In Svizzera si può finire in carcere per aver detto che gli scheletri non sono transgender. È successo a Emanuel Brünisholz, riparatore di strumenti a fiato di Burgdorf, nel Canton Berna, condannato per “incitamento all’odio” dopo un commento su Facebook nel 2002. Nel quale scrisse, con una franchezza da artigiano e un evidente eccesso di fiducia nel buon senso, che «se fra duecento anni scaverete le tombe delle persone LGBTQI, troverete solo uomini e donne in base ai loro scheletri. Tutto il resto è una malattia mentale promossa dai programmi scolastici». Un’iperbole, una battutaccia, una polemica? Per la giustizia elvetica un reato.
lunedì 5 gennaio 2026
Svizzero condannato per aver detto che gli scheletri non sono trans - 25 Ottobre, Tempi
Emanuel Brünisholz finirà in carcere per aver ricordato che le ossa possono essere maschili o femminili. Un giudice, pur di punirlo, ha trasformato “transgender” in un orientamento sessuale. Così la biologia è diventata un reato
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