IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

giovedì 9 settembre 2010

L'Italia che non mi piace

è quella di Andreotti.
tratto da: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=145001

A La Storia siamo Noi - Andreotti: "Ambrosoli? Se l'andava cercando"
Parlando dell'omicidio di Giorgio Ambrosoli, Carlo Azeglio Ciampi aveva detto: "Quel colpo sparato ad Ambrosoli era destinato al cuore dello Stato". A La Storia Siamo Noi, in onda stasera, Andreotti ha dichiarato "se l'andava cercando".

Roma, 09-09-2010 - Ambrosoli? “Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando”. Quella di Giulio Andreotti è una delle voci raccolte nella puntata che andrà in onda questa sera de “La Storia Siamo Noi” (Rai2, ore 23,50) che racconta la figura di Giorgio Ambrosoli. Corrado Stajano ne scrive oggi sul Corriere della Sera: “Andreotti, allora presidente del Consiglio, ne parla sereno, e pensare che doveva averne multiformi saperi” e ancora sui rapporti fra Andreotti e Sindona: “Anche oggi non smentisce la sua empatia per il bancarottiere definito in passato ‘il salvatore della lira’”.

L’avvocato milanese Giorgio Ambrosoli fu il liquidatore della Banca Privata Finanziaria di Michele Sindona, che morirà avvelenato in carcere a Voghera nel 1986. Ambrosoli pagherà con la vita, ucciso per strada nel 1979, un impegno che in una lettera alla moglie descrisse così: “Pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di far qualcosa per il Paese”. Ad uccidere Ambrosoli fu William Joseph Aricò, un sicario americano. Per l’omicidio dell’avvocato furono condannati all’ergastolo Michele Sindona e Roberto Venetucci.

L’articolo sul Corriere della Sera di Corrado Stajano, autore nel 1991 di “Un Eroe Borghese” che racconta la vicenda di Ambrosoli, inizia così “Giorgio Ambrosoli non è stato dimenticato. Trentun anni dopo il suo assassinio nel centro di Milano, vicino alla basilica di San Vittore, le ragioni della memoria di quel che accadde —un uomo che si fa uccidere nel nome dell’onestà— sono rimaste intatte”.

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