lunedì 16 marzo 2026

Un agostiniano nuovo elemosiniere del Papa. Il cardinale Krajewski torna in Polonia

Leone XIV sceglie il vescovo confratello spagnolo che era alla segreteria del Sinodo come prefetto del Dicastero per la carità. Il saluto a Krajewski, uno dei volti del pontificato di Francesco, in prima linea nella solidarietà fra i poveri e le vittime delle guerre




Il cardinale Krajewski è stato uno dei volti del pontificato di Francesco, in prima linea nella solidarietà fra gli ultimi e le vittime delle guerre. Ha incarnato la “Chiesa povera fra i poveri”.
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Nel 2019 il celebre gesto nel palazzo occupato di Spin Time, nel centro di Roma, dove aveva ripristinato l’energia elettrica che era stata “tagliata”. 

domenica 15 marzo 2026

San Massimiliano di Tebessa, il primo obiettore di coscienza

I Santi che hanno detto no alla guerra sono tanti: nelle campagne di obiezione di oggi la loro eredità




«Non mi è lecito fare il soldato, non posso fare il male, sono cristiano» così, all’epoca dell’imperatore Diocleziano, il giovane Massimiliano di Tebessa rispose quando gli domandarono perché rifiutasse le armi, durante il processo che decretò il suo martirio e la condanna a morte. Una storia ricordata oggi dal Movimento Nonviolento, che il 12 marzo celebra San Massimiliano, martire considerato il patrono degli obiettori di coscienza anche se non ufficialmente dalla Chiesa, ma riconosciuto come tale dai movimenti cattolici e laici per la pace e la nonviolenza.

Il giovane era figlio di Fabio Vittore, veterano militare, e dunque tenuto a proseguire la carriera del padre. Lui disse no e fu accusato di indisciplina. Venne martirizzato e decapitato il 12 marzo del 259 d.C. vicino a Cartagine, nell’attuale Algeria. Aveva poco più di 21 anni. «La lunga storia dell’obiezione di coscienza da Tebessa arriva fino a noi – scrive oggi Mao Valpiana, presidente del Movimento, rilanciando in occasione di questa ricorrenza la campagna di obiezione alla guerra "Leva la leva" –. In ogni Paese si è sviluppata l’idea dell’obiezione, del rifiuto del servizio militare, obbligatorio o volontario che sia. “Fare il militare” è l’obbligo necessario per avere un esercito, che è lo strumento essenziale per “fare la guerra”». Oggi, continua Valpiana, «siamo tutti chiamati a “prepararci alla guerra”. Le prove generali sono già iniziate. In tutta Europa si sta riorganizzando l’apparato militare, anche con il ripristino della leva, per avere grandi numeri a disposizione. È tempo, dunque, di riorganizzare anche l’obiezione di coscienza».
San Massimiliano non rifiutava solo l'atto di uccidere, ma l'appartenenza stessa a un'istituzione che considerava incompatibile con la fede. La sua storia, però, non è l'unico esempio di rifiuto della guerra nella storia della Chiesa. Tra i tanti, ricordiamo quello di San Galgano Guidotti, che conficcò la sua spada nel terreno: così uno strumento di morte divenne una croce, all'Eremo di Montesiepi. Anche San Francesco d'Assisi abbandonò la carriera militare e andò disarmato dal Sultano durante una delle Crociate, mettendo a rischio la propria vita. Pagò invece con la decapitazione la propria scelta di gettare le armi San Marcello il Centurione. In tempi recenti, infine, è celebre il caso del Beato Franz Jägerstätter, contadino austriaco che, ritenendolo incompatibile con la fede cristiana, rifiutò di giurare fedeltà a Hitler e di combattere per il Nazismo. Per la sua profonda convinzione morale fu ghigliottinato nel 1943.



lunedì 9 marzo 2026

Iran, il cardinale americano Cupich (vicino al Papa) contro video di Trump: «È disgustoso»

"Ridurre la guerra a un videogioco, profondo fallimento morale". L'arcivescovo di Chicago è tra gli esponenti più autorevoli della Chiesa negli Usa, leale a Leone XIV. Il suo «appello alla coscienza» rappresenta la più dura e amara delle critiche all'uomo di War-a-Lago.


Aborto fino alla nascita: e se re Carlo non firmasse?

Alle battute conclusive il percorso parlamentare per la contestatissima riforma dell’accesso all’interruzione di gravidanza, che non avrebbe...