giovedì 15 gennaio 2026

James Clerk Maxwell: la scienza come atto di meraviglia

La vita di Maxwell, tutta curve e ferite, mostra come stupore scientifico e ricerca spirituale possano convivere: un uomo capace di vedere unità nel reale e restare umano anche nel dolore

Segue al link:



Consiglio di leggere tutto l'articolo, e riporto la conclusione:


Leggendo queste testimonianze, mi chiedo spesso… quale parte della nostra identità rimane quando togliamo via tutto il resto? Quando togliamo i successi, i premi, la corsa, l’affermazione? Maxwell, alla fine, era rimasto un uomo che si affidava. Che cercava un senso. Che aveva speranza. È questo che mi commuove. 
E allora, come in ogni puntata, arrivo alla domanda finale. Una domanda più grande, più larga, più ospitale. Tu, oggi, dove trovi la tua meraviglia? Nel lavoro che fai? Nel modo in cui guardi ciò che ti circonda? Nel tentativo di capire una cosa difficile, anche se non ti è chiara fino in fondo? In un gesto quotidiano che ti restituisce il senso delle proporzioni? O, magari, in una ferita che ancora non sai spiegarti, ma ti ha cambiato per sempre? Puoi raccontarlo con un’immagine, con un pensiero, con un episodio minuscolo.
Non servono teorie: servono verità. Leggerò tutte le vostre risposte: potete inviarle a interferenze@avvenire.it o (se brevi) nei commenti sui social network.


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