Ieri molti quotidiani hanno scelto di dedicare all’inchiesta il titolo d’apertura di prima pagina. A ben vedere, nelle pagine interne, in qualche articoletto o box si trovava anche un’altra notizia e cioè l’assoluzione dall’accusa di corruzione nel caso “Mensa dei poveri” per Lara Comi, ex europarlamentare di Forza Italia che proprio per quella vicenda si vide rovinata la carriera politica. Tra gli altri imputati, è stata confermata l’assoluzione per l’ex vicecoordinatore lombardo di Fi ed ex consigliere milanese Pietro Tatarella, la cui storia è ben conosciuta dai lettori di Tempi.
Appunto. Quando scoppiò lo scandalo “Mensa dei poveri”, Tempi fu tra i pochi organi di stampa a sollevare dubbi. Il Corriere della Sera ci prese pure in giro per questa nostra ingenua pazzia donchisciottesca. Era il maggio 2019, siamo a gennaio 2026. Sette anni dopo è una magra consolazione rivendicare di averci visto giusto. Ma qualcosa si può fare il 22 e 23 marzo: votare sì al referendum.
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