mercoledì 14 ottobre 2026
La premier giapponese Takaichi prepara una "strategia globale" contro il declino demografico
lunedì 12 ottobre 2026
Le grandi bugie sui bimbi trans
domenica 11 ottobre 2026
Soli per scelta (oppure no?): le famiglie e la Chiesa davanti ai figli single
Sempre più giovani adulti vivono da soli: tra autonomia, delusioni e difficoltà a costruire relazioni, una riflessione sul ruolo dei genitori e della pastorale
venerdì 2 ottobre 2026
La terribile storia della surrogata ribelle e del neonato malato conteso in tre stati Usa
giovedì 10 settembre 2026
L'allarme Giocattoli contenenti amianto, ministero Salute: quali sono e cosa fare se li avete in casa
Giochini deformabili contaminati dall'amianto: nelle ultime settimane è scattato l'alert del ministero della Salute - nell'ambito del sistema europeo Safety Gate - per alcuni giocattoli contenenti sabbia contaminata da amianto con inviti a tutte le Regioni a diffondere notizia e a dare indicazioni su come comportarsi.
Nel dettaglio, si tratta di un giocattolo elastico a forma di carota, di colore arancione, lungo circa 17 centimetri e riempito di sabbia (marca Trendhaus, modello 967176, codice a barre 4032722967176); di un giocattolo deformabile a forma di fantasma pieno di sabbia, bifacciale con due facce diverse felice e triste (marca Trendhaus, modello 964700, codice a barre 4032722964700); di un giocattolo deformabile a forma di umanoide pieno di sabbia di colore nero (marca: TOI TOYS, modello: 35162Z, codice a barre: 8714627012248).
Le analisi hanno rilevato la presenza di amianto tremolite nella sabbia contenuta nei giocattoli.
In caso di rottura dell'involucro, il materiale di riempimento contaminato potrebbe fuoriuscire. La commercializzazione in Italia potrebbe essere avvenuta tramite piattaforme online.
Come comportarsi
Nel caso in cui si abbia il giocattolo oggetto del richiamo, se è integro, occorre immediatamente sospenderne l'utilizzo (non aprirlo, non svuotarlo) e verificare la possibilità di riconsegnarlo al rivenditore.
Se non è possibile, contattare l'Azienda sanitaria territorialmente competente, chiedendo quale procedura sia stata prevista dalla Regione. Se il giocattolo è rotto e la sabbia è fuoriuscita l'indicazione è di non spazzare la sabbia, non utilizzare un normale aspirapolvere, non soffiare sul materiale, non disperderlo ulteriormente e impedire temporaneamente l'accesso dei bambini e delle altre persone all'area interessata. In questo caso è necessario contattare l'Azienda sanitaria territorialmente competente e segnalare chiaramente che si tratta del prodotto oggetto della notifica Safety Gate.
In caso di giocattolo simile, per il quale non sia più possibile risalire al codice identificativo, si dovrà comunque sospenderne immediatamente l'utilizzo a scopo precauzionale e contattare l'Azienda sanitaria competente. Questi prodotti non vanno gettati tra i normali rifiuti.
Allerta giocattolo contenente amianto
Il Ministero della Salute segnala la presenza sul mercato di un giocattolo contenente sabbia contaminata da tremolite, una forma di amianto.
Il giocattolo è elastico a forma di carota, di colore arancione, riempito di sabbia, lungo circa 17 centimetri.
Giocattoli contenenti sabbia contaminata da amianto, come comportarsi e come smaltirli
mercoledì 29 luglio 2026
Embrioni (congelati) d'Europa
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martedì 21 luglio 2026
La coppia gay che fa causa alla madre surrogata e l’ipocrisia della Gpa “solidale”
Che la gestazione per altri sia un sistema dove i desideri dei più forti diventano ordini e dove il bambino è ridotto a una merce con tanto di clausole di recesso, lo racconta bene una vicenda recente accaduta in Canada, Paese in cui la gestazione per altri è “solidale” e il Sistema sanitario nazionale copre gran parte delle spese. La storia, poco ripresa sui media italiani, è stata raccontata dal National Post:
«Vogliamo interrompere la gravidanza in conformità con il nostro contratto»
La coppia gay avrebbe chiesto un risarcimento di 600.000 dollari perché, sostanzialmente, la madre surrogata di loro figlio non avrebbe eseguito i loro ordini, rifiutandosi di abortire dopo che sembrava che il feto avesse una malformazione (poi rivelatasi lieve) e scegliendo di partorire in casa.
La donna racconta che il loro rapporto è stato positivo durante i primi mesi di gravidanza, ma poi, alla fine di giugno del 2024, ha comunicato loro i risultati di un’ecografia che indicava la presenza di una labiopalatoschisi nel bambino, forse anche di una palatoschisi e di un piccolo difetto cardiaco. La madre surrogata a quel punto ha ricevuto una lettera dal tono formale e legale dai “genitori intenzionali”.
segue al link
domenica 19 luglio 2026
L’Arcivescovo in visita a campeggi “storici”
mercoledì 15 luglio 2026
Ti scatterò una foto
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venerdì 26 giugno 2026
L’impatto ambientale delle creme solari: come scegliere prodotti sostenibili
lunedì 27 aprile 2026
Amoris laetitia, il Papa convoca i vescovi del mondo per un summit sulla famiglia
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Ripartire da lì, da Amoris laetitia, dall’esortazione apostolica di Papa Francesco tra i capisaldi del suo pontificato, per guardare ai “cambiamenti” di oggi nelle famiglie, per condividere “quanto si sta realizzando nelle Chiese locali” da dieci anni a questa parte e per capire quali sono “i passi da compiere” per “annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, tenendo conto anche delle forme di povertà e violenza che molte di loro subiscono. Con questi molteplici obiettivi, Papa Leone XIV convoca per il prossimo ottobre i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un summit sulla famiglia in Vaticano. Non un Sinodo, non un Concistoro, ma un evento di ascolto, dialogo e riflessione. L’annuncio giunge in un messaggio firmato dal Pontefice oggi, 19 marzo, solennità di San Giuseppe in occasione del decennale del documento di Francesco, “frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia”.
Link:
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domenica 15 febbraio 2026
C’è da preoccuparsi per il trapianto di cuore sbagliato a Napoli
Per il bambino che l'ha subìto, ma anche perché gli errori commessi rischiano di compromettere la fiducia nel sistema dei trapianti
lunedì 26 gennaio 2026
Diesel e le dipendenti dagli ovuli d’oro
Tutte vogliono congelare gli ovuli per avere figli (e poi non li fanno)
Dieci anni dopo i numeri raccontavano l’altra faccia del manifesto. Meno del 15 per cento delle donne tornava a utilizzare gli ovuli congelati. Il tasso reale di successo di una gravidanza da egg freezing restava intorno allo 0,7 per cento. Neanche l’1 per cento degli ovuli congelati finiva con un bambino. Ma questo dato non compare nelle brochure aziendali, né nei comunicati stampa sul welfare inclusivo. Compare invece l’effetto psicologico, potentissimo: la possibilità di non dover scegliere adesso.
Dove il lavoro si organizza intorno alla vita, non servono freezer. Dove non lo si vuole fare, si offre la tecnologia e la si chiama libertà. Nulla di nuovo: a qualcosa del genere ha pensato anche la Puglia che da qualche mese riconosce alle donne tra i 27 e i 37 anni e con un Isee inferiore ai 30mila euro un contributo alla crioconservazione. Diesel non è che un altro tassello da aggiungere alla provincia spaziotemporale di un mercato che si è fatto ben più più vasto. Lo stesso capitalismo morale che ieri ha venduto l’egg freezing oggi vende l’aborto come benefit aziendale. Negli Stati Uniti Starbucks, Amazon, Apple, Levi’s, Citigroup rimborsano viaggi, hotel, babysitter per permettere alle dipendenti di abortire negli stati dove è più difficile farlo. Stesso linguaggio, stessa logica: “Salute riproduttiva”, “cura”, “accesso”. La gravidanza diventa una variabile di costo, il figlio un rischio operativo.
Diesel non fa eccezione: fa scuola
Detta fuori dai denti del marketing, prima ti aiutano a rimandarlo, poi ti aiutano a interromperlo. Sempre in nome della scelta, sempre evitando il punto centrale: un’azienda che asseconda la visione dell’incompatibilità tra maternità naturale e lavoro non è neutrale, è normante. Sta decidendo quando è accettabile fare un figlio e quando no. Come osservava Forbes già commentando Apple e Facebook, il rischio è evidente: non possedere solo i mezzi di produzione, ma anche quelli di riproduzione.
Diesel non fa eccezione. Fa scuola: la maternità naturale è un problema, quella differita un servizio. Il lavoro viene prima, la vita poi. Se poi arriva.
domenica 25 gennaio 2026
«Mio figlio non viene più a Messa». Una guida per salvare la domenica in famiglia
lunedì 12 gennaio 2026
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domenica 11 gennaio 2026
Ci stiamo facendo troppi problemi sull'avere figli?
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Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltan...
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