martedì 28 giugno 2016

... l’elettore che voleva il cambiamento non poteva certamente votare la fotocopia del candidato del PD neppure turandosi il naso…

Tratto da:   https://pietrodimino.wordpress.com/2016/06/22/la-disfatta-di-milano-anatomia-di-un-suicidio-del-centro-destra-e-della-destra-milanese/
LA DISFATTA DI MILANO…ANATOMIA DI UN SUICIDIO DEL CENTRO DESTRA…E DELLA DESTRA MILANESE…
giugno 22, 2016
…a Milano, al contrario di quanto potranno affermare i diretti interessati della coalizione di centro destra, la partita non era per nulla difficile.
La Città veniva da cinque anni di pessima gestione Pisapia. Un Sindaco ormai ai minimi di gradimento. Un Pisapia che aveva portato a Milano un solo record: quello delle tasse più alte, delle multe a go-go e la presenza massiccia di extracomunitari e di rom sul territorio cittadino.
Il centro sinistra aveva candidato al suo posto un uomo che doveva essere facile da battere, non piaceva nemmeno ai suoi stessi elettori. Vinse le primarie perché a sinistra del PD avevano scelto due candidati anziché uno e in più l’arruolamento in massa della comunità cinese, altrimenti non avrebbe vinto neppure le primarie.

... sono tutti meno renziani....

Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/2016/06/26/note-domenicali-sul-renzismo-in-declino/
Note domenicali sul renzismo in declino
26 giugno 2016. 2016
E’ incredibile come il vento cambi. Il Pd, dove non si muoveva foglia, e che sembrava una caserma, tutti allineati e coperti dietro Renzi, non un voto contrario (“perché ora non è il caso, sarebbe controproducente”), perfino la Costituzione nello sgabuzzino, ora è in subbuglio. Dopo le amministrative, e dopo il referendum inglese che contribuisce a “far clima”, sono tutti meno renziani. C’è chi ha già alzato la testa, ma le allusioni e gli ammiccamenti e i commenti personali, fanno capire che è l’inizio della fine, il voto di domenica scorsa come Noemi per B. A conferma che le svolte nelle storie e nelle biografie politiche non hanno sempre la stessa origine.
Incontri i dirigenti e i parlamentari piddini e, se hai un po’ di fiuto, vedi come ci sia la corsa a riposizionarsi, i ruzzoloni non piacciono a nessuno. Men che meno essere considerati le guardie del corpo del leader in declino.
Se ne possono trarre considerazioni malinconiche sul coraggio della libertà nella vita politica. E considerazioni amare sulla “forza della democrazia” dentro i partiti. Senza parlare di quanto si riveli grottesco il culto della personalità quando basta una sconfitta a smontarlo e non bastano le valutazioni di cento comportamenti a prevenirlo.

lunedì 27 giugno 2016

Quando i politici (pro tempore) scrivono la storia

Tratto da:
http://www.aldogiannuli.it/reato-di-negazionismo/
Altri link:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-06-08/il-negazionismo-e-reato-approvata-camera-legge-223738.shtml?uuid=ADbQNoY&refresh_ce=1


23 Giu 2016    Scritto da Aldo Giannuli.
Sul reato di negazionismo. Storia e giurisprudenza alleate non sono.

Concentrati sul lungo periodo elettorale, abbiamo lasciato indietro alcune notizie importanti, tra le quali, l’iter parlamentare del reato di negazionismo. Molto volentieri dunque vi propongo sulla questione questo articolo dell’amico Elio Catania, promettente studioso e membro dell’Associazione Lapsus. Nei prossimi giorni anche io tornerò ad intervenire sul tema. Buona lettura! A.G.

Diremo cose scomode. Scomode per la retorica ipocrita del politically correct, ma scomode anche per molti nostri amici che, impegnati nell’antifascismo e nella difesa della memoria storica dei crimini nazisti, accettano con troppa superficialità quello che potrebbe apparire un aiuto da parte della legge.
Ci stiamo riferendo al tanto discusso reato penale di negazionismo, approvato alla Camera l’8 giugno scorso e che, nel silenzio generale, si appresta a completare il proprio iter parlamentare al Senato. Chiariamo subito la nostra posizione: noi, antifascisti nel DNA, siamo fermamente contrari alla proposta di legge che punisce la negazione del genocidio ebraico da parte del regime hitleriano e non solo; nel testo infatti leggiamo che la legge condanna con il carcere

venerdì 24 giugno 2016

Altri motivi per dire NO al referendum di ottobre

Tratto da:  http://www.robertozaccaria.it/riforma-costituzionale-alcuni-motivi-per-dire-no-al-referendum/
Articolo del 9 Maggio 2016.  Sempre attuale

56 Costituzionalisti documento sulla riforma costituzionale – 18 4 16
Premessa: Secondo l’art.138 Cost. il referendum serve per raccogliere le valutazioni dei CITTADINI, che devono esprimersi in prima persona, aldilà degli schieramenti partitici e governativi, sulle modifiche alla Costituzione approvata nel 1948.
Nei giorni scorsi 56 costituzionalisti hanno diffuso un documento intitolato (allegato) “Sulla riforma costituzionale” che così si conclude:”Per tutti i motivi esposti, pur essendo noi convinti dell’opportunità di interventi riformatori che investano l’attuale bicameralismo e i rapporti fra Stato e Regioni, l’orientamento che esprimiamo è contrario, nel merito, a questo testo di riforma”. Come firmatario del documento mi permetto di sintetizzare alcuni di quei motivi
1) Consenso ridotto in Parlamento. Si era detto – anche da parte dell’attuale Presidente del Consiglio – che riforme molto ampie della Costituzione avrebbero dovuto raccogliere un consenso molto ampio in Parlamento, come avvenne alla Costituente. Questo non è avvenuto e in alcuni passaggi si è perfino invocata la disciplina di partito o di maggioranza per convincere le minoranze.
2) Forma discutibile. Tenere distinti: Governo e Costituzione. La riforma è scritta male e stona rispetto al bellissimo testo originale della nostra Costituzione. Il Governo ha avuto un ruolo eccessivo, rispetto alla Costituente, quando il Governo si astenne dal condizionare i lavori. Il Governo ora vuole condizionare anche il giudizio referendario, ponendo una fiducia impropria sul risultato. “Se non vince il SI vado a casa”.
3) Senato troppo debole. Regioni indebolite. C’è un’evidente asimmetria tra Camera e Senato. La seconda Camera è squilibrata tra composizione e competenze. Rappresenta le autonomie regionali che nel frattempo sono state quasi azzerate. E’ un “dopolavoro” di consiglieri regionali che non bilancia la prima Camera e sarà inevitabilmente controllata dai partiti (attraverso i gruppi) più che dalle Istituzioni territoriali.
4) Troppi procedimenti legislativi. Prima c’era un procedimento legislativo semplice e ordinato. Si dice di voler semplificare.Con le modifiche introdotte, anziché snellire il processo di formazione delle leggi, lo si complica. Si sono sostituiti almeno sette diversi procedimenti legislativi ed aumenterà inevitabilmente il contenzioso costituzionale.
5) Troppo forte il Governo in Parlamento. Finora il Governo aveva già un peso molto forte in Parlamento. Ora le cose peggiorano. Per effetto della legge elettorale il Governo potrà contare su di una maggioranza amplissima alla Camera ed anche nel Parlamento in seduta comune (che ne costituisce una sorta di propaggine). Potrà continuare a fare i decreti legge e disporrà di una corsia preferenziale per fare le leggi che giudica “essenziali”. Il Parlamento composto in gran parte da “nominati” (preoccupati della rielezione che dipende dal “capo”) non avrà la possibilità di bilanciarne i poteri.
6) Indeboliti gli organi di garanzia. Presidente della Repubblica, Corte costituzionale e CSM escono più deboli per effetto di questa riforma. Risultano soprattutto compromessi i meccanismi di elezione.

mercoledì 22 giugno 2016

Zitti e pagate.

I siti della maggioranza pro tempore che gestisce (ancora per meno di un anno!) la nostra cittadina enfatizzano:

#BUCCINASCO PIÙ: TUTTI GLI ENTI APPROVANO IL PROGETTO DEL COMUNE


Noi cittadini di Buccinasco pagheremo.
Gli Amministratori (pro tempore!) sono molto contenti
Forse i cittadini un po' meno...

Franco

E sì. I milanesi che hanno fanno vincere Sala potrebbero pentirsene presto...

Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/2016/06/22/milano-i-duri-e-puri-con-il-cuore-in-mano-sia-fatta-per-loro-una-festa-del-ringraziamento/

Milano, i duri e puri con il cuore in mano. Sia fatta per loro una festa del ringraziamento

Ed eccoci qui con i numeri crudi. A Milano Sala è diventato sindaco grazie ai “duri e puri” che non lo volevano. Senza i loro voti il centrodestra ha vinto nei municipi: ne ha presi cinque su nove, non ne aveva nessuno. Con i loro voti il centrodestra è stato sconfitto a Palazzo Marino. Elementare. Penso agli insulti che si sono ingoiati per mesi e mesi questi cittadini, colpevoli di volersi fare rappresentare da qualcuno che avesse un po’ a che fare con la storia della sinistra milanese o almeno dell’impegno progressista cittadino; e che avesse un po’ meno a che fare con i costruttori. Per loro, mescolanza di culture e di ideali, è stata spremuta all’inverosimile, appunto, la formula dei “duri e puri”, ed è stata coniata quella autentica minchioneria intellettuale (ormai mi è scappata) della “sinistra-sinistra”.

lunedì 20 giugno 2016

IL commento della Associazione Parco Sud: "...Ecco spiegato le ragioni per cui il sindaco di Milano è ancora una volta anche quello Metropolitano, e sarà quindi anche presidente del Parco Sud..."

Tratto da:   http://www.assparcosud.org/14-istituzioni/2185-il-parco-agricolo-sud-milano-resta-nelle-mani-del-centrosinistra,-anche-se-indebolito.html
IL PARCO AGRICOLO SUD MILANO RESTA NELLE MANI DEL CENTROSINISTRA,
ANCHE SE INDEBOLITO
Gli elettori di Milano hanno affidato a Giuseppe Sala non solo il governo della città, ma anche di tutta l’area metropolitana (la ex Provincia) del Parco Agricolo Sud Milano. Il centro sinistra si riconferma così al governo del polmone verde milanese, anche se nel ballottaggio ha perso comuni significativi del sud Milano, quali San Giuliano Milanese e Peschiera Borromeo, riconquistando però Pioltello.
Il paradosso elettorale è che in questa tornata solo i cittadini milanesi hanno potuto scegliere il governo della Città Metropolitana, un’area vasta 134 comuni e comprendente in toto il Parco Sud. Ciò è dovuto certo alle pecche delle norme costitutive della legge Del Rio, ma anche al fatto che, nei tempi stretti richiesti, gli amministratori non sono riusciti ad adempiere a essenziali "passaggi". Infatti, per diminuire il potere del capoluogo, le norme richiedevano la costituzione in Milano dei Municipi (le vecchie Zone con poteri rafforzati) e nell’hinterland la creazione di aree omogenee di comuni, per contrastare la parcellizzazione delle amministrazioni. Se il capoluogo in extremis ha adempiuto ai suoi compiti, nella provincia non si è neanche iniziato a parlarne. Ecco spiegato le ragioni per cui il sindaco di Milano è ancora una volta anche quello Metropolitano, e sarà quindi anche presidente del Parco Sud, sempre che non deleghi questa importante carica a un suo consigliere di fiducia.

Pegoraro (Pontificia Accademia per la Vita): nessuna resa al suicidio assistito, meno armi più cure

Intervista al presidente: la sanità non può prevedere un servizio alla morte. Serve una norma nazionale? Prima applichiamo le leggi che ci s...