Si chiama Ice, Iniziativa di Cittadini Europei, ed è lo strumento di democrazia diretta di cui noi cittadini dell’Unione disponiamo per far presente alle istituzioni Ue i valori ai quali vorremmo fossero ispirate le loro decisioni. Serve un milione di firme nei 27 Paesi, una soglia che nel 2012 l’Ice “Uno di noi” per la tutela della dignità del concepito superò ampiamente, salvo poi essere inspiegabilmente rigettata dal Palazzo di Bruxelles. Pochi giorni fa, una Ice di segno esattamente opposto (“My voice my choice” per estendere l’accesso all’aborto libero e sicuro), che aveva varcato lo sbarramento
ha potuto spiegare le sue ragioni davanti ad alcune commissioni del Parlamento europeo. Ma il primo vero esame sarà il 18 dicembre davanti alla plenaria di Strasburgo, che dovrà esprimersi mandando l’Ice al vaglio della Commissione, previsto nella primavera 2026. Come ci si avvicina al primo, cruciale verdetto dell’Europarlamento, di grande valore politico? Lo spiega “è vita” domani su Avvenire con un'ampia intervista al presidente della rete "Uno di noi", Tonio Borg.
Nessun commento:
Posta un commento