IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

mercoledì 6 febbraio 2013

Diritti acquisiti oppure semplicemente privilegi?

In questo commento pubblicato sul sito dell'Aduc viene sollevato un problema che non è entrato a far parte dei temi della campagna elettorale.
C'è una divisione che si sta incancrenendo tra chi è andato in pensione molto giovane e con un sistema retributivo, e chi invece dovrà lavorare molto più a lungo, e potrà poi "godere" solo di una pensione calcolata con un sistema contributivo.
Come giustificare 10 anni di lavoro in più, ed una pensione molto inferiore?
Come "diritti acquisiti" dei fratelli maggiori a danno dei fratelli minori?





Obbligo dei Propri versamenti contributivi. Perchè?
Articolo di Alessandro Gallucci
2 febbraio 2013 10:31
Vorrei poter scegliere io se versare i contributi per la pensione, assumendomi così la responsabilità per il mio futuro. Vorrei uno Stato che mi spiegasse l'importanza della previdenza e che non me la imponesse e basta.
Poi vorrei poter scegliere, se decidessi di "accumulare", a chi affidare i miei risparmi.
Ed alla fine sarebbe bene che agli ingordi di quella generazione che ha usufruito del sistema retributivo uno Statista illuminato dicesse: "abbiamo scherzato dovete prendere un po' meno altrimenti chi sta dopo di voi finisce strangolato".
Al diavolo i diritti acquisiti. Se questi si basano sulle deprivazioni – che diventano privazioni di possibilità e dunque felicità – non sono diritti ma privilegi. Qual è il nostro giudizio sul massimo sfruttamento del lavoro altrui per il mantenimento di
un’odiosa posizione di vantaggio, insomma che cosa pensiamo oggi della schiavitù? Qual è la differenza tra la schiavitù ed il mantenimento forzoso, per ordine legislativo, di un sistema di previdenza a vantaggio esclusivo dei più forti? Andare in pensione, com’è successo per lungo tempo, a 55-57 anni percependo una somma simile allo stipendio che s'è guadagnato negli ultimi anni di carriera e non quanto s'è accumulato nel corso della vita è ingiusto al pari del vitalizio dato ai parlamentari dopo qualche anno di bivacco alla bouvette di Montecitorio.

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