Giorno e notte, nel piccolo appartamento sistemato nella sezione femminile, le tre religiose condividono la quotidianità delle detenute. Una missione iniziata cento anni fa dall’intuizione di don Luigi Palazzolo
«Siamo nonne, mamme, a volte anche papà». Suor Margherita ride quando spiega, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che vivere nella sezione femminile di un carcere insieme a una quarantina di detenute, per tre suore, significa fare esperienza di cosa significhi davvero la parola “famiglia”. Si vive insieme, si lavora, si prega, ci si ascolta, si ricama e si gioca a pallavolo, ma a volte si alza anche la voce: «E si interviene con fermezza, si deve, per mettere un po’ di ordine, ecco...». Niente che possa togliere alle sorelle – mai – la certezza che l’esperienza di stare “dentro” sia il dono più grande che hanno ricevuto nella vita.
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