martedì 18 ottobre 2016

Per coloro che hanno il numero telefonico dell'amante (o del concorrente, del cliente...) nella rubrica del telefono

Tratto da: http://attivissimo.blogspot.it/2016/10/esiste-un-modo-per-dare-whatsapp-una.html

Esiste un modo per dare a WhatsApp una rubrica finta o parziale?

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La popolarità di WhatsApp spinge molte persone a installare questa app per restare in contatto con amici, colleghi e familiari, che già usano WhatsApp e non hanno alcun desiderio di imparare un’altra app di messaggistica meno ficcanaso (come Signal, Threema, Wickr o Telegram). Il guaio è che usare WhatsApp significa dare a Facebook (dal 2014 proprietaria di WhatsApp) tutti i numeri di telefonino presenti nella propria rubrica. Se qualcuno vi ha affidato numeri riservati e usate WhatsApp, rivelate a Facebook quei numeri e Facebook raccoglie i metadati delle vostre conversazioni tramite WhatsApp per tenere traccia dei vostri rapporti interpersonali.

Questo, per qualunque persona che rispetti la richiesta di un amico di mantenere riservato un numero di telefonino, è semplicemente inaccettabile. Se poi il numero riservato appartiene a un cliente di un notaio, di un avvocato o di un medico, o a un informatore confidenziale di un giornalista, usare WhatsApp è non solo inaccettabile ma molto probabilmente illegale (violazione dell’obbligo alla riservatezza). 
segue al link: http://attivissimo.blogspot.it/2016/10/esiste-un-modo-per-dare-whatsapp-una.html

lunedì 17 ottobre 2016

I trucchi della propaganda per il Sì. Un altro buon motivo per votare NO

Tratto da:  http://www.robertozaccaria.it/telegiornali-la-beffa-del-governo/

9
ottobre 2016
da IL FATTO QUOTIDIANO del 9 ottobre 2016 pag.8
La struttura informativa dei telegiornali, che osserviamo in questi primi giorni di campagna elettorale vera e propria sul referendum, proprio non va. Il premier, che ha dichiarato di non voler personalizzare il referendum, ogni giorno va in giro per l’Italia, e non solo, a fare campagna elettorale. Mi pare che qualcuno abbia parlato di circa 200 appuntamenti programmati da qui al 4 dicembre. Indubbiamente un bel sistema per spersonalizzare! Quegli appuntamenti non servono solo a convincere i presenti, ma servano soprattutto per “rimbalzare” sui telegiornali “notizie” del Governo, confezionate essenzialmente a favore del SI.

domenica 16 ottobre 2016

Al vip piace per definizione di piacere al potere. Se no, in molti casi, rischia di diventare un po’ meno vip.

Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/2016/10/06/la-casta-del-si/









La casta del sì
Questa è una brutta storia. Forse incontro la gente sbagliata e leggo notizie sbagliate. Ma in ogni ambiente vedo tante persone qualunque, i classici “senza potere”, che votano no o si dissociano dall’idea di fondo del referendum. Mentre incontro e soprattutto leggo dichiarazioni di “vip” di prima o seconda fila che si schierano gongolanti per il sì. Uno potrebbe pensare: è ovvio, i vip hanno tendenzialmente un livello di istruzione superiore e quindi sono meglio in grado di apprezzare il nuovo testo della Costituzione, e di condividerne il merito. Neanche per idea. La risposta più frequente dei vip è che “è ora di cambiare qualcosa”, che “bisogna finirla con l’immobilismo”, che “è da decenni che si prova a cambiare la Costituzione”, fino alle scempiaggini supreme, tipo che “se vince il no scompare il Pd”. Come vedete i vip non parlano per superiore conoscenza, non ne sanno visibilmente nulla. Alcuni (un venti per cento, a spanne) provano a far vedere che ne sanno, si esibiscono in gorgoglii di cultura istituzionale; peccato però che le loro argomentazioni non abbiano nulla a che fare con la vita concreta del parlamento e dei rapporti tra governo-parlamento-partiti. Ossia non presentino alcuna utilità per cambiare le prassi vere, che sono altra cosa dalle prassi raccontate.

sabato 15 ottobre 2016

Perché non incominciamo a misurarci sui fatti concreti anziché sulle favole per gonzi?

Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/2016/10/04/referendum-dopo-il-tempo-delle-favole/

Referendum. Dopo il tempo delle favole

Bene, vedo che i “no” sono attualmente in vantaggio. E penso allora che bisognerà affilare i ragionamenti per affrontare la schiacciante superiorità di mezzi (pubblici!) su cui può contare lo schieramento del sì. Il quale, incredibilmente, proprio mentre esibisce la sua voglia di travolgere ogni par condicio ci vorrebbe pure convincere della cultura intimamente e sinceramente democratica che ha ispirato la nuova Costituzione. Dicevano così anche dell’Italicum, ovvero del sistema elettorale escogitato per mettere il Paese nelle mani del 30 per cento del 60 per cento dei votanti (ovvero del 20 per cento degli elettori). Era frutto di una cultura democratica messa al servizio del Paese. Solo “certa sinistra” non lo capiva. Finché i 5Stelle non hanno vinto a Torino e Roma. Allora magicamente, come se fosse una concessione al popolo, ci si è dichiarati disposti a cambiare la legge elettorale. Ecco, se c’è un tornante storico in cui non ci si può fare prendere per fessi è proprio questo. Italicum e Costituzione sono stati pensati insieme e animati dalle stesse intenzioni, come un tutto organico. L’Italicum era necessario, ma proprio tanto necessario, basta con la polverizzazione e le incertezze parlamentari. Democrazia governante. Eccola la democrazia governante: purché sia la nostra….

... il bue che dà del cornuto a se stesso ha ridotto il proprio campo di consenso semplicemente perché ha fatto una legge elettorale pensando che gli avrebbe garantito la vittoria e ora si è messo a discuterla solo perché questa garanzia può servire ad altri ...

Tratto da:  http://www.ciwati.it/2016/10/13/il-bue-che-da-del-cornuto-a-se-stesso/

Il bue che dà del cornuto a se stesso

In totale stato confusionale, il Pd delle larghe intese, il partito sedicente della nazione e della «profonda sintonia» del Nazareno, il Pd del tuttidentro, il Pd che governa abbracciato con Verdini (ufficializzato il gruppo MaieAla alla Camera, in deroga alle regole e con totale sprezzo dell'acronimo), il Pd che raccoglie esponenti già di Rifondazione miscelandoli con titolari del montismo, il Pd che salutò il governo Letta come se fosse una riedizione dell'intesa Moro Berlinguer (!), il Pd che ha poi sostituito Letta con Renzi per trasformare un biennio di emergenza in una intera legislatura basata su un patto politico con il 'nuovo' centrodestra, il Pd che sta al governo con Alfano detto Lodo, che attraversa i Lorenzindays senza fare una piega, che ha mandato via Lupi per un orologio ma si tiene Stretto il Ponte, il Pd che ha teorizzato il trasversalismo trasformista e futurista come una ricetta di straordinaria sagacia, se la prende con chi voterà No al referendum perché lo schieramento è vario. Perché ci sono esponenti di destra e di sinistra!

Quale è l'ambizione del Presidente del Consiglio pro tempore?

Tratto da:   http://www.nandodallachiesa.it/2016/10/05/sei-grande-grande-grande-come-il-ponte-sullo-stretto-mina/

“Sei grande, grande, grande”*….Come il Ponte sullo Stretto (*Mina)

Buongiorno a tutte, buongiorno a tutti. Sono felice di riprendere, dopo l’estate, questo nostro breve appuntamento settimanale del lunedì. E vorrei festeggiarlo come si deve, parlando di qualcosa di grande, di straordinariamente importante, che conquisti la fantasia e l’immaginazione degli ascoltatori: il ponte sullo Stretto di Messina. Il ponte sullo Stretto è anzitutto un luogo della mente. Non c’è opera in grado di entusiasmare e di eccitare tanto i nostri presidenti del consiglio. Soprattutto quelli che hanno un ego piuttosto sviluppato. Come se i sogni di grandezza potessero soprattutto lì, sul ponte, sublimarsi e affermarsi. Un ponte che dalla punta estrema della Calabria si alzi e si involi potente verso Messina. La nuova meraviglia del mondo che renda meraviglioso nella storia chi l’abbia fatta realizzare.

venerdì 14 ottobre 2016

Andiamo in guerra. Il Governo ha deciso per noi. Ma chi ricorda come si è arrivati a questo Governo?

Una voce contro.  Che non troverete nei TG...

Venerdì 14 Ottobre 2016

Paolo Ferrero: L'invio di soldati italiani in Lettonia

Paolo Ferrero: «L'invio di soldati italiani in Lettonia è una pura, gravissima provocazione. I ministri Gentiloni e Pinotti sono due irresponsabili che, con questa decisione, riaprono il peggio della guerra fredda.
Quando Gentiloni dichiara che non si tratta di un'aggressione mente sapendo di mentire. Se Putin schierasse l'esercito al confine tra Usa e Messico cosa direbbe Obama, quale sarebbe la reazione degli Stati Uniti?
Chiediamo che il governo italiano ritiri questo suo impegno e non invii alcun contingente, l'Italia non partecipi a operazioni Nato che hanno come unico obiettivo quello di ricostruire la cortina di ferro e l'odio tra Russia ed Europa.
Sono dei criminali, il governo italiano è supino ai voleri della Nato».

Pegoraro (Pontificia Accademia per la Vita): nessuna resa al suicidio assistito, meno armi più cure

Intervista al presidente: la sanità non può prevedere un servizio alla morte. Serve una norma nazionale? Prima applichiamo le leggi che ci s...