mercoledì 19 agosto 2026
Vuoi un figlio? Trova online il tuo sperminator
martedì 18 agosto 2026
L’autoritratto snob di Paolo Mieli
A che punto siamo della barzelletta su Ranucci
Essere Sigfrido Ranucci deve essere una pacchia
Il subdolo inganno del social freezing
Le ragazze dagli ovuli d’oro
lunedì 17 agosto 2026
Il paradiso su misura di Francesco Guccini, che cercava il minuto prima della notte
Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto
domenica 16 agosto 2026
Fratello embrione, dove sei?
venerdì 31 luglio 2026
Suicidio assistito: non una cura, ma la fine del rapporto medico-paziente
Il problema
Prima di essere pubblicata, la seguente lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di diverse Regioni italiane
Siamo un gruppo di medici di varie specializzazioni; scriviamo in riferimento alle dichiarazioni dei medici del Veneto, nelle figure dei presidenti degli Ordini, in materia di fine vita ed in particolare a riguardo della legge sul suicidio assistito in discussione nelle aule Parlamentari. Tali dichiarazioni, che fanno eco a quelle del Presidente dell’Ordine dei Medici di Parma del novembre u.s., ricordano a tutti la natura della professione medica, in un contesto di sostanziale silenzio (o accondiscendenza?) da parte della classe medica stessa. In particolare, condividiamo il principio secondo cui l'attività medica è ontologicamente in opposizione al suicidio: si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo. Pertanto, il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente non accettabile.
segue:
giovedì 30 luglio 2026
Manteniamo un limite giuridico al suicidio assistito: bisogna proteggere i malati
mercoledì 29 luglio 2026
Embrioni (congelati) d'Europa
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La miracolosa amicizia tra la sorella di padre Hamel e la madre del suo assassino
martedì 28 luglio 2026
Per me l’Odissea di Nolan è un’operazione ideologica indigeribile
lunedì 27 luglio 2026
Chiedo all’Europa di difendere la mia libertà di pensarla cristianamente su matrimonio e sessualità
Pubblichiamo di seguito il comunicato diffuso ieri dalla parlamentare finlandese Päivi Räsänen, già ministro dell’Interno del paese scandinavo, in merito al suo annunciato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) contro la sentenza della Corte suprema di Helsinki del marzo scorso che l’ha riconosciuta colpevole di “incitamento all’odio” per aver scritto quel che pensa, da cristiana luterana, su matrimonio e omosessualità. Qui il Te Deum con cui nel dicembre scorso Räsänen ha raccontato ai lettori di Tempi i suoi incredibili sette anni di persecuzione.
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Päivi Räsänen nella “guerra dei mondi” intorno alla libertà
Päivi Räsänen condannata. La sua battaglia non è ancora finita
Te Deum laudamus perché hai usato la mia persecuzione per la Tua gloria
mercoledì 22 luglio 2026
Nella biologia la microstoria della Sindone
martedì 21 luglio 2026
La coppia gay che fa causa alla madre surrogata e l’ipocrisia della Gpa “solidale”
Che la gestazione per altri sia un sistema dove i desideri dei più forti diventano ordini e dove il bambino è ridotto a una merce con tanto di clausole di recesso, lo racconta bene una vicenda recente accaduta in Canada, Paese in cui la gestazione per altri è “solidale” e il Sistema sanitario nazionale copre gran parte delle spese. La storia, poco ripresa sui media italiani, è stata raccontata dal National Post:
«Vogliamo interrompere la gravidanza in conformità con il nostro contratto»
La coppia gay avrebbe chiesto un risarcimento di 600.000 dollari perché, sostanzialmente, la madre surrogata di loro figlio non avrebbe eseguito i loro ordini, rifiutandosi di abortire dopo che sembrava che il feto avesse una malformazione (poi rivelatasi lieve) e scegliendo di partorire in casa.
La donna racconta che il loro rapporto è stato positivo durante i primi mesi di gravidanza, ma poi, alla fine di giugno del 2024, ha comunicato loro i risultati di un’ecografia che indicava la presenza di una labiopalatoschisi nel bambino, forse anche di una palatoschisi e di un piccolo difetto cardiaco. La madre surrogata a quel punto ha ricevuto una lettera dal tono formale e legale dai “genitori intenzionali”.
segue al link
Fine vita, la preoccupazione della Chiesa in Francia
lunedì 20 luglio 2026
Quale gioco sta facendo la maggioranza sulla legge elettorale
Stabilicum: l’illusione ottica di una scelta che non c’è
domenica 19 luglio 2026
L’Arcivescovo in visita a campeggi “storici”
I cambiamenti climatici non ci toglieranno il cibo dal piatto
sabato 18 luglio 2026
Asini imbarazzati
mercoledì 15 luglio 2026
Ti scatterò una foto
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martedì 14 luglio 2026
È ORA DI RICORDARE LE PIU’ IMPORTANTI LEZIONI DEL COVID-19
Questo articolo é uscito su Il Foglio il 18 maggio 2026.
LEZIONE 1: LA PREVENZIONE PERFETTA NON ESISTE E LO SPILLOVER E’ UNA CERTEZZA
LEZIONE 2: IL SISTEMA IMMUNITARIO CHE CI SERVE
LEZIONE 3: COSA CI SERVE
https://cattiviscienziati.com/2026/05/18/e-ora-di-ricordare-le-piu-importanti-lezioni-del-covid-19/
martedì 30 giugno 2026
CHI HA RITRATTATO DUE ARTICOLI DI PLANCK?
lunedì 29 giugno 2026
Suicidio assistito: non una cura, ma la fine del rapporto medico-paziente
Il problema
Prima di essere pubblicata, la seguente lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di diverse Regioni italiane
Siamo un gruppo di medici di varie specializzazioni; scriviamo in riferimento alle dichiarazioni dei medici del Veneto, nelle figure dei presidenti degli Ordini, in materia di fine vita ed in particolare a riguardo della legge sul suicidio assistito in discussione nelle aule Parlamentari. Tali dichiarazioni, che fanno eco a quelle del Presidente dell’Ordine dei Medici di Parma del novembre u.s., ricordano a tutti la natura della professione medica, in un contesto di sostanziale silenzio (o accondiscendenza?) da parte della classe medica stessa. In particolare, condividiamo il principio secondo cui l'attività medica è ontologicamente in opposizione al suicidio: si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo. Pertanto, il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente non accettabile.
Sosteniamo anche l’affermazione secondo cui una legge sul suicidio assistito non è, ad oggi, necessaria in Italia. Qualunque testo di legge, anche il più garantista, introdurrebbe, nei fatti, il suicidio come diritto, secondo l'illusione che la soluzione dei problemi della vita possa essere la fine della vita stessa, aprendo ad un piano inclinato che porta al suicidio persone malate di depressione o solo perché anziane, come già accade in altri paesi dove queste leggi sono approvate da anni e da cui occorre imparare.
Vogliamo, inoltre, sottolineare i seguenti aspetti:
- La possibilità da parte del paziente di rifiutare le cure è già chiaramente garantita dall'attuale ordinamento; ogni persona, infatti, oggi ha il diritto di non acconsentire a terapie che ritiene eccessivamente gravose, pur proposte dal medico in “scienza e coscienza” e secondo criteri di appropriatezza clinica. Questo diritto si deve accompagnare alla certezza di non essere abbandonati, attraverso un adeguato accesso alle cure palliative che hanno lo scopo di prendersi in carico e accompagnare il paziente e la sua famiglia per tutto l’iter di malattia cronica non guaribile, fino alla fine.
- Le successive sentenze della Consulta dal 2019 in poi hanno introdotto una sorta di diritto al suicidio assistito “gratuito”. Infatti, tramite una assai discutibile se non indebita invasione di campo nei confronti del potere legislativo, mediante un'interpretazione di parte dei diritti costituzionali non solo si è arrivati a forzare il Parlamento a legiferare in materia di suicidio assistito, ma anche a deciderne le condizioni di attuazione: esiste forse un diritto a disporre della propria vita obbligando la società a farsi carico di terminarla?
Desideriamo, pertanto, richiamare le radici della professione medica, il cui obiettivo è il perseguire il bene dei pazienti in scienza e coscienza, con lo scopo di guarire quando possibile o di curare ed accompagnare il malato inguaribile rispettando la sua dignità. Come diceva Cicely Saunders, fondatrice degli Hospice e contraria a forme di eutanasia: “Tu sei importante perché sei tu, e sei importante fino all’ultimo momento della vita. Faremo tutto ciò che è in nostro potere non solo per aiutarti a morire in pace, ma anche per farti vivere fino al momento della tua morte”.
Noi andiamo a lavorare tutti i giorni desiderando guardare i nostri malati in questo modo, in tutte le fasi della loro malattia.
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