domenica 1 febbraio 2026

Emergenza da soffocamento nei bambini e negli adulti: cosa fare quando l’aria non passa più?

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Intervista al medico Patrick Haberstich, medico dirigente del pronto soccorso pediatrico / ambulatorio d’urgenza, Ospedale cantonale di Aarau 

Le emergenze da soffocamento sono tra le situazioni più drammatiche della vita quotidiana – e possono colpire chiunque, bambino o adulto. Si verificano soprattutto in cucina, a tavola o durante il gioco. Il medico Patrick Haberstich, medico dirigente del pronto soccorso pediatrico e dell’ambulatorio d’urgenza dell’Ospedale cantonale di Aarau, spiega cosa accade nel corpo quando il cibo resta bloccato in gola e come reagire correttamente. Lo specialista in pediatria, medicina d’urgenza e terapia intensiva pediatrica sa quanto sia decisivo agire rapidamente e nel modo giusto. 

Signor Haberstich, cosa accade nel corpo quando il cibo resta bloccato in gola?
Bisogna distinguere tra ingestione e aspirazione. In caso di ingestione, un alimento o un corpo estraneo – come una batteria o un magnete – resta bloccato nel tratto digerente.

In caso di aspirazione invece, qualcosa penetra nelle vie respiratorie, cioè nella trachea invece che nell’esofago. Può accadere con noci, carote o rondelle di wurstel (« Wienerli »). In un primo momento provoca conati e tosse. Se però il corpo estraneo ostruisce completamente le vie respiratorie, dopo 10–20 secondi sopraggiunge la perdita di conoscenza. Se l’ostruzione persiste, nel giro di uno o due minuti si verifica l’arresto respiratorio e circolatorio. 

Come riconoscere se una persona sta davvero soffocando o si è solo «strozzata»?
Finché la persona è cosciente e riesce a tossire attivamente, si tratta di un semplice episodio di soffocamento passeggero. Se invece compare una grave difficoltà respiratoria, la persona non riesce più a tossire né a emettere suoni, esiste un pericolo di vita – occorre intervenire subito.

Quando bisogna chiamare il numero d’emergenza 144 – e cosa dire al telefono?
Ogni volta che la situazione peggiora: la tosse si indebolisce, la persona non riesce più a parlare, il respiro diventa superficiale o si interrompe, oppure il viso diventa bluastro. 

Informazioni importanti da fornire alla centrale di emergenza: 

  • Dove si trova l’emergenza? (luogo, via, numero civico, piano)
  • Chi chiama? (nome e numero di richiamo)
  • Cosa è successo? (siete con il paziente?)
  • Quando è accaduto? (momento dell’emergenza)
  • Quante persone sono coinvolte? (età, stato di coscienza, respirazione)
  • Altre indicazioni, ad esempio pericoli sul luogo dell’intervento.

Come funziona la manovra di Heimlich e si può eseguire su chiunque?
Ci si pone dietro la persona e si cingono le braccia intorno alla parte superiore dell’addome, tra arco costale e ombelico. Il busto deve essere leggermente inclinato in avanti. Con una mano si forma un pugno da posizionare tra torace e ombelico. Con l’altra mano si afferra il pugno e si tira con forza verso l’interno e verso l’alto – fino a cinque volte.

Importante: la manovra di Heimlich non deve essere eseguita sui bambini di età inferiore a un anno, perché può causare lesioni interne. 

Quali errori commettono spesso i non addetti ai lavori quando cercano di aiutare una persona che soffoca? 
Molti si lasciano prendere dal panico o non sanno come agire. Un errore frequente è tentare di estrarre il corpo estraneo con le dita, anche se è già troppo in profondità – questo può peggiorare la situazione. 

La manovra di Heimlich – come si esegue: 

  • Posizionarsi dietro la persona.
  • Cingere le braccia intorno alla parte superiore dell’addome, tra arco costale e ombelico.
  • Inclinare leggermente il busto in avanti.
  • Formare un pugno e posizionarlo tra torace e ombelico.
  • Afferrare il pugno con l’altra mano e tirare con forza verso l’interno e verso l’alto.
  • Ripetere fino a cinque volte.
  • Importante: non applicare nei bambini sotto l’anno di età – rischio di lesioni interne!

In cosa differiscono le misure per adulti, bambini e lattanti? In generale, si inizia sempre con cinque colpi vigorosi sulla schiena (back blows). Nei lattanti sotto l’anno d’età si prosegue poi con cinque compressioni toraciche. Nei bambini sopra l’anno e negli adulti si applica la manovra di Heimlich.

Come ci si può aiutare da soli se si è soli e si rischia di soffocare? Per prima cosa bisogna cercare di tossire con forza. Se non funziona, è possibile eseguire la manovra di Heimlich su se stessi: formare un pugno tra torace e ombelico, afferrarlo con l’altra mano e spingere con forza verso l’interno e verso l’alto. 

Qual è il ruolo delle malattie di base nelle emergenze da soffocamento? 
Alcune patologie come i disturbi della deglutizione o le malattie neurologiche e psichiatriche aumentano il rischio. Nei lattanti e nei bambini piccoli si aggiunge la tendenza a esplorare tutto con la bocca, senza ancora percepire i pericoli. Inoltre, il riflesso di deglutizione e di masticazione non è ancora coordinato – e spesso mancano alcuni denti. 

Quando è necessaria una visita di controllo? 
Dopo una manovra di Heimlich o compressioni toraciche, la persona deve sempre essere sottoposta a visita medica – anche se si sente bene. Lesioni interne o irritazioni potrebbero passare inosservate. 

Come prevenire il rischio di soffocamento durante i pasti – soprattutto nei bambini e negli anziani? 
È fondamentale un ambiente tranquillo durante i pasti. Nessuno dovrebbe mangiare in fretta o camminando. Gli alimenti devono essere tagliati in modo adeguato – ad esempio, i wurstel vanno tagliati per il lungo e non a rondelle. Mangiare lentamente, masticare bene, da seduti e senza distrazioni. 

Con quali alimenti le persone si soffocano più spesso e perché? 
Nei bambini piccoli si tratta spesso di carote, noci, semi, acini d’uva, pezzi di mela o würstel – in genere perché i pezzi sono troppo grandi o duri, o perché vengono messi in bocca durante il gioco. Ma si trovano anche corpi estranei come batterie, magneti o piccoli chiodi. Negli adolescenti e negli adulti, possono entrare in gioco anche oggetti ingeriti volontariamente – come lamette o coltelli. 

Patrick Haberstich


medico Patrick Haberstich
Medico dirigente del pronto soccorso pediatrico / ambulatorio d’urgenza, Ospedale cantonale di Aarau

• Specialista in pediatria
• Specializzazione in medicina d’urgenza pediatrica 
• Specialista in terapia intensiva

Il Papa ai giovani politici: non ci sarà pace se si scartano i deboli e i nascituri

Leone XIV incontra in Vaticano cento leader da tutto il mondo, protagonisti del convegno “One Humanity, One Planet”: “Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. E ricorda le parole di Mare Teresa di Calcutta:“Il più grande distruttore della pace è l’aborto”. Nessuna politica, afferma, "può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo"


Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. Così Papa Leone XIV si rivolge ai cento giovani leader politici di tutti i continenti, protagonisti del convegno “One Humanity, One Planet”, incontrati questa mattina, 31 gennaio, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. “Il vostro lavoro” spiega il Pontefice, trova infatti “la sua espressione più alta quando opera per un’umanità pacificata nella giustizia”.

Una settimana residenziale promossa dai Focolari

Dal 26 gennaio al 1 febbraio questi giovani stanno partecipando a Roma alla settimana residenziale conclusiva del programma biennale di formazione all’azione politica promosso dall’ong New Humanity del Movimento dei Focolari in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America Latina e il sostegno della Fondazione Porticus. La metodologia è quella dell’Hackathon, un laboratorio intensivo in cui è possibile lavorare per trovare soluzioni a problemi collettivi. All’udienza con Leone XIV partecipano anche i rappresentanti dei centri del Movimento Politico per l’Unità dei Focolari.

Incontro e lavori in uno stile sinodale

A loro il Papa ricorda che sono uniti “nell’impegno politico alla ricerca del bene comune”, e che “le diverse nazioni, culture e religioni cui appartenete non sono per voi motivo di rivalità, ma di collaborazione e di crescita secondo uno stile sinodale”.

In quanto forma della comunione che ci lega, la sinodalità rende attenti allo sguardo di chi abbiamo accanto, e non solo a ciò che osserviamo, esercitandoci nel comporre visioni d’insieme che rispettano la complessità senza cadere in confusione e cercano la verità senza temere il confronto.

Promuovere pace a partire da dove operiamo

Il Pontefice ringrazia i giovani impegnati nei propri Paesi in ambito politico e sociale per iniziative come il progetto “Quattro sogni” della Pontificia Commissione per l’America Latina, nato dall’intuizione di Papa Francesco, che nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, “invita a coltivare insieme i sogni ecclesiale, ecologico, sociale e culturale”. La cura di questi ambiti, spiega, merita le migliori energie, “soprattutto in tempi feriti da molte ingiustizie, dalle violenze e dalla guerra!”. Essere leader, aggiunge, vi porta ad una crescente responsabilità per la pace, “non solo quella tra Nazioni, ma lì dove abitate, studiate e lavorate ogni giorno”.

Se non promuoviamo la concordia in una università o in un ufficio, tra partiti e associazioni, come potremo curarla in un intero Stato o tra i Continenti? Con cuore puro e mente limpida, cercate sempre questa pace come dono, alleanza, promessa.

Pace come dono, alleanza, promessa

La pace, ribadisce Papa Leone XIV, “è soprattutto un dono, perché la riceviamo da chi ci precede nella storia: è un bene del quale ringraziare”. Inoltre è “alleanza, che ci incarica di un impegno comune: quello di onorarla, quando c’è, e di realizzarla, quando manca”. Infine la pace è promessa, “perché sostiene la nostra speranza in un mondo migliore, e come tale viene cercata da tutte le persone di buona volontà”.

Forme di partecipazione che coinvolgano tutti i cittadini

Ricordando la “funzione sociale insostituibile” della politica, il Papa esorta i giovani leader “a cooperare sempre più nello studio di forme partecipative che coinvolgano tutti i cittadini, uomini e donne, nella vita istituzionale degli Stati”.

Su queste basi sarà possibile edificare quella fraternità universale che già tra voi giovani si annuncia come segno di un tempo nuovo: il vostro lavoro, infatti, trova la sua espressione più alta quando opera per un’umanità pacificata nella giustizia.

"Il più grande distruttore della pace è l'aborto"

Una vera pace, sottolinea Leone XIV, non è possibile se l’umanità scarta chi è debole, esclude chi è povero o “resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso”, perché “solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. E ricorda che Madre Teresa di Calcutta, “santa degli ultimi e premio Nobel per la pace” affermava che “il più grande distruttore della pace è l’aborto”.

La sua voce rimane profetica: nessuna politica può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale.

Un’umanità, un pianeta, un Dio creatore buono

La conclusione del Pontefice è dedicata all’impegno di tutte le religioni per la fraternità universale. Suggerisce che il titolo del convegno, “One Humanity, One Planet”, merita di essere completato con “One God”:


Riconoscendo in Lui il creatore buono, le nostre religioni ci chiamano a contribuire al progresso sociale, ricercando sempre quel bene comune che ha per fondamenta la giustizia e la pace.


Emergenza da soffocamento nei bambini e negli adulti: cosa fare quando l’aria non passa più?

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