mercoledì 5 settembre 2018

... Risorse «che ora potranno essere impiegate meglio per promuovere la frequentazione consapevole e rispettosa della montagna».

Montagna. Strappo del Cai, via dall'Unione internazionale: «Solo business»



 martedì 14 agosto 2018
Il presidente Torti spiega il perché della scelta: «Gestione deficitaria e poco trasparente, che ha perso di vista le finalità dell’Uiaa», di cui il Club alpino italiano fu fondatore nel 1932
Strappo del Cai, via dall'Unione internazionale: «Solo business»
«Non vogliamo essere considerati osservatori passivi, né superficiali e, ancor meno, conniventi, di una gestione poco trasparente delle risorse e della scelta di obiettivi che poco o nulla hanno a che fare con le finalità per cui l’Unione era nata». Sono pesate ma durissime, le parole con cui il presidente generale del Club alpino italiano, Vincenzo Torti, annuncia l’uscita del sodalizio dall’Uiaa, l’Union Internationale des associationes d’alpinisme, di cui il Cai è stato socio fondatore nel 1932. Dopo 86 anni, finisce dunque il rapporto tra il nostro Club alpino e l’Unione internazionale e le ragioni della rottura sono illustrate dal presidente Torti in un lungo e documentato editoriale pubblicato sul numero di agosto di Montagne 360, la rivista mensile che arriva nelle case degli oltre 320mila associati.

martedì 4 settembre 2018

Lavoro irregolare: Depenalizzato (da Renzi) il reato. Ma cosa era diventato il PD di Renzi? Come ha potuto sopravvivere tanto a lungo?

Tratto da:  https://www.avvenire.it/economia/pagine/lavoro-irregolare-multa-ridicola

Frodare conviene. Lavoro irregolare. La multa è solo un caffè

 sabato 11 agosto 2018
La fattispecie è stata reintrodotta con il Decreto «dignità». Depenalizzato (da Renzi) il reato, rimane solo l’ammenda pari a 1,65 euro per ora lavorata. Cifra ridicola, che andrebbe quadruplicata
Giovani al lavoro in un call center (archivio Emblema)
Giovani al lavoro in un call center (archivio Emblema)
Con il Decreto «dignità» è rispuntata anche la fattispecie della «somministrazione fraudolenta» di manodopera, un’ipotesi di reato prevista inizialmente dalla Legge Biagi, abrogata poi con il Jobs Act, e che, come buona parte delle sanzioni in materia, è stata depenalizzata. Ora il ritorno, che potrebbe restituire agli ispettori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro il potere di prescrivere l’immediata regolarizzazione del personale somministrato in maniera fraudolenta, soprattutto negli appalti irregolari di manodopera a false cooperative, ma che, quanto a sanzioni, appare decisamente insufficiente.

Proviamo a fare un po’ d’ordine. La legge Biagi, la 276 del 2003 prevedeva all’articolo 18 alcune «Sanzioni penali». In particolare per «l’esercizio non autorizzato delle attività [delle Agenzie di lavoro autorizzate alla somministrazione] ... è punito con la sanzione dell’ammenda di euro 5 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro.

lunedì 3 settembre 2018

Dopo tanti anni di governo PD cosa è rimasto del rispetto per le relazioni familiari e sociali?

Tratto da https://www.avvenire.it/economia/pagine/il-governo-scorda-gli-impegni-presi-sul-lavoro-festivo

Mobilitazione. «Il governo scorda gli impegni presi sul lavoro festivo»


 martedì 14 agosto 2018
Ferragosto di protesta dei sindacati: servono regole, Di Maio ci incontri
Il centro commerciale di City life, che sarà aperto a Ferragosto. (Fotogramma)
Il centro commerciale di City life, che sarà aperto a Ferragosto. (Fotogramma)
Continua a tenere banco il tema della liberalizzazione degli orari di lavoro e delle aperture nei giorni festivi nel settore del commercio. Da tempo impegnata nella battaglia per una regolamentazione e per un’organizzazione e condizioni del lavoro sostenibili per le centinaia di migliaia di dipendenti, la Fisascat Cisl alla vigilia di Ferragosto indica la necessità di «porre un freno alla liberalizzazione selvaggia degli orari di apertura dei negozi introdotta nel 2011».
«Il giorno di festa sia dedicato alle relazioni familiari e sociali pertanto gli esercizi commerciali restino chiusi e comunque il lavoro festivo sia riconducibile alla esclusiva volontarietà della prestazione espressa dal lavoratore »

domenica 2 settembre 2018

Agosto 2018 - Cadute le accuse di legami tra Ong e scafisti

Articolo del 14 Agosto 2018 tratto da:


Soccorsi in mare. Un anno dopo cadute le accuse di legami tra Ong e scafisti


 martedì 14 agosto 2018
Sulle Ong sono state archiviate o sono in via di archiviazione le inchieste della magistratura di Trapani, Catania, Ragusa e Palermo
(Foto di SOS Mediterranée)
(Foto di SOS Mediterranée)
Erano quattro le inchieste a carico delle Ong che salvano migranti. Tutte accusate di essere in combutta con gli scafisti. Ma di indagini ne sopravvivono due: una (Catania) si avvia all’archiviazione; l’altra (Trapani) ha derubricato l’associazione per delinquere all’ipotesi di irregolarità allo scopo di 'commettere' salvataggi.
Le procure di Palermo e Ragusa, invece, hanno già archiviato, concludendo che non ci sono stati reati. 

lunedì 30 luglio 2018

Link:  http://www.ilsussidiario.net/mobile/Esteri/2018/6/28/VERTICE-UE-Mauro-ci-serve-un-patto-con-la-Merkel-su-migranti-e-Commissione/827864/AMP/

VERTICE UE/ Mauro: ci serve un patto con la Merkel su migranti e Commissione

La nave Lifeline è sbarcata a Malta e gli immigrati saranno smistati in otto paesi europei. Sarà questo l'esito del Consiglio europeo che comincia oggi? Improbabile. MARIO MAURO

L'inizio dell'articolo:

Tutti i soccorsi degli ultimi 11 mesi sono avvenuti entro le 80 miglia dichiarate da Tripoli zona di competenza Sar di ricerca e soccorso. Quella italiana è di mezzo milione di chilometri quadrati, ma finora operavamo su uno specchio di mare due volte più grande: metà del Mediterraneo. La Guardia costiera ha l'obbligo di intervenire se riceve "direttamente la segnalazione di una emergenza in atto", anche fuori dalla propria area Sar. Fino all'estate 2017, la Centrale operativa di Roma inviava la segnalazione dei migranti in mare al Paese di competenza, che poteva essere Malta, la Tunisia, l'Algeria o la Libia. Nessuno però rispondeva. Oggi la Guardia costiera di Tripoli è operativa, ma le chiamate di "soccorso" continuano ad arrivare a Roma. Esigere da parte italiana il rispetto delle regole è sacrosanto, al contrario troppo spesso le Ong sembrano muoversi con l'intento politico di mettere in difficoltà il governo italiano.

domenica 29 luglio 2018

Quando la deregolamentazione uccide, ed i “bastardi responsabili” siamo noi

Link: https://www.ilpost.it/2018/06/30/grenfell-tower-incendio/amp/

C’è un’altra storia sull’incendio alla Grenfell Tower

L'ha raccontata un giornalista dopo un anno di indagini, facendosi un'idea diversa sulle colpe del disastro di Londra in cui morirono 72 persone

La conclusione dell'articolo:
Ma la deregolamentazione, adottata per liberare le imprese di costruzione da quelle che molti consideravano pastoie burocratiche, ha fatto sì che i regolamenti siano diventati estremamente vaghi. Quello sugli isolanti da esterno, per esempio, stabilisce che questi materiali debbano avere caratteristiche di “limitata combustibilità”. Un’espressione che, nota O’Hagan, «non suona particolarmente rassicurante». È stato facile incolpare i consiglieri locali di Kensington e Chelsea, ricchi conservatori che non sono simpatici quasi a nessuno; il pubblico e i media non hanno fatto fatica ad accettare questa spiegazione. Ma la verità è un’altra e molto più difficile da accettare. Scrive O’Hagan:
Ci sono prove significative che, più di ogni altra cosa, a causare la tragedia che ha portato alla morte di 72 persone sia stata una serie concatenata di fallimenti a livello di regolamentazione industriale e di controllo nei lavori di costruzioni. Più di 60 organizzazioni e appaltatori sono stati impegnati nei lavori di restauro della Grenfell Tower e molti devono rispondere di piccole trascuratezze che hanno avuto grosse conseguenze. Ma il fallimento più grande di tutti ha anche a che fare con il regolamento industriale sugli isolanti. I consigli municipali di tutto il paese sono stati vittime di una serie di standard di sicurezza perversi, introdotti da governi e agenzie pubbliche a partire dal 1997.
La responsabilità quindi è, in un certo senso, di tutti quanti: delle società di costruzione, degli ispettori, dei governi di tutti i colori politici concordi nell’attuare le deregolamentazioni, dei media che non hanno mai concentrato la loro attenzione sulla qualità degli edifici e sulla solidità dei regolamenti. La conclusione della lunga indagine di O’Hagan, quindi, è che i “bastardi responsabili” a cui aveva deciso di dare la caccia il 14 giugno 2017 sono quegli stessi cittadini britannici che quella mattina guardarono con orrore le immagini dell’incendio sui notiziari del mattino e, come lui, chiesero a gran voce che venissero trovati in fretta dei responsabili.

lunedì 4 giugno 2018

Aldo Giannulli mi sembra fin troppo ottimista sulle sorti del PD...

Tratto da:  http://www.aldogiannuli.it/perche-il-pd-e-un-partito-tecnicamente-morto/

Diritto alla vita: perché l’Europa è inquieta (e il dialogo così difficile)

Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltan...