IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

martedì 25 gennaio 2011

Vincenzo Ortolina e CL

L'amico Vincenzo Ortolina mi invia un articolo sulla situazione politica. Secondo me pecca di buonismo, ed alcuni giudizi sono molto (troppo) leggeri, anche se costituiscono comunque un buon spunto di riflessione.


VITTIME E CARNEFICI

La frase più significativa del noto intervento di Bagnasco, per i berlusconiani di tutte le risme, sembra essere, "ovviamente" (?), quella riferita all'"ingente mole di strumenti di indagine" utilizzata dalla magistratura. Affermazione obiettivamente un po' fuori luogo, che fa supporre, secondo taluni, l'intenzione del vertice della CEI di dare, come si suol dire, un colpo al cerchio e uno alla botte. Anche se, in realtà, il giudizio sui comportamenti del premier (e chi, se non lui, pur non citato direttamente?) è nettissimo, come pure l'invito a fare chiarezza "nelle sedi opportune". Quello che non convince è quando la Chiesa (non soltanto nella presente occasione) auspica, sostanzialmente, una sorta di "pacificazione" nazionale, dando l'impressione di non rendersi conto che ciò è del tutto impossibile, se Berlusconi non se ne va. Nella situazione data, sono infatti immaginabili altri anni di governo "tranquillo" (magari non pochi, nel caso si andasse a elezioni anticipate e costui rivincesse, nonostante tutto, anche grazie a una legge elettorale nefanda) sotto la guida di costui? Ed è questo, davvero, l'interesse del paese? Ogni persona "saggia" (a partire dagli uomini di Chiesa) non può non comprendere che no, non può essere. Più in generale, sulle note vicende, mi sorprende l’atteggiamento di “Comunione e Liberazione” (CL). O meglio, di CL quando indossa (e lo fa spesso) i panni della politica, dismettendo quelli di “movimento ecclesiale”. Le ultime apparizioni in TV dei loro massimi esponenti, sul tema, le ho trovate semplicemente penose. Qualche sera fa, al TG 3 della notte, a rappresentare di fatto la “maggioranza” c’erano Paolo Liguori, l’ex sessantottino ora estremista berlusconiano ” (che, com’è sua abitudine, è parso molto arrogante, impedendo quasi ai suoi interlocutori, di parlare), e Luigi Amigone, il direttore del mensile “ideologico” del gruppo. I due hanno, innanzitutto, ripetuto il “refrain” del centrodestra: giudici carnefici, Berlusconi vittima. L’ex “lottacontinuista” in particolare ha così attaccato con veemenza la Boccassini, la quale proprio in questi giorni, guarda caso, è nel mirino dei quotidiani “di famiglia” (e sappiamo come si muovono, questi!). Nel merito, le tesi, anche un po’ alternative, sono state: in casa sua ciascuno fa ciò che vuole. La magistratura non osi “origliare” (neppure se si commettono “reati”, a parte i “peccati”, che non le competono?). Ad Arcore, e “dépendances”, comunque, non è accaduto nulla di grave. Sono montature dei “media”. E, in ogni caso, anche se fossero vere le accuse al premier, da “cristiani” (lo ha affermato persino Formigoni, scomodando inopportunamente il Vangelo) dobbiamo semplicemente ricordarci la frase di Gesù a riguardo dell’adultera: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” (Giovanni, 8, 7). Consequenziale, a questo punto, il rimando di altri cattolici non soggiogati da Berlusconi a un’altra, tremenda frase del Vangelo “E’ inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. E’ meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli” (Luca17, 1, 2). In conclusione, Liguori e Amigone meglio persino dei Cicchitto, dei Capezzone, dei Gasparri e compagnia cantante, nella difesa del capo del governo. E, soprattutto, apparentemente non consapevoli che, per il mondo cattolico più sensibile, non contano tanto i singoli episodi di cui si sta parlando, ma il complessivo clima “etico” (negativo) prodotto dal berlusconismo. Questi, dunque, sono i “ciellini” che fanno politica. E’ in ragione di ciò che, da cattolico democratico, non li amo, se posso dirlo pubblicamente.

VINCENZO ORTOLINA
25 gennaio 2011

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