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mercoledì 14 ottobre 2026

La premier giapponese Takaichi prepara una "strategia globale" contro il declino demografico

Il capo del governo ammette: si tratta di "una crisi nazionale che avanza silenziosamente"


Il “dimagrimento” è costante. E, apparentemente, inarrestabile. “Una crisi nazionale che avanza silenziosamente", è la diagnosi (amara) della premier giapponese, Sanae Takaichi. Che ha promesso, nel suo discorso programmatico in Parlamento, di "formulare una strategia globale in materia di popolazione" entro la fine dell'anno.
I numeri non lasciano spazio all’ottimismo. E catturano un Paese attraversato da squilibri sempre più vistosi. Primo: il declino non si arresta. Il numero di cittadini giapponesi residenti nel Paese è sceso sotto i 120 milioni per la prima volta negli ultimi 42 anni. Il Paese perde in media tra i 600.000 e gli 800.000 residenti ogni anno. Più nel dettaglio: secondo i dati del censimento, pubblicati dal Ministero degli Interni, al 1° ottobre 2025 la popolazione totale del Giappone, inclusi i residenti stranieri, ammontava a 122,9 milioni di abitanti, in calo di 3,17 milioni, pari al 2,5%, rispetto a cinque anni prima. Si è trattato del terzo calo consecutivo nell'indagine quinquennale che risale al 1920. Il numero di cittadini giapponesi è diminuito del 3,5%, attestandosi a 119,1 milioni, dopo un calo dell'1,4% registrato nel precedente censimento del 2020, mentre quello dei residenti stranieri è aumentato del 39,8%, raggiungendo il livello record di 3,84 milioni. I cittadini cinesi rappresentavano la quota maggiore di residenti stranieri, con il 24%, seguiti dai vietnamiti, con il 15,9%, e dai sudcoreani e nordcoreani, con il 10,4%.
Secondo aspetto: il tasso di fecondità resta ai minimi, oscillando attorno a 1,2 figli per donna, ben al di sotto del livello di sostituzione (2,1) necessario per stabilizzare la popolazione. Il terzo, anche questo sempre più evidente fenomeno: lo squilibrio generazionale. Oltre il 29% della popolazione ha più di 65 anni, rendendo il Giappone la società più anziana al mondo, mentre la fascia d'età tra 0 e 14 anni rappresenta meno dell'11%.
Le previsioni per il futuro sono fosche. L'Istituto nazionale giapponese per la ricerca sulla popolazione e la sicurezza sociale stima che la popolazione del Paese potrebbe scendere a circa 91,6 milioni entro il 2065 e a 87 milioni entro il 2070. A quel punto, quasi quattro giapponesi su dieci avranno 65 anni o più.
Come si muoverà dunque Tokyo per arginare la “crisi nazionale” demografica? La premier Takaichi promette di superare la logica degli interventi del passato. Troppo frammentari ed episodici. L'obiettivo sarà mettere in campo un approccio complessivo, più ampio e organico. Agendo su più fronti. Dall’aumento dei salari reali per i lavoratori più giovani ai sussidi diretti all'infanzia per incentivare la formazione di nuove famiglie. Fino ad arrivare a un traguardo ambizioso: sagomare stili di vita che contemplino una (ri)conciliazione vita-lavoro. Le ipotesi sul tavolo? Puntare a nuove riduzioni dell'orario di lavoro straordinario e a incentivare i congedi di paternità effettivi. Il governo mira, poi, a investimenti massicci nell'adozione di robotica, intelligenza artificiale e automazione industriale per compensare la mancanza di manodopera nei settori chiave del Paese.

lunedì 12 ottobre 2026

Le grandi bugie sui bimbi trans

Il libro di Alessandra Arachi è un documentato e appassionato atto d'accusa contro il mondo medico, lgbt e mediatico che ha trasformato la triptorelina in un farmaco magico. E usato i minori come "cavie"

domenica 11 ottobre 2026

Soli per scelta (oppure no?): le famiglie e la Chiesa davanti ai figli single

Sempre più giovani adulti vivono da soli: tra autonomia, delusioni e difficoltà a costruire relazioni, una riflessione sul ruolo dei genitori e della pastorale

Al tema della singletudine dedichiamo il numero di questa domenica della nostra newsletter dedicata alla famiglia, “Sofia”. Se non la conosci ancora iscriviti subito.

giovedì 10 settembre 2026

L'allarme Giocattoli contenenti amianto, ministero Salute: quali sono e cosa fare se li avete in casa

Il richiamo per tutte le Regioni con indicazioni su come comportarsi

Giochini deformabili contaminati dall'amianto: nelle ultime settimane è scattato l'alert del ministero della Salute - nell'ambito del sistema europeo Safety Gate - per alcuni giocattoli contenenti sabbia contaminata da amianto con inviti a tutte le Regioni a diffondere notizia e a dare indicazioni su come comportarsi.

Nel dettaglio, si tratta di un giocattolo elastico a forma di carota, di colore arancione, lungo circa 17 centimetri e riempito di sabbia (marca Trendhaus, modello 967176, codice a barre 4032722967176); di un giocattolo deformabile a forma di fantasma pieno di sabbia, bifacciale con due facce diverse felice e triste (marca Trendhaus, modello 964700, codice a barre 4032722964700); di un giocattolo deformabile a forma di umanoide pieno di sabbia di colore nero (marca: TOI TOYS, modello: 35162Z, codice a barre: 8714627012248).

Le analisi hanno rilevato la presenza di amianto tremolite nella sabbia contenuta nei giocattoli.

In caso di rottura dell'involucro, il materiale di riempimento contaminato potrebbe fuoriuscire. La commercializzazione in Italia potrebbe essere avvenuta tramite piattaforme online. 

Come comportarsi

Nel caso in cui si abbia il giocattolo oggetto del richiamo, se è integro, occorre immediatamente sospenderne l'utilizzo (non aprirlo, non svuotarlo) e verificare la possibilità di riconsegnarlo al rivenditore.

Se non è possibile, contattare l'Azienda sanitaria territorialmente competente, chiedendo quale procedura sia stata prevista dalla Regione. Se il giocattolo è rotto e la sabbia è fuoriuscita l'indicazione è di non spazzare la sabbia, non utilizzare un normale aspirapolvere, non soffiare sul materiale, non disperderlo ulteriormente e impedire temporaneamente l'accesso dei bambini e delle altre persone all'area interessata. In questo caso è necessario contattare l'Azienda sanitaria territorialmente competente e segnalare chiaramente che si tratta del prodotto oggetto della notifica Safety Gate.

In caso di giocattolo simile, per il quale non sia più possibile risalire al codice identificativo, si dovrà comunque sospenderne immediatamente l'utilizzo a scopo precauzionale e contattare l'Azienda sanitaria competente. Questi prodotti non vanno gettati tra i normali rifiuti.


https://www.rainews.it/articoli/2026/09/amianto-nei-giocattoli-allerta-dal-ministero-della-salute-e70e29b3-9904-4b6b-a884-cbc3352d7691.html


Allerta giocattolo contenente amianto

Il Ministero della Salute segnala la presenza sul mercato di un giocattolo contenente sabbia contaminata da tremolite, una forma di amianto.

Il giocattolo è elastico a forma di carota, di colore arancione, riempito di sabbia, lungo circa 17 centimetri.


Giocattoli contenenti sabbia contaminata da amianto, come comportarsi e come smaltirli

Pubblicato il 03/09/2026 - Redattore Kregel John Martin 


Allerta del Ministero della Salute per alcuni giochi per bambini

mercoledì 29 luglio 2026

Embrioni (congelati) d'Europa

martedì 21 luglio 2026

La coppia gay che fa causa alla madre surrogata e l’ipocrisia della Gpa “solidale”

Di Piero Vietti
20 Luglio 2026

Due canadesi hanno chiesto un risarcimento alla donna che ha portato in grembo loro figlio perché si è rifiutata di abortire. Se c'è un contratto non c'è amore, e il bambino è un prodotto che si può scartare


Che la gestazione per altri sia un sistema dove i desideri dei più forti diventano ordini e dove il bambino è ridotto a una merce con tanto di clausole di recesso, lo racconta bene una vicenda recente accaduta in Canada, Paese in cui la gestazione per altri è “solidale” e il Sistema sanitario nazionale copre gran parte delle spese. La storia, poco ripresa sui media italiani, è stata raccontata dal National Post:


Una coppia canadese ha intentato causa contro la madre surrogata che ha portato in grembo il loro figlio, due anni dopo che quest’ultima si era rifiutata di interrompere la gravidanza a causa di una labiopalatoschisi e di possibili anomalie genetiche. La madre surrogata, residente in Ontario, ha insistito affinché venissero effettuati ulteriori esami e alla fine la coppia omosessuale ha acconsentito a portare avanti la gravidanza, poiché gli specialisti hanno indicato che il bambino era sano e presentava una malformazione congenita relativamente lieve. Ma in una causa intentata presso la Corte Superiore dell’Ontario lo scorso maggio, i genitori sostengono che la donna non li abbia tenuti informati sulla salute del bambino, abbia messo a rischio il piccolo, abbia causato loro un forte stress emotivo e abbia violato la loro riservatezza, accuse che la madre surrogata nega con veemenza. Nell’atto di citazione non si menziona specificamente la loro richiesta, avanzata nel giugno 2024, di interrompere la gravidanza alla ventiduesima settimana. Tuttavia, sia la madre surrogata che il responsabile dell’agenzia che le ha messe in contatto affermano che il rapporto ha iniziato a deteriorarsi dopo il disaccordo sull’aborto.
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«Vogliamo interrompere la gravidanza in conformità con il nostro contratto»

La coppia gay avrebbe chiesto un risarcimento di 600.000 dollari perché, sostanzialmente, la madre surrogata di loro figlio non avrebbe eseguito i loro ordini, rifiutandosi di abortire dopo che sembrava che il feto avesse una malformazione (poi rivelatasi lieve) e scegliendo di partorire in casa.

La donna racconta che il loro rapporto è stato positivo durante i primi mesi di gravidanza, ma poi, alla fine di giugno del 2024, ha comunicato loro i risultati di un’ecografia che indicava la presenza di una labiopalatoschisi nel bambino, forse anche di una palatoschisi e di un piccolo difetto cardiaco. La madre surrogata a quel punto ha ricevuto una lettera dal tono formale e legale dai “genitori intenzionali”.


segue al link

domenica 19 luglio 2026

L’Arcivescovo in visita a campeggi “storici”

Il 18 luglio a Valgrisenche (Valle d’Aosta) monsignor Delpini incontrerà i campeggiatori di Legnano (nell’80° di fondazione) e Cinisello Balsamo (nel 70°). Si ricorderanno anche il trentennale dello Statuto del Gruppo Campeggi Riuniti e il suo animatore Angelo Pezzoni a un anno dalla scomparsa


mercoledì 15 luglio 2026

Ti scatterò una foto

Tratto da:  

venerdì 26 giugno 2026

L’impatto ambientale delle creme solari: come scegliere prodotti sostenibili

https://www.marionegri.it/magazine/filtro-crema-solare-ambiente?utm_source=Istituto+di+Ricerche+Farmacologiche+Mario+Negri+IRCCS&utm_campaign=9de599f553-EMAIL_CAMPAIGN_11_27_2019_9_44_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_10e57d9d33-9de599f553-62332161


Estate, vacanze, mare. Mettiamo la protezione solare. Andiamo a fare una nuotata. Gesti semplici, quotidiani, spontanei. I cui effetti, però, vanno ben oltre il nostro corpo. Parliamo dell’impatto dei filtri UV (ossia raggi ultravioletti) sull’ambiente marino, dei rischi connessi ad alcune formulazioni e di come scegliere consapevolmente la prossima protezione solare, pensando non solo alla nostra pelle ma anche alla salute degli ecosistemi. A guidarci è Gianluca Selvestrel, a capo dell’Unità di Sostenibilità Ambientale per i Sistemi Industriali e Sanitari dell’Istituto Mario Negri.

lunedì 27 aprile 2026

Amoris laetitia, il Papa convoca i vescovi del mondo per un summit sulla famiglia

In occasione del decimo anniversario dell’esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, Leone XIV convoca per ottobre prossimo i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un evento di “ascolto reciproco” e “discernimento sinodale” sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi influenzate da “tanti cambiamenti" e per condividere "quanto si sta realizzando nelle Chiese locali"

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Ripartire da lì, da Amoris laetitia, dall’esortazione apostolica di Papa Francesco tra i capisaldi del suo pontificato, per guardare ai “cambiamenti” di oggi nelle famiglie, per condividere “quanto si sta realizzando nelle Chiese locali” da dieci anni a questa parte e per capire quali sono “i passi da compiere” per “annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, tenendo conto anche delle forme di povertà e violenza che molte di loro subiscono. Con questi molteplici obiettivi, Papa Leone XIV convoca per il prossimo ottobre i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un summit sulla famiglia in Vaticano. Non un Sinodo, non un Concistoro, ma un evento di ascolto, dialogo e riflessione. L’annuncio giunge in un messaggio firmato dal Pontefice oggi, 19 marzo, solennità di San Giuseppe in occasione del decennale del documento di Francesco, “frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia”.

Link:

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-famiglia-messaggio-dieci-anni-amoris-laetitia.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
IN OCCASIONE DEL DECIMO ANNIVERSARIO
DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE AMORIS LAETITIA

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260319-messaggio-amorislaetitia.html


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domenica 15 febbraio 2026

C’è da preoccuparsi per il trapianto di cuore sbagliato a Napoli

Per il bambino che l'ha subìto, ma anche perché gli errori commessi rischiano di compromettere la fiducia nel sistema dei trapianti


lunedì 26 gennaio 2026

Diesel e le dipendenti dagli ovuli d’oro

Il gruppo Only The Brave paga il social freezing alle dipendenti. Non è una novità, da anni le Big Tech considerano la maternità un optional aziendale. Si scrive "supporto alla genitorialità", si legge "avere il controllo dei mezzi di produzione e riproduzione"


https://www.tempi.it/diesel-e-le-dipendenti-dagli-ovuli-doro/?utm_source=convertkit&utm_medium=email&utm_campaign=Il+diritto+internazionale+a+Hong+Kong+e+la+rivolta+contro+le+%22emissioni+zero%22+-+20485373

alcuni spunti:

«Quel benefit potrebbe sembrare positivo per le singole donne in un contesto tecnologico che segue ritmi velocissimi e in cui se vieni lasciato indietro per mesi o un anno sei finito. Consente di posticipare la cura dei figli. Ma l’idea “noi adattiamo la famiglia e la riproduzione all’agenda aziendale” in realtà è folle. Le donne possono individualisticamente esserne sollevate, sembrerà che possano avere tutto. Ma di fatto è la biologia che viene sottomessa e piegata al capitalismo delle corporation».

Tutte vogliono congelare gli ovuli per avere figli (e poi non li fanno)

Dieci anni dopo i numeri raccontavano l’altra faccia del manifesto. Meno del 15 per cento delle donne tornava a utilizzare gli ovuli congelati. Il tasso reale di successo di una gravidanza da egg freezing restava intorno allo 0,7 per cento. Neanche l’1 per cento degli ovuli congelati finiva con un bambino. Ma questo dato non compare nelle brochure aziendali, né nei comunicati stampa sul welfare inclusivo. Compare invece l’effetto psicologico, potentissimo: la possibilità di non dover scegliere adesso.


Dove il lavoro si organizza intorno alla vita, non servono freezer. Dove non lo si vuole fare, si offre la tecnologia e la si chiama libertà. Nulla di nuovo: a qualcosa del genere ha pensato anche la Puglia che da qualche mese riconosce alle donne tra i 27 e i 37 anni e con un Isee inferiore ai 30mila euro un contributo alla crioconservazione. Diesel non è che un altro tassello da aggiungere alla provincia spaziotemporale di un mercato che si è fatto ben più più vasto. Lo stesso capitalismo morale che ieri ha venduto l’egg freezing oggi vende l’aborto come benefit aziendale. Negli Stati Uniti Starbucks, Amazon, Apple, Levi’s, Citigroup rimborsano viaggi, hotel, babysitter per permettere alle dipendenti di abortire negli stati dove è più difficile farlo. Stesso linguaggio, stessa logica: “Salute riproduttiva”, “cura”, “accesso”. La gravidanza diventa una variabile di costo, il figlio un rischio operativo.


Diesel non fa eccezione: fa scuola

Detta fuori dai denti del marketing, prima ti aiutano a rimandarlo, poi ti aiutano a interromperlo. Sempre in nome della scelta, sempre evitando il punto centrale: un’azienda che asseconda la visione dell’incompatibilità tra maternità naturale e lavoro non è neutrale, è normante. Sta decidendo quando è accettabile fare un figlio e quando no. Come osservava Forbes già commentando Apple e Facebook, il rischio è evidente: non possedere solo i mezzi di produzione, ma anche quelli di riproduzione.

Diesel non fa eccezione. Fa scuola: la maternità naturale è un problema, quella differita un servizio. Il lavoro viene prima, la vita poi. Se poi arriva.

domenica 25 gennaio 2026

«Mio figlio non viene più a Messa». Una guida per salvare la domenica in famiglia

Per due genitori cristiani che si sono spesi con impegno nell’educazione alla fede non c’è fallimento più profondo della decisione dei figli adolescenti di non andare più in Chiesa. Che fare? E come recuperare il tempo e i riti condivisi di cui le relazioni tra genitori e figli hanno bisogno? Una guida ragionata

segue al link:

lunedì 12 gennaio 2026

Due articoli sullo stesso argomento

La transizione di genere e i bambini: «Che consenso si può dare a 13 anni?»

La decisione del Tribunale di La Spezia di rettificare il sesso di un’adolescente all’anagrafe riapre il dibattito sulla tutela dei diritti dei più piccoli Tutti i dubbi della Garante per l'infanzia, Marina Terragni

Segue al link:

Cambiare sesso a 13 anni: ma chi (e come) decide sul corpo di un bambino?

Una sentenza autorizza la rettifica all'anagrafe per una bambina di La Spezia, oggi maschio. È il più giovane ad aver concluso il percorso di transizione nel nostro Paese. Pro Vita & Famiglia: «Una follia». Dal ddl del governo al caso Careggi fino alle scelte degli altri Paesi, tutto quello che c'è da sapere

Segue al link:

domenica 11 gennaio 2026

Ci stiamo facendo troppi problemi sull'avere figli?

di Massimo Calvi
Il crollo delle nascite viene spesso spiegato con una lunga lista di motivi concreti – precarietà, salari bassi, carenza di servizi, squilibri di genere, incertezze sul futuro – cui si aggiunge una narrazione sempre più ambigua della genitorialità. Ma ridurre la scelta di avere figli a una questione di calcolo razionale o di ricerca della felicità è forse l’equivoco di fondo

Segue al link: 
https://www.avvenire.it/famiglia/ci-stiamo-facendo-troppi-problemi-sullavere-figli_102469


Sono molte le ragioni che spingono le persone a non volere figli. Ogni volta che ci si trova a commentare dati sul declino delle nascite o sulle intenzioni di fecondità, come è stato ancora in questi giorni dopo la pubblicazione di un’indagine Istat, è naturale confrontarsi con l’elenco dei tanti buoni motivi che spiegano il declino demografico. Ci sono le questioni economiche, quelle legate alla carenza di servizi, la penalizzazione delle donne circa le prospettive di carriera, il carico maggiore che grava sulle madri, il deficit di cura verso la maternità, i nuovi stili di vita, le incertezze circa il presente e il futuro, tra lavori instabili e sottopagati e mercati immobiliari. E poi c’è il grande tema della narrazione della genitorialità, cioè del racconto pubblico e privato attorno al fatto di avere figli oppure no che viene rappresentato alle nuove generazioni, e qui può rientrare anche il contributo negativo dei social network, se è corretto incolparli di favorire isolamento e ansie.
Sono tutte questioni estremamente serie, meritano di essere analizzate a fondo una per una, come già si fa, anche quelle dimenticate, ma di fronte all’ampiezza e alla complessità della questione la voglia è di razionalizzare e semplificare, tentare sintesi estreme. È chiaro in effetti che le “scuse” per non avere figli sono infinitamente molte di più di quelle che invitano ad averne, se il confronto è tra mille paure possibili e un semplice istante di perdita di controllo. Forse è proprio questo l’equivoco: pensare che la faccenda della genitorialità abbia a che fare con la ricerca e la programmazione della felicità. Non (per tutti) è così. Cioè in genere non si diventa genitori per essere felici, più spesso accade perché lo si è già, e lo si è in due e nello stesso preciso momento, condizione che favorisce il reciproco abbandonarsi. Dopo, il terreno sul quale procedere può cambiare significativamente, in una disputa non ben risolta tra felicità e senso della vita.
Ma torniamo al bisogno di semplificare. Perché è vero che la narrazione, o le narrazioni, sulla maternità/paternità contano, e chissà se più dei sostegni economici o dei servizi di cura e altro, anche se proprio le carenze di aiuti e denaro sono le prime richieste segnalate dai mancati e potenziali genitori. Il fatto è che se si insiste nel raccontare, ad esempio - essendo al centro del dibattito soprattutto le donne (si veda Laura Pigozzi, Non solo madri, Raffaello Cortina; o Alessandra Minello, Senza Figli, Laterza) - che la maternità è tutta  rose e fiori, poi si corre il rischio di tradire le attese, ma se si vuole enfatizzare l’altra parte del racconto, la più oscura, il pericolo è di tradire e basta. Dovremmo chiederci, allora, nello scontro tra narrazioni: meglio trovarsi pentite di avere avuto figli, o di non averne avuti?
Per i maschi è, solo in apparenza, più semplice. Tra l’altro, l’indagine Istat mostra un dato che dice tanto del carico successivo: le donne che diventano madri hanno un po’ meno desiderio di prole rispetto a prima della maternità, i maschi, invece, quando nascono anche come padri, cambiano prospettiva e ne vorrebbero ancora di più di bambini. La questione dunque non è se diventare genitori sia faticoso, impegnativo, o persino limitante. Certo che lo è: essere madri o padri è comunque faticosissimo, pure se si rimuovessero tutti gli ostacoli. Ciò che andrebbe detto, semmai, liberati dal dilemma esistenziale frutto della mitizzazione di carriera e tempo libero, è che diventare genitori è un po’ come andare in coppia a scalare le montagne, o affrontare in bici una lunga salita, o sciare lungo un pendio di neve non battuta, o alzarsi la mattina presto per andare a correre al parco. Nessuno dice che non sia faticoso, o privo di rischi. In genere però ne vale la pena.

Diritto alla vita: perché l’Europa è inquieta (e il dialogo così difficile)

Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltan...