IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

domenica 9 marzo 2014

Legge elettorale: il parere di Rosy Bindi

Allego il parere di Rosy Bindi.  Ho l'impressione che il PD alla fine otterrà un qualche riconoscimento della cosiddetta parità di genere (e vedremo quali donne candideranno i partiti, ed in base a quali criteri di selezione...), ma in cambio "calerà le braghe" sui punti più importanti; la nuova legge elettorale  permetterà la rappresentanza solo delle tre - quattro forze più grandi, escludendo tutti i partiti sotto al 10% (tranne la Lega, che rientrerà attraverso un apposito emendamento), incentiverà il non voto (meglio chi non vota che chi voterebbe per un partito diverso dal mio...!), permetterà le candidature multiple (la stessa persona in più collegi), manterrà liste bloccate, non imporrà primarie di alcun genere ma lascerà ai padroni dei partiti la scelta dei candidati più fedeli.

Insomma, in cambio di qualche donna inserita nelle liste il PD approverà la legge elettorale sognata da Berlusconi.

Ancora una volta, BRAVO PD!

Mail ricevuta il 7 marzo
Nella seduta notturna della Camera dei deputati Rosy Bindi è intervenuta due volte sulla legge elettorale, affrontando i temi caldi in discussione: liste bloccate e parità di genere. GUARDA I VIDEO

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Legge elettorale, Bindi: «La parità di genere è nella Costituzione e nel Dna del PD»
intervista di Francesca Schianchi, La Stampa, 7 marzo 2014

Io non sono mai stata una femminista, quindi sono veramente al di sopra di ogni sospetto, ma la parità di genere sta nella Costituzione e nel Dna del Pd, non ci si può rinunciare». Rosy Bindi esce dall'Aula della Camera solo pochi minuti, tra un voto e l'altro. Abbastanza però per manifestare la sua preoccupazione riguardo alla legge elettorale, in particolare sul tema della rappresentanza femminile: se non ci sarà, la combattiva deputata Pd, ex presidente del partito, oggi presidente della Commissione antimafia, potrebbe anche non votare la legge, «mi prendo l'8 marzo, Festa della donna, per riflettere».
Sulla parità di genere andrete avanti, anche se non fa parte dell'accordo stretto tra forze politiche?

«Noi donne del Pd non arretreremo. Una legge approvata il giorno prima o il giorno dopo la Festa della donna non può fare passi indietro rispetto al dettato della Costituzione, e noi come Pd non possiamo arretrare rispetto al nostro Statuto ma anche alla nostra prassi, noi che abbiamo portato il 40% delle donne in Parlamento. Già questa legge ha molti limiti, ritengo anche qualche profilo di incostituzionalità, ci manca solo questa».
Addirittura qualche profilo di incostituzionalità?
«Nelle soglie di sbarramento, sia per i partiti che corrono soli che per quelli che si coalizzano. Si rischia di lasciare più di tre milioni di cittadini senza rappresentanza, e non ce lo possiamo permettere. E neanche le liste bloccate, che sono nella percezione popolare l'essenza del Porcellum. La parità di genere sarebbe un modo per correggere almeno in parte le liste bloccate, temperando il potere di scelta nelle mani dei partiti».
Il segretario e premier Renzi vi ha ascoltate? E lui stesso a dirsi orgoglioso del suo governo per metà di donne...
«Anche se poi la scelta dei sottosegretari è andata in un altro modo... Ma certo un presidente del Consiglio con un governo così femminile non può farsi imporre un accordo che nega la parità di genere! Se il Pd sarà compatto nel voto, con l'aiuto di qualche altra forza politica, si può ottenere il risultato».
Ma se il governo dovesse dare parere contrario? Come fate a votare a favore?
«Il Pd, che è il principale partito che sostiene questo governo, deve chiedere che su questo punto si mantenga fede ai principi costituzionali e alla nostra prassi».
Col rischio di far saltare l'accordo con Forza Italia? II portavoce della segreteria, Guerini, ha ricordato che per fare modifiche ci vuole il consenso di tutti quelli che hanno sottoscritto l'accordo...
«Mi chiedo come farà il Pd a presentarsi agli elettori nel giorno della Festa della donna dopo aver ceduto a questo ricatto di Berlusconi».
Se si arrivasse al voto finale della legge e la parità di genere non ci sarà, la voterà?
«Se non c'è da parte del Pd un impegno a modificare questo punto, mi prendo l'8 marzo, Festa della donna, per riflettere su come comportarmi».

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