IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

giovedì 10 febbraio 2011

Pregiudizi sugli Zingari ? Non solo Maiolo

Segnalo i risultati di una indagine sulla percezione che gli italiani hanno degli "zingari". LINK

Sottolineo due dati:
--> nei campi ci sono "solo" circa 50 mila persone, non i milioni raccontati in qualche "fola"...
--> non è vero che «gli zingari rubano i bambini», come raccontato in altre favole


Il Rapporto sulla condizione dei nomadi della Commissione diritti umani del Senato
Il pregiudizio degli italiani - «I rom? Zingari e basta»
Il 40% degli intervistati pensa anche che siano tantissimi, uno o due milioni, invece sono in tutto appena 170 mila

ROMA — Sono tutti «zingari», i Rom. Zingari e basta. E sono quasi tutti nomadi (84 per cento degli intervistati). Vivono di espedienti e furtarelli, e sfruttano i minori (92 per cento). Sono chiusi verso il mondo esterno, verso chi non è zingaro come loro (87 per cento), ed è per scelta che vogliono vivere nei campi, isolati dal resto della città (83 per cento). Questo è quello che gli italiani pensano dei Rom, questi sono alcuni dei «pregiudizi che alimentano l’ignoranza» su questa popolazione, è scritto nel Rapporto conclusivo dell’indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia della Commissione diritti umani del Senato.

LO STUDIO - Il Rapporto è stato discusso e approvato mercoledì all’unanimità, proprio nel giorno in cui si sono ricordati i quattro bambini Rom morti nel campo sulla via Appia a Roma. Il presidente della Commissione, Pietro Marcenaro (Pd) ha spiegato che «i giudizi negativi sui Rom sono diffusi e persistenti». Sono pochi gli italiani che sanno che la maggior parte di loro sono ormai diventati stanziali. Sono pochi quelli che sanno la metà dei Rom nel nostro Paese sono cittadini italiani. Quasi quattro intervistati su dieci pensa anche che siano tantissimi, uno o due milioni, invece sono in tutto appena 170 mila e di questi meno di un terzo, poco più di 50 mila, vive nei campi. Ed è un popolo di giovanissimi: il 60 per cento ha meno di 18 anni e il 47 per cento ha tra i 4 e i 14 anni, segno che purtroppo «l’aspettativa i vita è bassa, soprattutto tra chi vive in condizioni di degrado, tra i rifiuti». «I campi esistono solo in Italia, a partire dagli anni Sessanta — ha continuato il senatore Marcenaro —. Negli altri Paesi esistono più che altro campi di transito».

«CAMBIAMENTO CULTURALE» - D’accordo tutti, in Commissione al Senato, sulla necessità di «un programma graduale di chiusura dei campi, a partire da quelli più degradati, e di offerta di soluzioni abitative diverse, accettabili e accettati». Indispensabile ormai è anche un «piano nazionale», ha sottolineato il capogruppo Pdl in Commissione Salvatore Fleres, «mentre adesso «esistono 11 leggi regionali e un reticolo di provvedimento locali». Evidente tuttavia che occorre puntare ad un cambiamento culturale riguardo alla percezione che gli italiani hanno dei Rom. Un cambiamento che abbassi di molto quella percentuale di connazionali che ha dei Rom un’«immagine avversa» (sono il 47 per cento), o di «emarginazione» (il 37 per cento), rispetto ad un’«immagine neutra o positiva», (appena il 12 per cento). O anche quella percentuale che si dice «a disagio» all’idea di avere un Rom come vicino di casa, 47 per cento rispetto al 25 per cento dei cittadini dell’Unione europea. Uno dei pregiudizi più diffusi è quello secondo cui «gli zingari rubano i bambini», nonostante che dal dopoguerra ad oggi nessuna sentenza abbia mai condannato un Rom o Sinti per un simile reato, ad eccezione del caso di Angelica, la minorenne condannata per aver tentato di rapire una neonata a Napoli nel 2008.

Mariolina Iossa, 10 febbraio 2011

2 commenti:

Franco Gatti ha detto...

C'è anche di peggio: leggete questo articolo:
http://www.lombardiapress.it/lombardiapress/portale/index.php?com=1053

L'illustrazione ovviamwnte NON è del campo Sinti di Buccinasco..., ma chi se ne accorge ?

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CRONACA E ATTUALITÀ
POLITICA LOCALE
11/02/2011 Comune di Opera

STOP AGLI ABUSI NEL PARCO SUD


Gli illeciti commessi nel campo nomadi stanziale di Buccinasco rischiano di “fare scuola” ed essere compiuti anche nelle aree limitrofe

"Che a Buccinasco ci fosse un campo nomadi che il Sindaco Cereda ha provato a legalizzare con una delibera di Giunta è fatto risaputo - racconta Ettore Fusco, componente del consiglio direttivo del Parco Agricolo Sud - ma che questo abusivismo si stia dilagando in altre zone del territorio è di una gravità tale da richiedere un immediato intervento delle autorità competenti”.
Il Sindaco di Opera Fusco ha presentato un’interrogazione al Presidente del Parco Agricolo Sud Milano Guido Podestà al fine di sollecitare un intervento del collega di Buccinasco a cui sembra sia sfuggito il controllo di una fetta di territorio all’interno del perimetro dei confini del Parco Sud.
Dopo la scelta di legittimare la presenza dei Sinti in un’area del Comune all’interno del Parco, dove il primo cittadino di Buccinasco ha autorizzato la costruzione di villette con giardino per i residenti, sembra adesso si siano aggiunte nuove costruzioni realizzate da chi, prendendo spunto dall’illegalità rappresentata dalla presenza dei nomadi, ha impunemente edificato senza alcun permesso comunale.
Il Consigliere del direttivo del Parco Sud, il Sindaco di Opera Fusco già avvezzo a fronteggiare con successo le situazioni di illegalità dei nomadi, si era già espresso contro la scelta del collega Cereda di regolarizzare gli abusi dei sinti “nessun vincolo paesaggistico è stato tenuto minimamente in considerazione - l’allora commento di Fusco - e persino la sicurezza della gente passa in secondo piano nella delibera di Giunta Comunale che approva una simile iniziativa avallata addirittura dal Prefetto di Milano, il Dottor Gian Valerio Lombardi, che secondo l’Amministrazione di Buccinasco si accollerebbe l’onere di approvare e finanziare l’intero progetto. Non me ne voglia il collega Cereda se all’interno del Direttivo del Parco Sud - dichiarò Fusco nel mese di settembre - mi adopererò per impedire che un’area del nostro patrimonio agricolo sia trasformata in una baraccopoli; è una questione di principio”.

segue

Franco Gatti ha detto...

L’interrogazione al Presidente della Provincia Guido Podestà, titolare anche della presidenza del Parco Sud, è scaturita dopo avere appreso che accanto al campo nomadi dei sinti sono sorte altre costruzioni.
A Podestà è stato chiesto di verificare gli eventuali abusi e sollecitare l’intervento del Sindaco Cereda, rispettando l’autonomia dell’Ente Locale titolare della potestà di intervento attraverso le ordinanze sindacali necessarie all’abbattimento degli edifici abusivi, prima che una parte del sud Milano si trasformi nel regno dell’abusivismo.