IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

domenica 23 febbraio 2014

Quali qualità devono avere i governanti? Basta essere donne e giovani, o servirebbero altri meriti?

Giovani e donne. Avanti un altro. E la carica dei 101
Scritto da Nando dalla Chiesa   
Saturday 22 February 2014

Oplà, abbiamo il governo. Giovane e con donne. Ormai non si qualifica in altro modo, un governo. L’età e il sesso (detto “genere”). Il resto ciccia. Certo, è l’effetto di rimbalzo del maschilismo politico e della gerontocrazia nazionale. Ma mi sembra anche l’effetto di una certa inconsistenza politica e intellettuale, dei governi  e di chi li giudica. E lo stesso vale per le giunte comunali o per le segreterie di partito. Più che l’indice di un riscatto mi appare un ulteriore indice del declino. Perché esisteranno anche le qualità personali: dei giovani come degli anziani, degli uomini come delle donne. Il giovanilismo arrembante, ma anche l’anagrafe come merito non ha mai annunciato buoni venti nella storia.
E d’altronde, pensateci, non fu proprio Letta, il capo della “palude non più tollerabile”, a presentare la sua come la rivoluzione dei quarantenni? La sua squadra non fu cantata, pochi mesi fa, da tutta la stampa, come il segno della grande svolta generazionale del paese? Tutto già finito nel ludibrio. Dunque non bastava essere molto più giovani? Ora si ripete il copione: dai, ancora più giovani. E se non andrà bene? Sentite, se non andrà bene vi propongo i miei studenti. Che sono ventenni, segnano una prevalenza di donne, e almeno studiano e hanno studiato molto e al tempo stesso (in molti) fanno lavori precari e dunque sanno le fatiche della vita. Una specie di carica dei 101. Che cosa si può desiderare di meglio per la guida di un paese? Ne parlerò con Napolitano. Che capirà senz’altro il potenziale rivoluzionario che gli metterò in mano. E poi taroccheremo un pochino i curricula, si fa così, no? Una laurea in economia con un mese in America: economista di fama internazionale. Uno stage in un ministero in Brasile: consulente del governo brasiliano. Fuoricorso mai laureato: ha studiato al Politecnico di Torino, tra i suoi maestri il tal dei tali ecc. Auguri però, perché qui rischia tutto il paese. E tanto, cari amici. Con quel B. che invece di stare in carcere come sarebbe toccato a ogni cittadino sta lì a fare e disfare i governi. Sui patti segreti poi mi taccio. Avviso solo che tanto non li mantiene…

Nessun commento: