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giovedì 8 ottobre 2026

«Sul fine vita Bertolaso si è spinto ben oltre la Consulta. Fino a una sanità col dovere di dare la morte» - 16 Settembre 2026

Il consigliere di FdI Matteo Forte smonta la linea dell'assessore dopo il suicidio assistito di Domenico Zuccarella: «Le sue direttive intrappolano i medici e violano l'indirizzo votato dal Consiglio. Scorretto tirare in ballo Lucchina e il caso Englaro»


«Stanco sì, ma non me ne frega niente… Quanto ci mettono a togliermi di torno? Un minuto». C’è tutta la cifra dello stile di Guido Bertolaso nello sfogo a margine del Consiglio regionale di ieri riportato dal Giorno. È il profilo del superconsulente, del «civil servant» da cinquant’anni sulla breccia che riesce a invocare il giuramento di Ippocrate pur di rivendicare l’imperativo di non «fare lo struzzo». L’occasione della resa dei conti in Aula, innescata dall’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Forte, è la notizia del primo caso in Lombardia di suicidio medicalmente assistito interamente presidiato dalle strutture del Servizio Sanitario Regionale: quello di Domenico Zuccarella, cinquantanovenne malato di sclerosi multipla. “Interamente”: se altri pazienti avevano già ottenuto l’autorizzazione al fine vita in Lombardia, per Domenico il servizio pubblico non si è limitato a verificare i requisiti e fornire la sostanza, ma ha messo a disposizione assistenza, presidi, personale medico e persino la struttura. Domenico, infatti, “grazie” alle ormai discusse “linee guida” dell’assessorato, è morto in ospedale.
Se dunque da un lato prosegue il pressing ideologico di opposizioni e radicali, pronti a fare del suicidio assitito la propria bandiera libertaria (la consigliera Carmela Rozza ha annunciato per oggi il deposito della legge di iniziativa popolare targata Associazione Coscioni, mentre il capogruppo dem Pierfrancesco Majorino nei giorni scorsi aveva già promesso una proposta analoga a firma Pd), l’assessorato al Welfare si fa da tempo scudo erigendosi a garante della legalità costituzionale. Nessuna norma autonoma sul fine vita – sostiene l’assessore -, ma semplici indicazioni organizzative per evitare che le singole Asst vadano in ordine sparso, tutelando al contempo la volontarietà degli operatori e la presa in carico del malato. Eppure, proprio nel rivendicare la propria responsabilità gestionale «invece di fare lo struzzo» per aiutare i cittadini e per schermare il sistema sanitario da eventuali danni erariali (con tanto di nuova rievocazione del caso di Eluana Englaro), la Giunta finisce per aprire una faglia profonda con il legislatore regionale. Può una semplice determinazione amministrativa scavalcare l’indirizzo formulato dall’Aula consiliare, che nel novembre 2024 aveva approvato una precisa pregiudiziale di costituzionalità sulla materia? E può la sanità pubblica derubricare la gestione della sofferenza a mera procedura standardizzata, eludendo la riserva di legge del Parlamento? Tempi ne ha parlato con il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Forte, primo firmatario dell’interrogazione e difensore delle prerogative del Consiglio.

Consigliere Forte, con questa seconda interrogazione lei ha riportato in Aula il caso del suicidio assistito gestito dal Servizio Sanitario lombardo. L’Assessore Bertolaso ha difeso la legittimità della procedura sottolineando l’autonomia del paziente: cosa non la convince della ricostruzione della Giunta e perché ha ritenuto fondamentale intervenire di nuovo?

Non mi convincono le linee guida emanate dall’assessorato alla sanità e che sono state seguite nel caso di Domenico Zuccarella, l’uomo che si è tolto la vita il 25 agosto in un ospedale della regione con garantita l’assistenza medica e farmacologica. Siamo ben al di là della depenalizzazione dell’aiuto al suicidio, pur sancita dalla sentenza del 2019 della Corte costituzionale sul famoso caso di Dj Fabo.

Perché “ben al di là”?

Per il semplice fatto che dal riconoscimento di una facoltà dell’individuo, e ben inteso non di un diritto, siamo passati senza soluzione di continuità al dovere di prestare un servizio di morte da parte dell’ente pubblico.

Lei accusa Bertolaso di scavalcare l’indirizzo politico dato dal Consiglio Regionale nel novembre 2024, mentre l’assessore parla di semplici linee guida, «un mero atto amministrativo-organizzativo per garantire uniformità ed evitare che le Asst vadano in ordine sparso», nega che vi sia contraddizione con il Consiglio sostenendo che «il voto del 19 novembre 2024 era su una legge regionale, non su atti organizzativi» e che «stiamo solo applicando le sentenze della Corte Costituzionale». Come risponde?

Che purtroppo l’assessore fa una grande confusione. Quando nel 2024 il Consiglio regionale, su mia iniziativa, ha votato la pregiudiziale di costituzionalità sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni, non è che ha dichiarato di “non sentirsela” di affrontare l’argomento, di “non averne voglia”. Abbiamo votato un documento formale che illustra quanto questa materia, in punta di diritto costituzionale, non è di competenza dell’intero sistema regionale, comprese quindi le strutture sanitarie. Tra l’altro, ricordo che quella pregiudiziale ha passato persino il vaglio del Tar, di fronte al quale la Coscioni l’aveva impugnata. E nella sostanza è stata confermata nelle argomentazioni con cui la stessa Corte costituzionale ha in larga parte cassato le leggi regionali sul fine vita di Toscana e Sardegna. Ma mi permetta di aggiungere un’ultima considerazione.

Prego.

Il voto del 2024 sulla pregiudiziale non è un parere non richiesto, bensì è l’atto con cui il legislatore regionale determina l’indirizzo politico a cui è tenuta tutta la conduzione di Regione Lombardia. Le linee guida di Bertolaso hanno creato di fatto un conflitto tra giunta e consiglio. E poi, francamente, la motivazione di volerle emanare per garantire uniformità tra le aziende ospedaliere è un tantino contraddittoria…

Perché?

Perché per garantirla ed evitare che ogni Asst vada in ordine sparso, si decide che la Lombardia compia una fuga in avanti, crei le condizioni perché ci siano venti procedure regionali diverse in una materia che, tra l’altro, riguarda un diritto fondamentale come quello alla vita, di esclusiva competenza invece dello Stato.

Sulla tutela degli operatori sanitari Bertolaso rassicura “da medico”: «Nessun conflitto deontologico: la partecipazione del personale è su base volontaria e il farmaco viene somministrato autonomamente dal paziente». È così? Che tipo di preoccupazioni vi stanno arrivando direttamente dal personale medico?

La partecipazione è su base volontaria, e ci mancherebbe. Però c’è un giuramento professionale a cui i medici sono tenuti essere fedeli anche se si offrono volontari per prestare assistenza medico-farmacologica a chi vuole porre fine alla propria esistenza. Il giuramento di Ippocrate impegna a difendere la vita, a perseguire il trattamento del dolore, il sollievo della sofferenza e a non compiere mai atti finalizzati a provocare la morte. Fornendo un cocktail di farmaci che arresta l’attività cerebrale e induce una paralisi totale della muscolatura fino a far collassare i polmoni e rimanendo ad osservare il paziente in balìa delle sue sole e ultime forze, il medico sta tenendo fede o no al suo giuramento? Sa cosa c’è scritto a pagina otto delle linee guida di Bertolaso?

No, cosa?

C’è scritto ovviamente che il personale sanitario deve astenersi dal somministrare direttamente il farmaco, altrimenti saremmo di fronte all’omicidio del consenziente, per fortuna punito ancora con la reclusione da sei a quindici anni. Ma, attenzione, «in caso di complicazioni tecniche… il personale sanitario è autorizzato esclusivamente a ripristinare la funzionalità tecnica dello strumento, senza però avviare o completare l’attivazione del dispositivo stesso». Tradotto: medici e infermieri possono intervenire solo se il farmaco letale esce fuori vena, o si ostruisce completamente una vena importante come la femorale, per rianimare il paziente, fargli riprendere coscienza e permettergli di ridare nuovamente il via autonomamente all’infusione letale. Non mi paiono atti finalizzati a perseguire il sollievo della sofferenza e a non provocare la morte.

In Aula lei ha sollevato il tema delle risorse e dei LEA, chiedendosi con quali fondi vengano pagate queste prestazioni. Bertolaso ha tirato in ballo il caso di Eluana Englaro sostenendo che l’omissione della Regione rischierebbe di causare un danno erariale. Che ne pensa di questo riferimento?

Questa è una delle cose che ritengo davvero più antipatiche tra tutte quelle sentite. Si continua a citare la vicenda che ha riguardato Carlo Lucchina, all’epoca direttore della sanità lombarda, che ben quindici anni dopo i fatti che hanno coinvolto Eluana è stato condannato dalla giustizia contabile a pagare all’erario 175mila euro di tasca sua. La colpa sarebbe stata quella di aver impedito alle strutture ospedaliere lombarde che alla Englaro fosse interrotta alimentazione e idratazione, ben otto anni prima che lo Stato prevedesse in una legge che quelli sono trattamenti di sostegno vitale sospendibili a seconda della volontà del paziente. Volontà, tra l’altro, che nel caso di Eluana ricordo fu forzatamente ricostruita a posteriori in base al suo stile di vita. Il povero Lucchina difese sempre quella scelta, che tra l’altro traduceva la volontà politica della giunta Formigoni e della maggioranza che la sosteneva. Oltre che tradurre la normativa all’epoca vigente. Utilizzarla per giustificare oggi prestazioni di suicidio assistito all’interno delle nostre strutture ospedaliere è davvero scorretto. Senza considerare il fatto che, al contrario, l’uso di risorse sanitarie per prestazioni come il suicidio assistito che sono fuori dai LEA, i livelli essenziali di assistenza, espone Regione Lombardia al giudizio della Corte dei Conti.

La consigliera Rozza ha annunciato il deposito della legge di iniziativa popolare dell’Associazione Coscioni firmata da 15.000 cittadini. Come cambierà il dibattito in Consiglio regionale a partire da domani e quali saranno le vostre prossime mosse su questo fronte?

Innanzitutto vedremo il testo che verrà depositato. Dopodiché è difficile pensare nel corso della stessa legislatura che il Consiglio regionale cambi le proprie deliberazioni sullo stesso argomento. Sarebbe contraddittorio.



venerdì 28 agosto 2026

Documenti: Il mio amico Domenico, ucciso da una società indifferente

Il suo è il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dalla sanità regionale lombarda. La consigliera milanese Giovanati accusa: è stato abbandonato, nessuno lo ha aiutato a vivere meglio. «Serviva un caso per rompere ulteriori argini»

segue:

Il 25 agosto è morto suicida Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla. Il suo è il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dalla Sanità regionale lombarda. La consigliera comunale milanese Deborah Giovanati, che lo aveva conosciuto dopo un articolo pubblicato su Tempi, ci racconta il loro rapporto d’amicizia.

martedì 30 settembre 2025

Il rito. Pavia ritrova la sua Cattedrale. Tutto sulla sua Dedicazione

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/pavia-ritrova-la-sua-cattedrale-rinnovata-sanguine

Conclusi i lavori di ristrutturazione del tempio in alcune sue parti. Il vescovo Sanguineti: è la casa di Dio nel cuore dlla nostra città

venerdì 30 maggio 2025

Regione Lombardia e il sostegno delle Discipline Bio Naturali: la lettera aperta del CICAP - 11-03-2025

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=1801431


Il CICAP ha scritto una lettera aperta rivolta all’Assesora Simona Tironi per chiederle di valutare l’opportunità che Regione Lombardia continui a sostenere il Comitato Tecnico Scientifico delle Discipline Bio Naturali. Condividiamo l’obiettivo di Regione Lombardia di “garantire agli utenti una qualificata offerta delle prestazioni e dei servizi che ne derivano”, per questo non comprendiamo il motivo di valorizzare attività commerciali prive di un’adeguata base scientifica.

...
,...
Il CICAP Le chiede quindi di valutare l’opportunità che Regione Lombardia continui a sostenere il Comitato in oggetto, così promuovendo un settore commerciale privo di basi scientifiche a discapito della chiarezza dovuta ai cittadini.
Restiamo a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento in merito a quanto segnalato e Le inviamo cordiali saluti.

Lorenzo Montali
Presidente del CICAP

martedì 13 agosto 2024

On. Cova: “Peste suina: l’assessore Bertolaso faccia collaborare Ats, veterinari pubblici e privati e operatori. La diffusione va assolutamente fermata”

E-mail ricevuta dall'autore


On. Cova: “Peste suina: l’assessore Bertolaso faccia collaborare Ats, veterinari pubblici e privati e operatori. La diffusione va assolutamente fermata”

“In queste settimane e, soprattutto, in questi ultimi giorni stiamo vedendo nuovi casi di focolai di Peste suina africana all’interno delle aziende agricole e delle porcilaie della Lombardia. E questo è un problema enorme: scoprire la presenza della Psa all’interno delle porcilaie vuol dire che non sono solo i cinghiali che hanno portato la malattia, ma ci sono altri vettori. Questo ci deve far riflettere, perché potrebbe voler dire che il virus non è controllato e non è tracciato”, lancia l’ennesimo allarme Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, già componente della Commissione Agricoltura della Camera e oggi vicesegretario nazionale del Sivelp, il Sindacato veterinari liberi professionisti, di fronte alle notizie quotidiane di nuovi focolai di Psa in Lombardia.

 

“È necessario che l’assessorato regionale alla sanità si attivi veramente per mettere in atto quella rete di epidemio-sorveglianza che possa stabilire come la Psa è arrivata sui territori e come evitare che si diffonda ancora. In Italia c’è questa rete, istituita con ClassyFarm (il sistema informatico del Ministero della Salute per il monitoraggio degli allevamenti e la loro caratterizzazione in base al rischio, ndr) nel 2017, ma Regione Lombardia non la usa. Ci sono tutti i protocolli e le check list sul tema della biosicurezza nelle aziende zootecniche, e in particolare in quelle adesso interessate dei suini”, fa sapere Cova.

 

“Allora a questo punto fra le Ats, i veterinari pubblici dipendenti, i veterinari liberi professionisti e gli operatori servono veramente una grande collaborazione e un continuo confronto gestiti dalla Direzione veterinaria regionale. Se questi passaggi non avvengono, non riusciremo a capire come la Psa si trasmette all’interno delle aziende e soprattutto come poter evitare che la malattia si diffonda, naturalmente sempre attuando le norme di sicurezza e di biosicurezza. È urgente sapere e procedere correttamente, ma deve essere fatto nel più breve tempo possibile, perché in Lombardia c’è la metà del patrimonio zootecnico suinicolo italiano”, conclude l’esperto.

 

Milano, 7 agosto 2024

lunedì 25 marzo 2024

Testimonianza

In qualità  di ex Presidente di Consiglio di Istituto in diverse scuole del Sud Milanese, ed anche di ex componente di altri consigli di Istituto eletto in rappresentanza della componente genitori

ESPRIMO
la mia solidarietà  ai membri del Consiglio di Istituto di Pioltello che sono sottoposti ad un tritacarne mediatico da politici spesso totalmente ignari dei compiti del Consiglio di Istituto e del concetto stesso di Autonomia scolastica

In bocca al lupo a tutti

Franco Gatti

giovedì 17 novembre 2022

Letizia Maria Brichetto Arnaboldi Moratti

Cosa s’è messa in testa Letizia Moratti?

L'ex vicepresidente lombardo sfiderà il centrodestra in cui ha sempre militato. Calenda e Renzi avranno il loro guadagno, ma lei? Il risentimento è un cattivo consigliere


Dice la Moratti che «nella vita bisogna scegliere da che parte stare». Appunto


sabato 21 ottobre 2017

22 Ottobre 2017. Referendum per l' Autonomia in Lombardia

L'uomo più rappresentativo della amministrazione autonoma della Lombardia, in quanto è il politico che è stato più a lungo Presidente della Regione, è Roberto Formigoni., qui fotografato accanto a Roberto Maroni.

Lo vorreste ancora come Presidente?  Domenica votate Sì

Primo mandato (1995-2000)
Secondo mandato (2000-2005)
Terzo mandato (2005-2010)
Quarto mandato (2010-2013)

lunedì 9 ottobre 2017

Mamma mia che giornalisti!

Leggendo le notizie relativa alla famiglia brianzola avvelenata da tallio, le spiegazioni sulla presunta provenienza del tallio dalle feci di piccioni non mi avevano convinto.  Dove lo avevano preso tutto questo tallio i poveri piccioni? 
Ora un articolo del Blog della Società Chimica Italiana spiega il concetto: il giornalisti hanno semplicemente confuso il metodo scientifico di ricercare il tallio nelle feci dei piccioni (o in altri animali) per valutare l'inquinamento dell'ambiente (" l’OMS ha usato il contenuto di tallio nel corpo o nelle feci degli animali (fra i quali anche i piccioni) per provare che certi impianti (per esempio i cementifici) inquinano l’ambiente in termini di metalli pesanti") con un presunta e fantasiosa produzione di tallio (e come?) da parte dei piccioni stessi.
Poi c'è una nota parlamentare vicina al PD che parla di Fake News...!



Il tallio, i piccioni e i giornali.


Claudio Della Volpe
Posted on 4 ottobre 2017 by 
In questi giorni circola sui giornali una notizia su una famiglia di Desio che dopo una vacanza ha scoperto di essersi avvelenata col tallio; due dei componenti, padre e figlia, entrambi anziani sono deceduti e ce ne spiace, ovviamente.
Ma sono qui a scrivere di questo episodio di cronaca sia perchè ha a che fare con la chimica sia (soprattutto) per il modo in cui i giornali grandi e piccoli ne parlano stavolgendone il senso e inventandosi addirittura notizie inesistenti.

venerdì 5 giugno 2015

In che mani siamo...


Non ci sono solo i problemi con i menu offerti dalla mensa di Buccinasco.
Non sono solo i "governanti" locali a voler imporre le loro passioni alimentari ai ragazzi, indipendentemente dal gradimento e dall'accordo con le famiglie..
Abbiamo lo stesso problema a livello regionale!

Ecco un commento:   "Secondo Giosuè De Salvo di Expo dei popoli "è grave che, a fronte di una variegata e multietnica offerta che perfino Expo offre, un assessore all’Istruzione inviti i dirigenti scolastici a portare i ragazzini a nutrirsi da McDonald’s, cioè dalla multinazionale che più di ogni altra rappresenta l’annullamento della cultura del cibo, della diversità alimentare".

mercoledì 3 giugno 2015

Se il PD fa male, altri fanno uguale. Ma una alternativa è possibile?

Tratto dalla Newsletter dell'on Paolo Cova, PD, edizione del 31 Maggio 2015





Per i Psr la Lombardia non c'è
L'assessore regionale all'Agricoltura ha sempre assicurato che la Lombardia sarebbe stata la prima a ottenere i fondi del Programma di sviluppo rurale, perché aveva presentato la documentazione tempestivamente, e che semmai erano le altre regioni in ritardo. Invece, guarda caso, la Commissione europea ha dato il via libera ai finanziamenti del Psr al primo gruppo di italiane e la Lombardia non c'è.
Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano possono iniziare a sostenere lo sviluppo agricolo dei propri territori, mentre la nostra regione resta a bocca asciutta. Mi viene un dubbio: non è che nonostante le granitiche certezze dell'assessore gli altri si sono attivati più celermente?
Qualunque sia il motivo, a metà dell'anno, la Lombardia, che è la prima regione agricola d'Italia, non è fra le prime a vedere partire il Psr e le aziende agricole lombarde devono ancora aspettare e sono costrette a vedere congelati 1.150 milioni di euro che sarebbero una vera boccata di ossigeno per il sistema agricolo lombardo. Forse alle tante parole devono seguire i fatti!

domenica 15 febbraio 2015

Formazione

La Formazione è importante.
Ma a  volte per partecipare a corsi di formazione sono richiesti requisiti davvero strani...

Mi hanno colpito le richieste di un corso per 

ESPERTO IN MARKETING DIGITALE 

organizzato dalla Camera di Commercio di Milano.
Soprattutto il combinato disposto di questi due requisiti OBBLIGATORI:
  • età compresa tra i 15 e i 29 anni compiuti;
  • ....
  • titolo di studio: diploma di Laurea (triennale o specialistica)
Quanti sono in Italia i giovani tra i 15 ed i 20 anni, Laureati, e senza lavoro?

Il bando ufficiale è disponibile al link:  http://www.formaper.it/index.phtml?Id_VMenu=806


martedì 30 settembre 2014

In quota?

Leggendo questa notizia, prima ancora dell'avviso di Garanzia, mi ha colpito la frase "in quota Lega Nord".
Per voi è normale che il Segretario Generale della Regione Lombardia debba essere "in quota" ad un partito?

30 Settembre 2014 - Consulenze Expo, indagato segretario generale Regione Lombardia Gibelli

MILANO (Reuters) - Il segretario generale della Regione Lombardia Andrea Gibelli, in quota Lega Nord, ha ricevuto un avviso di garanzia per l'ipotesi di reato di "turbata libertà nella scelta del contraente", nell'ambito di un'inchiesta per presunta concussione relativa a consulenze per Expo, in cui è indagato da luglio anche il presidente della Regione Roberto Maroni.

lunedì 23 giugno 2014

Il Governo Renzi. parole, parole, parole...

Maroni: «Dieci giorni fa, il 13 giugno, il Governo ha varato un decreto che dava i poteri a Raffaele Cantone, ma ad oggi del decreto non c’è traccia nella Gazzetta ufficiale. Chiedo al Governo di darsi una mossa»  Fonte:  http://milano.corriere.it/notizie/politica/14_giugno_23/expo-botta-risposta-maroni-lupi-decreto-poteri-cantone-2c8ba2b8-fabc-11e3-a232-b010502f9865.shtml
''Il governo ha emanato un decreto che assegna i poteri a Cantone'' ma ''non è stato pubblicato in Gazzetta e non è entrato in vigore. Ad oggi questi poteri non ci sono''.  Fonte:  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/06/23/expomaronia-oggi-cantone-non-ha-poteri_170ad066-8e47-42b8-aaf6-7f84acc76fa4.html

«Cantone a Milano verrà a fare una semplice passeggiata» la considerazione dovuta al fatto che il governo non ha ancora fatto pervenire al Quirinale il decreto con i nuovi poteri per Cantone. «Cantone può pure venire, ma finché non può nemmeno spostare una biro, i suoi viaggi sono del tutto inutili».  Fonte:  http://www.ilgiornale.it/news/milano/expo-e-controlli-cantone-citt-governo-non-d-poteri-1030499.html

P.S Il Ministro Lupi ha replicato che non è il momento di fare polemiche.  Il Governo sta lavorando..., lasciamolo lavorare...!

Forse il problema è solo dei tempi: perchè fare dei controlli prima dell'inizio dell'EXPO, visto che l'organizzzione sta andando così bene?

venerdì 2 maggio 2014

Certo si può pensare che ogni aborto sia un omicidio...

... ma quando si arriva alla situazione descritta nell'articolo allegato..., significa che c'è qualche problema.
Non riesco poi a capire perchè i medici non obiettori debbano occuparsi quasi esclusivamente di aborti, e vedersi precluse altre attività professionali, magari più gradevoli.  
Mi sembra che la legge 194 sia in pratica attuata a solo vantaggio dei medici obiettori.
Attendo quindi eventuali commenti chiarificatori
Franco

Milano, è emergenza aborti: Niguarda deve chiedere aiuto ai colleghi del Sacco
I medici non obiettori sono rimasti soltanto in due. 
Collaborazione necessaria per evitare lunghe attese. 
Il dg Trivelli: "Il progetto sta andando in porto, così riusciremo a garantire l’applicazione della 194"
di LAURA ASNAGHI,  26 aprile 2014

Emergenza aborto all’ospedale di Niguarda. I medici non obiettori si sono ridotti a due e i vertici dell’ospedale, per garantire l’applicazione della 194, la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, hanno chiesto aiuto ai ginecologi del Sacco. È la prima vota che succede a Milano. I medici non obiettori scarseggiano e così Marco Trivelli, il direttore generale del Niguarda, ha deciso di fare appello ai colleghi. «Il progetto sta andando in porto — spiega Trivelli — e grazie alla collaborazione tra i due enti, riusciamo a garantire la corretta applicazione della 194».

lunedì 28 aprile 2014

Serietà

Sembra che nel cosiddetto “decreto Irpef” (decreto legge “per la competitività e la giustizia sociale”) siano previsti anche 700 milioni da tagliare, in un anno, nei beni e servizi delle Regioni,

Il decrete prevede, tra l'altro, che tutti i contratti delle Regioni, inclusi quelli in essere, possano rinegoziarsi con un ribasso d’ufficio del 5% – ovviamente i fornitori saranno liberi di recedere.

Che ne pensate?
Quanto vi sembra serio, a contratto discusso, firmato ed approvato, decidere che alle Regioni "spetta" un ulteriore sconto del 5%?
Ritenete che uno sconto del 5% sia sempre del tutto ininfluente sulla solidità delle imprese?

A me sembra poco serio.

venerdì 4 aprile 2014

Fondazione Fiera Milano fa lo sconto di 14 milioni di € a Fiera Milano

Fondazione Fiera Milano

Nuovo contratto di affitto per i padiglioni di Rho

Fiera Milano e Fondazione Fiera Milano hanno raggiunto un accordo relativo alla locazione degli spazi espositivi (di proprietà di Fondazione). Rispetto all’attuale contratto di locazione in scadenza il 31 dicembre 2014, per il quartiere di Milano vengono confermate le condizioni attualmente in essere;  per quello di Rho scatta invece una riduzione del canone di 2 milioni di euro nel secondo semestre 2014 e di 14 milioni per anno dal 2015. Il canone di locazione è, pertanto, fissato in 24,4 milioni di euro per il secondo semestre 2014 e in 38,8 milioni di euro per anno dal 2015, aggiornato annualmente sulla base del 100% della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. 

Limitatamente al 2015, in considerazione dello svolgimento di EXPO e delle ricadute positive che l’Esposizione universale potrà determinare sul business fieristico di Fiera Milano, sarà riconosciuta a Fondazione Fiera Milano un’eventuale componente aggiuntiva di canone nell’ipotesi in cui il fatturato realizzato da Fiera Milano S.p.A. nell’esercizio 2015 sia superiore a quello medio realizzato nel triennio 2012-2014. In particolare, Fiera Milano riconoscerà un canone di locazione aggiuntivo, nella misura pari al 15% della predetta differenza di fatturato, fino all’importo massimo di 10 milioni di euro.

Il nuovo contratto di locazione prevede una durata di 9 anni a decorrere dal 1° luglio 2014 ed è rinnovabile Fautomaticamente per ulteriori 9 anni.

Fiera milano news - n.64 Aprile 2014

sabato 8 febbraio 2014

La comune appartenenza

Sono arrivato a leggere qiuesto articolo in modo indiretto, attraverso il blog di Pippo Civati.
Concordo con Lui: è interessante sapere chi siano gli alleati del PD di letta e Renzi ...

"Vincevo gli appalti del Pirellone
perché erano tutti di Cl come me"

Centocinquantamila mail al vaglio della Procura di Milano raccontano il sistema di corruzione che ruotava intorno alla società di car sharing Kaleidos. Il titolare: "Riuscivo anche a influenzare i bandi"

lunedì 4 novembre 2013

Federalismo demaniale: 1.000 beni della Difesa a disposizione di Comuni, Province e Regioni

Lettera inviata ai Presidenti delle Province e delle Regioni
Lettera inviata ai Sindaci
Roma 26 ottobre 2013

Il Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, on. Gioacchino Alfano e il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Pier Paolo Baretta, hanno scritto ai Sindaci, ai Presidenti delle Province e delle Regioni per mettere a disposizione del territorio e della collettività 1.000 immobili distribuiti su circa 300 Comuni italiani, attualmente in gestione all’Amministrazione della Difesa, che potranno essere richiesti dagli Enti territoriali nell’ambito del federalismo demaniale.

Diritto alla vita: perché l’Europa è inquieta (e il dialogo così difficile)

Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltan...