Tratta di donne e neonati, finte adozioni: a processo a Creta la clinica della Gpa
Inizia in Grecia il maxiprocesso all’utero in affitto
Bambini venduti, donne sfruttate
Il presunto traffico era organizzato dal Mediterranean Fertility Institute (Mfi), che gestiva forse la clinica specializzata in procreazione assistita più famosa di tutta la Grecia. Nel 2023 fu disposta la custodia cautelare per il fondatore e direttore della clinica, Ioannis Giakoumakis, l’embriologo della clinica e altri sei dipendenti. Pesantissime le accuse a loro carico: tratta di esseri umani, violazione della legge sulla procreazione medicalmente assistita, compravendita di materiale genetico, falsificazione di dati medici allo scopo di vendere materiale genetico, contraffazione, certificati medici falsificati, matrimoni simulati, adozione illegale e frode
L’inchiesta avrebbe scoperto che 98 donne – quasi tutte straniere, indigenti e provenienti da Paesi dell’Europa dell’Est – sono state vittime di tratta di esseri umani e sfruttate per dare alla luce i figli di ricchi committenti; altre 71 donne sono state sfruttate come donatrici di ovociti e tenute, insieme alle altre, in 14 appartamenti controllati da Mfi.
I dipendenti di Mfi che contattavano illegalmente donne disposte a partorire figli altrui ricevevano un premio che variava dai 2.800 fino ai 4.700 euro per ogni donna reclutata. Le madri surrogate ricevevano un compenso compreso tra i 290 e i 570 euro al mese durante i novi mesi di gravidanza, mentre i clienti spendevano per un “pacchetto nascita completo” dai 67 mila fino ai 115 mila euro.
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