IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

venerdì 11 febbraio 2011

Un uomo solo al comando

Come in tutti i partiti dove vige (?) la democrazia interna, è il "capo" che decide cosa sia meglio per tutti, senza perdere tempo in discussioni !

L'ordine è stato perentorio: bisogna allontanare dalle amministrazioni locali targate Pdl tutti gli esponenti appartenenti al partito di Pier Ferdinando Casini. Un'indicazione tassativa, che Silvio Berlusconi ha ieri consegnato a presidenti di Regioni e Province con l'invito di rendere quanto più tempestivo possibile il "divorzio" con i centristi.

Il frammento è tratto da: http://www.newnotizie.it/2011/02/11/e-il-cavaliere-mette-alla-porta-ludc/
Ora vedremo come si comporteranno Sindaci e Presidenti di Province e Regioni del PDL: ubbidiranno al capo, o ignoreranno i suoi ordini ?

2 commenti:

Franco Gatti ha detto...

E il Cavaliere mette alla porta l’Udc

L'ordine è stato perentorio: bisogna allontanare dalle amministrazioni locali targate Pdl tutti gli esponenti appartenenti al partito di Pier Ferdinando Casini. Un'indicazione tassativa, che Silvio Berlusconi ha ieri consegnato a presidenti di Regioni e Province con l'invito di rendere quanto più tempestivo possibile il "divorzio" con i centristi.

"Gli esponenti dell'Udc devono uscire da tutte le giunte che governiamo noi - ha scandito ieri il premier - Ho tollerato ogni tipo di attacco politico ma ora gli attacchi sul piano personale e privato non posso davvero sopportarli più".

Un diktat che rischia di suscitare grandi sconvolgimenti in diversi territori, soprattutto laddove le amministrazioni guidate dal Pdl riescono a mantenere i loro assetti governativi grazie al sostegno dei casiniani. Ma tant'è, la preoccupazione principale del premier sembra essere al momento quella di dare l'ultimo schiaffo all'ex presidente della Camera, ormai completamente imbarcato in un progetto politico alternativo al suo.

Di più, la mossa indicata dal presidente del Consiglio avrebbe la pretesa di smuovere alcune "pedine" considerate mobili, incoraggiandole a lasciare l'Udc per approdare al Pdl. Una "dipartita" che a livello parlamentare potrebbe fare la differenza e potrebbe ingrossare le fila dei nuovi "responsabili" a sostegno dell'esecutivo in un momento di grande urgenza riformista soprattutto sul capitolo della giustizia.

Franco Gatti ha detto...

Intanto ieri sono giunte le prime reazioni locali all'ordine dettato da Silvio Berlusconi: "Rimango dell' opinione che oggi l'Udc è un alleato leale e importante per questa regione - ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo - e credo che sarebbe un errore metterlo alla porta. Berlusconi non si riferisce al Friuli Venezia Giulia perché è una esperienza nata prima della tensione di questi mesi. Auspico che a livello nazionale l'Udc rientri nell'alveo del centrodestra - ha aggiunto il governatore - e credo che Berlusconi voglia dire questo".

Qualche perplessità anche dalla Sardegna: "La Sardegna ha la sua autonomia e io non posso far altro che attenermi alle dichiarazioni dei giorni scorsi del presidente Cappellacci - ha commentato il leader dell'Udc isolano Giorgio Oppi - che parlano di asse portante Pdl-Udc. Non abbiamo ricevuto nessun altro tipo di comunicazione: siamo convinti che qui i rapporti continueranno a essere buoni come lo sono sempre stati. Ci siamo incontrati qualche giorno fa - ha continuato il centrista - e ci rivedremo martedì per un incontro di maggioranza: non ho alcun segnale che qualcosa sia cambiato".

E la nuova indicazione del premier potrebbe creare equilibri precari nel Lazio, dove la giunta guidata dalla pidiellina Renata Polverini - che conta 6 consiglieri dell'Udc - rischia di sfarinarsi. Se i centristi, infatti, venissero invitati a rompere l'alleanza cementata col Pdl, la maggioranza verrebbe compromessa a favore dell'attuale opposizione. Non solo: ai due centristi Luciano Ciocchetti e Aldo Forte la governatrice ha affidato due assessorati di grande peso (rispettivamente all'Urbanistica e alla Famiglia). Se i due casiniani dovessero essere allontanati dal governo regionale, si renderebbe dunque necessario procedere con un "rimpasto" forzato che destabilizzerebbe - quasi sicuramente - l'assetto amministrativo.

Maria Saporito

tratto da http://www.newnotizie.it/2011/02/11/e-il-cavaliere-mette-alla-porta-ludc/