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sabato 8 maggio 2010

Forse non tutti sanno ... cosa fare se incontrano un orso !

IL CASO "Alzare la voce e non correre" - Si impara a vivere con l'orso - Aumentano i plantigradi sulle Dolomiti il vademecum di Trento per evitare incidenti. Nel territorio anche due linci e probabilmente dei lupi. L'importante è saperli affrontare

TRENTO - Se incontrate un orso in montagna mantenete la calma, ritenetevi fortunati e godetevi la (rara) visione restando a distanza: che ci crediate o no, tra i due quello più spaventato è lui e probabilmente riuscirete a vedergli solo il posteriore, mentre si allontana nel bosco. Ecco la prima regola del vademecum che la provincia autonoma di Trento ha realizzato per gli incontri ravvicinati con i plantigradi.
Non saranno d'accordo gli abitanti di Posina (in provincia di Vicenza) dove da due settimane fanno i conti con le razzie dell'orso Dino, che appena uscito dal letargo è diventato famoso come saccheggiatore di ovili e pollai. Non sarà d'accordo nemmeno il pastore Mario Widmann che al ritorno dalla sua malga sul Brenta (in Trentino) raccontò le sue notti in bianco, con il fucile carico sotto braccio, per difendere le pecore dagli attacchi dell'orsa Jurka (ora chiusa in un recinto a scontare la sua irrequietezza). Ma i forestali del servizio faunistico di Trento rassicurano: "Sono animali cauti e diffidenti. Di fronte all'uomo fuggono". Nessun attacco - giurano - senza provocazione. Di più: in Europa meridionale mai nessun attacco, di nessun tipo.
Rapporto difficile quello tra uomini e orsi, che Dino Buzzati raccontò ne "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" facendo prevalere i plantigradi sui bipedi. Ma nella realtà andò che l'orso sulle Alpi si estinse a colpi di fucile a metà del Novecento. Ci ha messo rimedio la Provincia di Trento che tra il 1999 e il 2002 ha importato dieci orsi sloveni. Ora gli orsi sulle Dolomiti sono 25 e incontrarne uno non è più un evento impossibile. Nemmeno al volante di un'automobile: negli ultimi 8 anni sono 11 gli investimenti (documentati) di orsi sulle strade trentine, tra cui uno sull'Autostrada del Brennero dove nell'agosto del 2001 Michael Funes M., cinquantenne tedesco in vacanza in Italia, inchiodò incredulo la sua Mercedes davanti all'ombra dell'orsetta Vida che andava a mirtilli.
Salva per miracolo. Ecco perché in provincia di Vicenza sono partiti i corsi di convivenza con i plantigradi e in Trentino è stato pubblicato il manuale per gli incontri ravvicinati. Oltre a ritenersi fortunati (regola numero uno, ma dissentire è lecito) di fronte a un orso è vietato tentare l'avvicinamento, soprattutto se ci sono i cuccioli. Se con l'orso siete "a tu per tu" fatevi notare, alzate la voce, fate rumore e cercate di allontanarvi lentamente. Mai correre perché nell'inseguimento (anche sugli alberi e in acqua) è lui il favorito.
Quando l'orso si alza in piedi non c'è da preoccuparsi (ma anche qui dissentire è lecito): "Questo atteggiamento indica solo curiosità" si legge nel vademecum. E se proprio l'orso vi sembra minaccioso provate a mettere davanti a voi il cestino dei funghi, lo zaino, la sacca da pesca. Infine l'ultima spiaggia: "Se ciò non aiuta, sdraiatevi a terra in posizione fetale e proteggete la testa con le braccia". Ma attenzione: dicono le cronache che questo non è mai accaduto. Accanto alle polemiche dei residenti ecco i racconti dei turisti felici per aver visto l'orso a mollo nel lago di Tovel. C'è poi l'ultima regola: "Mai dare da mangiare agli orsi". Cibo vietato, rifiuti compresi, proprio come a Yoghi nel parco di Yellowstone. Prego, niente confidenze, meglio una sana diffidenza perché orsi e uomini amici sono in realtà i peggiori nemici. Concludeva così anche Buzzati.
(di ANDREA SELVA - 27 aprile 2010) Tratto da: http://www.repubblica.it/scienze/2010/04/27/news/vivere_con_orso-3645546/

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