venerdì 3 aprile 2026

Opinioni (26 Marzo 2026) Dietro l’enfasi delle primarie poche certezze e tanti nodi

Dopo l’iniziale entusiasmo, nel campo largo si affacciano già le preoccupazioni e il timore di non poterle gestire. Tra le incognite anche la rappresentanza dei "moderati"

segue:

Promemoria: Affidi Bibbiano, il ricorso del pm alla sentenza di primo grado: “I giudici hanno voluto assolvere a tutti i costi” - 1° Aprile 2026

Il sostituto procuratore Salvi impugna la sentenza di primo grado: “Il tribunale cita circostanze mai avvenute, motivazioni sconcertanti”


Reggio Emilia, 1 aprile 2026 – Un faldone da 2.447 pagine, più numerosi documenti allegati. È il corposo ricorso redatto dal pubblico ministero Valentina Salvi per impugnare la sentenza di primo grado sugli affidi di bambini di Bibbiano, che ha visto nel luglio scorso l’assoluzione di 11 persone su 14, e le restanti tre condannate con pene lievi rispetto alle richieste del pm. I capi di imputazione al vaglio del tribunale reggiano sono stati un centinaio: ora il pm Salvi ne ha selezionati una parte, in tutto 41, per i quali chiede la condanna.


segue al link:



 


articolo precedente:


  Bibbiano ai raggi X. Il ‘sistema’ smontato: "Falsi ricordi e accuse. Il quadro era debole"   7 feb 2026


Pubblicate le 1.650 pagine di motivazioni della sentenza sui presunti affidi illeciti. I giudici criticano le consulenze tecniche, carenti "sul piano scientifico". Nel mirino tutto il processo: "Errore nell’individuazione degli elementi di reato".


E anche articolo del 6 Febbraio

Caso Bibbiano, i giudici del processo: “Debolezza del quadro accusatorio. Il clamore mediatico ha travolto i bambini”

Depositata dal tribunale di Reggio Emilia la sentenza con cui erano state emesse tre condanne con pena sospesa (sulle 14 richieste), demolendo la ricostruzione della Procura. “Conseguenze non calcolabili sulla vita di imputati e testimoni”, si legge



giovedì 2 aprile 2026

Opinioni...! Giusto vietare i coltelli, ma la montagna non è la città

tutto l'articolo al link:

https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/giusto-vietare-i-coltelli-ma-la-montagna-non-e-la-citta_106625

Il decreto sicurezza restringe il porto di lame. Sui sentieri e tra i boschi però il contesto cambia, e una norma pensata per le metropoli cambia significato. Servirebbe una deroga. La chiede anche il Cai

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