fino alla nascita”

La contestatissima “clausola 208” approvata dal Parlamento inglese (e ora firmata da re Carlo) lascia immutate le restrizioni per i medici, ...