IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

domenica 12 dicembre 2010

La lettera del Segretario Cornelli
Primarie sì, ma prima cambiamo la legge elettorale
Tratto da PD news, La Newsletter del partito democratico dell'area metropolitana Milanese - Dicembre 2010

La scorsa settimana ho ricevuto una lettera aperta firmata da una trentina di dirigenti e militanti del Pd milanese che chiedono di introdurre le primarie come strumento per la formazione della lista dei parlamentari Pd alle prossime (non si sa bene quando) elezioni politiche. Nel frattempo il numero dei firmatari ha superato il centinaio e la lettera si è diffusa anche in altre regioni d’Italia.
Ho detto subito e ribadito pubblicamente che sono d’accordo con la richiesta, per tre ragioni:
1) perché si tratta di una proposta legittima: le primarie sono lo strumento a cui il Partito Democratico ha affidato, almeno in parte, la rigenerazione di un rapporto di fiducia tra dirigenti, eletti e militanti. Io stesso sono Segretario milanese a seguito di un’elezione diretta degli iscritti (che non chiamo “primaria” solamente perché questo termine andrebbe utilizzato esclusivamente per la scelta di chi deve partecipare alla “fase secondaria”, e cioè le elezioni politiche o amministrative);
2) perché si tratta di una proposta non nuova, già sperimentata in forme embrionali dal Partito Democratico in occasione di competizioni elettorali con liste bloccate;
3) perché ritengo la proposta giusta: siamo in presenza di una legge elettorale che toglie ai cittadini la possibilità di selezionare direttamente i propri rappresentanti in Parlamento e, in questo contesto, le primarie possono ristabilire un legame tra elettori del Pd e parlamentari delle liste del Pd. Poiché sono d’accordo, ho indicato da subito l’istituzione a Milano di un gruppo di lavoro che elabori una proposta operativa, senza la quale è difficile avviare una discussione a livello nazionale che vada oltre l’enunciazione di principi. E so che molti firmatari della lettera aperta hanno apprezzato la prontezza della mia risposta.
Ho preso dunque un impegno chiaro che dimostra inequivocabilmente la mia volontà di valorizzare la proposta. Detto questo, spero sia lecito fare qualche considerazione ulteriore e al di fuori di quella logica binaria bianco/nero, pro/contro che sta modificando nel profondo la cultura politica anche nel centrosinistra.
Ci troviamo alle porte di una crisi parlamentare del Governo Berlusconi e alla conseguente opportunità di costruire una maggioranza istituzionale che approvi una nuova legge elettorale in grado di restituire ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento e che, tra l’altro, consenta un ritorno alla rappresentatività e autonomia territoriale della quale oggi i parlamentari per primi si sentono orfani. Su questa fondamentale battaglia democratica, innanzitutto, vale la pena impiegare risorse ed energie. Primo, perché la crisi è imminente, e precede necessariamente le elezioni politiche; secondo, perché a noi del Partito Democratico non può bastare che i nostri elettori si sentano coinvolti nella formazione delle liste del Pd. Dobbiamo batterci perché tutti i cittadini italiani abbiano la possibilità di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni, ristabilendo così, almeno in parte, un rapporto di fiducia nella politica. Si tratta di una questione vitale per la democrazia e non di un problema interno al Pd. Detto altrimenti, le primarie per la scelta dei parlamentari del Pd sono una pezza che mettiamo a una pessima legge elettorale; meglio cambiare la legge elettorale, se ci riusciamo, perché così ne beneficierebbero tutti i cittadini e, dunque, la democrazia italiana. In caso non ci si riuscisse, con le primarie ci accontenteremo di migliorare, con orgoglio, e per il momento, la democrazia interna al Pd.
Da ultimo, penso che le primarie vadano davvero regolamentate una volta per tutte, attribuendo a un gruppo di esperti la formulazione di una proposta. Se lasciamo tutto così, corriamo il rischio che a ogni appuntamento elettorale si perda più tempo a discutere di primarie e di legittimità di questi regolamenti, tema importante ma squisitamente interno al PD, che di progetti e proposte per cambiare il nostro paese. E se pensiamo davvero che le primarie siano utili, smettiamola di utilizzarle come strumento di lotta politica: prendiamo il coraggio di dare loro una legittimità più ampia, facendone cenno nella prossima legge elettorale.

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