IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

lunedì 20 marzo 2017

Scissioni nel PD. Ben vengano, ma in fondo a chi importa?

Non sono affatto emozionato dalle ipotesi (?) di scissione all'interno del PD che hanno occupato tante pagine nei media nelle ultime settimane.
Di che stiamo parlando?  Spesso sono Parlamentari che eletti nel PD in base al premio di maggioranza ottenuto con l'alleanza con SEL e ad un programma condiviso con gli elettori hanno fatto strame (LINK) degli impegni presi, si sono alleati con altri parlamentari che furono a loro volta eletti in altri partiti, con altre alleanze ed altri programmi, e poi tutti assieme hanno governato ed approvato cose come:
  • la Riforma Costituzionale (che non faceva parte del programma elettorale del PD), poi bocciata dal popolo Italiano col referendum del 4 Dicembre
  • la Riforma Elettorale, presentata come la migliore del mondo, poi cancellata in gran parte dalla sentenza della Corte Costituzionale
  • il Job Act (e già la definizione in inglese avrebbe dovuto allertarci...), che va contro a tutti i principi ispiratori del PD  (ed infatti sembra scritta da altri)
  • la Buona Scuola  (ne vediamo e ne vedremo i risultati...)
  • lo Sblocca Italia (via libera all'inquinamento, alle trivelle, in un mondo che sembra disegnato su concetti di rispetto ambientale degli anni '50)
  • la rielezione di Napolitano per un secondo mandato
  • personaggini presentati come leaders e maître à penser (LINK)
  • oltre a quanto scopriremo col tempo....(scandaloni, scandaletti e scandalucci...)
Capite che non mi sembra molto interessante che nel PD ci possa essere ora una scissione organizzata da Parlamentari che hanno approvato tutto questo, e che brigano per ripresentarsi agli elettori come il nuovo, come diversi dal passato di Renzi, come eredi di una cultura differente.
A tutti loro, ed a coloro che nelle Regioni, nei Comuni, nei Circoli hanno approvato e sostenuto tutto ciò, auguro una salutare lontananza dal potere che duri almeno una legislatura, in modo che possano dedicarsi ai propri affetti, lavorare e studiare.   Ritengo che se anziché prendere in giro "i professoroni" che evidenziavano la illogicità delle loro scelte, la impraticabilità e la anticostituzionalità  delle leggi da loro approvate, avessero studiato almeno un pochino, forse non avremmo perso tutto questo tempo, e non ci troveremmo con un debito pubblico aumentato a dismisura anche con mance e mancette usate per tentare di procurarsi i voti degli elettori.

Cari politici ancora nel PD, cari politici "futuri ex PD":  il mio augurio è che possiate presto andare a casa!

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