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Condannata in patria dopo 7 anni di assurda persecuzione giudiziaria a causa di un libro «basato sugli insegnamenti della Bibbia», l’ex ministro finlandese Päivi Räsänen ufficializza il suo ricorso alla Cedu. E qui offre la sua versione.
Pubblichiamo di seguito il comunicato diffuso ieri dalla parlamentare finlandese Päivi Räsänen, già ministro dell’Interno del paese scandinavo, in merito al suo annunciato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) contro la sentenza della Corte suprema di Helsinki del marzo scorso che l’ha riconosciuta colpevole di “incitamento all’odio” per aver scritto quel che pensa, da cristiana luterana, su matrimonio e omosessualità. Qui il Te Deum con cui nel dicembre scorso Räsänen ha raccontato ai lettori di Tempi i suoi incredibili sette anni di persecuzione.
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Il ricorso dell’ex ministro finlandese alla Cedu contro la censura delle sue idee su matrimonio e omosessualità offre la chance per dimostrare che Vance si sbagliava a proposito dell’Europa. O no?
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Dopo sette anni, la politica finlandese è stata condannata per aver scritto un pamphlet intitolato “Maschio e femmina lì creò”. L’accusa? «Incitamento all’odio»
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Non è piacevole essere processati per avere condiviso sui social pochi versetti della Bibbia. Ma in questi sei anni di interrogatori e udienze sono stata benedetta con migliaia di nuovi amici e occasioni impensabili per testimoniare Lui
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