Si parla di diritti, ma quando in campo c’è l’aborto ne viene solitamente silenziato uno, decisivo: quello di esprimere il proprio pensiero, e di poter agire di conseguenza. È accaduto nei giorni scorsi al Parlamento europeo con
le vibrate contestazioni per una mostra allestita dall’associazione italiana
Pro Vita e Famiglia per illustrare lo sviluppo della vita umana durante la gravidanza, peraltro utilizzando anche
un video ("Baby Olivia") già fatto conoscere
dal Movimento per la Vita due anni fa. Pochi giorni dopo, le polemiche toccano ora alla Stanza dell’Ascolto riaperta all’Ospedale Sant’Anna di Torino per aiutare le donne che in vista di una possibile maternità chiedono – appunto – un ascolto. Una storia esemplare.
Far vedere l’inizio della vita umana, fin dalla fecondazione, e il suo sviluppo nel grembo materno fino al momento del parto, affinché «chi deve legiferare possa prima guardare e toccare con mano cosa dimostra la scienza». È l’obiettivo dell’esposizione “Just EUman - Come nasce un cittadino europeo”, inaugurata oggi al Parlamento europeo di Strasburgo, nello Spazio Emilio Colombo dell’edificio Weiss, promossa dall’eurodeputato Paolo Inselvini (ECR) e curata da Pro Vita & Famiglia. Ad assistere all’evento, tra gli altri, gli eurodeputati Carlo Fidanza, Nicola Procaccini, Mariateresa Vivaldini, Sergio Berlato, Stefano Cavedagna, Marion Maréchal Le Pen, Margarita de la Pisa Carrión, Elisabeth Dieringer-Granza, Fernand Kartheiser, Claudiu-Richard Tarziu, Şerban Dimitrie Sturdza, Laurence Trochu.
L’iniziativa si compone di quattordici pannelli alti due metri e la proiezione in loop del video “Baby Oliver”, visibile già da ieri e lo sarà fino a giovedì 17 settembre. «È una giornata storica, perché stiamo facendo ciò che non è mai stato fatto in questa sede: rendere visibile l’origine della vita e metterla davanti agli occhi di chi, in questi luoghi, decide sul futuro di milioni di nascituri e lo facciamo alla vigilia del discorso sullo stato dell’Unione che Ursula von der Leyen terrà domani, proprio qui», ha dichiarato Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, che ha lanciato un appello e una provocazione: «Sentiamo sempre parlare di “scelta”, “cura”, “diritti riproduttivi”, “autodeterminazione” e di “My Voice My Choice”. Tutte parole per nascondere il volto del nascituro, per negare l’umanità del concepito, per insabbiare la realtà di una pratica che in tutta Europa provoca milioni di esseri umani eliminati. Volete difendere l’aborto? – ha dichiarato Ruiu – Fatelo pure ma per quello che davvero è, per quello che questi pannelli oggi non dimostrano: non la soppressione di un grumo di cellule, ma di una vita umana». Ruiu ha inoltre ricordato che il Parlamento europeo «nei mesi scorsi si è reso protagonista di decisioni gravissime, inserendo un fantomatico “diritto” all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione e stabilendo che il Fondo sociale europeo Plus possa finanziare l’accesso all’aborto negli Stati membri. Da oggi in poi nessuno in Europa potrà votare sull’aborto fingendo che non riguardi l’eliminazione di un essere umano».
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