lunedì 20 giugno 2016

"... ci saremmo aspettati da parte della maggioranza di centrosinistra maggiore rispetto del programma e attenzione al sociale,,,"

tratto da:   https://selcorsichese.wordpress.com/
Nelle elezioni del 2014 Sinistra Ecologia Libertà con la lista Insieme per Cambiare ha contribuito alla vittoria del centrosinistra nelle elezioni amministrative Trezzanesi.
In questi due anni, nonostante la mancata rappresentanza in consiglio comunale, ha cercato di contribuire alle politiche amministrative con proposte concrete  richiamando più volte l’amministrazione comunale, e l’intera maggioranza politica, ad una maggiore condivisione  delle scelte.
 Ad oggi constatiamo il perdurare di una carenza democratica nel processo decisionale non più sopportabile dalla nostra forza politica, oltre che ad un eccessivo protagonismo della Giunta a scapito dello stesso  Consiglio Comunale che ci appare svuotato dei suoi poteri decisionali e di controllo necessari per una buona e trasparente attività politico-amministrativa.

Il commento di Nando dalla Chiesa

Tratto da:   http://www.nandodallachiesa.it/2016/06/20/vincere-con-il-magone-e-insegnamenti-elettorali-per-chi-vuole/
Vincere con il magone. E insegnamenti elettorali per chi vuole
20 giugno 2016. 2016

Elezioni. E’ andata più o meno come si prevedeva. Ma con qualche cambio in corsa e qualche “particolare” da non trascurare. A Torino Fassino è stato sconfitto oltre l’immaginato, altro che testa a testa. Eppure era il migliore dei candidati sindaci Pd. Il vento della storia, certo; ma anche la dimostrazione che se il centrosinistra va al ballottaggio con il M5S perde o addirittura viene schiantato. Lo dice Torino, lo ripete Roma. Chissà se almeno per questo, visto che le più nobili ragioni della democrazia finora non sono bastate, si butterà nel cestino il cosiddetto “Italicum” (che sarebbe più corretto ribattezzare “Meum”). A Bologna la rivale di Merola è arrivata al 45 per cento pur essendo della Lega. Fosse andato al ballottaggio il 5stelle (e ci stava), avrebbe funzionato lo stesso meccanismo, e anche Bologna sarebbe andata ko. Napoli: De Magistris ha stravinto, ma se a Napoli non va a votare nemmeno un terzo degli elettori, c’è una ferita della democrazia. Non la si vede, perché era successo qualcosa di (quasi) simile nelle elezioni regionali in Emilia. Ma è una notizia importantissima. Milano: siamo stati messi nella condizione di scegliere se astenerci e dare una lezione a un partito incosciente e presuntuoso che ha inflitto alla città una scelta dall’alto e poi ha campato (e nemmeno troppo bene) sull’ideologia del “meno peggio”, su “è la giunta che conta”; oppure difendere il più possibile la città dal ritorno dei bersagli sociali, rom o siriani che fossero, e dal ritorno dell’allergia per l’antimafia civile e amministrativa.

Il commento di Giannuli

Tratto da:   http://www.aldogiannuli.it/ballottaggi-2016/     20 Giu 2016
Ballottaggi: una prima analisi dei risultati
Scritto da Aldo Giannuli.

Al momento in cui scriviamo i risultati si può solo abbozzare un giudizio, non essendo ancora disponibili i dati in cifra assoluta. A quanto pare è andata così, in primo luogo l’astensione è cresciuta –come sempre accade nei ballottaggi- e al di là del solito, per cui ha votato solo la metà degli elettori, ma non nelle due città dove era più incerta la sfida, Milano e Torino, e dove la flessione fra primo e secondo turno è stata più contenuta.

Il che è un dato che fa riflettere: se questa è la tendenza nazionale, questo significa la fine della rappresentatività del parlamento, perché una forza che, magari, ha avuto il 20% dei voti al primo turno si aggiudica il 54% dei seggi grazie ad un 1% percento in più in un secondo turno dove, per ipotesi, ha votato il 48% degli  elettori e, magari, batte un altro partito che aveva avuto il 38% al primo turno. Vi riesce di immaginare una cosa più disrappresentativa?

venerdì 17 giugno 2016

... Ed ovviamente, manco a dirlo, il miglior candidato sindaco possibile è quello del Pd, mentre quello degli altri è l’incombente sciagura...

Tratto da: http://www.aldogiannuli.it/voto-sempre-politico/
“Stiamo votando per i sindaci, non per altro”: come nascondersi dietro un dito.
Scritto da Aldo Giannuli. Postato in Le analisi, Politica interna
Quando un elettore piddino è nell’angolo e non sa come difendere la sua posizione di fronte a chi gli rimprovera il job act, l’Italicum, l’attentato in corso contro la Costituzione eccetera, si rifugia infallibilmente in un argomento: “Ma adesso stiano votando per i sindaci, a queste altre cose penseremo dal 20 giugno in poi e Renzi non c’entra”. Ed ovviamente, manco a dirlo, il miglior candidato sindaco possibile è quello del Pd, mentre quello degli altri è l’incombente sciagura. E’ uno degli espedienti più falsi e puerili  che si possano immaginare.
La politica è un fatto essenzialmente nazionale e l’elettorato sceglie con criteri di schieramento, orientandosi prima di tutto su quel che ha fatto il governo e boccia o promuove un partito in base a questo criterio. E’ stato così nel 1975, quando l’elettorato premiò il Pci per punire la Dc, è stato così nel 2011 con la primavera (presto sfiorita) dei sindaci arancione che avviò il rapido declino del Cavaliere e sarà così anche questa volta.

mercoledì 15 giugno 2016

"Ma allora, mi direte, le giunte in comune? Rispondo: è un errore che ci siano ed andrebbero fatte cadere tutte. Il Pd va combattuto con tutti i mezzi e su tutti i piani."

tratto da:  http://www.aldogiannuli.it/elettori-sinistra-non-possono-votare-pd/
Gli elettori di sinistra non possono votare per Sala, Giachetti ed il PD: non si vota per il nemico.
Un improvviso amore per la sinistra radicale sembra aver preso i candidati del Pd ai ballottaggi di Roma, Milano, Torino e Bologna: si cerca di arrivare ad accordi, si blandiscono le formazioni di sinistra con la promessa di assessorati, si sottolineano i punti comuni del programma (ma quando mai?), si esalta il passato comune, si fa appello persino alle ragioni del cuore. Uno zucchero!
Ed, al solito, si invocano gli scenari di tregenda qualora si dovessero consegnare le citta alle orrende truppe nere della destra o ai barbari populisti a 5 stelle, salvo poi pregare la destra di Roma e Torino contro i 5 stelle ed i 5 stelle di Bologna e Milano contro i 5 stelle. Cantava Carosone “chi vuò mbruglià?”
Il punto è che i candidati del Pd sono semplicemente invotabili per la semplice ragione che sono del Pd. Ragioniamo con calma.

martedì 14 giugno 2016

Anche se c'è il rischio inciucio, non credo al rischio depotenziamento del referendum. Votare NO sarà l'occasione per cambiare Governo e tornare finalmente a votare

Tratto da:  http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/referendum-berlusconi-se-vince-il-no-siamo-disponibili-a-dar-vita-a-un-governo-unita-nazionale-_3012172-201602a.shtml

Referendum, Berlusconi: "Se vince il No siamo disponibili a dar vita a un governo unità nazionale"
Il leader di Forza Italia ribadisce che "è necessario" che il partito si impegni in Parlamento per cambiare la legge elettorale
2 GIUGNO 2016 20:06
In caso di vittoria del "No" al referendum costituzionale di ottobre, Forza Italia è "disponibile" a dare i propri voti in Parlamento, anche insieme a quelli del Pd, per dar vita "a un governo di unità nazionale". Lo ha detto Silvio Berlusconi, spiegando che la decisione risponde a "un'emergenza" costituita dal cambio della legge elettorale. "Forza Italia non è solo disponibile" a impegnarsi in Parlamento, "ma è necessario che lo faccia", ha aggiunto.

lunedì 13 giugno 2016

C'è chi dice no,,,!

Tratto da:  http://www.aldogiannuli.it/pd-invotabile/

Cari amici del Pd, vi spiego perchè siete invotabili
Si avvicina il ballottaggio e si moltiplicano gli appelli agli elettori M5s e della Sinistra per sbarrare la strada all’orrenda destra leghista, fascista e berlusconiana di Milano e Bologna, ma nello stesso tempo, si sprecano gli appelli di Giachetti e Fassino agli elettori della stessa destra fascio-lego-berlusconiana contro i barbari 5 stelle di Roma e Torino: non è la faccia quello che manca!
Con Berlusconi vi siete alleati (e con Verdini e Alfano lo siete ancora) ed ora a Milano chiedete i voti di sinistra e M5s contro Berlusconi, accusandoli, se non accettano, di essere amici del Cavaliere, di consegnare la città alla destra ecc. e, il tutto, mentre non dite che a Napoli bisogna votare De Magistris per non consegnare la città ecc. ecc.
Avete farro il job act smantellando i diritti di una intera generazione e dando più potere ai “padroni”, avere fatti una legge elettorale al cui confronto quella di Scelba era oro, avete fatto una legge sulla scuola che offre gli insegnanti all’arbitrio dei presidi, avete fatto una riforma costituzionale semplicemente indecente, state sostenendo (unici dell’internazionale socialista e “democratica”) il Ttip che svende i nostri prodotti a favore di quelli americani, nonostante le continue promesse avete mantenuto una pressione fiscale assurda, avete fatto una riforma ignobile della Banca d’Italia che ha regalato miliardi alle più grandi banche d’affari, avete fatto una riforma delle banche popolari ed una legge sul bail in (dopo averlo fatto passare), solo per salvare gli amichetti della banca Etruria e della Popolare di Vicenza, molte di queste leggi le  avete fatte a braccetto con il Cavaliere, venite dal fango di Mafia Capitale e venite a chiedere a noi i voti?
Fatevi votare da Carminati, dai banchieri che avete omaggiato con la riforma di Bankitalia, dai presidi nelle cui mani avete messo i destini degli insegnanti, dai padroni che si gioveranno del job act, dagli amichetti dell’Etruria, dagli amici amerikani. Noi non c’entriamo con la vostra politica e le vostre scelte e, peraltro, quando mai avete tenuto presente il punto di vista del M5s o di Sel mentre facevate le vostre “Riforme”?
C’è una cosa che non capisco del vostro modo di pensare: ma davvero pensavate che, con un  bilancio del genere, non arrivasse il conto da pagare? Non capisco se si tratta di incoscienza su quel che si è fatto, di presunzione per cui si giudicano tutti quanti imbecilli, o se è solo mancanza di pudore. E peggio ancora non capisco questa aria per cui toglierli dall’impiccio di un braccio di ferro sfavorevole, votandoli, sia un dovere per gli altri. Ma chi vi ha detto che votare per voi è un dovere? Volete i voti? Guadagnateveli.
Ora siete invotabili e se doveste perdere a Roma, Milano, Torino e (sogno proibito!) anche a Bologna, sarebbe solo una lezione salutare. Sempre che siate in grado di capirla.
Aldo Giannuli

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