mercoledì 6 aprile 2011

martedì 5 aprile 2011

Lampedusa: ciò che la televisione non dice


Ma gli italiani che uomini sono ? Ma cosa siamo ?
Nando dalla Chiesa sul suo sito sta pubblicando gli SMS da Lampedusa ricevuti dall''avvocato Alessandra Ballerini. Se avete figli minori, leggeteli, e forse vi scuoteranno come hanno fatto con me. Gli articoli sono più d'uno: copio i link agli ultimi, e parte dell'ultimo SMS.
http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=1572 http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=1570 http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=1569 http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=1568

Report . Lampedusa 1 Aprile 2011. Missione con Terre des Hommes
In tutta l'isola pare siano presenti oltre 3000 migranti
350 minori e tra questi almeno 200 non identificati

150 minori ad oggi sono dispersi ovvero non presenti all'appello
120 minori si trovano nell'ex base militare Loran, circondata da filo spinato e da carabinieri decisamente poco amichevoli.
Rispetto alla visita sull'isola effettuata due settimane fa, i minori oggi hanno un letto, composto da una rete e da un materasso sporco in gomma piuma. I letti sono attaccati gli uni agli altri senza spazio in mezzo. I bagni sono esterni. Cinque moduli composti ciascuno da tre wc e una doccia.
Non ci è possibile parlare da soli con i minori, siamo seguiti e sorvegliati a vista da carabinieri e personale dell'ente gestore, la Lampedusa accoglienza, che non ci lasciano mai. Ci riferiscono che ci sono adulti nella base: 6 donne somale ed 1 adulto nigeriano. E che prima erano presenti anche diversi bamini in tenera età poi portati. Chiediamo dove, alzano le spalle e dicono che non sanno rispondere.
Intanto, mentre noi effetuiamo la visita ufficiale del Centro i ragazzi parlano con Karim il nostro interprete e si lamentano: hanno freddo, hanno addosso sempre gli stessi vestiti che gli hanno dato i lamedusani o la caritas appena sbarcati e li hanno addosso anche da venti giorni.
Non mangiano adeguatamente
: il cibo è immangiabile: sempre pasta al sugo da quando sono arrivati sull'isola (alcuni anche dal 13 marzo) due volte al giorno, fredda e semi cruda.. A volte la rifiutano a volte la vomitano subito.
Si lamentano anche della sporcizia. Hanno poche docce e l'acqua calda si esaurisce subito. E poi non riescono a chiamare casa: è stata consegnata loro solo una scheda di cinque euro ed finita subito.
Ma la cosa che li tormenta di più e non sapere cosa sarà di loro: nessuno gli dice nulla.L'unica parola che viene ripetuta loro all'infinito è: "aspetta". Ma non sanno cosa aspettare: dove li porteranno; in Tunisia, in Sicilia o nell'altra Italia? Alcuni di loro dicono di avere parenti in Francia o in Italia. Hanno tutti storie uniche e simili: un viaggio di paura e speranza, stipati in barche lunghe pochi metri (nove metri per 74 persone ci dice un ragazzo), con il coltello in tasca o la bomboletta al peperoncino per difendersi dai più grandi, perch quando il mare crea problemi e bisogna alleggerire il carico, loro, che sono i più piccoli son quelli che rischiano di più.
Alcuni sono orfani.
Alcuni bimbi sono davvero piccini, avranno dieci o undici anni. Non riesco a non abbracciarne uno che mi siede accanto. Si chiama Khalil e ha dieci anni. E' bellisimo. Gli chiedo dove sono i suoi genitori , se sono vivi, se sono partiti con lui. Lui mi dice che sono vivi ma sono in Tunisia. Gli altri lo prendono crudelmente in giro: dicono che i genitori si sono voluti liberare di lui. Si offende, gli si velano gli occhi neri di lacrime e scappa via. Tutti hanno dovuto lavorare per guadarsi il viaggio: le tariffe variano da 500 a 1100 euro. Chi conduce la barca paga un pò meno o viaggia gratis. Chissà chi ha pagato il viaggio di Khalil.
Hanno paura, sono stanchi e confusi. Alcuni si toccono la testa e dicono che stanno perdendo la ragione. Passano le giornate a far niente. Dormono e appena le guardie si distraggono scappano dal centro scavalcando un'alta rete. Perchè l'assurdo è questo: gli è vietato uscire dal centro ma possono scappare rischiando di rompersi ossa o ferirsi nella grata. Nessuno li rincorre e nessuno gli vieta di scappare. Fanno tutti finta di non vederli. E così vagano sull'isola per ingannare il tempo, per cercare del cibo commestibile distribuito dall'accoglienza (quella vera) dei singoli lampedusani e del prete. Oppure tentano di telefonare a casa.
E poi vanno al porto per vedere se arrivano le navi che dovrebbero portarli via da questa prigione a cielo aperto. E se sentono notizie di possibili partenze si mescolano agli adulti, si fingono più grandi per poter imbarcarsi con loro.
Poi proviamo a visitare la casa della fraternità: un edificio della curia normalmente utilizzato per convegni oggi adibito a dormitorio. Qui ci dormano duecento persone: molti bambini, ma anche adulti. E' impossibile avere notizie certe sui numeri. Chiediamo ai carabinieri di entrare in visita, abbiamo l'autorizzazione del prefetto ma solo per ntrare nella base Loran: Il carabiniere inflessiile ci nega l'accesso. Gli chiediamo alcuni dati: quanti sono i minori, di quale nazionalità, se ci sono richienti asilo. Non sa rispondere a nulla. Solo quando gli parliamo dei sopravvisuti all'ultimo naufragio in cui è sono morte undici persone ed un neonato ci dice che di queste notizie non ci sono prove (anche se sono confermate dalla capitaneria e sono state pubblicate su tutti i giornali) perchè secondo lui spesso gli stranieri mentono per suscitare pietà.
Andiamo via. Proveremo ad entrare il giorno dopo.

2 Aprile 2011
Nella casa della fraternità ci sono circa duecento persone tra adulti e bimbi. Ci fanno vedere delle specie di tende costruite con cartoni e plastica. Hanno dormito lì dentro stanotte i minori perchè hanno paura dei "grandi": Molti di loro di notte vengono rapinati di tutto il niente che hanno: pochi spiccioli, i più fortunati un cellulare e una scheda telefonica.
Hanno freddo. Di notte l'isola è fredda e l'umidità di bagna i vestiti. Ma non hanno scelta
. Per questo i bimbi non dovrebbero mai dormire in condizioni di promiscuità con gli adulti, per tutelarni l'incolumità. Ma anche questa legge di buon senso ancor prima che giuridica viene disapplicata a Lampedusa.
Ci parliamo attraverso le grate perchè la polizia non ci fa entrare e non li lascia uscire. Possono, così come gli altri minori rinchiusi nell'ex base militare Loran, solo scappare scavalcando una grata a loro rischio e pericolo, mentre gli agenti fingono di non vederli. Hanno sonno, paura e freddo.
E, come tutti i migranti sull'isola ci chiedono cosa ne sarà di loro. Lascia sgomenti il fatto che sembra che nessuno abbia infomato i migranti, neppure i minori dei loro diritti e delle procedure legali che li riguardano. Neanche loro sono stati identificati ed è difficile pensare che uno Stato si prenda cura di bambini invisibili.
Hanno anche fame perchè sono le 11.30 del mattino ed ancora nessuno è passato a distribuire la colazione ovvero un pò di latte freddo ed una merendina.
E poi sono sporchi. Ci sono pochi servizi e solo acqua fredda per lavarsi. Uno di loro è magrissimo, sgrana gli occhi e quando tento di fare delle foto ai loro giacigli mi avverte con gli occhi che gli agenti si stanno avvicinando. Siamo già complici. Li salutiamo, senza promesse e con poche speranze.
Andiamo al Molo commerciale dove vivono e dormono centinaia di tunisini in attesa della nave che dovrebbe portarli via da ques'isola bellissima e odiosa. Vediamo del fumo nero. Qualcuno per protesta ha incendiato una roulotte. Gli altri ragazzi lo fermano subito e lo consegnano alla polizia.
Sono stanchi e nervosi Sono settimane ormai che aspettano al freddo questa nave che non parte mai. Ci fanno vedere le tessere che ha dato loro la Lampedusa Accoglienza, l'ente gestore dell'ex Cie (centro identificazione ed espulsione) che ha il compito di gestire l'emergenza sbarchi ovvero di distribuire qualche coperte, cibo immangiabile e un pò d'acqua alle migliaia di migranti sbarcati sull'sola. Il tutto alla modica cifra di 33 euro a migrante al giorno. Un appalto milionario. Nelle tessere viene indicata la data dello sbarco, i pasti di cui ha usufruito ed il nome dello straniero (senza che venga fatta nessuna vera identificazione).
Alcuni dei migranti sono qui da venti giorni. Sono esasperati dall'attesa e stremati dal freddo, dalla fame e dal sonno e dalla sporcizia. Dormono all'aperto. Hanno gli stessi vestiti addosso da quando sono arrivati. Ci sono pochissimi servizi igienici, ormai inagibili.
E l'odore sulla "collina della vergogna" appena sopra il molo è quello di una latrina a cielo aperto. Lampedusa Accoglienza, penso tra me... Sono settimane che aspettano di conoscere il loro destino e le loro destinazioni. Hanno paura di tornare in Tunisia perchè, ci dicono, "lì problemi, lì gran casino". E tra me e me penso: non è che qua... E poi in Tunisia vige il reato di emigrazione clandestina e loro sanno che se dovessero essere rimpatriati oltre il peso di una sconfitta rischierebbero anche mesi di carcere. Vorrrebbero andare in Francia ma si accontenterebbero di andare via da quest'isola. Ripetono come in un'escalation di desideri: Sicilia, Italia, Francia. Ma il mare è ancora un pò agitato e soprattutto c'è troppo vento e il porto è troppo piccolo. Troppo rischioso tentare di fare entrare la nave. Dovranno aspettare ancora. Provo a spiegarglielo. Mi rispondono: "vedessi com'era la barchetta che ci ha portato qui e com'erano alte le onde. Le vostre navi sono enormi e potenti e avete paura di un pò di vento.
Se ce le ridate le nostre barche ce ne andiamo via da soli" Già, fosse così facile. Vaglielo a spiegare che ormai sono impigliati nelle nostre leggi illogiche e razziste e nell'a nostra politica scellerata, amministrata da ministri incompetenti e xenofobi che gestiscono un'urgenza umanitaria a colpi di "fora dai ball..." E poi le loro barche non sono più utilizabili. Sono state tutte ammassate in un piazzale che dovrebbe ospitare le giostre per i bimbi. I serbatoi ancora pieni di gasolio sversano liquidi ovunque: Il naso e le scarpe restano impregnate della puzza di benzina. Potrebbe bastare una scintilla per incendiare tutto. Per questo qualche giorno l'esercito presidia il piazzale ormai soprannominato il cimitero delle barche. Brutta fine per un Luna Park Sul molo torna una calma precaria. I ragazzi si rassegnano ad aspettare ancora. Alcuni hanno organizzato uno sciopero della fame,
Digiunare è facile vista la qualità del cibo
. Fa schifo, ci ripetono, e poi ci fa dormire. Le strade dell'isola sono ricoperte di maccheroni al sugo buttatti a terra Non è che fanno gli schizzinosi, hanno molta fame, ma quel cibo a volte, come oggi, è così vecchio che puzza. I migranti si lamentano e porgono i piatti agli agenti. Ed è un poliziotto che dopo aver annusato un piatto invita tutti a buttare via il cibo e non mangiarlo. Teme si possano avvelenare. E così si cammina sui maccheroni.
Nonostante la loro esasperazione i migranti sono con noi educatissimi. Ogni vola che incrociano i nostri sguardi salutano. Io vengo sempre fatta passare avanti e un pò protetta perchè donna. Per qualsiasi cosa ci ringraziano e ci chiedono di ringraziare i Lampedusani. Sanno distenguere tra il nostro governo e il nostro popolo. Conoscono bene e ripetono una parola di italiano: "animali", chiedo perchè, mi rispondono che è il nome che gli affibiano gli agenti quando li mettono in fila.
Ci chiedono come funzionano le leggi italiane. Se hanno diritto ad un permesso di soggiorno o se finiranno rinchiusi da qualche parte. Se portanno raggiungere i loro parenti in Italia o in Francia. Impossibile rispondere con certezza: le nostre abnorni leggi in materia di immigrazione contrastano con direttive europee e convenzioni internazionali e non è dato sapere che via sceglierà il nostro confuso governo se la tollernaza zero o l'accoglienza legale o la strategia tutta italiana della testa nella sabbia: spostare i migranti fuori dall'isola, far finta di rinchiuderli e lasciarli evadere e vagare senza diritti e senza permesso ovunque vogliano, pronti a fare gli schiavi in nero nelle nostre campagne e fare ingrassare il piccolo o grande mafioso locale
Nel pomeriggio entriamo di nuovo all'ex base Loran a trovare i minori non accompagnati. Questa nostra seconda visita spiazza i gestori del Centro. In fretta e furia tentano di dare una ripulita. Alcuni ci intrattengono mentre altri armano i ragazzini di mazze e palette e li fanno ripulire. Ma lo sporco resta ben visibile ed odorabile. I ragazzini sono contenti di rivederci e si raccolgono subito intorno a noi. Parlano con l'interprete.
Ci chiedono anche loro delle nostre leggi. Voglio sapere se verranno di nuovo rinchiusi, hanno paura che saranno gli ultimi a lasciare l'isola anche perchè non sono stati identificati. Li rassicuriamo: se è per questo neanche la maggior parte degli adulti è stata sottoposta ad esami fotodattiloscopici. Tutti fantasmi. Eppure i fantasmi bambini avrebbero dovuto essere i primi a lasciare e l'isola e essere portati in un luogo "protetto" e non gli ultimi. Ci chiedono, in base alle nostre leggi, che sorte seguiranno i minori, se verranno collocati in altri centri con polizia e filo spinato o in case di accoglienza o famiglie. I più grandi sono anche anche preoccupati di sapere cosa accadrà loro quando compiranno diciotto anni. Vogliono sapere se verranno espulsi e come verrà stabilita la loro età. Hanno sentito dire che potrebbero essere sottoposti alla radiografia del polso e ci chiedono di parlargli di questa procedura. Hanno sete di risposte anche più di quanto abbiano fame di cibo. Nelle stanze, avvolti da coperte, altri ragazzini dormono.
Nel cortile incontriamo anche 6 adulti tra cui una donna, sono loro i sopravissuti dell'ultimo naufragio. E' dunque evidente che le notizie che ci avevano fornito gli operatori il giorno prima sulle presenze degli adulti erano errate. In realtà ogni nostra domanda su numero tipologia e destinazione dei migranti "ospiti" resta totalmetne priva di una risposta certa o almeno affidabile.
Incontraimo due donne tunisine sedute attorno ad un tavolino di plastica che parlano con i bimbi più piccoli di dieci o undici anni. C'è anche Khalil. Oggi sorride e mi saluta timido. Quelle donne non sono le loro mamme ma almeno non sono uomini e non sono indivisa e condivodono coi bimbi la sorte e la lingua..
Visito i servizi igienici: sporchi ed inguardabili. Condizioni igienicamente inaccettabili soprattutto perchè ad utilizzarli sono dei minori.
Salutiamo e ce ne andiamo. Mentre usciamo tre ragazzini ne approffittano per scavalcare sul retro l'alta rete metallica e scappare in strada. Ci raggiungono subito e aspettiamo insieme l'autobus che ci porterà in centro a diversi chilometri da dove ci troviamo. Il conducente non vuole che io paghi i biglietti per i ragazzini, vuole regarla lui quella piccola gita. Quando scendono i ragazzi ringraziano e lui si commuove. Sul molo c'è di nuovo tensione. Il mare si è calmato e gli agenti predispongono l'imbarco dei tunisini sulla nave. Tutti o quasi vogliono salire a bordo. Ma potranno partire solo 500 o 600 persone. Tocca agli agenti scegliere e la scelta è del tutto casuale. I tunisini si arrabbiano. Tutti credono di avere un diritto di prelazione. Ed alcuni effettivamente ce l'hanno. Si potrebbe adottare un criterio di anzianità di permanenza sull'isola per decidere chi impìbarcare per primo: chi è da più tempo sull'isola ha diritto ad andarsene prima. Sarebbe un criterio sensato e di facile verifica perchè sui tesserini rilasciati dalla Lampedusa Accoglienza è segnata la data dello sbarco e il nuemero dello sbarco. Ma la razionalità non è evidentemente un metodo utilizzato nella gestione di questa emergenza migratoria.
Altri fanno vedere le ferite che hanno sul corpo e cercano di muovere a compassione gli agenti per salire per primi sui pullman che li porteranno alla nave. Chi viene scelto si attira le ira degli esclusi. Alcuni lanciano sassi sui pulman. Gli agenti, tutti in assetto antisommossa alzano gli scudi si preparano ad uno scontro che per fortuna nessuno vuole veramente. I tunisini restano stretti tra un corridoio di scudi e il mare. Gli animi a poco a poco si calmano. Altri ragazzi stanno in disparte, si sono accesi un fuoco e si scaldano un pò. Rinunciano a partecipare a questa assurda lotteria. Anche perchè neppure si sa bene dove porterà questa nave. I telegiornali hanno parlato di Napoli ma resta la paura di essere rimpatriati in Tunisia. Di notte torniamo al molo perchè hanno detto che breve ci sarà uno sbarco.
I ragazzi rimasti a terra cercano un riparo dal freddo: alcuni si infilano come gatti nelle barche dei pescatori, altri in un camion, ma vengoro tirati via a forza da alcuni agenti un pò troppo sbrigativi. Altri agenti al bar poco prima si lamentavano del fatto che a Malta la polizia può sparare sui migranti mentre loro, sfortunati poliziotti italiani, non hanno neppure il diritto di picchiarli un pò. Più avanti si sente della musica. In una tenda di fortuna alcuni tunisini fanno festa per gli amici che sono partiti e per loro stessi che forse partiranno l'indomani.
Intanto dei ragazzi stanno col naso appiccicato ai vetri di una balera dove alcune coppie di isolani ballano il liscio. Ridono e per un attimo si alleggeriscono l'anima.

domenica 3 aprile 2011

Limiti per i neopatentati (validi solo in Italia ?)

Vergogne italiane - LIMITI PER I NEOPATENTATI Pubblicata il 25/03/2011 RIASSUNTO DI UN ARTICOLO PUBBLICATO DA: http://www.quattroruote.it/notizie/legal/vergogne-italiane-limiti-per-i-neopatentati Dal 9 febbraio 2011 chi prende la patente B non solo deve sottostare ai limiti in vigore da tempo per i neopatentati, ma per un anno non può guidare autoveicoli con potenza specifica superiore a 55 kW/t. E se il veicolo è un'autovettura, cioè la normale macchina di casa, non può guidarla se ha una potenza superiore a 70 kW (circa 95 CV), nemmeno se la potenza specifica è inferiore a 55 kW/t. Risultato? Da un mese e mezzo tanti neopatentati non possono più mettersi al volante. ... Secondo "Quattroruote" si tratta di una norma assurda, ingiusta, inutile e persino controproducente: - assurda perché se la macchina di famiglia non ha le caratteristiche di legge un neopatentato non può guidarla nemmeno se ha un genitore al suo fianco, come invece poteva fare quando aveva il foglio rosa; - ingiusta perché se l'auto di famiglia non è guidabile, chi ha i soldi può cambiare macchina o acquistarne una nuova, chi non li ha non guida; - inutile perché non servirà a impedire comportamenti sbagliati. Parliamoci chiaro, non è che con una macchina con meno di 55 kW/t il guidatore automaticamente indosserà sempre le cinture di sicurezza, parlerà al telefono solo con l'auricolare, rispetterà scrupolosamente i limiti di velocità, si fermerà al giallo del semaforo. Così come non è che dopo un anno di purgatorio l'ex neopatentato, lo farà per il solo fatto di avere 19 anni; - controproducente perché allo scadere dei 12 mesi di divieto l'ormai ex neopatentato (ma ancora neopatentato ai fini dei punti, dell'alcol e della velocità), passeggero da un anno, con ogni probabilità avrà disimparato a guidare o comunque al volante potrebbe sentirsi meno a suo agio di quando era fresco di patente e quindi essere più "pericoloso" di quanto non sarebbe stato mesi prima. Secondo "Quattroruote" il parlamento dovrebbe al più presto abolire questa norma. Tutti i motivi per cui la disposizione è da sopprimere sul numero di "Quattroruote" di aprile, in edicola in questi giorni. Firmiamo la petizione per chiedere l'abolizione di questa legge Tutte le firme raccolte saranno portate all'attenzione del Governo e del Parlamento. N.d.R. che hanno però altre priorità ...!

sabato 2 aprile 2011

1° Aprile

Tratto da; http://www.queryonline.it/2011/04/01/una-legge-contro-lirrazionalita/
Una legge contro l’irrazionalità – AGGIORNATO
Da Query OnlinePubblicato: 1 aprile 2011

«Basta con la creduloneria!» è lo slogan di un gruppo di parlamentari di maggioranza e di opposizione, che hanno annunciato una proposta di legge sull’editoria finalmente mirata a favorire la cultura scientifica e contrastare l’irrazionalità. Per incentivare la diffusione di libri e riviste a carattere scientifico, l’IVA su questi prodotti sarà ridotta dal 4% all’1%; le minori entrate fiscali saranno compensate dall’innalzamento dell’IVA sui testi non riconosciuti dalla scienza, che verrà portata al 20%, in linea con quanto previsto per le riviste pornografiche. “Questa legge – ha dichiarato l’onorevole Augusto Carpioni del Gruppo Misto, primo firmatario – sarà assolutamente a costo zero per lo Stato: in base ai dati di vendita forniti dagli editori, abbiamo previsto che l’aumento della tassazione sui testi meno raccomandabili coprirà abbondantemente i mancati introiti. Il surplus andrà a confluire in due speciali fondi. Il primo servirà a risarcire le persone truffate da medium, guaritori e simili. Il secondo andrà a finanziare iniziative di divulgazione scientifica, e oltre a università ed enti di ricerca potranno beneficiarne anche associazioni private che operino nel campo della divulgazione.» Ma chi decide quali testi sono “buoni” e quali “cattivi”? «Gli editori potranno chiedere il regime di tassazione ridotta per i propri titoli, e una apposita commissione di nomina ministeriale valuterà le domande e inserirà i libri idonei in un apposito Elenco Nazionale. La stessa commissione pubblicherà l’Elenco dei Testi Scientificamente Sconsigliati, che saranno invece oggetto di tassazione maggiorata. L’obiettivo di fondo è quello di fornire le linee guida scientificamente approvate secondo cui educare la cittadinanza». Approviamo senza remore il progetto di legge. Tuttavia, gli pseudoscienziati presentano le proprie assurdità proprio come contenuti scientifici, quindi c’è il rischio di sostenere proprio i testi che si vorrebbe disincentivare. Su questo punto Carpioni rassicura: «Della commissione faranno parte scienziati di chiara fama, importanti personalità dell’editoria e della comunicazione scientifica. Personalità che sanno distinguere la vera scienza da teorie assolutamente prive di ogni fondamento scientifico. Per esempio, saranno categoricamente esclusi dalle agevolazioni previste, ritengo, i libri e le riviste di astrologia, grafologia, iridologia…» La normativa non si limiterà agli aspetti fiscali. I testi classificati come “sconsigliati” non potranno essere pubblicizzati né esposti nelle vetrine delle librerie ma solo all’interno, dove dovranno essere collocati su scaffali al di sopra di 1,30 m per evitarne la visione ai bambini. Le copertine non potranno contenere immagini (che attirerebbero l’attenzione) ma solo l’indicazione del titolo e degli autori. In quarta di copertina dovrà inoltre essere presente la dicitura “a causa dei suoi contenuti, la lettura di questo testo non è adatta ad un pubblico scientificamente immaturo”, eventualmente sostituita dalla formula sintetica “non per creduloni”. Questi testi non potranno essere presenti nelle biblioteche scolastiche né in quelle pubbliche a scaffale aperto, mentre in quelle a scaffale chiuso potranno essere chiesti in lettura solo da persone sopra i 16 anni (c’è anche la proposta di innalzare l’età a 18 anni per i volumi di argomento medico). Seguiremo passo passo le reazioni a questa nuova battaglia contro la superstizione e l’irrazionalità; ci auguriamo comunque che l’iniziativa contribuisca a elevare lo spirito critico della popolazione. ************************************************************************************** Avviso ai lettori: si tratta di un innocuo pesce d’aprile, segnalato da diversi indizi: l’onorevole CARPIONI, la nostra approvazione senza REMORE, la dichiarazione «Per Esempio, Saranno Categoricamente Esclusi Dalle Agevolazioni Previste, Ritengo, I Libri E (…)» e le ambivalenti frasi di apertura e di chiusura. Ci scusiamo con coloro i cui commenti rivelatori sono stati tenuti in sospeso per non rovinare in anticipo lo scherzo e con chi si è indignato o si è congratulato, ma ricordiamo che le notizie vanno verificate sempre, da qualsiasi fonte provengano. Da questo momento (1° aprile, ore 21:30) togliamo la moderazione ai commenti e pubblichiamo quelli che avevamo tenuto nascosti. Precisiamo che saremmo del tutto contrari a una legge di questo tipo: Query e il CICAP credono nella libertà di stampa e nel libero confronto delle idee. Non vogliamo che una legge decida ciò che è scientifico o meno, ma che tutti abbiano la possibilità di decidere con la propria testa. Confessiamo infine che il successo dello scherzo ci ha colti un po’ di sorpresa e ci ha suscitato qualche riflessione: ne parleremo nei prossimi giorni, continuate a seguirci. Seganalato da: Ufficio Stampa - CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale

CNGEI Buccinasco al Jamboree 2012

Matteo, orgoglio scout: volerò al raduno mondiale
Da Buccinasco alla Svezia.
Dopo difficili prove un esploratore di soli quindici anni realizza il suo sogno

Buccinasco, 31 marzo 2011 - A soli 15 anni ma Matteo Patti, residente a Cesano Boscone, è già una personalità di rilievo nel mondo degli scout. La sezione Cngei di Buccinasco ha deciso, dopo una dura selezione, che sarà lui a rappresentare il gruppo scout territoriale al raduno mondiale che si tiene ogni quattro anni e che vede la presenza di migliaia di delegati provenienti da tutte le nazioni del mondo: si tratta del Jamboree, che la scorsa edizione ha radunato circa 40 mila persone in Inghilterra e quest’anno si svolge dal 27 luglio al 7 agosto. Matteo frequenta il secondo anno dell’istituto alberghiero di Milano ed è uno scout convinto tanto da avere coinvolto anche il fratello minore.
Di cosa si tratta? "Il Jamboree è un raduno di scout che si tiene periodicamente in un luogo prescelto. Il nome è stato dato da Robert Baden-Powell, fondatore del movimento. L’ultimo si è svolto in Inghilterra, quest’anno è la volta della Svezia, precisamente nella parte sud a Rinkaby, vicino Kristianstad. È un’occasione unica in cui si incontrano scout provenienti da tutti i Paesi e si può imparare molto grazie ai diversi campi tecnici organizzati".
Come hai fatto a passare le selezioni? "Per poter essere scelti per prendere parte a questo evento grandioso bisogna seguire con passione e costanza l’attività scout. Una volta selezionati si partecipa ad alcuni campi in cui i capi scout testano il comportamento, il rapporto con gli altri ragazzi e con i capi, la serietà, la voglia di partecipare alle attività, la volontà e l’energia che si mette nelle missioni. Solo dopo aver dimostrato la voglia e le proprie capacità si è scelti per far parte del raduno".
Cosa ti ha spinto a diventare uno scout? "Ho iniziato a sei anni, mi ha subito appassionato questo mondo fatto di avventura, esplorazioni, gite alla scoperta del mondo che ci circonda la necessità di sviluppare capacità di sopravvivenza anche nelle situazioni più ostili".
Come ti sei conquistato le medaglie cucite sulla camicia? "Partecipando alle attività nei campi tecnici, una volta dimostrate le proprie capacità nelle diverse discipline, i capi reparto decidono di assegnare delle medaglie, che dobbiamo cucirci noi sulla manica della camicia, che attestano la partecipazione attraverso un simbolo che richiama l’attività stessa. Per ora ne ho collezionate una decina, per esempio nelle attività di gioco di squadra, creatività, lingue e naturalmente cucina. In questo caso frequentare l’istituto alberghiero mi ha dato una mano. Una delle più complesse da conquistare è quella di pionierismo e dei nodi: il capo è molto severo, esige giustamente la perfezione".
I tuoi compagni di classe e i tuoi amici cosa pensano dell’attività degli scout? "I ragazzi hanno una mentalità troppo chiusa, spesso far parte degli scout è giudicato in maniera negativa, ma succede solo perché non si conosce la vera realtà di questo gruppo. Si pensa che sia solo natura e capanne, mentre dietro c’è un mondo di avventura e conoscenza che tanti ragazzi ignorano. Ho la fortuna di avere molti amici che fanno parte degli scout, anche tra i compagni di classe. Troppe volte assistiamo a pregiudizi o prese in giro da parte di giovani che passano magari la vita tra computer e videogiochi. A questi vorrei dire che, prima di giudicare, dovrebbero provare a far parte di un gruppo scout: si conoscono persone da tutti i paesi, attraverso uno scambio culturale impensabile in altre realtà, magari sportive. Diventare scout fa conoscere davvero il mondo".
E i tuoi genitori ti hanno sempre sostenuto in questa passione? "Sì. Non mi hanno mai obbligato a diventare scout, ma quando hanno capito il mio interesse per queto tipo di associazione mi hanno sempre appoggiato e mi sono vicini anche in questa nuova impresa"
di Francesca Grillo, tratto da: http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2011/03/31/482618-matteo_orgoglio_scout.shtml

I piccoli perché della vita: un dubbio da chiarire

Un amico si sta ponendo questa domanda.
Nel caso qualcuno potesse spedirmi un parere giuridico, lo trasmetterò all'interessato.

"Qual'è la differenza tra persecuzione giudiziaria e reiterazione dei reati ?"

venerdì 1 aprile 2011

Certo spam è come il maiale, non si butta via nulla ...

Mi è arrivata (ancora !) la catena di mail dal titolo:
"Iniziativa di Beppe Grillo x il caro benzina!!"

Nonostante sia facilmente identificabile come SPAM, c'è ancora qualcuno che ci casca !

Per avere più informazioni:
http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina/caro_benzina.htm

Anch'io mi ero già occupato di questa bufala in due occasioni:
http://francogatti.blogspot.com/2010/12/bufala-sui-carburanti-grillo-non-centra.html
http://francogatti.blogspot.com/2011/01/proposito-del-costo-dei-carburanti-e-di.html

Diritto alla vita: perché l’Europa è inquieta (e il dialogo così difficile)

Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltan...