lunedì 27 aprile 2026

Crans-Montana e fatture delle cure: i veri termini della questione

L’Italia ribadisce che non intende pagare nulla, ma l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali precisa: è in base alle regole europee che ogni Paese deve pagare per le proprie vittime ricoverate all’estero.

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Proprio oggi l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha chiarito, una volta ancora, che i pazienti non pagheranno direttamente queste fatture. Ai microfoni di SRF la sua direttrice Doris Bianchi ha sottolineato che la tragedia d’inizio anno “ha causato gravi danni alla salute dei sopravvissuti” e che “la pena per i famigliari è immensa”. Ma anche in relazione a questa tragedia “valgono le regole stabilite” fra la Svizzera e i paesi dell’UE, di cui l’Italia è parte. Di conseguenza “un cittadino italiano che ha” subito “un incidente in Svizzera ha accesso alle cure mediche in Svizzera” e i costi delle cure “sono a carico del Paese di residenza”. Dunque, per l’Italia, a carico del Servizio sanitario nazionale.
Da rilevare che l’ambasciatore Cornado aveva subito sottolineato come due cittadini svizzeri fossero stati ricoverati all’ospedale milanese Niguarda per alcuni mesi, citiamo, “gratuitamente”. Il rappresentante di Roma pretendeva così reciprocità e solidarietà. Ma le cose non stanno proprio così. Nella regolamentazione in vigore “c’è il principio di reciprocità”, ha ricordato sempre Doris Bianchi. Quindi anche i costi “per le spese mediche di cittadini svizzeri curati in Italia sono a carico delle casse malati” elvetiche. E anche lì “bisogna avere un estratto dei conti delle autorità italiane”. L’UFAS attende quindi che l’Italia inoltri le fatture alla Svizzera, ha concluso la direttrice.
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Crans-Montana, l’equivoco infinito fra Italia e Svizzera


Ennesima polemica sui media italiani attorno all’incendio di Capodanno al bar Le Constellation. Tre persone ferite hanno ricevuto dall’ospedale di Sion una copia della fattura per prestazioni mediche ricevute. Si tratta di un obbligo di legge in Svizzera. Anche laddove, come in questo caso, nella fattura si specifica che non si tratta di una richiesta di pagamento.

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Obbligo di legge

Il bisticcio nasce dalla mancata comprensione del funzionamento del sistema sanitario svizzero, e dall’ignoranza sul contenuto dei trattati bilaterali fra i due Paesi, che regolano anche l’assistenza medica. Nella Confederazione, enti e soggetti che forniscono prestazioni mediche, come in questo caso l’ospedale di Sion, sono obbligati a inviare copia delle fatture alle persone che hanno curatoCollegamento esterno. Lo prevede la Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMalCollegamento esterno) all’articolo 42, capoverso 3. La logica dietro questo obbligo di legge è di consentire ai pazienti di verificare le informazioni contenute nella fattura e se necessario, comunicare alle rispettive assicurazioni eventuali correzioni.
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Le cure prestate in Svizzera a una persona di cittadinanza italiana sono regolate dai trattati bilaterali fra i due Paesi. In nessun caso, a quella persona verrà richiesto di pagare una fattura. Sono gli enti rispettivi a gestire la partita, attraverso l’Istituzione comune LAMalCollegamento esterno, fondazione di diritto pubblico elvetica che gestisce le pratiche sanitarie internazionali. Nel caso delle persone rimaste ferite nell’incendio di Crans-Montana, poi, un eventuale importo che non dovesse essere coperto dagli enti coinvolti, sarebbe materia risolta dalla Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAVCollegamento esterno).

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