IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

sabato 3 novembre 2012

Dubbi

«La sinistra scopra il coraggio del futuro
Con me Pd al 40 per cento, con loro al 25»


... Poi però Matteo Renzi smette di scherzare. E al PalaOlimpico di Torino delinea il suo programma e chiede una «sinistra coraggiosa», capace di ascoltare ma anche di decidere. Con tanto di previsioni: «Il mio Pd arriva al 40 per cento, il loro (quello di Bersani, ndr) al 25»...


Renzi continua a ripetere che se vincesse LUI le primarie, il PD potrebbe ottenere il 40% dei voti alle prossime elezioni.

Ho qualche dubbio.

Il 40% è largamente insufficiente per vincere le elezioni, senza alleanze.  Forse l'affermazione di Renzi va interpretata come un chiarimento sul fatto che il suo massimo obiettivo è in realtà quello di far vincere le elezioni alla destra?

Come è possibile che una candidatura così impopolare come la sua, che obbligherebbe molti iscritti del PD a non votare per il proprio partito (ed io sono probabilmente tra di essi) il giorno delle elezioni, possa raccogliere più voti di quanti ne potrebbe invece raccogliere una coalizione guidata da un candidato meno assimilabile al PDL?

Renzi si rende conto che se vincesse le primarie grazie al voto degli elettori del PDL, questi elettori non voterebbero però per Lui alle elezioni vere, dove ci sarà in palio il Governo dell'Italia?

Boh!

Lascio qui le domande a futura testimonianza, così come ho già fatto per altri post
Franco

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