martedì 7 febbraio 2012

Motivazioni per scrivere e pubblicare

Why Every Entrepreneur Should Self-Publish a Book

James Altucher

I’ve published eight books in the past seven years, five with traditional publishers (Wiley, Penguin, HarperCollins), one comic book, and the last two I’ve self-published. In this post I give the specific details of all of my sales numbers and advances with the traditional publishers. Although the jury is still out on my self-published books, “How to be the Luckiest Man Alive” and ”I Was Blind But Now I See” I can tell you these two have already sold more than my five books with traditional publishers, combined.

If you, the entrepreneur, self-publish a book you will stand out, you will make more money, you will kick your competitors right in the XX, and you will look amazingly cool at cocktail parties. I know this because I am seldom cool but at cocktail parties, with my very own comic book, I can basically have sex with anyone in the room. But don’t believe me, it costs you nothing and almost no time to try it yourself.

The rest of this article is really three discussions: Why self-publish rather than use a traditional publisher, why entrepreneurs should self-publish, and finally, HOW does one go about self-publishing.

lunedì 6 febbraio 2012

Una operazione di successo

Il Morris si è trasferito ad un nuovo indirizzo: http://www.euripi.de/  ed ha ripreso ad aggiornare con puntualità il suo blog.
Tra gli articoli recenti segnalo un commento che conferma ancora una volta come la presenza della Guardia di Finanza sia un eccellente aiuto alle vendite.  Il Morris cita un articolo dell'Ansa che mostra come:

MILANO - Con i funzionari dell' Agenzia delle entrate accanto alla cassa, nei locali della 'Movida' milanese, nella notte tra sabato e domenica, gli incassi sono lievitati di oltre il 44% rispetto al sabato precedente. In un caso i ricavi hanno addirittura fatto registrare un segno positivo di oltre il 200%

Ben venga un finanziere accanto ad ogni negoziante, se i risultati fossero sempre questi.
Se fossi uno dei negozianti visitato mi sbrigherei a fare una lettera di ringraziamento, contenente l'invito ai funzionari dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps e dalla Polizia Locale ad essere presenti almeno ogni sabato con i loro controlli!

Dettagli:
http://www.euripi.de/2012/01/30/miracolo-a-milano2/
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/30/visualizza_new.html_71908056.html

Auto blu?

Ndr:   un'auto vecchia di 12 anni, con motore vecchio e depotenziato, senza gomme da gara, guidata da un meccanico..., ma comunque una esperienza diversa...

Formula 1 - Un giro sulla biposto
Pubblicata il 30/01/2012

Si fa fatica a calarsi nell'angusto abitacolo: alla fine le gambe sono a stretto contatto coi gomiti del pilota. A guidare la Yas Marina Racing School sono un italiano di 37 anni, Gianluca Pilot, ex meccanico Ferrari (a sinistra) e un manager locale, Faisal Al-Sahlawi (a destra). La Yas SuperSport SST.

domenica 5 febbraio 2012

Presidente: ma quanto spendi?

Spesso si sentono "politici" elogiare il sistema presidenziale come quello che pone il Capo dello Stato più vicino agli elettori, senza i filtri dei partiti.
Guardando all'America si potrebbe però scoprire quanto i Presidenti siano in realtà vicini ai lobbisti, che hanno finanziato le loro campagne elettorali.
Buttare i partiti potrebbe essere un modo per rendere chi governa più irresponsabile verso i cittadini.

Quanto costa diventare presidente

Scritto da Duccio Fumero

Quattro anni alla Casa Bianca, un giardino enorme e un ufficio molto bello, seppur ovale. Diventare presidente degli Stati Uniti è una corsa lunghissima, fatta di battaglie interne al proprio partito e, infine, contro l'avversario alle elezioni finali. Ma quanto costa a un candidato arrivare nello Studio ovale?

sabato 4 febbraio 2012

Uso delle comparse nella comunicazione politica

Vi ricordate l'uso delle comparse acclamanti fatto da un ex Presidente del Consiglio ?   Oppure le immagini dell'assemblea dell'ONU plaudente ma "in differita"? Forse si fa anche in Francia!

Quei finti operai che acclamano Sarkozy
L'Eliseo utilizza comparse in un cantiere per rinfoltire il pubblico
Il presidente «Erano tutti lavoratori invitati dall'impresa edile». E la società conferma

Dal nostro corrispondente STEFANO MONTEFIORI

PARIGI - «Di solito lavorano qui cinquanta persone, oggi siamo in cento», dice uno. «Li hanno fatti venire dagli altri cantieri, e certi non sono neanche operai: fornitori, capicantiere, e perfetti sconosciuti», aggiunge un altro al microfono della Radio Europe1. L'entourage di Sarkozy avrebbe organizzato bene, troppo bene, la visita in un cantiere edile di Mennecy, nel dipartimento dell'Essonne a sud di Parigi: secondo le testimonianze di alcuni operai, al bagno di folla del presidente giovedì avrebbero contribuito falsi colleghi, dei figuranti, tragicomiche comparse nel grande film della corsa all'Eliseo.

Economia: cosa succede in Israele

CULTURA attualità 31/01/2012 - la storia  - Israele la faccia tosta fa start-up
È il Paese con la più alta densità di nuove imprese. Un libro racconta il miracolo e ne spiega le ragioni

IRENE TINAGLI

Se si chiede ad alcuni dei più affermati imprenditori e investitori dov’è la nuova Silicon Valley, molti risponderanno: Israele. In effetti i dati sono sorprendenti. È il Paese con la più alta densità di start-up al mondo (una ogni 1.844 cittadini), un livello di investimenti di venture capital che, nel 2008, era due volte e mezzo più alto di quello registrato negli Stati Uniti, 30 volte maggiore del livello europeo e 80 volte di quello cinese. Ed è il secondo Paese dopo gli Stati Uniti per numero di imprese quotate al Nasdaq. Per rendere un’idea: un numero che supera quello di tutte le imprese del continente europeo messe assieme.

Ma cosa c’è dietro il «miracolo economico» d’Israele?

venerdì 3 febbraio 2012

Corte dell'Aja e crimini nazisti in Italia


La Corte dell'Aja: la Germania non deve risarcire le vittime italiane dei nazisti
il ricorso era stato presentato dopo una sentenza della cassazione

Sentenza storica: l'Italia «ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino

MILANO - La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l'Italia «ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich. La lettura della sentenza è durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di «venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale». La Corte dell'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di «ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie» affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi».

Leone XIV: senza i santi la storia del mondo sarebbe più povera e meno umana

Nel suo discorso ai partecipanti al convegno “La santità nella storia” organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi, il Papa sottolinea l...