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venerdì 12 settembre 2025

Giornata alfabetizzazione, pace e uguaglianza passano dall'educazione - 8 Settembre

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-09/giorno-alfabetizzazione-pace-e-uguaglianza-passano-da-educazione.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Oggi, 8 settembre, si celebra la ricorrenza istituita nel 1967 dall’Unesco per sensibilizzare l'opinione pubblica e i leader mondiali sull'importanza di avere società alfabetizzate. Enrico Vicenti, segretario generale Unesco in Italia: “Stiamo parlando di un diritto umano fondamentale e indispensabile per favorire la comunicazione tra i popoli”

martedì 9 settembre 2025

Editoriale. Il ritorno della “maturità”, che è molto più di un esame

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/maturita-molto-piu-di-un-esame

Non sappiamo se basterà reintrodurre quella che viene considerata una «dicitura storica e culturalmente significativa», come afferma il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ma l’adozione anche nel frasario ufficiale della definizione “esame di maturità” al posto di “esame di Stato” potrebbe non essere solo un’operazione di maquillage. In un tempo di parole troppo spesso scialacquate e usate una per l’altra, è indispensabile fare – tutti – un esercizio di ecologia del dizionario tornando a dare un peso a ciò che si dice, e a esigerlo. Dunque, se chi guida la scuola italiana parla convintamente di “maturità” noi lo prendiamo molto sul serio. A partire dall’idea che sia un termine dentro il quale c’è assai più della prova-simbolo che sancisce il passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta, consumato in pochi giorni come un rito collettivo sopraffatto da aspettative, ansia, pressioni e (troppi) amarcord di chi l’esame l’ha passato qualche anno o decennio fa.

segue al link

Riconoscere tutti questo desiderio di “maturità” che ci accomuna rende anche possibile capirci meglio tra scuola e famiglia, e tra generazioni che spesso non sanno vedere dentro il cuore – proprio e degli altri – la medesima sete di vita vera.


lunedì 9 giugno 2025

Senza la sovranità dell’utente non c’è libertà nella scuola

https://www.tempi.it/senza-la-sovranita-dellutente-non-ce-liberta-nella-scuola/?utm_source=convertkit&utm_medium=email&utm_campaign=I+mostri+di+Garlasco.+E+gli+errori+mostruosi+-+17834456


Di Robi Ronza
03 Giugno 2025

I tempi sono maturi per l’attuazione dell’articolo 30 della Costituzione che stabilisce il «dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli». Un modo c'è: il "buono scuola"

«Art. 30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli (…)». A quasi ottant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione una parte decisiva di tale principio costituzionale, quella relativa all’istruzione e quindi alla scuola, continua a restare disapplicata. Lo Stato, invece di intervenire solo nel caso «di incapacità dei genitori» come stabilito nel medesimo articolo, entra a gamba tesa nell’istruzione di regola e in prima battuta.

lunedì 7 aprile 2025

OPINIONI Ferie degli insegnanti. «Solo in Italia abbiamo 3 mesi di vacanze da scuola»


Anche Jovanotti cade nel luogo comune delle ferie degli insegnanti: "Estate vera grande invenzione italiana con 3 mesi di vacanze da scuola"

sabato 14 settembre 2024

Lettera di Peppino Zola a Tempi

Lettera di Peppino Zola a Tempi


Caro direttore, è iniziato l’anno scolastico. Si tratta del 76° anno scolastico dopo l’entrata in vigore della “Costituzione più bella del mondo”, avvenuta il primo gennaio del 1948. C’è un serio problema (prima culturale che politico), però: anche in materia scolastica la grande assente è proprio la Costituzione, la quale, in un articolo (il 30) messo sistematicamente sotto silenzio, proclama che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli». In questi giorni molte voci si alzano per dire come dovrebbe funzionare la scuola, ma nessuna (tranne qualche eroica ed emarginata voce) fa riferimento a ciò che costituisce l’origine del diritto (insieme al dovere) non solo di istruire, ma anche e soprattutto di educare. Titolare di questo diritto/dovere è la famiglia e solo la famiglia: la Costituzione non assegna tale diritto ad alcun altro soggetto.

Non ha questo diritto lo Stato, al contrario di ciò che avviene in ogni totalitarismo, sia di stampo fascista, che di stampo comunista che di qualsiasi altro stampo. Secondo la nostra Costituzione, la Repubblica (e cioè l’insieme delle sue istituzioni comunali, provinciali e regionali), non ha questo diritto, ma ha semplicemente il compito di dettare «le norme generali sull’istruzione» (non sull’educazione) e di «istituire» scuole statali per tutti gli ordini e gradi, a servizio, evidentemente, del diritto dei genitori. So che, probabilmente, molti non sono d’accordo con quanto ho appena scritto, ma, Costituzione alla mano, hanno torto. Molti, anzi moltissimi, hanno torto nel pensare che lo Stato sia titolare del diritto all’educazione.

E tale diritto non l’hanno neppure i sindacati: alcuni di loro, invece, si atteggiano e si comportano come i padroni dell’istruzione e dell’educazione dei giovani italiani. Un pensiero abusivo.

Proprio in questi giorni, abbiamo letto e sentito molte voci che, attaccando i diritti della famiglia, vorrebbero escluderla da ogni rapporto con la scuola. Come sempre, questi insani tentativi anticostituzionali di emarginare la famiglia da uno dei suoi compirti fondamentali (istruire ed educare) prendono spunto da alcuni infelici episodi in cui alcune famiglie (in nettissima minoranza) mettono in atto comportamenti che devono essere assolutamente condannati. Ma la condanna di alcuni episodi patologici non può arrivare fino al punto di oscurare il sacrosanto diritto delle famiglie, proclamato anche da tutte le dichiarazioni dei diritti umani oltre che dalla nostra legge fondamentale. Equi occorre dire, anche con una certa tristezza, che è innanzi tutto la famiglia che deve riprendere coscienza di essere lei la titolare del diritto all’educazione. Purtroppo, molte famiglie sono state rese convinte che, invece, il diritto all’educazione spetti allo Stato, a cui, purtroppo, delegano ogni iniziativa.

È giunto il tempo, allora, che sia la famiglia stessa a ribellarsi di fronte a questo clima anticostituzionale, facendo valere, in modo saggio e discreto, tutti gli strumenti legittimi e costituzionali per riaffermare con orgoglio il diritto al compito che la natura e la Costituzione le assegnano. Forse vale la pena ricordare ciò che scrisse il grande san Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio: “Famiglia, diventa ciò che sei!”. In particolare, è bene ricordare ciò che il Papa scrisse al punto 44: «Il compito sociale delle famiglie è chiamato ad esprimersi anche in forma di “intervento politico”: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le famiglie devono crescere nella coscienza di essere “protagoniste” della cosiddetta “politica familiare” ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza».

Tutte le componenti della famiglia, quindi, nonni compresi, sono tenuti, anche nella vita scolastica, a non far mancare la propria voce (espressa in modo civile e paziente), opponendosi a tutti coloro che, portati dalle correnti dell’attuale pensiero statalista, tendono ad eliminare la famiglia dalla sua presenza nella scuola. Si tratta di una questione fondamentale, che coinvolge le fondamenta stesse della democrazia. Ricordiamo, ancora, che sono i regimi totalitari che si appropriano indebitamente di ciò che spetta solo alla famiglia. Mi pare che il ministro Valditara abbia positivamente le idee chiare in proposito, ma che il clima culturale e burocratico che si respira nel complessivo mondo della scuola non lo aiuti.

Peppino Zola

lunedì 25 marzo 2024

Testimonianza

In qualità  di ex Presidente di Consiglio di Istituto in diverse scuole del Sud Milanese, ed anche di ex componente di altri consigli di Istituto eletto in rappresentanza della componente genitori

ESPRIMO
la mia solidarietà  ai membri del Consiglio di Istituto di Pioltello che sono sottoposti ad un tritacarne mediatico da politici spesso totalmente ignari dei compiti del Consiglio di Istituto e del concetto stesso di Autonomia scolastica

In bocca al lupo a tutti

Franco Gatti

«Aggrediti dallo Stato, lasciateci fare scuola». La lettera dei docenti dell’istituto di Pioltello

https://www.editorialedomani.it/fatti/aggrediti-dallo-stato-lasciateci-fare-scuola-la-lettera-dei-docenti-dellistituto-di-pioltello-cpg7pgqz

Con una lettera i 200 insegnanti rivendicano la scelta di chiudere l’istituto il 10 aprile, giorno in cui si conclude il Ramadan. «Riteniamo che fare lezione con metà degli alunni in classe non sia fare lezione e che sia necessario sospendere le attività didattiche nel giorno in cui quasi metà della scuola è assente»

Oltre la scuola di Pioltello e il Ramadan: è l’Italia a essere cambiata

https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/la-scuola-di-pioltello-e-il-ramadan-e-litalia-che-e-cambiata-vzbtob7s

Grazie al caso di Pioltello abbiamo scoperto l’autonomia scolastica e ci siamo accorti che la scuola non è scollegata dalla società. Adesso proviamo a rovesciare il punto di vista, immaginando una realtà dove l’immigrazione non è un’emergenza, non è un’eccezione, non è un fenomeno congiunturale ma costituisce al contrario una presenza strutturale, normale, frutto di un radicamento lungo decenni

mercoledì 20 settembre 2023

Svezia, tablet a scuola e politica

La Svezia dice addio alla tecnologia? No, rivede semplicemente alcune decisioni sulle risorse da utilizzare negli asili...


... Ma l’informazione che ci interessa di più sottolineare è che questo “ritorno a carta e penna” è per gli studenti delle scuole materne. Non per tutti gli studenti svedesi. Sì perché vedete, in Svezia era un po’ di anni che l’uso delle nuove tecnologie era stato portato anche nelle scuole materne, che da qualche anno avevano adottato i tablet al posto dei libri.

... Il ritorno a modalità di apprendimento più tradizionali è una risposta ai politici e agli esperti che si chiedevano se l’approccio iperdigitalizzato del Paese all’istruzione, inclusa l’introduzione dei tablet negli asili nido, avesse portato a un declino delle competenze di base.

…Il ministro ha annunciato il mese scorso in un comunicato che il governo vuole annullare la decisione dell’Agenzia nazionale per l’istruzione di rendere obbligatori i dispositivi digitali nelle scuole materne. Si prevede di andare oltre e di eliminare completamente l’apprendimento digitale per i bambini sotto i 6 anni, ha detto anche il ministero all’Associated Press.

...  Sia chiaro, il Karolinska Institute ad aprile 2023 aveva espresso il proprio parere (critico) sulla digitalizzazione delle scuole materne. Ed era stato pubblicato un lungo testo, che abbiamo tradotto e che è possibile riassumere in questi punti:
  • Ci sono dubbi sulla capacità della digitalizzazione di aumentare l’interesse degli studenti nel campo tecnologico, di migliorare la distribuzione di genere nelle formazioni tecniche e di migliorare la fornitura di competenze nel mercato del lavoro.
  • La definizione di competenza digitale e come misurarla è vaga.
  • La digitalizzazione può avere effetti negativi sull’apprendimento degli studenti a causa delle distrazioni.
  • Gli studenti che utilizzano laptop durante le lezioni tendono a essere distratti e a ottenere risultati peggiori nei test.
  • L’OCSE ha pubblicato una relazione che mostra un chiaro legame negativo tra l’uso elevato di computer a scuola e i risultati PISA in matematica e lettura.

mercoledì 3 maggio 2023

martedì 2 maggio 2023

Nina e la maturità negata Molti giornali hanno titolato sulla studentessa con sindome di Down a cui è stata negata la maturità: abbiamo cercato di fare chiarezza


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Sì, perché questo è un polverone che è stato sollevato per una sola ragione: la cialtronaggine giornalistica e la fame di sensazionalismo.

La preside, il liceo, il consiglio dei docenti, nessuno ha colpa di nulla. Nina, come è stato ribadito più volte, è stata valutata all’inizio del percorso studi, come da normativa in vigore, ed è stato deciso di farle seguire uno specifico percorso che non prevede l’esame di maturità. Percorso che non può essere cambiato da dirigenti scolastici o docenti. 

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Si tratta della legge 66 del 13 aprile 2017 sull’inclusione scolastica, che prevede sia una commissione a valutare quale piano degli studi vada seguito dalla ragazza, e che se quel piano di studi non prevede l’esame di maturità non è possibile cambiarlo in corso d’opera. Non per cattiveria o discriminazione, ma proprio perché quel piano di studi non prevede determinati insegnamenti che sono invece necessari per accedere all’esame di maturità. Tutte cose che vengono specificate quando vengono fatte queste valutazioni. È possibile cambiare il percorso di studi solo cambiando la valutazione fatta dalla commissione, e questo va fatto in tempo utile per seguire un percorso adeguato per arrivare all’esame finale. Marzo è fuori tempo massimo per tutto questo, e non è la preside a poter cambiare le cose.

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https://www.butac.it/nina-maturita-negata/

lunedì 9 gennaio 2023

La Cei: l’insegnamento della religione cattolica risorsa per una cultura di dialogo e pace

Messaggio della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana a ragazzi e giovani in vista della scelta di avvalersi della materia nell’anno scolastico 2023/24. Un’opzione per partecipare alla costruzione del percorso educativo offerto dalla scuola e un modo, per ogni studente, per sentire più proprio il personale cammino di crescita umana e culturale

lunedì 14 novembre 2022

Il Papa agli insegnanti cattolici: state attenti alle colonizzazioni ideologiche

É importante "avere bravi e saggi educatori negli anni della formazione": la raccomandazione del Papa all'Unione mondiale degli insegnanti cattolici ai quali chiede di coltivare e accrescere continuamente "l'arte di educare". Francesco avverte inoltre che "la colonizzazione ideologica distrugge la personalità umana"

domenica 13 novembre 2022

La lettera di Valditara agli studenti sulla caduta del Muro e i danni del comunismo

Il ministro dell'Istruzione ha scritto a tutte le scuole ricordando «il fallimento dell'utopia rivoluzionaria» socialista. Finalmente una parola diversa nei nostri istituti. «Il 9 novembre festa della nostra liberaldemocrazia»


Care ragazze e cari ragazzi,

la sera del 9 novembre del 1989 decine di migliaia di abitanti di Berlino Est attraversano i valichi del Muro e si riversano nella parte occidentale della città: è l’evento simbolo del collasso del blocco sovietico, della fine della Guerra Fredda e della riunificazione della Germania e dell’Europa. La caduta del Muro, se pure non segna la fine del comunismo – al quale continua a richiamarsi ancora oggi, fra gli altri paesi, la Repubblica Popolare Cinese – ne dimostra tuttavia l’esito drammaticamente fallimentare e ne determina l’espulsione dal Vecchio Continente.

Il comunismo è stato uno dei grandi protagonisti del ventesimo secolo, nei diversi tempi e luoghi ha assunto forme anche profondamente differenti, e minimizzarne o banalizzarne l’immenso impatto storico sarebbe un grave errore intellettuale. Nasce come una grande utopia: il sogno di una rivoluzione radicale che sradichi l’umanità dai suoi limiti storici e la proietti verso un futuro di uguaglianza, libertà, felicità assolute e perfette. Che la proietti, insomma, verso il paradiso in terra. Ma là dove prevale si converte inevitabilmente in un incubo altrettanto grande: la sua realizzazione concreta comporta ovunque annientamento delle libertà individuali, persecuzioni, povertà, morte. Perché infatti l’utopia si realizzi occorre che un potere assoluto sia esercitato senza alcuna pietà, e che tutto – umanità, giustizia, libertà, verità – sia subordinato all’obiettivo rivoluzionario. Prendono così forma regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare. La via verso il paradiso in terra si lastrica di milioni di cadaveri. E si rivela drammaticamente vera l’intuizione che Blaise Pascal aveva avuto due secoli e mezzo prima della Rivoluzione russa: «L’uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol fare l’angelo fa la bestia».

Gli storici hanno molto studiato il comunismo e continueranno a studiarlo, cercando di restituire con sempre maggiore precisione tutta la straordinaria complessità delle sue vicende. Ma da un punto di vista civile e culturale il 9 novembre resterà una ricorrenza di primaria importanza per l’Europa: il momento in cui finisce un tragico equivoco nel cui nome, per decenni, il continente è stato diviso e la sua metà orientale soffocata dal dispotismo. Questa consapevolezza è ancora più attuale oggi, di fronte al risorgere di aggressive nostalgie dell’impero sovietico e alle nuove minacce per la pace in Europa.

Il crollo del Muro di Berlino segna il fallimento definitivo dell’utopia rivoluzionaria. E non può che essere, allora, una festa della nostra liberaldemocrazia. Un ordine politico e sociale imperfetto, pieno com’è di contraddizioni, bisognoso ogni giorno di essere reinventato e ricostruito. E tuttavia, l’unico ordine politico e sociale che possa dare ragionevoli garanzie che umanità, giustizia, libertà, verità non siano mai subordinate ad alcun altro scopo, sia esso nobile o ignobile.


Per tutto questo il Parlamento italiano ha istituito il 9 novembre la “Giornata della libertà”. Su tutto questo io vi invito a riflettere e a discutere.

martedì 1 novembre 2022

Veneto. «Non intitolate la scuola a Tina Anselmi». Sindaco di destra "smentisce" Meloni

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/non-intitolate-la-scuola-a-tina-anselmi-e-il-sindaco-di-destra-smentisce

A Marcon il primo cittadino boccia la scelta del Consiglio d’istituto della prima donna ministro: «Figura ideologica, meglio Piero Angela»

Istruzione. Merito? Ragioniamone al plurale e non diventi il perno della scuola

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/merito-ragioniamone-al-plurale-e-non-diventi-il-perno-della-scuola

Scuola. Continuare a includere i meritevoli per archiviare ogni tipo di meritocrazia

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/continuare-a-includere-i-meritevoli-per-archiviare-ogni-tipo-di-meritocra

La "muratorina" negata per il latino è diventata professoressa degli ultimi

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-muratorina-negata-per-il-latino-e-diventata-professoressa-degli-ultimi

Da Palermo arriva una lettera emozionante contro le logiche meritocratiche ed escludenti. Con un grazie a Bruni e una storia che mi ricorda quella di mia madre e dice ciò che può fare la scuola e che dentro la scuola fanno donne e uomini di valore, che sanno “vedere” tutti i talenti e li aiutano a sbocciare


sabato 29 ottobre 2022

Parolin: la leadership delle donne nasce da un’istruzione inclusiva e di qualità


Il segretario di Stato è intervenuto a Parigi alla conferenza di due giorni organizzata da Caritas Internationalis sul tema della leadership femminile: gli Stati abbiano il coraggio di investire in una formazione paritaria a fronte di diritti ancora troppo spesso violati

A Londra l'aborto anche “fino alla nascita”

La contestatissima “clausola 208” approvata dal Parlamento inglese (e ora firmata da re Carlo) lascia immutate le restrizioni per i medici, ...