IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

giovedì 22 dicembre 2016

La coerenza fa parte del patrimonio ideale del PD?

Riascoltiamo questa interessante dichiarazione di un esponente di punta del PD, ex Segretario del partito.   https://www.youtube.com/watch?v=xlyt_wcJowc

O rileggiamo questi articoli dedicati allo stesso Leader ed ex segretario PD:

L'attuale Segretario del PD avrà la stessa coerenza?

Cosa pensa il Ministro del Lavoro degli italiani (giovani e meno giovani) che hanno cercato e trovato lavoro all'estero

Tratto da:  http://www.repubblica.it/economia/2016/12/19/news/poletti_centomila_giovani_in_fuga_non_e_che_sono_rimasti_dei_pistola_-154470564/
Poletti: "Centomila giovani in fuga? Conosco gente che è bene non avere tra i piedi"
Il ministro del Lavoro sulla fuga dei cervelli: "Conosco gente che è bene sia andata via, questo Paese non soffrirà a non averli tra i piedi". E sui rimasti: "Non sono tutti dei pistola". Poi corregge il tiro: "Mi sono espresso male e mi scuso"
Comunque il Ministro del lavoro non si dimette e non si autosospende, e né il Presidente del Consiglio, né il PD, né gli alleati gli fanno notare l'inopportunità o l'erroneità del suo modo di ragionare.  Anzi..., sperano che dopo tali giudizi il Ministro possa restare al suo posto fino a fine legislatura, ed anche oltre..., se non si perderà tempo con inutili elezioni ...

mercoledì 21 dicembre 2016

Sono stanco del trionfalismo del PD

Suvvia, dopo avere perso il referendum 41 a 59 nonostante il monopolio della comunicazione TV e l'impegno di mezzi governativi (quindi pubblici, pagati con le mie tasse) per portare in giro Ministri e Presidente del Consiglio a fare campagne elettorale...
... ora neanche un briciolo di riflessione sui difetti che la riforma costituzionale che volevano imporre all'Italia.  Neanche ora?  Tutti convinti che siano stati gli elettori ad avere sbagliato, e che la riforma costituzionale fosse perfetta.  Che i "giusti", i "bravi" (non nel senso manzoniano), i "buoni", i "belli" ed i "saggi" fossero tutti per il Sì,  che per il no ci fosse solo una accozzaglia, che sarebbe stato meglio non avere tra i gli onorevoli piedi di cotanto  ispirato consiglio?
E che ora  gli elettori aspettino tranquilli i comodi del PD, del suo congresso, dei suoi governi fotocopia prima di tornare a votare.
Ma non avevano mica approvato la legge elettorale migliore del mondo, invidiata ed in futuro copiata da tutto le Nazioni del mondo, che avrebbe permesso di sapere la sera  stessa del voto chi  avesse vinto?  
Ah già... se il PD non vince la legge elettorale non vale!

martedì 20 dicembre 2016

Eleganza ed educazione non stanno qui

Il PD italiano è fatta da brave persone, educate, che mai direbbero
...chi non è con me "è una accozzaglia"
...il mio collega di partito "ha la faccia come il culo"
"100 mila giovani in fuga all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi"

Sull'argomento segnalo questo articolo

PD senza Speranza… Arrivino gli uomini (e le donne) di buona volontà. E di buona educazione

Onestamente non saprei definire la faccia di Roberto Speranza (in foto), parlamentare Pd di osservanza bersaniana. L’ho vista troppo poco; ormai non guardo la televisione se non sotto tortura, e il referendum mi ha convinto di far bene assai. Ma certo mai la definirei “come il c…”, come ha fatto oggi Roberto Giachetti all’assemblea nazionale del Pd. Non so a che titolo Giachetti, asfaltato dalla Raggi nella corsa a sindaco di Roma, possa impancarsi a giudice sferzante di qualcosa dentro il suo partito, e anche fuori. Ma l’espressione che ha usato verso un avversario politico ne dà una misura plastica, ce lo dipinge bene. Mescolato con gli insulti prodigati per mesi dal suo leader fiorentino verso chiunque, ci restituisce un’immagine desolante di partito, che già si era esaltata nei “fuori fuori” gridati contro l’ex segretario Bersani leccato a profusione fino a due anni prima. Una pulsione tanghera, da osteria, che fa male a chi questo partito l’ha sognato per anni.

Mattarellum. Attenzione alle bufale

Dopo che il PD e sodali hanno approvato "la migliore legge elettorale del mondo, che tutte le nazioni invidiano ed avrebbero copiato", mentre ora diventa una palla al piede da cambiare al più presto (chissà perché, dalle stelle alle stalle...)
... ora le stesse persone che la hanno approvata ci raccontano favole sulla nuova legge elettorale che stanno preparando per noi, dimostrando (se si può dire?) una certa ignoranza su come funzioni una legge elettorale.
Segnalo un articolo tecnico sull'argomento, scritto in modo molto semplice, che svela alcuni dei trucchetti che verranno  utilizzati nelle prossime settimane.

Votare ad aprile con il Mattarellum? Improbabile, se non impossibile.


Della pretesa bontà del Mattarellum diremo nei prossimi giorni, qui ci limitiamo a parlare della praticabilità in tempi brevi della cosa.

venerdì 16 dicembre 2016

Quanto alla catastrofe che sarebbe accaduta se avesse vinto il No, avete visto? E’ arrivato il terribile eversore Attila-Gentiloni. Uno sconquasso, un terremoto.

Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/2016/12/16/riflessioni-da-renzi-a-sala/

E arrivò Attila-Gentiloni. Piccole riflessioni da Renzi a Sala

Che ne pensi della situazione politica? In effetti è molto che qui non ne parlo. Non è disinteresse. Ero solo saturo. La campagna referendaria mi ha sbattuto in faccia una tale rappresentazione della opinione pubblica “progressista”, del Pd e del suo elettorato, della loro consistenza e libertà intellettuale e politica che ancora non mi sono ripreso. Come si fa ad andare avanti se queste sono le risorse di cui dispone il “cambiamento”? Le situazioni sono sempre complesse, è vero, ma alla fine delle somme c’è un “totale”. E il totale non si può stirare né di qua né di là. E’ quello.
Renzi, anzitutto. Proprio vero che al tramonto le ombre dei nani si allungano. Ha realizzato i seguenti capolavori. 1) Voleva fare il partito della nazione e ha spaccato la nazione in due, tra Nord e Sud, tra padri e figli. Duramente, in una lotta aspra e ideologica. Gratis, inventandosi una urgenza assoluta, su cui ha inchiodato il Paese per un anno e mezzo. 2) Voleva essere la diga al populismo e per vincere ha seminato a piene mani populismo e antipolitica. Passeranno altri a riscuotere. 3) Voleva dare una nuova e brillante immagine al Pd e ha resuscitato un antico e spaventoso spirito di obbedienza e conformismo (lo spirito di Budapest, insisto), gettando un’ombra inquietante sulla sua identità. 4) Voleva dare credibilità culturale e sociale al suo partito e lo ha letteralmente sverginato. Ne ha staccato l’identità dalla Costituzione del Paese, che era stata nei decenni il fondamento della legittimazione e della autorevolezza del Pci, Pds, Ds, ma anche della Dc. Un atto insensato. La foga fanatica della campagna referendaria, sua e di chi l’ha seguito, ha trasformato di fatto il partito in un avversario della Costituzione. La cui difesa è stata lasciata su un vassoio d’argento ai 5 Stelle e perfino alla destra. Incredibile, ancora non me ne capacito. Per fortuna un pezzo di sinistra ha resistito a questa follia.

Dunque, riassumendo: abbiamo una ex maestra d’asilo, ex sindacalista nel reparto tessile, femminista e di sinistra. L’ennesimo ministro dell’Istruzione che della scuola sa poco o nulla. Ma, non dimentichiamolo, riformista.

Tratto da:    https://laprofonline.wordpress.com/2016/12/16/e-piu-importante-avere-un-ministro-con-laurea-o-un-ministro-che-ne-capisca-di-scuola/

È PIÙ IMPORTANTE AVERE UN MINISTRO CON LAUREA O UN MINISTRO CHE NE CAPISCA DI SCUOLA?

valeria-fedeliE così, dopo le dimissioni dell’ormai ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, a seguito della schiacciante vittoria del NO al referendum sulle riforme costituzionali, a Viale Trastevere si è insediata la signora Valeria Fedeli. Il terzo ministro donna degli ultimi anni, dopo Maria Chiara Carrozza – governo Letta – e Stefania Giannini, artefice, assieme all’ex premier, della L. 107/2015, altrimenti detta #labuonascuola che ha visto l’opposizione massiccia di tutte le componenti scolastiche. Ma tant’è, almeno per il momento la disastrosa legge ce la dobbiamo tenere.
Il neo-ministro del MIUR Valeria Fedeli aveva già ricoperto il ruolo di vice-presidente del Senato e nel suo sito ufficiale si presenta così: SONO UNA SINDACALISTA PRAGMATICA. SONO FEMMINISTA, RIFORMISTA, DI SINISTRA. Nota – e oggi temuta, in veste di ministro dell’Istruzione – per aver strenuamente difeso la teoria gender da insegnare in tutte le scuole pubbliche italiane di ogni ordine e grado, vanta un’esperienza decennale, dal 2000 al 2010, in veste di segretaria generale della Filtea, la categoria tessile della Cgil.

Nature: Italian scientists won't miss departing Prime Minister Matteo Renzi

Tratto da:  https://ilblogdellasci.wordpress.com/2016/12/14/giudizi-politici/

Giudizi politici.

14 Dicembre 2016
Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo  
a cura di Claudio Della Volpe
Con un articolo pieno di espressioni idiomatiche e quindi ben lontano dal gergo scientifico che la caratterizza Nature ha salutato le dimissioni di Matteo Renzi.
politici1Fa riflettere che la famosa rivista si sia impegnata nel raccogliere e pubblicare le opinioni di alcuni fra gli opinion leader della scienza italiana su questa questione, nel senso che fa capire l’interesse che il pubblico dei suoi lettori, in gran parte scienziati, ha per la situazione della scienza italiana, che pur impoverita dagli ultimi anni di disinvestimento continua tuttavia a svolgere un ruolo sia attivo che di preparazione di giovani leve che purtroppo se ne vanno all’estero a causa proprio dell’enorme disinvestimeno attuato finora (siamo ridotti a meno di 50.000 docenti universitari rispetto agli oltre 60.000 di pochi anni fa)(si vedano i dati in fondo al post).
L’articolo è intitolato: Gli scienziati italiani non sentiranno la mancanza del primo ministro Matteo Renzi.
Gli universitari dicono che il più giovane leader italiano ha sbagliato al momento di passare dalle parole ai fatti nel rafforzamento della ricerca.
L’autrice, Alison Abbott, lavora con Nature da oltre 20 anni e vanta un PhD in farmacologia, ma si è occupata spesso di politica della ricerca.
Inizia con un commento duro: “.. i ricercatori dicono di non essere particolarmente tristi per le dimissioni di Renzi. In quasi tre anni di governo Renzi che aveva promesso di migliorare lo stato dell’università e della scienza ha fallito nel migliorare lo stato della ricerca nel paese secondo gli scienziati, che si lamentano anche del fatto che egli abbia interferito direttamente in questioni di tipo accademico 

mercoledì 14 dicembre 2016

Ad inizio Novembre il mio sistema di posta elettronica...

...continuava a mettere in SPAM le mail di Matteo Renzi

Sarà stato un segno?

martedì 13 dicembre 2016

.Diversity Makes Science Stronger

In this Nov. 10, 2016 file photo, President-elect Donald Trump speaks during his meeting with President Barack Obama in the Oval Office of the White House in Washington. (AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, File)
More than 2,300 scientists from all 50 states have signed and released an open letter to Congress and President-elect Trump urging integrity, transparency and independence during his administration.
“Americans recognize that science is critical to improving our quality of life, and when science is ignored or politically corrupted, it’s the American people who suffer,” said physicist Lewis Branscomb, professor at the University of California, San Diego School of Global Policy and Strategy, who served as vice president and chief scientist at IBM and as director of the National Bureau of Standards under President Nixon. “Respect for science in policymaking should be a prerequisite for any cabinet position.”

domenica 11 dicembre 2016

"sono gli elettori che hanno sbagliato a non votare SI"

Tratto da: http://www.aldogiannuli.it/10-disinteressati-consigli-al-pd/
10 disinteressati consigli al Pd.
Scritto da Aldo Giannuli.

Lo stato in cui versa il Pd mi muove a solidale compassione, per cui sento il dovere morale di far qualcosa e, per questo, offro la mia disinteressata consulenza (non mi faccio nemmeno pagare) per aiutarli a por termine alle sue sofferenze. Pochi sentiti consigli, eccoli. 

1.    Continuate pure a discutere senza mai chiedervi dove averte sbagliato: non siete voi ad aver sbagliato (o, al massimo, si è trattato solo di errori di comunicazione) sono gli elettori che hanno sbagliato a non votare SI.

2.    Ricordate sempre all’elettorato che è colpa sua se non avete vinto e che questo è dipeso dal fatto che, come dice Hilly, quelli che hanno votato no, lo hanno fatto perché sono troppo ignoranti. Ditelo spesso e questo renderà l’elettorato del NO più disponibile verso di voi

Blandizie

Spiego un termine usato nel post precedente.  Molto attuale col precedente Presidente del Consiglio.


blandìzia (o blandìzie) s. f. [dal lat. blanditia e blandities, der. di blandus «carezzevole»], letter. – Carezza, lusinga, allettamento: nei begli occhi fermi Rideva una blandizie femminina (Gozzano); più spesso usato al plur.: le molli bdegli innamoratile bdelle passioni.

Blandizia
• Lusinga, adulazione, usato spec. al pl.: abbandonarsi alle b.
• sec. XIV

I giovani ci guardano. Come tollerare (per chi ha votato sì spinto dalle blandizie di Renzi) che un giovane possa dire "Negli occhi di mia madre ho visto la paura di votare No. Incredibile ancora"

Tratto da:  http://www.nandodallachiesa.it/2016/12/10/i-giovani-e-il-referendum-ovvero-convinzioni-e-convenzioni-in-frantumi/
I giovani e il referendum. Ovvero: convinzioni (e convenzioni) in frantumi
10 dicembre 2016. 2016

“Io una cosa non perdonerò mai a Renzi: di averci diviso. I miei genitori Sì, io e mio fratello No. Incredibile. Negli occhi di mia madre ho visto la paura di votare No. Incredibile ancora”. Questo mi ha scritto a mezzanotte di domenica scorsa un mio giovane ricercatore, famiglia dal lungo impegno sindacale, area Pd. Questa dei giovani e del referendum è in fondo una delle chiavi decisive per capire quello che è successo in Italia negli ultimi anni. E per cogliere il senso vero della “rivoluzione fiorentina” (qualcosa di più della celebre rottamazione). Le stime differiscono. Ma tutti gli analisti concordano nell’assegnare al No, nella popolazione sotto i trentacinque anni, una percentuale dal 70 all’80 per cento. E anche nel collegare l’alta affluenza con l’alta partecipazione giovanile.

Che vuol dire? Senz’altro che i giovani hanno avvertito l’importanza del tema su cui erano chiamati a pronunciarsi. Ma soprattutto che sono andati in massa alle urne per difendere il testo costituzionale. Eppure, come sappiamo, uno degli argomenti dei sostenitori del sì era che questa Costituzione vada cambiata, che sia inadeguata ad affrontare le complessità dell’oggi, a partire dai tempi delle decisioni e delle leggi. Che sarà anche bella nella prima parte ma che è vecchia, da aggiornare in lungo e in largo. Anzi la tesi dominante era che l’importante fosse comunque cambiare qualcosa, incominciare. Ecco, quel che hanno detto i giovani a valanga è che loro non la considerano vecchia affatto. E paradossalmente si sono dimostrati affezionati a questo testo “antico” esattamente come ai valori della Resistenza, a loro volta per nulla appannaggio di una specie in estinzione ma anzi ben vivi nelle nuove generazioni.

lunedì 5 dicembre 2016

Non c'è niente da fare!

Il Premier Pro tempore non riesce a mantenere la propria parola neppure per 24 ore.  
Ieri sera ha promesso che oggi pomeriggio si sarebbe dimesso, ed invece tutto rinviato.
Con la Rai che riesce a spiegare la differenza tra dimissioni politiche e dimissioni reali.

Congratulazioni al Presidente del Consiglio ed ai giornalisti RAI.

Sì 40,89% 13.432.187 No 59,11% 19.419.528 voti

Ora è il momento di festeggiare.
Questa notte ho avuto la tentazione di partecipare ai caroselli di auto con clackson stomabazzanti e bandierone italiane sventolate che di solito festeggiano le vittorie di importanti (?) partite di calcio.
Poi ho rinunciato, ma sicuramente  la partecipazione ed i risultati del referendum di ieri vanno celebrati.

Abbiamo sventato il pericolo di dovere convivere con la pessima Costituzione disegnata ed approvata dai Parlamentari ubbidienti a Renzi.
Parlamentari che per primi avrebbero dovuto dimettersi questa mattina.  Prima del Presidente del Consiglio Pro tempore che almeno ha la scusa di NON avere mai votato  di persona questa riforma elettorale.  Invece i Parlamentari resteranno al loro posto, almeno fino a che non potremo finalmente tornare a votare.  Ed anche i vari portavoce e testimoni autentici del pensiero del capo resteranno al loro posto.  Non comprendono il loro distacco dal volere popolare, hanno tentato di imporre una pessima modifica della Costituzione, dopo le tante pessime leggi che hanno approvato nei 1'000 giorni di Renzi. Ed anche oggi si esercitano  nella pratica dell'arrampicarsi sui vetri spiegando che "ha vinto il NO, ma...!".

Siamo lieti per lo scampato pericolo, e lavoriamo perché il prossimo Governo non sia peggiore di questo!

venerdì 2 dicembre 2016

Proviamo a smontare le bufale del PD?

Questi consigli li ho trovati sul sito di Possibile.   Come smontare in poche parole le bufale del PD sul referendum Costituzionale.  E perché Domenica  4 Dicembre votare NO

Ciao Franco Gatti
Domenica votiamo sulla nostra Costituzione. Si tratta di una scelta importante sulla quale dobbiamo rimanere concentrati.
Purtroppo ci hanno più volte distratto con argomenti che non hanno - non possono avere - lo stesso peso, come il destino del governo nei prossimi mesi, o che non c'entrano niente, come il prezzo delle siringhe o l'ammontare delle bollette.
Noi ti chiediamo di stare al quesito, di decidere su quello che troverai effettivamente scritto sulla scheda il 4 dicembre.
Superamento del bicameralismo perfetto
Vuoi mantenere due Camere una delle quali non sarà più eletta da te? E vuoi che i procedimenti legislativi aumentino e diventino più complessi e portino a ulteriori conteziosi alla Corte Costituzionale?
Riduzione del numero dei parlamentari
Vuoi che siano ridotti solo i senatori, mantenendone però 100 non più eletti da te ma che rimangano invece tutti e 630 i deputati con le stesse laute indennità (che tre settimane fa la maggioranza non ha voluto ridurre)?
Revisione del titolo V
Vuoi che dopo 15 anni procediamo a una nuova revisione del titolo V che lascia immutato lo schema di fondo della precedente (sono le regioni normalmente a fare tutto quello che non è attribuito allo Stato) senza risolvere però i motivi di conflitto che hanno portato l'ampio contenzioso alla Corte costituzionale con l'aggiunta degli ulteriori conflitti che origineranno dalla clausola di supremazia, con cui lo Stato potrà decidere al posto delle Regioni ordinarie, lasciando però immutati poteri e finanze di quelle speciali?
Contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni
Vuoi lasciare un Senato che, anziché 500 milioni ne costerà 450 a costo però di non essere più eletto da te è mantenuto con tale esborso per svolgere funzioni ridotte e spesso poco utili affidate a consiglieri regionali e sindaci?
Ecco. Non abbiamo fatto altro che seguire il quesito approvato dalla maggioranza, aiutandoti a guardarci dentro, però. Perché non si deve andare per slogan e nemmeno per titoli in un voto così importante.
A noi interessa che tu voti nel merito, con consapevolezza, rispondendo a queste domande, che effettivamente sono tante, ma non per scelta nostra. Noi ti proporremmo un percorso più semplice, che riduce deputati e senatori, elimina il CNEL, semplifica i rapporti tra le Camere e tra queste è il governo, abbassa il quorum per tutti i referendum e sottopone a referendum le leggi popolari che le Camere non vogliono approvare. Un percorso che si lega a una legge elettorale che restituisce ai cittadini la possibilità di scegliere tutti i propri rappresentanti.
Un percorso che il Sì a questo referendum chiuderebbe e che un No aprirebbe.

Se quello che hai letto ti convince, diffondi questa lettera ai tuoi contatti.

Contiamo sul tuo voto consapevole. 

Appello per il NO

Il PD negli ultimi due giorni mi ha mandato diversi messaggi SMS per convincermi a votare sì. La motivazione che indicano è avere un governo più forte.  Credo che il modello dell'ufficio marketing del Partito Democratico sia un tipo di Stato dove il "CAPO", rappresentante pro tempore del PD (liquidato l'attuale segretario che ha fatto il lavoro sporco) ... non faccia più perdere tempo ai cittadini con elezioni per Consiglieri Provinciali e Senatori, alle elezioni più o meno finte sia sufficiente che  il partito raggiunga il 20% dei voti per avere la maggioranza assoluta del Parlamento, che il Parlamento stesso approvi praticamente solo le Leggi proposte dal Governo, che il Partito "Mangiatutto" nomini Presidente della Repubblica, membri del CSM (controllando la magistratura), la Corte Costituzionale (decidendo che le proprie leggi siano legittime), e di fatto abbia il controllo di ogni potere, oltre a controllare i media (vedi il ruolo della RAI in questa campagna elettorale)
Sicuramente, come mi scrive il Marketing del PD, se vincerà il Sì avremo  una Italia più semplice, dove chi governa non dovrà rispondere a nessun controllo, neppure a quello dei cittadini (che infatti con il sistema elettorale indiretto indicato  da questa riforma Costituzionale non avranno più il diritto di votarsi i propri rappresentanti).
Se volete fare un passo avanti verso il baratro, votate sì!

Per voi, per i vostri figli, per l'Italia diamoci invece la possibilità di evitare questo incubo, e votiamo no.

Alcuni articoli sulla campagna elettorale: