sabato 7 giugno 2025

Caro matrimonio, in un anno +8% Adesso il costo medio è 23mila euro - tratto da Avvenire, mail dell' 11 Maggio

Matrimonio.com, portale di riferimento del settore nuziale in Italia, ha pubblicato il Rapporto sul Settore Nuziale 2025, uno studio basato sui risultati di un sondaggio annuale a cui hanno partecipato più di 9.700 coppie che si sono sposate nel 2024. In generale, i millennial rappresentano quasi il 70% degli sposi in Italia, con un’età media di 36 anni. Rispetto all’anno precedente, il costo medio di un matrimonio in Italia ha subito un incremento dell’8% e si aggira adesso intorno ai 23.781 euro. L'età media di chi si sposa è 36 anni, anche se si comincia a registrare un incremento significativo del numero dei matrimoni celebrati dai nativi digitali, la cosiddetta generazione Z. Infatti se nel 2023, la Gen Z rappresentava solo l’1% delle coppie, nel 2024 la percentuale è salita in maniera significativa fino al 18%. Ciò fa sì che, in termini statistici, le coppie della Generazione Z rappresentino attualmente 1 matrimonio su 5 tra tutti quelli celebrati in Italia. Lo spaccato che emerge evidenzia questo cambiamento e traccia un identikit ben preciso delle coppie di oggi: persone particolarmente attente ai contenuti digitali (più di 1 coppia su 4 preferisce creare un sito di matrimonio su cui pubblicare i dettagli da condividere con gli invitati), finanziariamente indipendenti (il 49% dei partecipanti al sondaggio ha pagato le nozze di tasca propria) e che convivono già molto prima di pronunciare il fatidico “sì, lo voglio” (l’80%). Le coppie vogliono investire nel loro giorno speciale e nei fornitori che lo renderanno magico e questo spiega come mai in generale tendano ad ingaggiare sempre più professionisti, in media 12. Otto coppie su dieci ritengono prioritario il benessere degli invitati, il 72% dà importanza al risultato e all’atmosfera generale dell’evento, il 47% (3 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente) credono fortemente che il proprio matrimonio debba riflettere i loro gusti e il loro carattere. E inoltre due coppie italiane su dieci optano per un matrimonio a tema, ispirandosi a un libro, film, serie o ad un altro argomento che le appassiona.

venerdì 6 giugno 2025

Disforia di genere, dagli Usa invito alla cautela: stiamo esagerando - tratto da Avvenire Noi in famiglia dell'11 Maggio 2025

giovedì 5 giugno 2025

Istat: le coppie con figli sono soltanto il 28,2%. I single superano il 40% - da Avvenire Newsletter 25 Maggio 2025

Al 1° gennaio 2025, la popolazione residente in Italia è scesa sotto i 59 milioni. La diminuzione della popolazione, in atto dal 2014, è determinata da una dinamica naturale (saldo tra nascite e decessi) fortemente negativa. La natalità continua a calare, sfavorita dal ridotto numero di donne in età fertile: nel 2024 si sono registrate solo 370mila nascite, quasi 200mila in meno rispetto al 2008. La fecondità ha toccato un minimo storico di 1,18 figli per donna e prosegue il rinvio della genitorialità. Lo racconta il Rapporto annuale Istat, una fotografia dell'Italia in quattro capitoli: Economia e ambiente; Popolazione e società; Una società per tutte le età; Sistema economico e generazioni.
A proposito del saldo migratorio si spiega che, pure essendo ampiamente positivo, è insufficiente a compensare la perdita di popolazione. Nel 2024 gli ingressi dall’estero sono 435mila, in aumento rispetto al periodo pre-pandemico. Crescono, tuttavia, anche le uscite: 191mila persone lasciano il Paese (+20,5% rispetto al 2023), di cui oltre 156mila cittadini italiani. Particolarmente preoccupante è l’aumento dell’espatrio tra i giovani 25-34enni laureati: 21mila nel 2023, un record storico. I rientri sono pochi, con il risultato di una perdita netta di capitale umano qualificato pari a 97mila giovani in dieci anni.
Le trasformazioni demografiche in corso si riflettono sulla struttura familiare, con famiglie sempre più piccole. Quelle monopersonali superano il 35% e le coppie con figli scendono al 28,2%. Crollo della nuzialità, instabilità coniugale, bassa fecondità e posticipo della genitorialità alimentano la crescita delle famiglie ricostituite, delle coppie non coniugate, dei genitori soli non vedovi che vivono con i figli e delle persone sole non vedove: insieme, queste forme familiari rappresentano oggi oltre il 41% del totale. Si tratta di un cambiamento profondo nella struttura sociale del Paese. L’aumento delle persone che vivono da sole riguarda tutte le età, ma colpisce soprattutto gli anziani, sfiorando il 40% tra gli ultrasettantacinquenni, in maggioranza donne.



Popolazione sotto quota 59 milioni a gennaio 2025. Cresce in un decennio il numero delle famiglie indigenti e dei nuclei familiari con una sola persona. I territori sono sempre più fragili

mercoledì 4 giugno 2025

«Signore, fa che nella nostra famiglia non venga mai meno la speranza» - Da Avvenire Newsletter 25 Maggio 2025

La stabilità del Governo italiano spinge l’economia

https://www.tvsvizzera.it/tvs/relazioni-italo-svizzere/la-stabilit%c3%a0-del-governo-italiano-spinge-leconomia/89424285?utm_campaign=manual_tvs&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o&utm_term=manual

Per la prima volta nella storia, il Pil pro capite italiano ha superato quello della Francia, sottolinea questa settimana il giornale svizzero Finanz und Wirtschaft


L’Italia supera la Francia

Il giornale economico Finanz und WirtschaftCollegamento esterno traccia questa settimana un paragone tra le economie italiana e francese, sottolineando che per la prima volta il prodotto interno lordo pro capite italiano, corretto per il potere d’acquisto, ha raggiunto quello francese. Il contesto politico gioca un ruolo importante. “Con 68 Governi dal Dopoguerra, l’Italia guida la classifica dell’instabilità politica”, ma oggi “l’esecutivo di centrodestra di Giorgia Meloni dispone di una solida maggioranza e persegue una linea politica stabile”. Al contrario, la Francia “si trascina politicamente con rapporti di forza poco chiari” e una “governance impopolare”, rileva la testata.

Questo si riflette anche nei conti pubblici: “La Francia ha registrato due volte deficit di bilancio ben superiori alle attese”, portando Moody’s a declassare il rating. L’Italia, invece, ha contenuto il deficit al 3,4% del Pil e ha ottenuto un miglioramento del rating a BBB+. “Solo un gradino separa ora l’Italia da una valutazione single-A”. Nonostante un debito pubblico ancora elevato (135% del PIL contro il 113% francese), Roma ha già raggiunto un avanzo primario. Inoltre, beneficia ancora dei fondi del programma Next Generation EU, che sostiene investimenti e crescita.

Anche i mercati riflettono questa dinamica: “Il premio di rischio richiesto per l’Italia si è ridotto notevolmente: da oltre 1 punto percentuale a soli 0,3”. La Borsa di Milano ha sovraperformato quella di Parigi: “L’indice FTSE Mib è salito del 69% rispetto all’inizio del 2023, contro il +22% del CAC 40”. A trainare il mercato italiano sono i titoli della difesa e il settore bancario. La società statale di difesa e sicurezza “Leonardo ha raddoppiato il suo valore, Fincantieri è salita del 125% e Iveco dell’89%”. In Francia, invece, “i titoli del lusso – come LVMH e Kering – hanno perso rispettivamente il 24% e il 26%”. Secondo Finanz und Wirtschaft, “ci sono buone ragioni per superare la diffidenza verso l’Italia e iniziare a considerarla una destinazione d’investimento più interessante rispetto alla Francia nei prossimi anni”. Anche le valutazioni lo confermano: “Il rapporto prezzo/utili previsto è più favorevole a Milano (11,5) rispetto a Parigi (14,9)”.




martedì 3 giugno 2025

OK del Governo (svizzero) alla vendita dei Leopard 1, ma nessun trasferimento in Ucraina - 28 Maggio 2025

https://www.tvsvizzera.it/tvs/qui-svizzera/ok-del-governo-alla-vendita-dei-leopard-ma-nessun-trasferimento-in-ucraina/89426001?utm_campaign=manual_tvs&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o&utm_term=manual

RUAG MRO può vendere alla Germania senza autorizzazione 71 dei 96 carri armati Leopard 1 A5, compresi accessori, che si trovano in Italia. È però escluso un trasferimento all'Ucraina.



Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha comunicato mercoledì mattina al Consiglio federale che il fabbricante di armamenti RUAG MRO è autorizzato a vendere alla Germania una parte dei carri armati Leopard che attualmente si trovano in Italia. Berlino però non potrà trasferirli in Ucraina.
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Telefono Azzurro: sono 8mila i minori stranieri scomparsi in sei mesi

Diritto alla vita: perché l’Europa è inquieta (e il dialogo così difficile)

Parlare di aborto non solo nei termini di “diritto” indiscutibile non è mai stato facile, ma ora le cose si stanno complicando, e non soltan...