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giovedì 16 settembre 2010

Avremo meno medici. Cui prodest ?

Tratto da: http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Sanita-Fazio--22-mila-medici-nel-2018-pronti-a-fronteggiare-carenza_968017337.html
Sanita': Fazio, -22 mila medici nel 2018, pronti a fronteggiare carenza
ultimo aggiornamento: 15 settembre, ore 18:18, Roma, (Adnkronos Salute) - "Si stima che a partire dal 2014 il numero dei medici comincerà a decrescere. Nel 2018 avremo 22 mila professionisti in meno. Il ministero della Salute, in sinergia con quello dell'Istruzione, è impegnato a promuovere politiche attive per fronteggiare la carenza". Parola del ministro della Salute Ferruccio Fazio, rispondendo oggi al Question Time alla Camera sulla carenza di personale sanitario, medici e infermieri.
Riguardo ai camici bianchi, "il ministero della Salute, le Regioni e la Federazione nazionale dei medici - ha detto Fazio - hanno chiesto l'aumento dell'offerta formativa, a cui l'università ha risposto progressivamente incrementando il numero da 7.366 nell'anno accademico 2007-2008 a 8.800 per il prossimo anno".
Pronte misure anche per fronteggiare la carenza di infermieri. "Per quanto riguarda la professione infermieristica - ha sottolineato Fazio - il ministero della Salute e le Regioni, unitamente alle rappresentanze professionali, hanno chiesto l'incremento di posti cui è corrisposto un effettivo impegno dell'università ad incrementare la capacità formativa. Si è passati dagli 8.650 posti disponibili nell'anno accademico 2006-2007 ai 16.336 posti dell'anno che sta per iniziare. Quindi un raddoppio dal 2006-2007. Il trend - ha aggiunto il ministro - ha consentito di passare da un rapporto di 5,9 infermieri per 1000 abitanti nel 2005 a 6,3 nel 2009. Nel 2010 dovremmo attestarci su 6,7 per mille abitanti. L'incremento - ha concluso Fazio - è naturalmente favorito anche dall'età media dei professionisti, due terzi dei quali non supera i 45 anni".
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Cui prodest?
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La locuzione latina cui prodest? (lett. "a chi giova?") deriva dalle parole pronunciate da Medea nell'omonima tragedia di Seneca.
Ai versi 500-501 ella afferma: "cui prodest scelus, is fecit", cioè "colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto".
Il concetto espresso da Medea è alla base di ogni ricerca investigativa: la scoperta di un possibile movente favorisce anche la scoperta del colpevole, o comunque limita il numero dei sospettati.
Ma anche nella vita di ogni giorno, domandarsi sempre "cui prodest?" - altrimenti reso con Cui bono? - aiuta a rintracciare i fini ultimi e i reali interessi che leggi, decreti o semplici decisioni nascondono, al di là degli alti ideali che sembrano proporsi e garantire.

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