IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

lunedì 31 agosto 2015

Referendum. Chi può autenticare e dove.

Estratto dalle FAQ delle http://referendum.possibile.com/faq/

Chi può autenticare le firme (ad esempio) ?

  • Sindaci
  • Assessori comunali
  • Presidenti di Consigli Comunali
  • Consiglieri Comunali che comunichino la propria disponibilità al Sindaco.

La qualifica dell’autenticatore traccia i confine geografici entro i quali può operare. Non seleziona i firmatari, bensì il territorio entro il quale l’autenticatore può operare. Esempio: se l’autenticatore è un Consigliere Comunale o un dipendente del Comune di Reggio Emilia, può autenticare firme solo nel territorio del Comune di Reggio Emilia.

sabato 29 agosto 2015

E' in corso la raccolta di firme per referendum abrogativi...

... e "stranamente" i media non ne parlano.
Scorrete i titoli di testa dei TG e non troverete nulla su questo argomento.
Il Governo vi ama e non vuole che sprechiate il Vostro tempo a pensare.  E tanto meno che possiate andare a firmare mettendo in crisi le sue s-realizzazioni.  Non proprio adesso che Renzi e Berlusconi vanno così  d'amore e d'accordo.  Non proprio adesso che si scopre che i proclami sui nuovi assunti a tempo indeterminato erano basati su numeri falsi.  E per non farvi preoccupare troppo, mentre i numeri falsi venivano proposti ai TG in tutte  le salse, ora i numeri veri sono stati nascosti in una riga di commento, come una notizia di poca importanza, una velina che si è obbligati a trasmettere, ma sperando che nessuno e colga il significato. 

Per chi non si arrende, suggerisco di dare un'occhiata  agli argomenti dei referendum, in modo da valutare la opportunità di firmare.
Ho scritto due volte tramite mail alla Segretaria Comunale del nostro Comune chiedendo gli orari per poter firmare, ma non mi ha ancora risposto.  Nei prossimi giorni continuerò a chiedere, anche via posta certificata, chissà che qualcuno non mi risponda...

Ostia, Roma. Ed il Governo

Due articoli di Nando dalla Chiesa.
Ora che tutto è sotto il controllo del Governo siamo tutti più tranquilli.  O no?

Sciolto il Municipio di Ostia. A chi giova? Tra Gabrielli e Bruce
Scritto da Nando dalla Chiesa  , 
Thursday 27 August 2015  
Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=2364

 ... Dopodiché, come si può vedere dall'articolo qui accanto, scritto dopo l' università itinerante fatta a Ostia tra fine luglio e inizio agosto, io speravo che lì lasciassero realizzare la rivoluzione amministrativa di Alfonso Sabella, che stava finalmente pestando i piedi agli interessi onnipotenti. Invece ci andrà un burocrate di governo. Speriamo che faccia bene. Anche perché nel frattempo il prefetto Franco Gabrielli, che molti hanno giustamente chiamato in causa per il funerale con la musica del Padrino, avrà per premio sotto il suo protettorato/  controllo ben otto settori dell'attività del Campidoglio. Di più, coordinerà comune e regione per il Giubileo. Ci sono davvero carriere che nascono a prova di bomba. ...


Ultimo articolo
Mafia litorale. Ostia impunita e la battaglia di Alfonso Sabella
Il Fatto Quotidiano, 15.8.15
Tratto     da: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.phpIl monumento a Pasolini, sobrio, quasi delicato, si intravede dal cancello. Un cartello invita a entrare liberandosi della catena, aprite il lucchetto. Ma il lucchetto non si apre. Ostia, zona idroscalo, tot metri sotto il livello del mare. Arrivi e sei subito adocchiato e registrato. Quando lo scrittore venne qui a trovare morte misteriosa non poteva immaginare che vi sarebbero fiorite le nuove famiglie criminali, in grado di parlare a tu per tu con i boss più titolati al mondo, Cosa Nostra, gente dei Caruana e dei Cuntrera, mafia agrigentina involatasi da Siculiana verso le Americhe. E invece le nuove famiglie criminali sono arrivate. Autoctone, da nessuno trapiantate, nomadi stanziali giunte un giorno dall’Abruzzo. I Fasciani. E con i Fasciani gli Spada, clan imparentati tra loro; e gli Spada interni ai Casamonica, metà Ostia metà Roma. Un sistema criminale integrato e mobile, che a fisarmonica ha conquistato l’affaccio sul mare della capitale d’Italia, l’unica in Europa con Atene a godere di tanta fortuna. 
Una fortuna sperperata se oggi un pezzo di Mafia Capitale è questa Mafia Litorale, gruppi criminali misti formatisi all’occupazione militare delle spiagge, narcotraffico, usura e stabilimenti balneari. In principio fu Fiumicino, porto e aeroporto, un comune più esteso di Milano: opportunità incontrollabili di affari e speculazioni, e rifugi per i latitanti siciliani. E migliaia di deportati in arrivo da un’Urbe che spazzava via case a grappoli per realizzare il grande raccordo anulare. Un impasto sociologico, urbanistico, che nel disinteresse della borghesia romana allevava illegalità e turpitudini estetiche.
All’inizio degli anni novanta giunse la prima autonomia per la circoscrizione, la nascita del Municipio di Ostia, presidente Angelo Bonelli, giovane verde poi finito nelle mire dei clan: auto bruciata, casa incendiata nell’indifferenza della stampa locale, compresa quella più blasonata e nazionale. Tutto prevedibile, come quando la società civile si ritira, essendo meno disposta a difendere i suoi valori di quanto i clan siano disposti a difendere i loro affari. Istituzioni silenti e paurose. Corruzione a gogo dei funzionari, tanto che tutte e tre le nuove dirigenti portate a Ostia da Alfonso Sabella nella sua veste di assessore alla legalità nominato dal sindaco Marino a commissario del Municipio hanno ricevuto le loro brave intimidazioni appena arrivate. 

Perché è davvero Mafia Litorale. Con un livello di impunità assoluta. Pochi giorni fa il fratello del presidente del porto appena arrestato, Mauro Balini, ha licenziato un ragazzo del suo stabilimento, riposo eccessivo durante il lavoro e casuale vicinanza ai movimenti antimafia, e per non essere troppo tenero lo ha chiuso in una cabina, ce lo ha tenuto, e mentre da fuori si udivano le urla lo ha pestato, 40 giorni di prognosi. A Ostia negli stabilimenti non si fanno scontrini neanche a chi li chiede, è una lotta impari. Perciò serpeggia una diffidenza autentica verso la spiaggia eretica, un lotto vinto da Uisp (la più grande associazione di promozione sportiva nazionale, di sinistra)e Libera, scontrino numero 550 e passa alle cinque e mezzo del pomeriggio, una cifra record perché gli scontrini basta farli, l’ha fotografato uno degli studenti e laureati venuti con il sottoscritto per una esperienza di università itinerante, per vedere in diretta come Pignatone e Prestipino, i giudici registi di “Mafia Capitale”, non vaneggino affatto. Questi sconci accadono solo quando il sistema se ne nutre. Di più, quando il potere fa della criminalità organizzata un’utile forza di intimidazione dentro un sistema di assoggettamento e omertà più grande, congrega di ex galeotti, assessori, gabinetti di sindaci e cooperative. 
Dirompente, dunque, la spiaggia eretica. Che aprendo profondità gratuite verso la battigia a bagnanti increduli spezza il lungomare ribattezzato “lungomuro”, chilometri senza mare e senza edicole perché neanche un Corriere (dello Sport) si prende, o un giornalino, troppa cultura. Silenzio assoluto degli ambientalisti, non parliamo del Pd, qui anche i cinque stelle vanno a braccetto con i signori degli stabilimenti balneari. Gente potente, perché, sembrerà incredibile, ma i presidenti delle federazioni balneari nazionali sono precisamente di Ostia, loro alla testa della grande battaglia europea per sdemanializzare le spiagge cementificate.

Alfonso Sabella appare in questo contesto un generoso utopista, portatore della sconosciuta novella della legge e del diritto. Ricco di consensi plaudenti, associazioni civili, albergatori e ristoratori indignati e spossati, preti, insegnanti, studenti; ma accerchiato da chi non aspetta altro che lo scioglimento per mafia del Municipio per liberarsene, oh che bello, viva l’antimafia, guarda un po’ gli scherzi della storia. Gli studenti milanesi lo hanno ascoltato come in una grande intervista collettiva, una radiografia impietosa del potere amministrativo, la mafia 4.0 che non si scontra con lo Stato ma se lo compra. Lo hanno applaudito a lungo prima che tornasse al suo lavoro, la cravatta sotto un’afa da schiantare. Mafia Litorale e Mafia Capitale. Nessuno le separi. E nessuno dimentichi nulla. Là dove Pasolini cercava il mondo degli emarginati stava nascendo un nuovo pezzo del Palazzo. Quello di cui l’intellettuale scomodo ancora non sapeva.
 

Famiglie e media

Ora che i TG se ne occupano più... qualche riflessione sul caso.
E magari ancora una volta la constatazione che il "circo mediatico" indirizza il nostro modo di pensare.
Tratto da: http://www.aldogiannuli.it/caso-levato-bambino-negato/

Chi segue questo blog sa che di solito dedico il lunedì ad un editoriale sulla politica interna, ma questa settimana faccio una eccezione, sia perché, data la pausa ferragostana, c’è poco da dire, sia perché c’è un caso che ritengo molto importante sul piano del costume e della civiltà giuridica, e che mi ha molto toccato.
Il caso è quello del bambino di Martina Levato e di Alexander Boettcher, la coppia ”dell’acido”, i due che hanno aggredito (per ragioni che non abbiamo ancora capito) una serie di giovani spruzzandogli acido corrosivo sul volto. I due sono stati condannati in primo grado ad una lunga pena detentiva (14 anni) e sono in attesa di appello, ma, nel frattempo è nato il piccolo che l’Autorità giudiziaria ha immediatamente separato dalla madre, aprendo le procedure di adozione, salvo autorizzare successivamente un momentaneo contatto fra madre e bambino, ma con divieto di allattamento, “per non far sorgere il vincolo affettivo”.

giovedì 20 agosto 2015

Anche Rosy Bindi non ce la fa più.

Troppe le decisioni prese da Renzi in contrasto con la storia ed il programma del PD.  Forse sarebbe meglio rinominare il partito di Renzi, chiamarlo Forza Italia e nominare Berlusconi Presidente onorario, prendendo atto che che il PD è stato un fallimento, o meglio un tradimento degli elettori.

Ora anche Rosy  Bindi non ce la fa più.

09 Agosto 2015
di Giampiero Calapà - da Il Fatto Quotidiano

O Renzi è disponibile a riaprire una fase di dialogo vero con il suo stesso partito per un ripensamento che ci riporti alle nostre origini uliviste oppure è inevitabile che a sinistra di questo Pd nasca una forza di governo, non residuale. E il tempo a disposizione non è molto, le cose saranno già chiare a settembre con il percorso parlamentare delle riforme costituzionali”. Quello di Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, non è un ultimatum, ma un estremo accorato appello al segretario del Pd Matteo Renzi, mentre c’è sempre più aria di nuovi patti del Nazareno e nuove intese con Berlusconi, non bastasse già Alfano e non bastasse neppure Denis Verdini. “Non possiamo continuare ad essere così schiacciati su proposte di centrodestra, dal lavoro alla scuola, dalla sanità al fisco”.


L'intervista completa: